Caro iscritto, ti informo che i tempi per la partecipazione all’evento dell’anno si stanno stringendo, ti invito quindi se vuoi partecipare con i propri scatti per la valutazione che i termini per inserire le foto rimangono fissati al 30 settembre, mentre i termini per l’invio delle foto accettate viene prolungato fino al 7 ottobre, per inserire le foto per una valutazione preliminare (entro il 30 settembre, mancano solo 15 giorni!!!)devi seguire i seguenti link: CONCORSO SINGLE SHOT
Ogni utente ha la possibilità di esporre un massimo di quattro opere a tema libero, sia a colori che bianco e nero.
La post produzione è accettata in tutte le sue forme.
Non sono ammesse cornici e firme (pena esclusione dalla mostra).
Dimensioni
Saranno accettate tre alternative a scelta:
Una sola foto: Lato lungo 60 cm
Due foto: Lato lungo 60 cm
Quattro foto: Lato lungo 40 cm
Le foto verranno prima esaminate da una commissione per valutarne l’idoneità, pertanto le dovrete postare nel tread:FOTO 2° MOSTRA CCI SINGLE SHOT
CONCORSO PORTFOLIO
Ogni utente ha la possibilità di esporre da 8 a 12 opere a tema libero, sia a colori che bianco e nero.
La post produzione è accettata in tutte le sue forme.
Non sono ammesse cornici e firme (pena l’esclusione dalla mostra)
Le dimensioni accettate saranno tassativamente con lato lungo 24 cm.
Le foto verranno prima esaminate da una commissione per valutarne l’idoneità, pertanto le dovrete postare nel thread:
vi invito quindi a dare tempestiva comunicazione a Marco Cimorosi alla sua mail: cimorosimarco@hotmail.com qualora siete interessati a partecipare e che tipo di pacchetto scegliete per essere presenti.
ROMA, 9 ottobre 2009 – Fotolia invita tutti gli artisti e i creativi della sua grande community italiana a visitare il Festival della Creatività 2009, che si terrà alla Fortezza da Basso di Firenze dal 15 al 18 ottobre. Fotolia sarà al Padiglione Ghiaia in partnership con GraficiCreativi.com, e parteciperà dal giovedì al sabato al loro ricchissimo programma di iniziative, che comprendono workshop, tutorial e laboratori su applicativi Adobe® e Open Source.
Lisa Sallusto, manager Fotolia per l’Italia dichiara: “Con questa prima iniziativa vogliamo inaugurare una stagione di “road show”, per avere finalmente l’occasione di conoscere anche di persona i Clienti e gli Autori che animano il nostro lavoro. Quale occasione migliore di un evento che nelle precedenti edizioni ha attratto centinaia di migliaia di creativi? Ci sembra anche l’occasione ideale per i nostri Autori per seguire uno (o tutti) dei numerosi eventi in programma organizzati da GraficiCreativi, arricchendo le loro tecniche abituali con i suggerimenti degli istruttori certificati Adobe®“.
Fotolia
Fotolia, con filiali in dodici paesi e siti in dieci lingue, è leader nel mercato globale microstock.
Lanciata nel novembre 2005, Fotolia è una comunità di oltre 1.300.000 utenti, animata da professionisti dell’immagine, fotografi, videomaker e designer di talento, con un database di oltre 7.000.000 di immagini, vettoriali e video disponibili in alta risoluzione con licenza royalty free, destinate all’uso professionale in pubblicità, grafica, editoria, video e telefonia, Web e blog, comunicazione aziendale, decorazioni e gadgets, a prezzi imbattibili (a partire da 0,14€). Con l’offerta Stock Video Fotolia continua a espandersi in nuovi mercati, per soddisfare le esigenze delle case di produzione ed emittenti televisive di tutto il mondo anche nell’ambito del materiale di archivio generico, proponendo un’alternativa di alta qualità e basso costo rispetto alle tradizionali banche di filmati, mentre l’ampia proposta di API evolute e gratuite consente una facile integrazione del catalogo Fotolia in qualunque applicazione commerciale innovativa.
Per maggiori informazioni e accedere ai servizi, visitate www.fotolia.it.
Il percorso lavorativo di questo artista fotografo tedesco, che vive tra la Germania e il Belgio, è di stampo prettamente concettuale, dove la fotografia architettonica di scorci di città sono una costante di diverse sue serie. Tuttavia una serie iniziata nel 2007 e tutt’ora in corso, mette in luce la capacità del fotografoBernd Kleinheisterkamp di riuscire a esprimersi anche attraverso altre tematiche fotografiche.
Sto parlando di Stills and Things, dove vediamo degli insoliti still life creati dal fotografo e inseriti in una realtà domestica quotidiana. Queste immagini vedono degli still life di oggetti, cibi, fiori e spazzatura combinati tra loro in modo molto insolito. L’impostazione delle composizioni è sempre molto classica, in vero e proprio stile “fiammingoâ€, ma gli oggetti che compongono questi still sono assolutamente poco “invitantiâ€.
Vediamo fiori secchi oppure appassiti dentro vasi di vetro pieni di acqua sporca, frutta mezza marcia accostata a sacchetti della spazzatura, un piatto colmo di resti di cibo, e così via. In questo modo il fotografo cerca di rompere gli schemi della classica composizione di still life, restituendoci una visione sicuramente nuova e originale. Consiglio la visione di altre serie, come Brasil e Dinosaurier.
Questa talentuosa fotografa americana dimostra una passione che la porta a fare serie fotografiche molto affascinanti, con una poetica estetica sempre impeccabile. Nel suo portfolio suddivide i vari progetti attraverso temi semplici e ben riconoscibili, dove vediamo che Erin Mulvehill lavora sia in campo personale, sia in quello commerciale attraverso fotografie di moda.
I suoi progetti non si fermano solo all’interno del suo sito personale, la fotografa ha creato ulteriori siti specifici per altri suoi lavori, i quali si chiamano The Camera Project e I Am The Future Of The World. L’interesse della fotografa è spesso incentrato sulle persone, sulla loro vita e più in generale sull’esistenza e l’importanza dell’uomo sulla Terra.
In questa visione piuttosto “mistica†della vita, Erin ci regala scatti sempre molto delicati ed eleganti, e una serie su tutte presente sul suo sito penso possa riassumere la sua filosofia estetica. Parlo del progetto Underwater, una serie di ritratti incredibilmente poetici e ben realizzati, inseriamo qui di seguito alcune immagini della serie nella nostra galleria.
Il fotografo olandese Niels Stomps lavora in campo editoriale e a progetti più personali, tenendo sempre uno stile riconoscibile e identificabile.
Nella sezione Projects abbiamo lavori seriali dove la forma di documentazione e catalogazione sono due costanti di molti suoi scatti, le serie che spiccano sono quelle chiamate Fire and Snow, Metropolitan Area, Clouds e Mist.
In Commisioned abbiamo invece tutti i suoi progetti commerciali, questa sezione è meno intrigante della precedente, ma merita comunque di essere vista. Nella nostra galleria prendiamo in considerazione alcune immagini presenti nella serie Fire and Snow, le quali documentano un viaggio del fotografo fatto a Svalbard, nell’isola di Spitsbergen in Danimarca.
Le passioni di Nhung Dang sono molteplici, e la fotografia viene integrata con interessi come il video, la scrittura e la musica. Questa artista di Brighton, in Gran Bretagna, ha sicuramente un portfolio degno di essere sfogliato, dove la ricchezza delle serie proposte, combinata a una volontà di sperimentare con gli strumenti fotografici, fanno di tutte le sue immagini un ottimo punto di riferimento per chi ama un certo tipo di fotografie.
La fotografia analogica, mostrata in diverse sue sfaccettature, è una costante del suo percorso fotografico, dove soprattutto il medio formato e l’utilizzo della pinhole spiccano per la bellezza e la qualità delle immagini proposte. Che siano ritratti o scorci naturali di paesaggi, la fotografa riesce sempre a sfruttare lo strumento che utilizza al meglio, restituendoci scatti di estrema eleganza e raffinatezza.
Qui di seguito inseriamo una gallery delle sue immagini più rappresentative presenti nella sezione Pinhole. Se volete approfondire la conoscenza di questa artista, potete sfogliare il suo blog, il suo spazio su Flickr, un blog creato in collaborazione con una sua amica e intitolato The Lost Promenade, ed infine il suo spazio su MySpace.
Brad Moore è un fotografo americano nato a La Jolla, e ora residente a Laguna Beach, nello stato della California. Ed è in questo stato che realizza ricerche fotografiche, dove la storia si intreccia con la vita suburbana di determinati luoghi. Il fotografo ha esplorato alcune realtà suburbane del centro e del sud della California, dove la società americana del Dopoguerra aveva fondato le prime case, vivendo un periodo prospero e di sviluppo.
Quella che ci mostra è una realtà suburbana in declino, dove case tutte uguali e una natura artificiosa e addomesticata creano una realtà che poco ha a che fare con la vita e la società di oggi. La sua ricerca è più legata a un aspetto estetico, dove non viene indagata la vita attuale delle persone che vivono in questi posti, ma piuttosto le rimanenze di una realtà del Dopoguerra, di cui ora possiamo vedere solo “gli scarti†attraverso queste immagini.
Olivia Malone è una giovane fotografa americana, la quale celebra la gioventù e la femminilità attraverso progetti fotografici sia personali che editoriali. In entrambe i casi abbiamo una lettura omogenea e uno stile compatto, dove il suo linguaggio fotografico è riconoscibile e apprezzabile.
Sul suo sito abbiamo una vasta e ricca presenza di serie fotografiche, suddivise in base a categorie generiche, dove il lavoro editoriale e i progetti più personali sono ben distinti in varie macro sezioni. La femminilità e la gioia di vivere sono due temi cari alla fotografa, che ama immortalare spesso e volentieri il gentil sesso, dove la donna si può ricondurre all’immaginario della “femme fataleâ€, indipendente e misteriosa.
La naturalezza con cui i suoi soggetti posano davanti all’obiettivo ci permette di poter apprezzare e “vivere†in modo più partecipe questi scatti, dove si crea una sorta di alchimia tra la fotografa e i suoi soggetti, che poi si riflette su chi osserva le immagini. Consiglio in modo particolare la visione delle sezioni chiamate Everything I like, Editorial e Portrait.
L’immaginario estetico del tedesco Frederike Wetzels, nato e cresciuto nel Dortmund, esprime una poetica della vita molto delicata e intensa.
Molti suoi scatti hanno toni “pittoriciâ€, dove ritratti e paesaggi si propongono in modo costante e alternato in numerose sue serie. Dopo aver osservato con attenzione tutta la sua gallery, ho trovato che questo video, intitolato Milk, potesse essere un degno rappresentante di tutto il suo percorso artistico e fotografico.
Vi consiglio inoltre la visione delle serie Portrait nella sezione Singles, e Untitled e Hoeschviertel presenti nella sezione Series. Se volete approfondire la conoscenza di questo fotografo, potete vedere altre sue fotografie tramite il suo spazio personale su Flickr.
Parliamo di questa fotografa portoghese che vive e lavora a Lisbona attraverso una sua serie, la quale si potrebbe definire una degna rappresentante di questo periodo estivo e vacanziero. Si tratta di Portobello, una serie che Patricia Almeida ha intitolato in questo modo per richiamare un vago “esotismo latinoâ€, dove situazioni e persone facenti parte di luogo vacanziero, dove ci si incontra per fare baldoria e rilassarsi, ci riporta alla mente le varie mete estive e stagionali dei luoghi marittimi, dove l’estate sembra non avere mai fine.
Questo luogo non può essere identificato geograficamente, è un posto presente in molti stati e regioni in giro per il Mediterraneo o nei Paesi del Sud America, è una sorta di luogo comune, un paradiso felice che possiamo ritrovare facilmente in Italia come in Spagna, oppure in Messico, e così via.
Il viaggio nella Portobello interpretata da questa fotografa è una vera e propria immersione negli usi, costumi e ritmi di vita di una società vacanziera “universaleâ€, che cerca divertimento e relax, mostrandoci però anche il suo lato più kitsch e decadente.
Mitsuko Nagone è una fotografa giapponese nata a e cresciuta a Owase, i suoi studi sono maturati a Tokyo, presso il College di Arti Visive, ora sta proseguendo gli studi di fotografia a New York presso LaGuardia Community College. Il suo portfolio è scandito da serie tutte suddivise per grandi filoni tematici, come il ritratto, la natura, gli animali e così via.
La cosa che rende singolare ogni suo scatto è una volontà di cercare sempre un ordine compositivo, anche quando ad esempio la fotografa si ritrova davanti ad uno scenario caotico e disordinato. Una serie su tutte mi ha colpita, parlo di Skylit, dove abbiamo numerose immagini di interni di abitazioni e strutture abbandonate. Nonostante la fotografa abbia immortalato luoghi ormai in disuso, molti dei quali anche quasi totalmente distrutti, l’ordine e la composizione non ci risultano confusionari, sono paradossalmente “ordinatiâ€, dove ci sembra che ogni cosa sia al suo posto.
Molto probabilmente la centralità e la simmetria di ogni scatto contribuiscono a suggerirci queste sensazioni, dove luci e intensità dei toni sono abilmente calibrati dalla fotografa per darci questo tipo di sentore di “equilibrio e ordineâ€. Consiglio la visione di altre sue serie, come quelle intitolate Domesticated ed Echo Tree, se volete vedere altre immagini della fotografa vi consiglio di fare un salto nel suo spazio personale su Flickr.
Robert G. Bartholot è un creativo tedesco trapiantato a Madrid a “tutto tondoâ€, le sue competenze abbracciano settori come la direzione artistica, il graphic design e l’illustrazione. Attraverso la fotografia questo artista esprime le sue doti creative, proponendo sia in progetti editoriali, sia in lavori più personali uno stile unico nel suo genere.
Bartholot mescola abilmente la fotografia con elementi grafici, creando set preparati ad hoc che sembrano uscire da coloratissime illustrazioni astratte. È come se cercasse di trasferire nella realtà un mondo bidimensionale, dove la grafica vivacissima e forme semplici “invadono†ogni set fotografico.
Il risultato di ogni suo progetto è davvero sorprendente, sarebbe riduttivo selezionare alcune delle sue serie, bisogna vederle davvero tutte. Qui di seguito vi proponiamo nella nostra gallery alcune tra le più significative fotografie presenti nella sezione Personal Work.
David Meskhi è un fotografo nato, creciuto e che vive tutt’ora a Tbilisi, in Georgia, i suoi studi di specializzazione sono inerenti al mondo fotografico, in modo particolare al foto giornalismo. Il suo modo di rappresentare la fotografia documentaristica e di reportage è assolutamente personale e intrigante, sia dal punto di vista stilistico che comunicativo.
Ogni sua serie racconta una realtà sociale specifica, ma sempre cercando di entrare nelle vite e nelle realtà che vuole mostraci in modo quasi impercettibile. La sua partecipazione alle storie delle persone che immortala è coinvolgente, tanto da farci credere che lui stesso sia parte delle loro storie.
La magia che avvolge molti suoi scatti ci permette di apprezzare anche la poetica che esprime questo fotografo, e di farci percepire la bellezza racchiusa in realtà semplici, storie difficili o più in generale in una vita comune a tante altre.
Tra le immagini che possiamo sfogliare in rete, una su tutte sembra essere la più rappresentativa e interessante. Mi riferisco a Imported Landscape, dove vediamo scatti di paesaggi imponenti e mastodontici stagliarsi davanti ai nostri occhi.
In queste fotografie abbiamo sempre una o più presenze “scomodeâ€, come piccole strutture, scheletri di abitazioni o macchinari da cantiere, opera indubbia dell’uomo, dove la grandezza e la maestosità del paesaggio naturale vengono ad essere “compromessi†dai lavori in corso di cantieri che modellano e cambiano inesorabilmente l’immagine originaria di questi luoghi.
Sono ben poche le fotografie presenti nella galleria di Flickr di questo utente, ma queste bastano per caratterizzare il suo stile personale e per sottolineare la bellezza degli scatti che ci propone.
L’utente è conosciuto e chiamato Amiko Kavtaradze ed è originario della città di Batumi, in Georgia. La maggior parte dei suoi scatti sono ritratti, lo stile prediletto sembra la fotografia in bianco e nero. In numerose fotografie abbiamo un linguaggio compatto ed omogeneo, il quale ci restituisce una poetica fotografica moto interessante e degna di nota.
La cosa che più mi ha colpito delle sue fotografie è la capacità di rendere scultoreo ogni corpo e ogni volto che immortala, dove i contrasti violenti tra i bianchi e i neri trasformano in statue tutti i suoi soggetti. Inoltre la loro intensità dei gesti e degli sguardi rendono ancora più comunicative e intriganti le sue immagini.