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Amsterdam
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Il: Feb 15 2009, 03:09 PM
Di: domiad
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Amsterdam nacque nel XIII secolo da un villaggio di pescatori situato vicino ad una diga (dam) sul fiume Amstel (da cui il nome originario Amstelredam). Gli abitanti iniziarono molto presto a dedicarsi al commercio, e nel XIV secolo il commercio con le città tedesche della Lega Anseatica divenne fiorente. Amsterdam ottenne ufficialmente il titolo di città nel 1300 o 1301 dal vescovo di Utrecht Guy van Henegouwen, ma già nel 1275 Amestelledamme (sic) aveva ricevuto delle esenzioni da parte di uno dei Signori dell'Aemstel.
I Paesi Bassi furono uniti alla corona spagnola fino al XVI secolo, quando terminò la guerra d'indipendenza. Tra le conseguenze dell'indipendenza, venne introdotta nello stato la libertà di religione. Amsterdam rimase una città cattolica, religione preponderante nella città ancora oggi. Numerose tuttavia furono le chiese convertite alla fede protestante. Montelbaanstoren, 1512ca.
Mentre le guerre di religione imperversavano per l'Europa, Amsterdam divenne un rifugio per molte genti perseguitate o timorose di persecuzioni per via della loro religione. Vi giunsero ebrei dalla Spagna e dal Portogallo, mercanti da Anversa in fuga dal saccheggio degli spagnoli e gli ugonotti dalla Francia.
Il XVII secolo fu l'età d'oro di Amsterdam. Le navi olandesi salpavano per il nord America, l'Indonesia, il Brasile e l'Africa, creando un impero coloniale. Rembrandt visse in questo secolo. La città si espanse attorno ai canali. Amsterdam divenne il porto più importante del mondo e un centro di finanza internazionale. Mulino De Gooyer, ca. 1725
Il XVIII e il XIX secolo videro un declino nella prosperità di Amsterdam. Le guerre contro la Gran Bretagna e la Francia misero a dura prova la città e il commercio si spostò verso Londra.
Alla fine del XIX secolo, la Rivoluzione Industriale raggiunse la città. Nuove rotte sull'acqua verso il mare e verso il fiume Reno fecero nascere nuove rotte commerciali con l'estero. Le condizioni di Amsterdam migliorarono di nuovo, ma la città non raggiunse più gli splendori del passato. In questi anni fu costruita la Stelling van Amsterdam, un anello di 42 forti e di terre che potevano essere alluvionate, messo a difesa della città.
La Prima Guerra Mondiale non portò distruzioni perché i Paesi Bassi rimasero neutrale. Il commercio e l'industria soffrirono comunque le conseguenze di un'Europa devastata.
Tra le due guerre gli Olandesi costruirono dei muri che separarono Zuider Zee dal Mare del Nord, creando il cosiddetto IJsselmeer (lago IJseel). Le distese d'acqua ad est di Amsterdam divennero così d'acqua dolce, non più salata, e poterono essere usate dagli abitanti.
Durante la seconda guerra mondiale le truppe tedesche occuparono la città a partire dal 15 maggio 1940 e deportarono quasi 100.000 ebrei, facendo quasi scomparire la loro comunità. Anna Frank era una di loro. Prima della guerra, Amsterdam era il centro più importante per il commercio dei diamanti. Poiché questo commercio era per la maggior parte nelle mani di affaristi e gioiellieri ebrei, esso scomparve. Oggi Amsterdam ha ancora un ruolo nel commercio dei diamanti, ma il suo posto di centro mondiale è stato preso dalla città di Anversa in Belgio.
Negli anni sessanta e settanta Amsterdam divenne di nuovo famosa, per ragioni diverse: la politica di tolleranza verso le droghe leggere rese la città una destinazione popolare per gli hippie. Diventarono frequenti le occupazioni di edifici vuoti e gli scontri con la polizia.
Gli anni ottanta iniziarono in modo convulso: nel 1980, mentre la Regina Beatrice veniva incoronata, una protesta si svolse fuori dalla chiesa. Il motto dei protestanti era 'Geen woning, geen kroning' (niente casa, niente incoronazione). Il sindaco e il consiglio comunale alla fine dovettero chiamare l'esercito per riprendere il controllo della situazione. Durante gli anni seguenti crebbe grandemente il numero degli immigrati, soprattutto dal Suriname, dalla Turchia e dal Marocco. Molte persone si trasferirono nelle città vicine, tra cui Purmerend ed Almere. Quartieri come Pijp e Jordaan, precedentemente abitati da operai, divennero ambite mete per i nuovi Yuppie abbienti e per gli studenti.
Negli stessi anni avvennero grandi cambiamenti amministrativi: la città fu divisa in distretti (oggi 15), responsabili per molte delle attività che erano precedentemente assegnate al governo centrale. L'idea fu quella di avvicinare l'amministrazione alla gente.
Gli anni novanta furono anni di boom economico. Il vecchio centro storico fu quasi del tutto restaurato e molte infrastrutture vennero completate. Nel 1995 il governo nazionale propose la creazione di una "provincia cittadina", comprendente Amsterdam e le città vicine. La popolazione respinse l'idea in un referendum. L'opposizione non era tanto contro la provincia cittadina, ma contro la divisione della città in parti. Dopo il referendum la proposta venne archiviata, ma a partire dal 1995 alcune parti della città divennero comunque più autonome, e alcune città vicine sono state inglobate da Amsterdam, sia politicamente che economicamente. In un certo senso la provincia si è formata lo stesso, sotto forma di "Grande Amsterdam".
L'inizio del nuovo millennio ha portato problemi economici per la città. La disoccupazione è cresciuta. L'integrazione degli immigranti arrivati due decenni fa è ancora problematica, come mostrato dall'omicidio del regista Theo van Gogh. Gli 800 anni di storia di Amsterdam hanno comunque mostrato che la città è capace di risollevarsi da periodi del genere.
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Axen Misex
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Il: May 1 2008, 07:47 PM
Di: domiad
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Axen Misex
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Calcata
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Il: Feb 15 2009, 11:40 AM
Di: domiad
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Calcata è un piccolo comune che, sebbene a soli 40 Km a nord di Roma, è riuscito a conservare intatti i suoi patrimoni storico e naturale.
La realtà culturale si è invece ulteriormente arricchita quando, dalla fine degli anni '70, agli originari abitanti del Centro Storico sono subentrati gli attuali.
Proveniendo da tutta l'Italia e da tutto il mondo, attratti dalla natura e dai saperi dei vecchi abitanti, che con quella natura erano vissuti in equilibrio fino a pochi anni prima, i nuovi hanno dato vita, nel Centro Storico e fuori, a decine di iniziative contribuendo così a dare nuovo impulso al paese.
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Camigliatello - Cosenza - Cala...
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Camigliatello - Cosenza - Calabria - Camigliatello Silano è una località montana del comune di Spezzano della Sila (CS).
Camigliatello Silano è situato a 1300 metri di altitudine. Dispone di impianti di risalita e piste da sci, ed è una delle località silane a maggiore vocazione turistica, durante tutte le stagioni.
Il paese si trova all'interno del Parco Nazionale della Sila, dove tutto l'anno si possono ammirare gli animali presenti e fare passeggiate nei percorsi dei boschi silani. Il lupo della Sila resta l'icona di questa magnifica località.
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Casa di Tanazza - Messina - Or...
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Il: May 1 2008, 09:54 AM
Di: domiad
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Orto Botanico "Pietro Castelli" Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. (Reindirizzamento da Orto botanico di Messina) Vai a: Navigazione, cerca Un dipinto raffigurante l'orto botanico di Messina.
L'Orto Botanico "Pietro Castelli" è un orto botanico di Messina, in Italia, fondato dall'omonimo botanico nel 1638; dalla sua fondazione appartiene all'Università di Messina. Si trova in piazza XX Settembre.
Storia [modifica]
A Pietro Castelli successe nella direzione Marcello Malpighi, fondatore dell'istologia e dell'anatomia vegetale, che proprio sulle piante dell'orto messinese fece gran parte delle osservazioni riportate nelle sue opere scientifiche. Soppresso in seguito alla rivolta antispagnola della città nel 1678, fu ricostituito nel 1889. Oggi l'orto botanico, sito in piazza XX Settembre, custodisce numerose specie arboree provenienti da tutto il mondo.
Flora [modifica]
Tra le specie arboree presenti si annoverano Calodendrum capensis, Casuarina torulosa, Chorisia insignis, Dracaena draco, Ficus macrophylla, Ginkgo biloba, Livistona chinensis, Phoenix canariensis, Pinus brutia, Pinus longifolia, Pterocarya caucasica, Trachycarpus excelsius e Washingtonia filifera. Altre piante di interesse sono Anona cherimolia, Eugenia jambos, Eugenia myrtifolia, Eugenia uniflora, Feijoa sellowiana, Flacourtia indica, Mangifera indica, Nymphaea capensis, Nymphaea alba, Persea gratissima, Pithecoctenium cynanchoides, Pontederia cordata, Psidium guajava e Psidium cattleianum. Numerosi gli endemismi siculi presenti tra cui Carlina sicula, Centaurea crassifolia, Centaurea tauromenitana, Limonium minutiflorum, Senecio ambiguus, Senecio gibbosus, Scilla cupani.
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Catania Sicilia
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Il: Feb 15 2009, 03:15 PM
Di: domiad
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(GRAZIA RIMARRAI PARTE D ME)Catania è una delle poche città in Italia ad offrire paesaggi tanto diversi concentrati in un solo sito. Sorge sulla costa orientale dell'isola, ai piedi del vulcano Etna (il più alto d'Europa) e a metà strada tra le città di Messina e Siracusa. Il suo territorio comprende anche una vasta fetta della piana di Catania e tutto il Calatino. La piana di Catania ('a chiana) è una tra le più estese aree coltivate della Sicilia e la sua zona più vicina al mare costituisce l'oasi del Simeto, riserva regionale di circa 2.000 ettari istituita nel 1984. L'Oasi del Simeto prende nome dal fiume Simeto, il più importante dell'isola, che sfocia a sud della città. Catania si affaccia sul mar Ionio con il golfo che prende il suo nome. Inoltre intorno al vulcano sorge un'altra famosa area naturale protetta, quella del Parco dell'Etna.
Il territorio è prettamente pianeggiante a sud e sud est, e montuoso a nord per la presenza del vulcano Etna. Il nucleo originario della città era situato su un colle che corrisponde all'odierna piazza Dante, dove sorge l'ex-monastero dei benedettini. L'unico altro rilievo importante è la collina Santa Sofia, dove sorge la Cittadella Universitaria, al confine con Gravina, comune del vasto hinterland.
Il verde pubblico è costituito dai parchi situati all'interno della città. Sono cinque quelli di una certa grandezza e importanza: il Giardino Bellini, detto 'a villa o Villa Bellini e dedicato a Vincenzo Bellini, il Giardino Pacini, detto Villa 'e varagghi (cioè "degli sbadigli", perché frequentata soprattutto da pensionati e da sfaccendati in genere), il Parco Gioeni (situato a nord, alla fine della via Etnea), il Parco Falcone e Borsellino (a nord del Corso Italia) e il Boschetto della Plaia (nella zona tra l'Aeroporto Vincenzo Bellini e la città).
La città è attraversata da un fiume sotterraneo, l'Amenano. In passato, poco fuori le mura ad ovest, si poteva trovare il lago di Nicito, al fiume collegato e ormai coperto dalla colata lavica del 1669 (l'omonima via ne ricorda l'ubicazione). Attualmente, l'Amenano si rende visibile all'Acqua a linzolu, fontana in marmo bianco che sorge tra la Pescheria e la piazza del Duomo e nei sotterranei del locale Ostello della Gioventù. Ma è stato tutto il territorio circostante a mutare profondamente in seguito a questa calamità naturale: la costa a nord del porto è appunto una scogliera sorta in seguito alla colata (la Scogliera, con la famosa spiaggia di San Giovanni li Cuti). La costa a sud del porto è, invece, sabbiosa (la Plaia).
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Cherasco
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Il: Feb 15 2009, 03:53 PM
Di: domiad
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Cherasco nasce nel 1243, per volontà di Manfredi Lancia, vicario imperiale, appartenente ad un ramo cadetto della dinastia degli Aleramici e Sarlo di Drua, podestà di Alba. Già in età romana esisteva un borgo, chiamato Clerascum, presso al quale il vicario imperiale Lancia volle far edificare il nuovo paese. In ogni caso, Cherasco passò rapidamente alla fazione guelfa di Carlo d'Angiò, tradendo così la sua fondazione ghibellina.
Come comune libero ed indipendente, nei torbidi periodi delle lotte comunali, Cherasco passò nuovamente ai ghibellini insieme ad Alba, Asti e Chieri, nel 1277. Nel 1303 la città dovette cedere la sua autonomia agli Angiò e quindi, nel 1347, ad Amedeo VI di Savoia.
Un cruento assedio, nel 1348, scacciò i Savoia e vide padrone del comune Luchino Visconti, che vi farà erigere un proprio castello. Passata nella dote di Valentina Visconti, venne ceduta ai francesi, e solo nel 1529 i Savoia riuscirono a riappropriarsene.
Dal 1559 iniziò un nuovo periodo di splendore. La città fu dotata di mura ideate da Ascanio Vittozzi. Quando nel 1630 scoppiò la peste in Piemonte, Cherasco ospitò la corte ducale: terminato il pericolo, venne fatto erigere nel 1647 l'Arco del Belvedere, uno dei simboli del paese. Il 7 aprile 1631 Vittorio Amedeo I di Savoia, Giulio Mazzarino ed i rappresentanti di Sacro Romano Impero, Mantova e Spagna vi firmarono la pace che poneva fine alla guerra per la successione del ducato di Mantova, cui era annesso anche il Monferrato, riconoscendo a Carlo di Nevers e Rethel la signoria sul ducato di Mantova ed al ducato di Savoia Trino ed Alba. Vedi anche: Trattato di Cherasco.
Il mattino del 23 aprile 1796 i francesi assediarono Cherasco, che si arrese alla sera con richiesta di armistizio da parte del generale Colli, comandante dei piemontesi. Napoleone Bonaparte entrò in città e vi prese alloggio. Il generale corso, pur sostenendo di non essere autorizzato a trattare in nome del Direttorio, impose le condizioni dell'armistizio di Cherasco, con il quale si ridisegnava la geografia dei domini sabaudi. L'armistizio fu approvato da Vittorio Amedeo III il 28 aprile e confermato dalla Pace di Parigi del 15 maggio.
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Civita di Bagnoreggio
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Il: May 1 2008, 09:49 AM
Di: domiad
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Civita di Bagnoregio (VT)
Storia, arte, cultura e tradizioni, sono i requisiti fondamentali di un territorio che sembra quasi essersi fermato in un passato ricco di avvenimenti. Civita di Bagnoregio è un esempio di meraviglia unico nel suo genere. Unita al mondo solo da un lungo e stretto ponte, la "Città che muore", ormai da tempo così chiamata a causa dei lenti franamenti delle pareti di tufo, racchiude un ciuffo di case medioevali ed una popolazione di pochissime famiglie. Appoggiata dolcemente su un cucuzzolo, la cittadina sovrasta imperiosamente l'immensa vallata sottostante, offrendo così al turista un incantevole e indimenticabile scenario.
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domiad
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Il: Apr 11 2008, 10:53 AM
Di: domiad
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album personale
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Gocce
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Il: May 1 2008, 01:12 PM
Di: domiad
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Gocce
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Madonna di Tindari
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Il: Feb 15 2009, 04:52 PM
Di: domiad
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Circa l'origine del culto alla Madonna del Tindari, rimontando esso a tempi molto remoti, non si trovano notizie storiche ben definite e criticamente accertate. Esiste però una pia tradizione che non contenendo, almeno sotto l'aspetto dell'ortodossia, alcunché d'inverosimile e di contraddittorio, possiamo accettare senz'altro, tanto più che si presenta su sfondo storico.
L'origine della devozione alla Madonna Bruna sembra infatti risalire al periodo della persecuzione iconoclasta.
Secondo la tradizione, una nave di ritorno dall'Oriente, tra le altre cose, portava nascosta nella stiva un'Immagine della Madonna perché fosse sottratta alla persecuzione iconoclasta. Mentre la nave solcava le acque del Tirreno, improvvisamente si levò una tempesta e perciò essa fu costretta ad interrompere il viaggio ed a rifugiarsi nella baia del Tindari, oggi Marinello.
Quando si calmò la tempesta, i marinai decisero di riprendere il viaggio: levarono l'ancora, inalberarono le vele, cominciarono a remare, ma non riuscirono a spostare la nave. Tentarono, ritentarono, ma essa restava ferma lì, come se fosse incagliata nel porto.
Essi allora pensarono di alleggerire il carico, ma , solo quando, tra le altre cose, scaricarono la cassa contenente il venerato Simulacro della Vergine, la nave poté muoversi e riprendere la rotta sulle onde placide del mare rabbonito.
Sono sconosciuti i luoghi di provenienza e di destinazione dell'Immagine sacra.
Partita la nave che aveva lasciato il carico, i marinai della baia di Tindari si diedero subito da fare per tirare in secco la cassa galleggiante sulla distesa del mare. Fu aperta la cassa e, con grande stupore e soddisfazione di tutti, in essa fu trovata la preziosa Immagine della Vergine.
Sorse il problema ove collocare quell'Immagine. Si decise di trasportare il Simulacro della Vergine nel luogo più alto, il più bello, al Tindari, dove già da tempo esisteva una fiorente comunità cristiana.
La tradizione che fa arrivare la statua della Madonna a Tindari all'epoca degli iconoclasti, probabilmente verso la fine del secolo VIII o nei primi decenni del secolo IX, trova motivo di credibilità nel fatto che Tindari fu sotto la dominazione dei Bizantini per circa tre secoli (535-836); che la Sicilia si oppose con energia all'eresia degli iconoclasti; che a Tindari, essendo stata sede di diocesi per circa cinque secoli, fosse fiorente la professione della fede cristiana, e quindi facile l'accoglienza della sacra immagine.
Detta ipotesi, oltre che nel contesto storico, trova ancora una qualche consistenza in un'ininterrotta tradizione pressoché unanime.
Il colle del Tindari, così suggestivo, santificato dalla presenza della Madonna, divenne così il sacro, mistico colle di Maria.
S'ignora l'autore dell'Immagine, né è possibile definire l'epoca in cui fu scolpita. Considerando lo stile e tenendo conto che la Madonna tiene tra le braccia il divin Bambino, si potrebbe concludere che essa rimonti ad un'epoca posteriore al Concilio di Efeso in cui fu definita la divina maternità di Maria; quindi probabilmente la statua è stata scolpita in Oriente tra il quinto e il sesto secolo.
La Madonna è rappresentata seduta, mentre regge in grembo il Figlio divino, che tiene la destra sollevata, benedicente. Ella inoltre porta in capo una corona di tipo orientale, una specie di turbante, ricavato nello stesso legno, decorato con leggeri arabeschi dorati.
Migliaia e migliaia di fedeli sono passati dinanzi alla Vergine pietosa, che per tutti ha avuto un sorriso ed una grazia.
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Messina
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Il: Feb 15 2009, 05:12 PM
Di: domiad
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Messina \me's:ina\ (Missina \mə's:ina\ in siciliano) è una città siciliana detta anche "porta della Sicilia" e anticamente Zancle e Messana. Sorge nei pressi dell'estrema punta nordorientale della Sicilia (Capo Peloro) sullo Stretto che ne porta il nome.
Il comune conta 243.997 abitanti[1] ed è la terza città di rango metropolitano della Sicilia[2]. Messina è il tredicesimo comune d'Italia per numero di abitanti e la quinta città dell'Italia Meridionale (dopo Napoli, Palermo, Catania, Bari) e su di essa, e in misura minore sulla dirimpettaia Reggio Calabria, gravita la vasta regione siculo-calabra dello Stretto.
Ricostruita ex-novo dopo il catastrofico sisma e maremoto del 1908, e parzialmente rifatta a seguito dei bombardamenti anglo-americani della seconda guerra mondiale, la città presenta un impianto urbanistico regolare caratterizzato da vie ampie e rettilinee.
Con il suo porto, tra i più grandi e trafficati del Mediterraneo[senza fonte] è scalo dei traghetti per il Continente, importante e storica sede universitaria, fondata nel 1548, (la seconda in Sicilia per anno di fondazione, dopo l'Università di Catania che risale al secolo precedente), importante centro della cantieristica navale e del crocerismo e frequentato centro turistico e balneare.
L'Area metropolitana di Messina, come delimitata con decreto del Presidente della Regione Siciliana del 10 agosto 1995, comprende 51 comuni per una superficie di 1.185 km², che in una ininterrotta conurbazione costiera di 135 chilometri vanno dalla piana di Milazzo alla baia di Taormina e Giardini-Naxos, includendo le Isole Eolie. Questa area, la quinta del Mezzogiorno e l'undicesima italiana, conta 479.404 abitanti, dei quali 66.539 risiedono nella fascia di gravitazione ionica e 166.542 in quella tirrenica.[3]
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Palermo
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Il: Feb 15 2009, 05:25 PM
Di: domiad
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Città di Palermo
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Shiavonea di corigliano calabr...
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Il: Feb 15 2009, 05:41 PM
Di: domiad
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La frazione Schiavonea
Sorta come borgo di pescatori e approdo ("Marina del Cupo")utilizzato per il commercio dei prodotti agricoli. Prima del 1583 era stata eretta la "Torre del Cupo" in funzione anticorsara e un magazzino ("Taverna") di proprietà prima dei Sanseverino e poi dei Saluzzo. Nel 1615 gli abitanti eressero la piccola chiesa di San Leonardo.
Nel 1649 in seguito ad un'apparizione miracolosa iniziò l'erezione del santuario della Madonna della Schiavonea o "Madonna della Guida", Santuario S.Maria ad Nives o della schiavonea
al posto della chiesetta precedente, che venne consacrato nel 1665. Nel 1850 Luigi Compagna vi fece erigere su progetto dell'ingegner Francesco Bartholini di Cosenza, il Palazzo delle Fiere. Nella seconda metà del XIX secolo si costruirono le case in muratura. Dopo i lavori per il porto di Corigliano, iniziati nel 1968 si ebbe un'intensa crescita edilizia negli anni Settanta.
Patrona della frazione è la Madonna della Neve, che si celebra il 5 agosto.
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Stage di moda a Corigliano Cal...
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Il: May 1 2008, 11:45 AM
Di: domiad
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Stage di moda a Corigliano Calabro - Le origini di Corigliano sarebbero da riportare all'epoca dell'incursione araba del 977 da parte dell'emiro di Palermo, al Quasim, quando alcuni abitanti della Terra di Aghios Mavros (San Mauro, nei pressi dell'attuale frazione di Cantinella) si spostarono in luoghi più elevati, determinando lo sviluppo del piccolo villaggio di Corellianum (il cui nome indicherebbe un "podere di Corellio") sul colle secoli dopo denominato delli Serraturi (nome derivato dalla concentrazione nella zona di un consistente numero di segantini: la denominazione è stata successivamente adeguata all'italiano nella forma "Serratore").
Dopo la conquista normanna, a Roberto il Guiscardo viene attribuita nel 1073 la fondazione di un castello, con annessa chiesa dedicata a San Pietro. La città si sviluppa progressivamente intorno al castello e alle chiese di "Santoro" e di "Santa Maria". Un altro panorama del centro storico della Città di Corigliano
Durante il XIV secolo vi era stata accolta una comunità ebraica e nella località "Pendino" venne costruito il monastero francescano. Nel 1276 la città arrivò a circa 2700 abitanti. Nel XIV secolo fu sotto il dominio dei conti di Sangineto per passare in seguito ai Sanseverino. Un arresto dello sviluppo si ebbe nel XV secolo, a causa del continuo stato di guerra tra Angioini e Aragonesi. Nel 1532 il numero degli abitanti era cresciuto quasi a 4.000 e nel 1538 la città riuscì a respingere l'attacco del pirata saraceno Barbarossa.
I Sanseverino tennero il dominio su Corigliano fino alla morte dell'ultimo Sanseverino del ramo di Tricarico, il prodigo Niccolò Bernardino, principe di Bisignano. Nel 1616, per ripianare i debiti lasciati dal Sanseverino, il governo dispose la vendita dei suoi beni feudali e tra questi Corigliano, che fu acquistato da Agostino e Giovan Filippo Saluzzo, ricchi finanzieri impegnati nelle attività economiche del Regno di Napoli. Dopo alcuni passaggi ereditari la signoria si consolidò progressivamente nelle mani di Giacomo Saluzzo, presidente della "Regia Camera della Sommaria", che dispose del feudo in favore del figlio Agostino. Questi, dopo aver sostenuto un lungo assedio nel Castello e aver respinto le forze repubblicane del duca di Guisa (1647-48), ottenne, l'8 maggio del 1649 il titolo di duca di Corigliano da parte di Filippo IV di Spagna.
Durante il XVII secolo i Saluzzo non riuscirono a fermare la progressiva decadenza economica: molte delle terre della pianura erano state abbandonate ed erano divenute paludose, provocando un'accentuazione della malaria, a cui si aggiunse un'epidemia di peste nel 1656.
Nel XVIII secolo si ebbe un miglioramento delle condizioni, grazie alle opere di bonifica intraprese dai duchi e alla produzione della liquirizia. Gli abitanti raggiunsero la cifra di 6.800 nel 1743 e la città si era sviluppata con nuovi quartieri fuori della mura ("Gradoni Sant'Antonio" e “San Francesco”).
I Saluzzo alienarono i loro beni coriglianesi nel 1828 al barone Giuseppe Compagna, (1780-1834),che abilmente ricompose nelle mani proprie e dei suoi eredi Luigi (1823-1872) e Francesco (1848-1925), il potere economico che era stato dei duchi.
Tra il 1814 e il 1951 gli abitanti passarono da poco più di 8.000 a circa 21.000: lo sviluppo si deve alla riforma agraria e alla bonifica della pianura, dove si impiantano vasti agrumeti. Crebbero considerevolmente le varie frazioni, alcune delle quali si svilupparono come località turistiche (Piano Caruso).
Nel 1863 Corigliano prese la denominazione di "Corigliano Calabro" per evitare la confusione con Corigliano d'Otranto.
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Tropea
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Il: Feb 15 2009, 07:02 PM
Di: domiad
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Tropea
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Venafro
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Il: Feb 15 2009, 07:10 PM
Di: domiad
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Venafro
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ggg
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Venezia_ Maschere_Venezia...
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Corigliano Cal_1994Paesag...
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prova
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antico acquedotto di cori...
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in mezzo ai cespugli
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foglie secche
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qualcosa di rosso
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Francypa
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