Sony Alpha 700: al via i test di FotoUp
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Da qualche settimana è arrivato in redazione un corpo macchina Sony Alpha 700 da mettere alla prova per capirne pregi e difetti. In attesa della pubblicazione del test definitivo, comincia quella delle news che vi danno il polso in “tempo reale†dell’andamento delle prove della macchina.
Per valutare la Sony Alpha 700, oltre alla redazione di FotoUp e al consueto staff di fotografi professionisti, abbiamo coinvolto anche un “utente†Sony nonché autore di Witness Journal, Davide Dolcini. Con il suo aiuto “di parteâ€, in una sorta di “rimbalzo di linea†per mezzo di news, cercheremo di valutare al meglio pro e contro di una macchina su cui l’azienda giapponese conta molto per cominciare la scalata al mercato reflex di fascia prosumer e professionale.
Prime impressioni
L’Alpha 700, almeno da un punto di vista fisico, non è per noi né una sorpresa, né una novità . Infatti, avevamo visto la nuova reflex già ad Aprile scorso in occasione della Sony Experience 2007 a Rodi, anche se all’epoca si trattava di un mokup non funzionante e, a settembre scorso, nel corso di un evento per la stampa tenutosi sulle rive del lago maggiore, dove invece avevamo potuto mettere le mani su dei campioni pre-produzione funzionanti.
Per questo, ma anche in funzione della scelta di Sony di non stravolgere il progetto originale Minolta, da cui l’Alpha 700 deriva, la nuova reflex offre un corpo macchina “classico†nel suo genere, ossia che almeno nelle funzioni principali ricorda da vicino sia le ultime Dynax, sia l’Alpha 100.
In tal senso, dunque, il giudizio non varia, né in positivo, né in negativo. La disposizione dei comandi è piuttosto logica anche se non sempre coerente nelle scelte. Oltre a una serie di pulsanti, la macchina si regola attraverso 4 dispositivi principali: il pulsante Menu che permette di variare tutte le impostazioni tramite il display posteriore, un jog dial multi funzione che svolge soprattutto compiti di navigazione, e le due rotelline poste, una sul retro e una frontalmente, che invece servono a regolare tempi di esposizione e apertura del diaframma in modalità manuale.

La lista dei pulsanti ad accesso rapido è completa e consente davvero di regolare al volo parametri come la sensibilità ISO equivalente, il bilanciamento del bianco o il tipo di misurazione esposimetrica. Decisamente scomodo risulta invece il posizionamento del selettore della modalità di autofocus che si trova frontalmente sotto l’attacco dell’obiettivo. In pratica, per essere sicuri di aver fatto la scelta giusta tra fuoco su scatto singolo o continuo, occorre girare la macchina controllando con attenzione la posizione del selettore. La disposizione dei controlli per la gestione manuale di diaframma e otturatore è a nostro avviso meno “ergonomica†di quella studiata da Canon e Nikon per le sue reflex, ma con un po’ di pratica risulta comunque sufficientemente comoda per variare velocemente i valori di diaframma e tempi. (Qui sotto a confronto il retro dei corpi macchina dell’A700 e dell’A100 di Sony)

La macchina è priva di un secondo display LCD (monocromatico) per la visualizzazione dei parametri operativi principali e, così come accade per esempio con la EOS 400D di Canon, è lo stesso schermo dove si rivedono le immagini già scattate a visualizzare automaticamente queste informazioni quando la macchina è accesa in modalità ripresa. Una soluzione che consente di risparmiare spazio e batterie, ma che per un professionista potrebbe non essere proprio il massimo della comodità . Quello dell’alimentazione, è però un problema da non sottovalutare e che, stando alle prime impressioni, potrebbe risultare alla fine dei test, uno dei “difetti†dell’Alpha 700. Forse anche a causa dei consumi generati dallo stabilizzatore ottico integrato nel corpo macchina, la sensazione è che la nuova Sony abbia un’autonomia inferiore a quella delle reflex Canon e Nikon.

Quanto alla comodità di ripresa, l’impugnatura è buona ma migliorabile, non tanto quanto a bilanciamento dei pesi, quanto a sagomatura. Il posizionamento naturale della mano sulla macchina non è sempre coerente con le varie necessità di ripresa, specie quando l’A700 viene usata verticalmente.
Autofocus OK
Come prova pratica di esordio, abbiamo portato l’Alpha 700 (con il 16-80mm fornito nel kit) al Palalido di Milano per riprendere una partita della Coppa Italia di pallavolo femminile tra la Europea 92 e la squadra di Forlì. Si tratta del medesimo contesto già usato per mettere alla prova recentemente la EOS 40D di Canon. Uno scenario difficile per le condizioni di illuminazione, ma anche in funzione della velocità del gioco.
Un problema sia per l’autofocus, sia per altri aspetti fondamentali della macchina, dal bilanciamento del bianco alle alte sensibilità ISO. Ebbene, la prima impressione generale è stata positiva, soprattutto per quanto riguarda l’autofocus che ha fatto registrare un comportamento ottimo e senza dubbio al di sopra delle nostre aspettative, grazie a un sistema davvero “intelligente†che è andato un po’ in crisi solo nelle inquadrature più strette con più soggetti in rapido movimento. Rispetto alla qualità dei file a 1.600 ISO, invece, la prima impressione è che il livello di rumore garantito dal nuovo sensore CMOS, sia piuttosto basso ma comunque leggermente superiore per esempio a quelli della EOS 40D. Si tratta ovviamente solo di una prima impressione e nulla di più che dovrà essere confermata o smentita dai test già in calendario per i prossimi giorni.
[Cristiano Papignano]
20.11.07 – AGGIORNAMENTO
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