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21.10.10 – Il Giappone a Lugano

giovedì, 21 ottobre 2010
listen it it 21.10.10   Il Giappone a Lugano

 21.10.10   Il Giappone a LuganoDue mostre dischiuderanno le porte della storia iconografica del Giappone, dalle sue origini nel XIX secolo, fino alla contemporaneità, con una delle personalità più rilevanti dell'universo fotografico internazionale. Ineffabile perfezione. La fotografia del Giappone. 1860-1910, in programma a Villa Ciani, e Araki Love and Death al Museo d'Arte di Villa Malpensata, sono un'ideale punto di partenza da cui iniziare l'itinerario della grande manifestazione NIPPON in programma a Lugano dal 23 ottobre al 20 febbraio.

0cc6a 3809 21.10.10   Il Giappone a LuganoNIPPON
Quattro mostre e numerosi eventi compongono un percorso che coinvolge gli spazi espositivi più prestigiosi della città e illustra la cultura del Giappone: dalle origini dell'arte e dalle antiche tradizioni fino alle forme artistiche più contemporanee, inclusi i grandi interpreti della fotografia.

Le due Grandi Mostre:
A Villa Ciani – dal 23 ottobre 2010 al 27 febbraio 2011 – sarà allestita INEFFABILE PERFEZIONE. La fotografia del Giappone. 1860-1910. Curata da Francesco Paolo Campione, direttore del Museo delle Culture di Lugano, e da Marco Fagioli, coprodotta Giunti Arte mostre musei con il Museo delle Culture di Lugano, l'esposizione proporrà quasi 200 fotografie (prevalentemente stampe all'albumina, acquerellate a mano) dei maggiori fotografi della seconda metà dell'Ottocento, provenienti da una collezione privata costituita da un appassionato cultore d'arte italiano, considerata la più grande raccolta del genere esistente al mondo, superiore anche a quella conservata all'Università di Nagasaki.

Ineffabile perfezione presenterà alcuni capolavori di uno dei più importanti capitoli della storia della fotografia, conducendo il visitatore a immergersi nelle diverse tematiche della cultura e dell'arte del Giappone, proprio nel periodo in cui, abbandonando un isolamento che durava da trecento anni, il Paese del Sol levante si apriva all'America e all'Europa, influenzando con le immagini e le espressioni della sua creatività il gusto dell'intero Occidente.

Il percorso espositivo, organizzato per sezioni indagherà la rappresentazione del paesaggio e la natura "educata" dalla cultura, il gusto dell'esotismo e il profondo rapporto tra la fotografia e le stampe del ukiyo-e, l'immagine della donna colta nei molteplici aspetti della bellezza sublime, come in quello dei mestieri e delle attività della casa, della bottega e dei campi e della donna di piacere. O ancora, i grandi interpreti della fotografia giapponese e straniera, come Kusakabe Kimbei, considerato il maestro nel realizzare sofisticate fotografie all'albumina colorate a mano.

L'esposizione è completata dalla presenza di una cinquantina di opere d'arte e di raffinati oggetti di cultura materiale provenienti da prestigiose collezioni private. Fra questi, una magnifica armatura di Samurai del XV secolo, alcune preziose sculture di carattere religioso, una raffinatissima selezione di abiti maschili e femminili e una scelta di sedici straordinarie maschere del teatro N?. Catalogo Giunti arte mostre musei.

L'analisi sulla fotografia giapponese giungerà fino alla contemporaneità più attuale con la mostra ARAKI Love and Death, in programma al Museo d'Arte, Villa Malpensata – dal 23 ottobre 2010 al 20 febbraio 2011 – che presenterà le immagini di Nobuyoshi Araki, uno degli artisti più noti e celebrati al mondo. Curata da Fuyumi Namioka, la retrospettiva di Lugano, una delle pochissime organizzate da un museo europeo, ne ripercorre la carriera documentando tutti i temi sviluppati, proponendo anche una serie di scatti inediti, realizzati dal fotografo giapponese nelle settimane immediatamente precedenti la mostra ed esposte a Lugano in assoluta anteprima.

La fotografia di Araki esprime e riattualizza molti dei temi che più strettamente si legano alla cultura giapponese. A Villa Malpensata verranno esposte oltre alle serie autobiografiche, come Sentimental Journey e Winter Journey che narrano per immagini la storia dal tragico finale della relazione dell'artista con la moglie, anche i paesaggi urbani (Cityscapes), le foto di cieli, le immagini di fiori, di cibo e naturalmente i nudi femminili cui, più che a ogni altro soggetto, si lega la sua fama. Da questo elenco emerge fino a che punto l'opera di Araki esprima la cultura giapponese, nell'esaltazione del mutare delle stagioni, della bellezza caduca dei fiori e della sensualità femminile.

Le foto dell'artista non si limitano a una semplice registrazione di questi soggetti, ma rendono evidente e quasi tangibile, anche agli occhi di un occidentale, il carattere conturbante che essi assumono nella cultura nipponica. A contraddistinguere i suoi lavori vi è anche l'urgenza di catturare il continuo mutare della realtà attraverso una documentazione fotografica serrata. Tale urgenza è restituita in mostra dalle numerose polaroid scattate da Araki nel corso degli anni e allestite in modo da formare un grande mosaico.

Scopri la mostra su: www.ineffabileperfezione.com
Scopri il programma completo di Nippon su: www.nipponlugano.ch

SEDI:
Villa Ciani Parco Ciani CH – 6900 Lugano
Tel: +41 (0)58 866 72 14
Orari: Ma – do 10.00-18.00 Lunedì chiuso

Museo d'Arte Riva Caccia 5 CH – 6900 Lugano
Tel: +41 (0)58 866 72 14
Orari: Ma – do 10.00-18.00 Lunedì chiuso

Museo Cantonale d'Arte e Parco di Villa Ciani
Via Canova 10 CH – 6900 Lugano
Tel: +41 (0)91 910 47 80
Orari: Ma – 14.00-18.00 Me Me – do: 10.00-18.00 Lunedì chiuso

Museo delle Culture
Via Cortivo 24-28 CH – 6976 Castagnola
Tel: +41 (0)58 866 69 60
Orari: Ma – do 10.00-18.00 Lunedì chiuso

INGRESSO: Intero Singolo Fr. 12 – Intero Cumulativo Fr. 36 – Ridotto Singolo, AVS e over 65 anni, gruppi e studenti 17-25 anni Fr. 8. Ridotto Cumulativo, AVS e over 65 anni, gruppi e studenti 17-25 anni Fr. 24. Ragazzi fino a 16 anni accompagnati Fr. 0 CLP

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OpticalRayTracer, disegnare obiettivi

venerdì, 14 maggio 2010
listen it it OpticalRayTracer, disegnare obiettivi

b6e00 OpticalRayTracerApp OpticalRayTracer, disegnare obiettivi

Qualcuno di voi ha mai desiderato disegnare un obiettivo o capire meglio le scelte che si nascono dietro i design ottici dei produttori più famosi?

OpticalRayTracer è un’applicazione open source e multi piattaforma che vi consente di analizzare il comportamento delle lenti in un laboratorio virtuale. Grazie alla semplice interfaccia potrete sistemare le lenti spostandole velocemente con il mouse.

Il programma è in grado di calcolare anche la rifrazione o la dispersione e fornisce un output molto semplice da interpretare come potete vedere in copertina. Il programma è utile anche per chi studia questo settore della fisica.

Via | Arachnoid

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21.04.10 – Witness Journal 31 online

mercoledì, 21 aprile 2010
listen it it 21.04.10   Witness Journal 31 online

In questo numero:

Il Bronx di Torrevecchia
di Edoardo Lucci
Architettonicamente non dissimile dalle costruzioni popolari come Corviale, Laurentino38 e i Ponti dell’Eur, il Bronx di Torrevecchia è un enorme agglomerato di cemento armato grezzo sorto durante gli anni ’80 nella periferia nord-ovest di Roma 

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A casa di A
di Salvatore Franco

Questa è Anna, questa è la casa di Anna e Aurelio, questa è una delle loro storie. Un giorno Anna ha cominciato a non ricordarsi più bene le date, come se si fossero nascoste in fondo alla memoria, nascoste dietro dense nubi scure, sapeva dove erano ma non le poteva più leggere

cbffa WitnessJournal 31  1 21.04.10   Witness Journal 31 online

 

 

L'Aquila 06.04.2010
di Manuela Cigliutti
L’Aquila, 3.32, 06.04.2010, «Il non urlare fa parte della cultura di questa gente determinata e compatta», dopo il consiglio comunale aperto erano in 25mila per ricordare e rimuovere per lo meno il silenzio dalle macerie, molto è stato fatto ma il segnale è forte e per le istituzioni

cbffa WitnessJournal 31  3 21.04.10   Witness Journal 31 online

 

 

 

Alla conquista di Goadi
Piero Bruno

Quella che fino a poco tempo fa era la metà preferita di molti “fricchettoni” e hippies provenienti dall'Europa è oggi la metà preferita da decine di migliaia di turisti provenienti dall'ex URSS, attratti dal fascino obliquo di questo piccolo stato ma anche da un'accoglienza sempre più a misura di russi

cbffa WitnessJournal 31  6 21.04.10   Witness Journal 31 online

 

 

Third Gender
di Stefano Morelli

Sophie ha 24 anni. Alta più di un metro e settanta e capelli lunghi corvini fino alle spalle. Quando cammina per strada in molti allungano l’occhio per guardarla. Lei non degna nessuno. L’unico ad avere le sue attenzioni è Subash, il compagno che tiene per mano

cbffa WitnessJournal 31  8 21.04.10   Witness Journal 31 online

 

 

 

Kite Festival
di Mauro Fagiani

Gennaio 2010, India del nord. Rajastan e Uttar Pradesh
L’India, con tutte le sue contraddizioni è un paese che riesce ogni volta a stupire. Ogni viaggio anche se in luoghi già visitati, sorprende, emoziona e coinvolge come la prima volta. Quest’anno, del tutto inaspettato, ci ha regalato il Kite Festival.

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Il mercato dell'effimero
di Marco Fatilli

Olanda uguale fiori.
Direi che è una delle associazioni più semplici da fare, ma oltre all' Olanda stereotipata dei campi di tulipani, c'è un paese che ha fatto della floricultura un settore aziendale unico al mondo. Un mercato dove la lentezza della crescita di una pianta o di un bulbo, si contrappone alla frenesia della loro commercializzazione e nel caso di fiori recisi, della loro durata.

cbffa WitnessJournal 31  5 21.04.10   Witness Journal 31 online

 

 

 

L'anno della Tigre
di Stefano Borghi

Le immagini del capodanno lunare, meglio noto come “capodanno cinese” a Parigi. Una tradizione divenuta un vero e proprio spettacolo che coinvolge non solo la chinatown della capitale francese ma anche buona parte del resto del centro della città

cbffa WitnessJournal 31  9 21.04.10   Witness Journal 31 online

 

Intervista a Denis Curti

 

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GUIDA PER IL PERFETTO VIAGGIATORE INDIPENDENTE: LA PREPARAZIONE

giovedì, 15 aprile 2010
listen it it GUIDA PER IL PERFETTO VIAGGIATORE INDIPENDENTE: LA PREPARAZIONE

Una miniguida della viaggiatrice solitaria e fotografa umanitaria Raffaella Milandri.
PREPARAZIONE AL VIAGGIO FAI DA TE ALL’ESTERO: INDISPENSABILI SICUREZZA E INFORMAZIONE
Una raccomandazione: il viaggio fai da te non è per tutti.
Richiede un grande spirito di adattamento e tutta una serie di risorse personali.
E’ una esperienza di vita e non una vacanza rilassante.
Che tu sia da solo o in compagnia, sono pressoché indispensabili:
-una conoscenza anche minima della lingua inglese;
-buone tecniche di mimo, per i casi in cui non si possa usare l’inglese;
-buon senso dell’orientamento e buona capacità di leggere le cartine stradali;
-indipendenza economica, con tutto l’occorrente-contanti, bancomat, carte di credito- per far fronte alle spese impreviste;
-buona tecnica di improvvisazione e velocità decisionale per togliersi alla svelta da situazioni sgradevoli, scomode o pericolose;
- facilità nei rapporti interpersonali e capacità di sorridere e trasmettere sensazioni positive a chi incontri.
-conoscenza di tutto ciò che è INDISPENSABILE, dai documenti richiesti, alle pratiche doganali , alle normative sui voli aerei, alle eventuali vaccinazioni.
Se sai cavartela bene da solo, sappi che se sei in compagnia dovrai farti carico dei più deboli, ovvero dovrai badare a chi non ha esperienza o ha poco senso pratico. In vacanza ognuno pensa al proprio piacere, ma non devi dimenticare le persone che sono con te e devi renderti disponibile, anche se potrai risultare alle volte troppo premuroso o noioso. Il principio base della vacanza fai da te è “Tutti a casa sani e salvi” e questo deve avere priorità assoluta.

Controlla prima di partire:
-i documenti (passaporto, patente, visto laddove necessario);
Per il passaporto verifica sempre la scadenza e il numero di pagine libere;
per la patente, informati in caso ti occorra la patente internazionale.
-le vaccinazioni necessarie e consigliate e le medicine da portare : può sembrare eccessivo partire con una farmacia da viaggio, ma è sempre meglio che farsi prendere alla sprovvista da un malanno nel deserto del Thar, a Tokyo, ad Algeri o in una cittadina del Bihar. Fondamentale consultare un Centro di Medicina del Viaggiatore nella ASL più vicina. Controlla anche il tuo stato di salute: un buon check up è sempre doveroso prima di un viaggio, in particolare se vai in zone dove il clima è molto caldo e umido, o in zone di alta quota.
In Tibet ad esempio l’altitudine (dai 3600 metri di Lhasa fino ai 5200 metri di alcuni passi montani) coglie di sorpresa molti viaggiatori impreparati.
-le opportune assicurazioni di viaggio e sanitarie prima di partire, sono in genere poco costose e permettono di viaggiare in sicurezza;
-il clima che incontrerai onde portare il giusto abbigliamento;
-il tipo di prese elettriche in uso nel Paese dove andrai, onde poterti procurare il giusto adattatore;
-registrati al sito www.dovesiamonelmondo.it , onde lasciare una traccia del tuo percorso ed essere reperibile in caso di emergenze.
-le usanze del Paese che visiterai onde evitare disagi e creare problemi. Per un bacio in pubblico, nell’aprile 2010, una coppia di inglesi a Dubai è stata arrestata.
FONTI DI INFORMAZIONE
-collegati al sito www.viaggiaresicuri.it curato dal Ministero degli Esteri e dall’ACI, validissimo per le informazioni, raccomandazioni e avvertenze sempre aggiornate;
-l’utilissimo sito www.simvim.it della Società Italiana di Medicina e delle Migrazioni fornisce consigli utili e gli indirizzi dei Centri di Medicina per Viaggiatori, oltre a fornire l’elenco per comporre la tua farmacia da viaggio.
- qui trovi le spine elettriche di ogni nazione del mondo http://utilita.miolink.com/elettricita_spine_nazione_mondo.htm
- utilissimo consultare anche il sito www.lonelyplanetitalia.it che fornisce sempre utilissime informazioni;
da qui si possono anche ordinare le guide cartacee on line, oppure solo i capitoli che ti servono in versione digitale , risparmiando.

LE RACCOMANDAZIONI ALLE DONNE IN VIAGGIO
Renderci conto che possiamo essere più fragili e soggette a rischi, rispetto ai viaggiatori uomini,
non è una debolezza ma è un punto di forza che ci aiuta ad essere più consapevoli.
Molto spesso , per ignoranza individuale, o per cultura e religione del Paese, l’ atteggiamento e l’abbigliamento di una donna all’estero sono oggetto di “misunderstanding” , equivoci, discriminazione e attenzioni fastidiose. Durante i miei viaggi in solitaria, in Australia come in America, in India come in Europa, sono incappata talvolta in uomini che hanno provato a farmi bere alcolici o a farmi assumere sostanze stupefacenti. Una sola occasione può bastare per trasformare il viaggio in una brutta disavventura o in una tragedia. Tra mille brave persone , un malintenzionato basta a mettere in serio pericolo la propria incolumità.
Alcuni consigli, validi per donne sole in viaggio :
non dite a chiunque, a cuor leggero, in quale albergo vi trovate e quali sono i vostri programmi di viaggio;
lasciate sempre una traccia a parenti o amici del vostro percorso , e se potete lasciate loro un recapito telefonico fisso oltre al cellulare;
a chi vi chiede se siete sole dite che avete amici nelle vicinanze;
chiedete informazioni preferibilmente a personale delle Forze dell’ordine;
in caso di dubbio su dove/come spostarvi, prendetevi del tempo in più per riflettere meglio;
preferibilmente, dite in ogni caso che siete sposate e che vostro marito torna fra poco. In alcuni Paesi una donna non sposata può essere intesa come donna di facili costumi.
procuratevi un allarme antistupro(molto usato in Inghilterra), di quelli con la sirena, e –se permesso dalla legge del Paese dove vi recate- uno spray al peperoncino. In caso di emergenza possono essere un salvavita. L’allarme a sirena è validissimo anche per scacciare animali : mi ha salvato la vita dai lupi, in Alaska.
non esagerate mai con l’alcool o peggio ancora con altre sostanze che vi facciano perdere il controllo; qualcuno dice che l’alcool è un fluidificante sociale, in realtà è causa primaria di molte tragedie.
CHI E’ RAFFAELLA MILANDRI
Viaggiatrice in solitaria e fotografa, Raffaella Milandri
si dedica principalmente alla “fotografia umanitaria” intesa come strumento di sensibilizzazione verso i diritti umani, per i quali lottano quotidianamente molti popoli indigeni ad esempio, e problematiche sociali quali il lavoro minorile e la situazione femminile.
La sua attenzione si concentra sulle culture extraeuropee, sulla vita di strada e nei villaggi rurali: durante i suoi viaggi in solitaria cammina e vive con la sua Canon al collo, indaga con estrema curiosità, si siede fra la gente, beve, mangia e parla con loro, spesso ospite delle loro abitudini e cerimonie, partecipando con estrema empatia.
Nessuna posa o situazione è creata nelle sue opere: la fotografa riproduce la realtà, le situazioni e gli sguardi così come appaiono, cercando di ridurre al minimo il suo impatto “occidentale” sull’ambiente circostante.
Dal 2007 collabora con la Fototeca Storica Nazionale Ando Gilardi (MI )
-FOTOREPORTAGE
Australia (Northern Territory, Kimberly), Giappone ,
India (Gujarat, Rajasthan etc), Nepal , Tibet 2009,
Stati Uniti (Navajoland, Texas, New Mexico, Alaska, etc),
Canada (Yukon), Egitto (White Desert ), Botswana ,
Europa (Polonia, Francia etc etc)
-MOSTRE E PROIEZIONI
2008 Mostra Crossing borders sulla situazione della donna e il lavoro minorile in India
2009 Mostra Imagine sulla situazione nepalese e tibetana con asta di beneficenza
2009 Proiezione “ Imagine” sulla condizione del viaggio in solitaria in Tibet
2009-2010 Mostra-Proiezione “Tra la perduta gente” in solidarietà ai Boscimani del Kalahari
Svariate sue foto sono state donate per aste di beneficenza e raccolte fondi a fini benefici.
-VIAGGI MEDIATICI
Vari collegamenti in diretta dai luoghi dei suoi viaggi, tra cui uno con Maurizio Costanzo, e collegamenti in diretta su Facebook da Tibet, Nepal e Botswana fanno diventare i viaggi in solitaria di Raffaella Milandri un evento mediatico molto seguito.
“ Viaggiare in solitaria crea il necessario distacco dal mio quotidiano:
mi “abbandono” ai modi di vivere dei popoli che sto visitando, mi immergo “incontaminata” nella loro cultura e ne respiro l’essenza, in una dimensione spirituale ideale per la mia ricerca. Mi assimilo alle genti per catturarne l’immagine autentica, in momenti carichi di intenso significato emozionale. Il mio terzo occhio è la macchina fotografica, con la quale cristallizzo il quotidiano in un momento senza tempo”
“Cammino fra la gente e talvolta ho dei “colpi di fulmine”: mi innamoro di un viso, di un gesto,
di una situazione e sono capace di stare per ore ad inseguire l’attimo da immortalare”
“Adatto sempre i mie abiti e i miei gesti alla cultura locale. Viaggiare in solitaria può comportare vari contrattempi e pericoli , ad esempio oltre il Circolo Polare Artico ho dovuto abbandonare il fuoristrada in un fiume, rischiando l’ipotermia”

IN PROGRAMMA
“ Sto meditando i prossimi viaggi in solitaria del 2010.
Tra le prossime mete , il Camerun e la mia amata India, con particolare ricerca sulle popolazioni indigene e sulle loro problematiche. Sempre in diretta su Facebook.”

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GUIDA PER IL PERFETTO VIAGGIATORE INDIPENDENTE: QUANDO E CON CHI

giovedì, 15 aprile 2010
listen it it GUIDA PER IL PERFETTO VIAGGIATORE INDIPENDENTE: QUANDO E CON CHI

Una miniguida della viaggiatrice solitaria e fotografa umanitaria Raffaella Milandri.
Il momento del viaggio
Stai per partire: l’odore dell’aria e le cose intorno a te diventano evanescenti e lasciano il posto
a nuovi e ancora inimmaginabili atmosfere e panorami.
La tua dimensione sta per proiettarsi “oltre”, stai per varcare i confini del tuo Paese, e poi altri ancora,
per percorrere e fagocitare miglia su miglia, via aria, via terra, via mare.
Ti vedi un puntino minuscolo e insignificante sul mappamondo, e più ti allontani dalle tue abituali coordinate e più le tue radici geografiche, sociali e culturali si sfilacciano .
Stai per entrare in contatto con il te stesso che sonnecchia nella sicurezza del tran tran quotidiano.
E’ un momento di evasione dalla propria realtà quotidiana e dai ritmi usuali. Il tuo mondo sarà la valigia e il tuo zaino, devi scegliere cosa portare con te e le poche cose da amministrare. Assapori il piacere di ridurre il tuo parco telefoni ad un solo cellulare; i tuoi vestiti si ridurranno a 4 pantaloni e 6 maglie , i libri da leggere saranno 4 e in cuor tuo speri di non avere il tempo di leggerli tutti. Lasci tutte le tue cose in ordine perché quando torni tutto sarà al suo posto -un bisogno di certezza irrinunciabile.
Qualcuno intende il viaggio come vacanza e relax: due settimane al mare, o dieci giorni in crociera, o in un villaggio turistico, con i terminali mentali spenti senza pensare a nulla.
Qualcuno intende il viaggio come una esperienza di vita, un momento di conoscenza, di esplorazione e di crescita personale. E’ un momento di scoperta, di se stessi e degli altri.
La scelta
In un viaggio viene prima la scelta del dove o del quando?
Viene prima la scelta del dove o del “con chi” ?
E come si decide se viaggiare “fai da te” o con tour organizzati?
Quando e quanto
Con l’elenco delle località preferite in mano, è fondamentale identificare :
1)il periodo delle ferie: in Italia la maggior parte di noi mortali ha le ferie in agosto e a fine dicembre, quando i prezzi lievitano per i voli, per i tour, per tutto.
Se possibile, è sempre meglio viaggiare negli altri mesi.
2)la durata delle ferie: ottimale, per viaggi indipendenti fuori continente, avere 15/20 giorni o anche più. Per viaggi in Europa, invece, 10 giorni sono ottimi per molte destinazioni .
3)il budget di spesa: sono copiose le offerte di mutui per le vacanze, ma sarebbe meglio un viaggio dal costo accessibile sulla base delle proprie possibilità. Il viaggio indipendente può essere più economico ma è più soggetto a spese impreviste e richiede una buona organizzazione .
DA SOLI
La fondamentale consapevolezza prima di partire è che non puoi dimenticare nulla, non puoi tralasciare dettagli, devi prevenire al massimo gli imprevisti (fisici, mentali, climatici, etc) La tabella dei preparativi va seguita con scrupolo . Una buona parte dei tuoi imprevisti (qualcuno è inevitabile!!)si possono ridurre o risolvere con informazione e prevenzione e trovare la soluzione migliore in tempi veloci . In Giappone ad esempio i bancomat non sono sempre compatibili con le nostre carte. Onde evitare di esibirti in “O sole mio” nelle stazioni della metro a Tokyo per racimolare un po’ di spiccioli, è opportuno partire con scorta di contanti e carta di credito supplementare.
Io amo il viaggio indipendente in solitaria: è decisionismo puro, senza compromessi. Tutto dipende da te. Già in due è fondamentale sottostare ad una democrazia che impone di consultarsi e trovare un accordo. Ritengo un momento di grande crescita personale il viaggio in solitaria ”Chi rompe paga, e i cocci sono suoi”. Ecco, se sbagli qualcosa nel tuo percorso, i cocci sono tutti tuoi e tutto sommato sei sempre più tollerante con te stesso che non con gli altri. Grandi amicizie o anche relazioni sentimentali sono state distrutte, divelte, dissacrate dopo 10 giorni di convivenza in vacanza. La formula per l’esatta convivenza è ardua da trovare. Patti chiari amicizia lunga: prima di partire, onde abbeverarsi a quel dolce nettare che è la condivisione della vacanza, è opportuno definire: dove si va, la filosofia di viaggio, il budget di spesa, le località da visitare.
Con il partner
Occorre senz’altro una relazione solida per fare un viaggio “fai da te” con il tuo partner. Devi conoscerlo/a bene, sapere la sua resistenza fisica e mentale ai vari imprevisti. Certo, una vacanza di 15 giorni in un villaggio turistico non richiede molta preparazione e precauzioni, e anche una settimana in una capitale europea ben si presta alle coppie in via di consolidamento. Ma la vacanza on the road, con ritmi pressanti e sbalzi frequenti, richiede sangue freddo e non solo amore. Ti capiterà talvolta di tornare da un viaggio con il tuo partner, dicendoti che non avete nulla in comune: le sue reazioni al giro nel centro commerciale e quelle al giro nel bazar di Algeri sono completamente diverse. I suoi gusti alimentari macrobiotici, pienamente appagati nel centro di Milano, stonano terribilmente con le avventurose pietanze che trovi a Bangkok. Le sue lunghe soste in bagno, la mattina, ti hanno rubato ore preziose da dedicare all’esplorazione del Gange all’alba. La sua ricerca in tutti i negozi di Jaipur di una sciarpa in seta per la mamma ti ha sfinito, tediato, spossato fino all’esasperazione. Non reagire subito, aspetta e fai decantare le emozioni per almeno 15 giorni dopo il rientro dal viaggio. Probabilmente, dopo 15 giorni e qualche racconto agli amici della vostra vacanza, tutto sembrerà meno terribile. Ci riderai su. L’amore tornerà a trionfare.
Con gli amici
Se vai in vacanza con un solo amico/a , vale quello che è stato detto per la vacanza con il/la partner. Leggi amicizia e affetto invece di amore, e ci siamo. Il gruppo di amici/amiche , composto da tre o più persone, offre molte soluzioni e soprattutto alleanze opportune che alleviano la convivenza. Nelle decisioni vince la maggioranza, ma c’è una libertà maggiore, due di voi vanno a visitare il museo etnico, un altro va a fare shopping, due si fermano a mangiare un piatto di spaghetti neozelandesi. La cosa importante e vitale è avere poi sempre un posto di ritrovo e dei punti fermi, nonché nelle emergenze la possibilità di comunicare fra di voi. A Delhi abbiamo speso 4 (dico quattro ) ore cercando di ritrovarci in centro, con circa 42 gradi all’ombra , venditori ambulanti assillanti, mal di piedi incombente. Ognuno aveva ragione, ognuno pensava dell’altro che era un idiota. Con gli amici è altresì vitale, prima di partire, fare un programma di viaggio di massima, accordarsi su tempi e ritmi, stabilire tappe sicure e lasciare spazio alle variabili. Gli interessi possono essere diversi, quindi bisogna dare spazio ad ognuno nel programma . Questi punti fermi prima della partenza saranno utilissimi per gestire il tempo di tutti. Perché, va ricordato, in vacanza il tempo è denaro. Quando spendi 1000 euro di biglietto aereo e la prima mattina a San Francisco, per lasciare l’albergo, devi aspettare due ore Giovanni perché non si è svegliato, difficilmente avrai per lui tutta la tua comprensione . In vacanza il tempo è un patrimonio che va gestito molto oculatamente. Può essere difficile tornare negli stessi posti un’altra volta nella tua vita( e magari quei posti in dieci anni cambieranno del tutto fisionomia), quindi il rispetto del tempo comune è fondamentale. Un altro aspetto dei viaggi con amici è la famosa e temibile “cassa comune”. Quella cassa (un portafogli, un sacchettino, una tasca) verrà nutrita dalle tasche di tutti, onde evitare disparità (quello ci marcia, diranno di Andrea che ha la fama di essere tirchio). Con la cassa comune si pagheranno le spese comuni ed uguali per tutti: l’albergo, i biglietti per i musei o i parchi, il carburante o il treno. I pasti sono un caso a parte, da stabilire all’occorrenza: ho visto persone fare storie sul conto diviso equamente perché Giulia aveva mangiato per 40 centesimi più degli altri. Ho visto amici fare discriminazioni : Fabio beve birra e Luisa beve acqua, non possono pagare uguale. Insomma, la cassa comune è una fonte inesauribile di discussioni e dolori. Tra l’altro, chi tiene la cassa comune? Chiunque egli /ella sia, designato da tutti gli altri, verrà ad un certo punto guardato con sospetto: “Luigi, ma non è che hai pagato la tua freccia indiana con la cassa comune?Mi sembrava…ma è sicuro che tieni i soldi della cassa separati dai tuoi?” Fantastico Osvaldo , negli States: si lancia nel Colorado a fare il bagno con la cassa comune in tasca! Insomma, quando si viaggia insieme, si è collegati come nel gioco del domino, uno in fila all’altro, e quello/a che sta male, che perde i soldi, che deve SUBITO andare in bagno , che ha la gonna corta e nella moschea non può entrare, che la mattina non si alza, che mangia solo vegetariano, insomma quello/a che coinvolge anche gli altri del gruppo con le sue individuali esigenze o problematiche.
CON COMPAGNI IMPROVVISATI
Oggi molti siti web propongono e facilitano l’aggregamento tra compagni di viaggio che non si conoscono e che decidono di partire insieme, accomunati dalla meta desiderata. L’entusiasmo della partenza stempera le possibili divergenze di opinione, l’importante è partire! Ma i nodi verranno al pettine: mai tralasciare il programma di viaggio (tappe, ritmi, etc) ; questo è il salvagente che eviterà al vostro viaggio comunitario di
naufragare. Se infatti l’amore o l’amicizia possono fare da deterrente a litigi, discussioni e fratture fra i partecipanti al viaggio, quando si viaggia fra sconosciuti il malcontento è pronto a serpeggiare e a spuntar fuori anche violentemente. Ognuno ha il proprio ego pronto ad armarsi fino ai denti per la sopravvivenza e per la difesa della propria vacanza. Ognuno ha sognato la “propria” vacanza. Esistono delle persone amabili a priori, che si adatteranno comunque ad ogni circostanza e cercheranno di smussare gli animi spigolosi che li circondano; ma per molti è facile arrivare al momento delle polemiche e della “tolleranza zero”.
Dopo circa 10 giorni di patimenti caratteriali, intuiti ma non evitati, dopo qualche urlo e parolaccia, subìti ma non perdonati, la stazione di Calcutta si trasformò nello stage del film “Fuga da Alcatraz”: in due fuggimmo dal treno ancora in movimento, bagagli a tracolla, per seminare gli altri tre scomodi compagni di viaggio. In un batter d’occhio eravamo su un taxi , noncuranti degli altri e del loro futuro. “Mors tua vita mea” . Attenzione alla miscellanea di caratteri e di esperienza, e soprattutto ai “viaggiatori per caso” . Altro aspetto importante dei viaggi di gruppo: i bagagli. C’è che porta un bagaglio spartano e chi no. Se si viaggia in auto, è fondamentale spartire equamente gli spazi con gli altri. E mantenere del posto libero per i souvenir, immancabili, di ognuno.
“Mi raccomando, una valigia a testa!” dissi io. In partenza in auto per la Romania, in quattro, una valigia a testa, ma una valigia era grande come una portaerei. Non entrava nel bagagliaio!
Sosta tecnica per rifacimento bagagli.
Altro viaggio, in partenza in auto per la Polonia, in quattro : una valigia a testa! Avete presente il libro di Jerome K.Jerome, divertentissimo “Tre uomini in barca…per tacer del cane”?
Qui il titolo era “ Due uomini e due donne in auto…per tacer dell’asse da stiro” Ebbene sì, lo spirito pratico e spartano aveva suggerito ad una dei viaggiatori di portare l’asse da stiro. Forse era da usare come zattera in caso di alluvione?
CHI E’ RAFFAELLA MILANDRI
Viaggiatrice in solitaria e fotografa, Raffaella Milandri
si dedica principalmente alla “fotografia umanitaria” intesa come strumento di sensibilizzazione verso i diritti umani, per i quali lottano quotidianamente molti popoli indigeni ad esempio, e problematiche sociali quali il lavoro minorile e la situazione femminile.
La sua attenzione si concentra sulle culture extraeuropee, sulla vita di strada e nei villaggi rurali: durante i suoi viaggi in solitaria cammina e vive con la sua Canon al collo, indaga con estrema curiosità, si siede fra la gente, beve, mangia e parla con loro, spesso ospite delle loro abitudini e cerimonie, partecipando con estrema empatia.
Nessuna posa o situazione è creata nelle sue opere: la fotografa riproduce la realtà, le situazioni e gli sguardi così come appaiono, cercando di ridurre al minimo il suo impatto “occidentale” sull’ambiente circostante.
Dal 2007 collabora con la Fototeca Storica Nazionale Ando Gilardi (MI )
-FOTOREPORTAGE
Australia (Northern Territory, Kimberly), Giappone ,
India (Gujarat, Rajasthan etc), Nepal , Tibet 2009,
Stati Uniti (Navajoland, Texas, New Mexico, Alaska, etc),
Canada (Yukon), Egitto (White Desert ), Botswana ,
Europa (Polonia, Francia etc etc)
-MOSTRE E PROIEZIONI
2008 Mostra Crossing borders sulla situazione della donna e il lavoro minorile in India
2009 Mostra Imagine sulla situazione nepalese e tibetana con asta di beneficenza
2009 Proiezione “ Imagine” sulla condizione del viaggio in solitaria in Tibet
2009-2010 Mostra-Proiezione “Tra la perduta gente” in solidarietà ai Boscimani del Kalahari
Svariate sue foto sono state donate per aste di beneficenza e raccolte fondi a fini benefici.
-VIAGGI MEDIATICI
Vari collegamenti in diretta dai luoghi dei suoi viaggi, tra cui uno con Maurizio Costanzo, e collegamenti in diretta su Facebook da Tibet, Nepal e Botswana fanno diventare i viaggi in solitaria di Raffaella Milandri un evento mediatico molto seguito.
“ Viaggiare in solitaria crea il necessario distacco dal mio quotidiano:
mi “abbandono” ai modi di vivere dei popoli che sto visitando, mi immergo “incontaminata” nella loro cultura e ne respiro l’essenza, in una dimensione spirituale ideale per la mia ricerca. Mi assimilo alle genti per catturarne l’immagine autentica, in momenti carichi di intenso significato emozionale. Il mio terzo occhio è la macchina fotografica, con la quale cristallizzo il quotidiano in un momento senza tempo”
“Cammino fra la gente e talvolta ho dei “colpi di fulmine”: mi innamoro di un viso, di un gesto,
di una situazione e sono capace di stare per ore ad inseguire l’attimo da immortalare”
“Adatto sempre i mie abiti e i miei gesti alla cultura locale. Viaggiare in solitaria può comportare vari contrattempi e pericoli , ad esempio oltre il Circolo Polare Artico ho dovuto abbandonare il fuoristrada in un fiume, rischiando l’ipotermia”

IN PROGRAMMA
“ Sto meditando i prossimi viaggi in solitaria del 2010.
Tra le prossime mete , il Camerun e la mia amata India, con particolare ricerca sulle popolazioni indigene e sulle loro problematiche. Sempre in diretta su Facebook.”

IMG 0851 2 GUIDA PER IL PERFETTO VIAGGIATORE INDIPENDENTE: QUANDO E CON CHI

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Aggirarsi in un cimitero di carcasse metalliche. Riflessi rugginosi e cromie slavate. Superfici materiche che raccontano di uno stato d’abbandono. Fotografie d’imponente formato, che guidano la visione alla ricerca del dettaglio…

domenica, 5 luglio 2009
listen it it Aggirarsi in un cimitero di carcasse metalliche. Riflessi rugginosi e cromie slavate. Superfici materiche che raccontano di uno stato d’abbandono. Fotografie d’imponente formato, che guidano la visione alla ricerca del dettaglio...

fino al 15.VII.2009
Thomas Florschuetz
Bologna, Galleria Astuni

Aggirarsi in un cimitero di carcasse metalliche. Riflessi rugginosi e cromie slavate. Superfici materiche che raccontano di uno stato d’abbandono. Fotografie d’imponente formato, che guidano la visione alla ricerca del dettaglio…


59742b95fb3fe4073c1044086c826080 Aggirarsi in un cimitero di carcasse metalliche. Riflessi rugginosi e cromie slavate. Superfici materiche che raccontano di uno stato d’abbandono. Fotografie d’imponente formato, che guidano la visione alla ricerca del dettaglio...

pubblicato giovedì 18 giugno 2009

Travolti da un insolito destino nell’afosa estate bolognese? Forse sì, visto che, visitando lo spazio che Astuni ha inaugurato nel capoluogo emiliano proprio in occasione di ArteFiera, sembra di esser trasportati altrove.
La nuova galleria, insediatasi in un vecchio stabile nei pressi della stazione, è completamente diversa dal restante panorama cittadino. Un ambiente che, correndo il rischio di apparire ovvi, potrebbe traquillamente trovarsi in quella Berlino che ultimamente tanto piace al sistema artistico nostrano. Siamo ben lungi dalla polemica; piuttosto, constatiamo con piacere l’esistenza di possibilità alternative alla vetrina in centro.
Detto questo, la grande sala espositiva ben si apparenta con i formati e i soggetti scelti da Thomas Florschuetz (Zwickau, 1957; vive a Berlino). Infatti, la sensazione, di primo acchito è quella di trovarsi in un piccolo hangar, completamente circondato da aeroplani militari abbandonati. Nella serie Jets, leggiamo, l’artista “esplora con la lente della sua macchina fotografica le qualità tattili e morfologiche della superficie di velivoli dimessi”. E ancora: 3f5936b09143282578b58d0f437fcb2f Aggirarsi in un cimitero di carcasse metalliche. Riflessi rugginosi e cromie slavate. Superfici materiche che raccontano di uno stato d’abbandono. Fotografie d’imponente formato, che guidano la visione alla ricerca del dettaglio...“Come un miraggio nel deserto dell’Arizona, migliaia di aerei da uso civile e militare, satelliti e missili a testata appaiono allineati vicino a Tucson in file ordinate raccolte in immensi raggruppamenti, che formano uno dei più importanti epicentri dell’aviazione mondiale”.
Florschuetz elimina, attraverso inquadrature strette, la dimensione contestuale, focalizzando l’obiettivo sul dettaglio. La qualità granulare delle saldature arrugginite, i cretti della vernice arsa dal sole, gli aloni e i depositi anneriti negli intertizi delle lamiere sono i veri protagonisti delle immagini. Per taglio e scelta del soggetto, e per questa ricercata evidenza materica, la serie potrebbe avvicinarsi a quella che una volta veniva definita “fotografia informale”. L’ingrandimento e la selezione del particolare contribuiscono a far perdere lo sguardo d’insieme, tanto che di alcuni scatti si fatica a riconoscere il soggetto.
C’è un tentativo di environment nell’allestimento delle grandi fotografie finemente incorniciate; la disposizione dei pezzi tende verso quella che si potrebbe definire installazione fotografica. I riquadri costruiscono, sulle alte pareti dello spazio espositivo, finestre dalle quali è possibile intravedere l’esterno. Le macchine e i velivoli riposano là fuori, in un cupo silenzio.
L’occhio dell’artista si è posato su dettagli che svelano quanto il trascorrere del tempo possa incidere sui materiali della produzione industriale. L’indugiare sulla qualità tecnica del risultato, però, può far perdere di vista l’obiettivo.

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La videorecensione della mostra

claudio musso
mostra visitata il 30 maggio 2009


dall’otto maggio al 15 luglio 2009
Thomas Florschuetz – Jets
a cura di Alessandra Pace
Galleria Astuni
Via Barozzi, 3 (zona Mambo) – 40126 Bologna
Orario: da martedì a sabato ore 10-13 e 15-19; domenica e lunedì su appuntamento
Ingresso libero
Info: tel. +39 0514211132; fax +39 0514211242; info@galleriaastuni.it; www.galleriaastuni.com

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Ci risiamo…AAA Vecchie macchine fotografiche digitali cercasi… per l’Angola e l’Abruzzo

domenica, 28 giugno 2009
listen it it Ci risiamo...AAA Vecchie macchine fotografiche digitali cercasi... per lAngola e lAbruzzo

93018f595b0fa66755938c129a0dcbc0 Ci risiamo...AAA Vecchie macchine fotografiche digitali cercasi... per lAngola e lAbruzzoSalve,
siamo Marco e Serafina dalla Toscana e siamo di nuovo a disturbare per la ricerca di macchine fotografiche digitali anche usate.

Dopo le belle esperienze vissute nel 2007 in Cambogia e nel 2008 in Perù siamo pronti a rimetterci in viaggio

In Cambogia e più precisamente a Siaonoukville grazie alla Fondazione Aiutare i Bambini (www.aiutareibambini.it) avevamo tenuto un corso di fotografia presso il Centro per ragazzi di strada di M’Lop Tapang (di seguito ci sono i link per scaricare le foto scattate dai ragazzi durante il corso) mentre in Perù abbiamo organizzato un corso di fotografia per due gruppi di ragazzi a Tambo de Mora (Provincia di Chincha, Dipartimento di Ica) un delle zone più colpite dal terremoto del 15 agosto 2007.

(continua…)

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inATTOvisivo mostra fotografica collettiva

venerdì, 1 maggio 2009
listen it it inATTOvisivo mostra fotografica collettiva

d20de0e8e533d10a742ffbc4d8e0d8c8 inATTOvisivo mostra fotografica collettiva

Oggetto:

>inattovisivo< mostra fotografica collettiva allievi Scuolafotografia di Carla Cinelli

8-9-10 maggio, sala Cristo Re (Borgo Trento – Brescia)

Nell’ambito delle iniziative “Maggio Culturale” organizzate dalla Parrocchia Cristo Re di Brescia, Scuolafotografia della fotografa bresciana Carla Cinelli promuove, in collaborazione con Photogroup e Le8Quinte Galleries, presso la sala Cristo Re di via Fabio Filzi, 3 – (Borgo Trento) Brescia, una collettiva fotografica dal titolo >inattovisivo<.

(continua…)

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03.12.08 – Fotografica 08: la carica dei settemila

sabato, 6 dicembre 2008
listen it it 03.12.08   Fotografica 08: la carica dei settemila

L’edizione 2008 di Fotografica, la manifestazione evento promossa da Canon allo Spazio Forma a Milano, si è conclusa con un bilancio che non è positivo solo per l’azienda giapponese, ma per tutti e coloro che si occupano di fotografia per professione o per piacere. Il conteggio ufficiale di settemila presenze “registrate” è infatti una buona notizia che conferma il crescente interesse degli italiani per la fotografia che da quando è arrivato il “fenomeno digitale”, si sono riscoperti (finalmente) un popolo di fotografi.
Oltre il settantacinque percento in più di presenze rispetto all’anno precedente, in un momento di crisi come quello che viviamo, è un dato che parla da solo. Questa moltitudine di appassionati e curiosi per quattro giorni ha visitato le aree espositive, partecipato agli incontri o ai workshop tecnici, come i photo shooting condotti da Amedeo Novelli per FotoUp, media partner dell’iniziativa Canon. Un pubblico, oltre che numeroso, anche molto eterogeneo quanto a età, composto in prevalenza da giovani, ma anche da tanti appassionati nati con la pellicola e convertitisi al digitale. Un pubblico che FotoUp cerca di seguire da vicino per offrire loro il meglio del mondo della fotografia.

Fai clic qui per vedere la photogallery di Fotografica 08

Fonte Google News

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Pentax K20D, la reflex digitale “alternativa” – www.fotoup.net

venerdì, 28 novembre 2008
listen it it Pentax K20D, la reflex digitale alternativa    www.fotoup.net

Pentax ha avuto un ruolo di primo piano nella fotografia analogica – da Pentax sono arrivati, tanto per citare due nomi, l’attacco a baionetta K (il primo “universale” di massa) e la reflex ME Super su cui si sono formati decine di migliaia di fotoamatori italiani – ma dopo l’avvento della fotografia digitale le cose sono andate diversamente, per colpa di qualche modello non proprio azzeccato e di qualche vicissitudine societaria. C’è voluta la presentazione della K10D, un paio d’anni fa, per riportare Pentax tra i produttori di reflex convincenti di fascia medio-alta, pur dovendo ammettere che oggi Pentax è una scelta in qualche modo alternativa rispetto a Canon, Nikon e anche Sony.
La K20D oggetto della nostra prova è l’erede diretta di quella fotocamera: in sintesi ne mantiene l’impostazione di fondo, aggiornandola all’evoluzione tecnologica del settore (soprattutto con un sensore da 14,6 Megapixel), con le sue qualità e anche i suoi difetti.
Ma procediamo con ordine, ricordando che come al solito la nostra prova è più che altro una descrizione di come ci si trova con la fotocamera, non un test numerico-prestazionale.

Corpo e comandi principali

Il corpo macchina e l’ergonomia della K20D sono buoni. Il corpo è compatto e solido, senza pesare troppo, e soprattutto è tropicalizzato contro le infiltrazioni di acqua e polvere. Cade bene in mano, anche se chi ha le dita lunghe potrebbe trovarsele un po’ “oltre” i comandi principali. Chi ama le reflex con pochi comandi non apprezzerà la K20D: abbiamo contato ventitre tra ghiere e pulsanti, di cui ben quattordici sul dorso macchina. Non è necessariamente uno svantaggio: in questo modo quasi tutte le funzioni sono raggiungibili con un solo comando, basta imparare a districarsi tra i comandi. E di funzioni, come vedremo, la reflex Pentax ne offre davvero molte.
Segnaliamo la presenza, gradita, del display LCD monocromatico sul lato superiore della macchina. Una nota di merito va anche all’obiettivo standard in dotazione (lo zoom Pentax DA 18-55mm AL II f/3,5-5,6): è solido e ben costruito, con una ormai rara ghiera “vera” per la messa a fuoco manuale e addirittura la scala delle distanze.
La K20D ha due ghiere per impostare tempi e diaframmi: l’anteriore per i tempi e la posteriore per i diaframmi. Purtroppo la ghiera posteriore è un po’ scomoda (sarebbe stato meglio averla allineata all’anteriore) e non è immediato dover usare una ghiera quando si è in una priorità e l’altra quando si cambia modo di esposizione. Qui la K20D fa valere le sue ampie possibilità di personalizzazione: per ciascuna modalità di scatto è possibile definire cosa devono comandare le due ghiere. Per maggiore chiarezza, ogni volta che si cambia modalità di esposizione sullo schermo LCD posteriore appare una spiegazione delle funzioni dei principali tasti e ghiere.

Le funzioni
La K20D ha le modalità di esposizione classiche (automatica, programmata, manuale, priorità di tempi o diaframmi) accompagnate da due più originali: la priorità di tempi e diaframmi (si seleziona una coppia tempo/diaframma e la sensibilità del sensore varia di conseguenza) e la priorità di sensibilità (si impostano gli ISO equivalenti). La modalità programmata è personalizzabile scegliendo una tra le quatto linee di programma disponibili: normale, che privilegia i tempi rapidi, che privilegia la profondità di campo, che punta sulla resa dell’obiettivo (sceglie l’apertura ideale per la lente montata, se riconosciuta).
Ciò che colpisce davvero della K20D è la ricchezza delle funzioni a bordo: praticamente tutto è personalizzabile prima dello scatto, e in particolare la sezione del bilanciamento del bianco permette di sbizzarirsi modificando ampiamente le configurazioni predefinite o impostando manualmente il bilanciamento ideale. Lo stesso vale per i sei profili di esposizione predefiniti, di cui possiamo cambiare saturazione, tonalità, contrasto e nitidezza.
Dopo lo scatto, la K20D offre a bordo molte possibilità di elaborazione grafica creativa (conversione in bianconero o seppia, simulazione di sei filtri colorati, estrazione di un colore, filtro soft, conversione della foto in un disegno al tratto, HDR simulata, variazione della luminosità, allargamento o restringimento dell’immagine) e anche la conversione da Raw a Jpeg.
Troppo “giocoso”? Può darsi, ma crediamo che a molti fotoamatori queste funzioni facciano comodo, mentre gli altri potranno tranquillamente ignorarle.
Tra le funzioni inseriamo anche lo stabilizzatore d’immagine collegato al sensore. La diatriba tra chi preferisce questa soluzione e chi invece lo stabilizzatore ottico nell’obiettivo è irrisolvibile (ogni approccio ha i suoi pro e i suoi contro), qui ci limitiamo a dire che nel caso della K20D il sistema effettivamente garantisce i 2,5-3 stop promessi rispetto al tempo di scatto teorico (l’inverso della lunghezza focale dell’obiettivo), a parità di diaframma.
Non manca, come vogliono la moda e il marketing, il Live View. L’implementazione è buona ma non delle più utili: il display LCD posteriore non è orientabile e la messa a fuoco in Live View avviene riabbassando lo specchio per un istante.

Come va
Nelle nostre prove la K20D si è ben comportata. La valutazione esposimetrica in modalità multisegmento – le altre possibili sono media pesata al centro e spot – tende un po’ a sottoesporre, ma questo nel digitale è un approccio corretto: i dettagli in ombra si recuperano in postproduzione molto più facilmente di quelli nelle alteluci. Non è una macchina da foto sportive: l’autofocus a 11 punti è buono ma non velocissimo, la cadenza di scatto di tre fotogrammi al secondo è insufficiente.
Il sensore, sviluppato con Samsung, produce immagini Jpeg fortunatamente non troppo morbide, anche se per trarre il massimo dalla K20D ci sembra decisamente indicato scattare in formato Raw. Questo anche per controbilanciare il vero difetto del sensore, che è la generazione alle alte sensibilità di rumore piuttosto visibile: fino a 800 ISO equivalenti non ci sono problemi, consideriamo utilizzabili anche le foto scattate ai 1.600 ISO, ma i 3.200 e i 6.400 sono davvero impostazioni di emergenza. Apprezziamo comuque il fatto che Pentax abbia impostato per default come inattiva la riduzione del rumore per gli alti ISO e dia a noi il compito di scegliere se attivarla o meno, su tre livelli di intensità. In questo modo chi sa lavorare in postproduzione può usare gli scatti grezzi, gli altri accetteranno immagini meno rumorose ma anche meno dettagliate.
Il bilanciamento del bianco automatico porta, in luce artificiale, una dominante fastidiosa che va corretta in postproduzione o effettuando una calibrazione manuale durante gli scatti. E’ giusto dire che questo accade con quasi tutte le reflex digitali, salvo rare eccezioni.
Sintetizzando, la Pentax K20D è una reflex solida e affidabile, che piacerà certamente ai fotografi generalisti che amano sperimentare con la propria fotocamera e sfruttarne le possibilità di configurazione. Crediamo che solo “smanettando” un po’ tra i vari menu si riesca a trarre il massimo dalla K20D, la quale resta invece un po’ anonima se usata in modo punta-e-scatta automatico. Gioca a favore della K20D anche la possibilità di montare, con qualche limite negli automatismi, quasi tutti gli obiettivi con innesto a baionetta K e derivati (KA e KAF). I vecchi utenti Pentax apprezzeranno il fatto di poter tutelare il proprio parco ottiche.
Non consigliamo invece la K20D a chi faccia foto sportiva o a chi usi spesso alte sensibilità ISO, dato il sensore un po’ rumoroso rispetto alla media delle reflex con ambizioni semiprofessionali.

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Olympus E-520

martedì, 11 novembre 2008
listen it it Olympus E 520
  1. Olympus E-520 – Test, Prezzi, Foto e Video su Wikio – Fotocamere

    Olympus E-520. Confronta i prezzi:. 10 test; |; 60 news; |; 12 forum; |; 10 video …. OlympusOlympus e 520 dz-kit + 14-42 mm + 40-150 mm – europa
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  2. REFLEX OLYMPUS E520 – Il forum di AV Magazine

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    www.avmagazine.it/forum/showthread.php?s=&threadid=116699 – 60k – Copia cachePagine similiSalva risultato

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    Olympus E-520 Announced Olympus Cameras and Four Thirds System.
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    Ciao…ho appena ordinato l’Olympus e-520 con il kit con i due obbiettivi su Sa Marino Chi c’è online, Cerca nei Forum, Home, Comunicazioni dallo Staff
    www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?p=24964729 – 2 ore fa – Pagine similiSalva risultato

  5. Canon 450D vs. Olympus E520Hardware Upgrade Forum

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    Canon 450D vs. Olympus E520 Fotografia Digitale – Consigli per gli acquisti.
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    22 Jun 2008 For years, I’ve used my two Olympus OM2s (an N and a Spot meter). I mainly take slides with them, and I will continue to do that up to a…
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  7. Olympus E520 – SonicBands

    3 post - 1 autore - Ultimo post: 23 ago

    Questa é la discussione Olympus E520 nel forum Fotografia Digitale, parte della categoria USENET: Varie; buongiorno al ng, il piacere e
    www.sonicbands.it/fotografia-digitale/100723-olympus-e520.html – 121k – Copia cachePagine similiSalva risultato

  8. Olympus E-520 – Tecnozoom

    Se desideri inoltre entrare nel forum di Olympus E-520 potrai confrontare le tue opinioni con gli altri utenti edapprendere nuove informazioni.
    www.tecnozoom.it/fotocamere-digitali/olympus-e-520.html – 59k – Copia cachePagine similiSalva risultato

  9. Olympus E-520 – little advantages over E-500 – Digital Camera

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    2 post - 2 autori - Ultimo post: 14 mag

    Thread, Thread Starter, Forum, Replies, Last Post. Olympus E-520 First Thoughts, David Rasnake, Digital Camera News, 1, 05-13-2008 02:49 AM
    forum.digitalcamerareview.com/showthread.php?t=6600 – 49k – Copia cachePagine similiSalva risultato

  10. Olympus E-520 + OBIETTIVO ZUIKO DIGITAL ED 14-42MM offerta prezzo

    E-520 + obiettivo ZUIKO Digital ED 14-42mm Olympus : Con la reflex E-520, Olympus mette tutta la sua esperienza tecnologica al servizio del grande publlico.
    www.pixmania.com/it/it/1176256/art/olympus/e-520-obiettivo-zuiko-dig.html?type=i – 76k – Copia cachePagine similiSalva risultato
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Acer G24, il monitor per i videogiocatori – www.onedigital.it

sabato, 28 giugno 2008
listen it it   Acer G24, il monitor per i videogiocatori   www.onedigital.it

Acer G24, il monitor per i videogiocatori

5edeece4ba05cb1d33c60b823c465168   Acer G24, il monitor per i videogiocatori   www.onedigital.it

Insieme al P244W, Acer ha presentato al Computex 2008 di Taipei anche un altro monitor LCD da 24”, destinato anch’esso all’utilizzo con videogiochi e applicazioni multimediali: il nome del display in questione è G24.

La prima cosa a colpire l’attenzione dell’Acer G24 è la scocca che, a differenza della stragrande maggioranza di tutti gli altri monitor, è color legno: del consueto colore nero c’è soltanto la base e il supporto.

Il punto di forza del display è tuttavia un altro, l’incredibile rapporto di contrasto dinamico di 50000:1 che fornisce senza dubbio una sostanziale vividezza delle immagini. Il display, widescreen, adotta, inoltre, una risoluzione di 1920×1200 pixel e tempo di risposta di 2 ms.

Continua »

Tags: acer acer g24 g24 widescreen

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dedicato alle persone affette da Sclerosi Multipla ed ai loro familiari ed amici

lunedì, 28 aprile 2008
listen it it dedicato alle persone affette da Sclerosi Multipla ed ai loro familiari ed amici

Cari Amici e colleghi,
ho il piacere di segnalarVi un concorso fotografico
dedicato alle persone affette da Sclerosi Multipla ed ai loro familiari ed amici.
Vi prego di voler segnalare e linkare il Concorso ad amici,
ad organizzazioni pubbliche e private nonché a testate giornalistiche,
interessate ad un evento culturale di grande SOLIDARIETA’
che intende rendere attivi e protagonisti
soggetti altrimenti in difficoltà e spesso emarginati da concorsi e competiizoni varie.
Qualora mi segnalaste l’avvenuta pubblicazione della notizia,
non mancherò di segnalarla agli organizzatori del concorso,
e ne farò mensione scritta (eventualmente anche con LINK attivo al Vs. sito)
nella SEZIONE CULTURA di Photographers.it.
La sezione propone segnalazioni,
recensioni ed approfondimenti su tutto quanto possa riguardare la Fotografia
e la Cultura Visuale, non solo italiana,
e i titoli delle news vengono visualizzati su tutto il sito.

Il sito www.photographers.it, nato 6 anni fa,
ha c.a 124.000 utenti unici al mese (oltre 4.000 al giorno)
per c.a 620.000 page view (oltre 20.000 al giorno),
ha c.a 5.000 fotografi attivi registrati con propri spazi
ed una newsletter mensile con c.a 8.000 iscritti opt-in.

Da ottobre 2006 Photographers rappresenta anche
la sezione fotografia di

http://www.leonardo.it/

Per quanto concerne la recensione di mostre, spettacoli ed
eventi, potete inviarmi cartelle stampa cataloghi ed inviti
a questi recapiti:

Luca Pagni – Fotografo e critico della fotografia
via Francesco Tovaglieri 382 sc. E – 00155 Roma
Sito personale: www.photographers.it/lucapagni
Cell.: 328.0931821
Curatore della sezione Cultura del sito
www.photographers.it/cultura/index.cfm
E-mail personale: luca.pagni@fastwebnet.it

(continua…)

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