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02.02.11 – Sony Cyber-shot HX100V e HX9V

mercoledì, 2 febbraio 2011
listen it it 02.02.11   Sony Cyber shot HX100V e HX9V

Zoom più profondo con meno sfocatura con le Cyber-shot™ HX100V e HX9V con video Full HD

 

98ce3 3976 02.02.11   Sony Cyber shot HX100V e HX9V

Tecnologia 3D, nuova funzione Intelligent Sweep Panorama ad alta risoluzione e GPS/bussola integrati
- zoom ottico 30x (HX100V); zoom 16x (HX9V)
- Stabilizzazione ottica delle immagini
- SteadyShot con modalità Active per ridurre notevolmente l'effetto mosso delle immagini, anche mentre si cammina Video Full HD con pulsante "one-touch"
- Sensore Exmor R™ CMOS da 16,2 megapixel effettivi
- Schermo Xtra Fine LCD da 3.0” e 921.000 punti con ampio angolo di visione – Funzione di messa a fuoco automatica ad alta velocità GPS/Bussola
- Funzioni 3D Sweep Panorama, 3D Still Image e Sweep Multi Angle™ – Funzione Intelligent Sweep Panorama ad alta risoluzione per catturare scene in formato panorama

98ce3 3977 02.02.11   Sony Cyber shot HX100V e HX9V

Hai dimenticato a casa la videocamera? Niente paura. Basta premere il pulsante Movie, delle nuove fotocamere digitali Cyber-shot HX100V e HX9V di Sony, per girare video in formato Full HD. Grazie alla capacità di registrazione di video a 50 frame progressivi al secondo (1920×1080 50p), entrambe le fotocamere catturano scene in rapido movimento con eccezionale fluidità e nitidezza. E non è tutto.

I due modelli della serie HX sono un concentrato di tecnologia Sony all’avanguardia, per scattare foto, girare video e immagini in 3D con la qualità tipica delle reflex digitali.

Perfetta per gli amanti dei viaggi, la Cyber-shot HX100V è provvista di obiettivo Carl Zeiss Vario-Sonnar con rivestimento della superficie ottica T, che elimina virtualmente i bagliori indesiderati. Questo eccellente obiettivo vanta un potentissimo zoom ottico 30x per primissimi piani, splendidamente dettagliati e definiti, di soggetti distanti.

Sebbene di dimensioni più contenute e peso ridotto, la nuova HX9V vanta ottiche Sony G, con un generoso zoom ottico 16x e obiettivo grandangolare da 24 mm, che si adatta a qualsiasi opportunità di scatto.

In dotazione su entrambi gli apparecchi, lo stabilizzatore ottico SteadyShot con nuova modalità Active è un eccellente sistema di stabilizzazione delle immagini, arricchito dalla funzione di riduzione delle vibrazioni “3-Way Shake-Cancelling”, tipica delle videocamere Handycam® HD di Sony. I modelli HX100V e HX9V offrono un'ampia gamma di opzioni di scatto in 3D, grazie alle funzioni 3D Sweep Panorama, 3D Still Image e Sweep Multi Angle.

Il sensore CMOS Exmor R™ da 12,2 megapixel, di serie in entrambe le fotocamere digitali, supporta la nuovissima funzione Intelligent Sweep Panorama ad alta risoluzione (HR). Basta premere il pulsante dell'otturatore e muovere la fotocamera in senso orizzontale o verticale per catturare sensazionali immagini panoramiche, con un'incredibile risoluzione 10480×4096.

Entrambe le fotocamere offrono la stessa straordinaria rapidità di scatto di una reflex professionale. Grazie all'autofocus ad alta velocità, è possibile fissare la messa a fuoco sul soggetto desiderato in soli 0,1 secondi, per immortalare con estrema facilità anche i momenti più fuggevoli. Le opzioni di scatto tipiche delle reflex digitali sono ulteriormente ampliate dalla funzione Background Defocus. Una volta premuto il pulsante di scatto, le fotocamere HX100V e HX9V possono sovrapporre due frame successivi catturati con diverse impostazioni di messa a fuoco e ottenere così un effetto davvero professionale, con soggetti perfettamente nitidi in primo piano su uno sfondo piacevolmente mosso.

La modalità Superior Auto riconosce un'ampia gamma di condizioni di scatto, adatta automaticamente le impostazioni e scatta una serie di frame ad alta velocità: un vantaggio particolarmente utile nei casi di scarsa illuminazione. La sequenza di immagini viene combinata automaticamente all'interno dell'apparecchio per creare risultati dall’esposizione perfetta o con rumore ridotto, praticamente per qualunque soggetto, perfino in condizioni difficili con poca luce e senza flash.

Ideali per i viaggi, le vacanze e molto altro ancora, queste fotocamere vantano un'avanzata funzione GPS/bussola, che registra il luogo e la direzione verso cui era puntato l'apparecchio al momento dello scatto. E non è tutto: dopo aver scattato, è possibile tracciare il percorso delle fotografie con straordinarie mappe on-line, visualizzabili su tutti i PC.

La Cyber-shot HX100V dispone anche di una ghiera di controllo manuale cui è possibile assegnare una serie di funzioni per regolare liberamente la messa a fuoco o lo zoom. Questo modello è ideale per la fotografia macro, dove la messa a fuoco può essere regolata con elevata precisione, mantenendo comunque la visuale su un'ampia porzione dell'immagine da immortalare.

Nuovi accessori per Cyber-shot HX100V e HX9V
I due nuovi modelli sono arricchiti da un'ampia gamma di custodie per il trasporto, resistenti e alla moda, con finiture effetto pelle di elevata qualità. Pur consentendo un accesso facilitato alla fotocamera, lo speciale design delle custodie previene le interferenze elettromagnetiche con la funzione GPS/bussola, in dotazione su entrambi i modelli.

Compatibile con la HX9V, oltre che con altri modeli di Cyber-shot, l'innovativo Party-Shot IPT-DS2, è una base di attacco che cattura automaticamente splendide espressioni spontanee e sorridenti dei soggetti presenti nello stesso ambient. Vanta uno stile molto accattivante, una funzione di attivazione sensibile al tocco per scatti "su richiesta" e un supporto per la funzione Intelligent Sweep Panorama, per i modelli di Cyber-shot compatibili. Cover protettiva e cavalletto sono di serie.

Nuova scheda di memoria SDHC
Tutti i nuovi modelli Cyber-shot sono compatibili con le ultime schede SDHC di Sony, che rappresentano il complemento perfetto non solo per le Cyber-shot, ma anche per i dispositivi, le fotocamere e le videocamere di altre marche compatibili con i supporti SD/SDHC. Le schede sono disponibili in tre serie: Essential, più economica, Experience, più capiente e veloce, e infine Expert (Classe 10), la serie top di gamma per i fotografi che hanno bisogno del massimo delle prestazioni in termini di capacità e velocità di trasferimento.

Le nuove Cyber-shot HX100V e HX9V saranno disponibili a partire da aprile.

Fonte Notizia

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Oltre la tua prospettiva

lunedì, 6 dicembre 2010
listen it it Oltre la tua prospettiva

a5416 3880t Oltre la tua prospettivaUna competizione fotografica che, ispirandosi al brano ‘Oltre’ di Erica Mou, permette a tutti gli amanti e appassionati di fotografia di candidarsi per realizzare uno shooting con la giovane compositrice italiana in promozione con l’etichetta discografica Sugar Music

Fonte Google News

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L’ultimo multireportage per i diritti umani di Raffaella Milandri: “Come testimone, io sono responsabile di verità che non vanno taciute”

lunedì, 25 ottobre 2010
listen it it Lultimo multireportage per i diritti umani di Raffaella Milandri: Come testimone, io sono responsabile di verità che non vanno taciute

Si preannuncia un evento molto seguito il multireportage-conferenza “Scomode verità: solidarietà e riflessione sui popoli indigeni”, di Raffaella Milandri, che si terrà ad Ascoli Piceno il 31 ottobre.
“E’ un incredibile viaggio che tocca vari popoli indigeni e feroci discriminazioni dei diritti umani
nonchè veri e propri genocidi. Per chi partecipa sarà come essere testimone oculare delle mie esperienze in solitaria ” dice la Milandri

Questo incontro con la fotografa umanitaria e attivista per i diritti umani dei popoli indigeni
Raffaella Milandri è una piccola rassegna di scomode verità raccolte durante i suoi viaggi in solitaria nelle realtà tribali. Foto, filmati e interviste denunciano situazioni che sono state riportate anche al Commissariato per l’eliminazione delle Discriminazioni Razziali dell’ONU.

Attraverso mezzi di comunicazione e social network la Milandri lancia appelli, raccoglie firme e missive di denuncia da inviare a Presidenti e Ministri di diverse nazioni, tra cui anche Sonia Gandhi.

L’appuntamento, organizzato dal Lions Club Ascoli Piceno Urbs Turrita e in particolare dal Presidente Marisa Cozza.è per il 31 ottobre 2010 ore 17,30 ad Ascoli Piceno, alla Sala Docens in Piazza Roma 6, nell’ occasione vi sarà la cerimonia per il conferimento della borsa di Studio “Simona Orlini”.

Dagli indiani d’America, agli aborigeni australiani, agli indios amazzonici, ai boscimani del Kalahari, agli adivasi dell’India e tante altre etnie, questi popoli indigeni sono fratelli nel condividere una storia tragicamente simile.

Culture antiche, radicate alle loro terre ancestrali, tradizioni e linguaggi unici patrimonio dell’Umanità. Ogniqualvolta in queste terre, tutt’oggi, viene trovato un giacimento minerario-oro, diamanti, bauxite, carbone- o una risorsa da sfruttare-petrolio, foreste- incomincia la distruzione, la cancellazione, la persecuzione per questi popoli , in nome del “Progresso” .

Durante questo multireportage, tra gli altri popoli, si parlerà in particolare dei boscimani del Kalahari, allontanati con la forza dalle loro terre a causa di miniere di diamanti che, sulla base di un comunicato di ottobre 2010, hanno fatto registrare un surplus di 22 milioni di euro nelle casse del Botswana. ” I boscimani rischiano l’estinzione, gli interessi in gioco sono troppo rilevanti” dice la Milandri e aggiunge: “Questo multireportage sarà in programmazione in alcune città italiane e sono disponibile a ulteriori divulgazioni presso scuole e associazioni: come testimone, io sono responsabile di verità che non vanno taciute”

“Solo l’informazione può salvarci” questo è il messaggio semplice e incisivo di Kumti Majhi, un leader tribale dell’Orissa , che è contenuto in un appello divulgato dalla fotografa .

raffaella milandri 266x400 Lultimo multireportage per i diritti umani di Raffaella Milandri: Come testimone, io sono responsabile di verità che non vanno taciuteIMG 8924BNlow 307x400 Lultimo multireportage per i diritti umani di Raffaella Milandri: Come testimone, io sono responsabile di verità che non vanno taciute

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22.10.10 – Shutterfly iPad App, gratis

venerdì, 22 ottobre 2010
listen it it 22.10.10   Shutterfly iPad App, gratis

5c86b 3812 22.10.10   Shutterfly iPad App, gratisShutterfly, azienda specializzata in servizi basati su internet e social network, ha esteso la sua offerta mobile con l'introduzione di un'applicazione gratuita destinata agli iPad e riguardante il photo-sharing.

Adesso gli amanti della mela e i felici possessori della tavoletta più desiderata potrenno condividere le proprie fotografie sul sito Shutterfly.com. L'applicazione, dicevamo, è gratuita e si scarica dall'Apple Store.

Tra le caratteristiche principali: è possibile creare album da condividere e salvare le immagini sull'iPad; vedere lo slideshow di fotografie online; inviare le immagini per email alla propria rubrica; postare le immagini sui propri siti personali. Non ci sono limiti di spazio. 

Per saperne di più su Shutterfly iPad App, clicca qui. L'applicazione include anche un "export assistent" per iPhoto.

Fonte Google News

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21.09.10 – Robert Doisneau a Forma

martedì, 21 settembre 2010
listen it it 21.09.10   Robert Doisneau a Forma
f5ed8 3751 21.09.10   Robert Doisneau a Forma
 
 

Dal mestiere all’opera presenta una selezione di circa cento stampe originali, le più celebri accanto ad altre praticamente inedite, scelte in gran parte nel suo atelier e in importanti collezioni pubbliche e private francesi.

L’ampia selezione, arricchita da documenti privati e testimonianze raccolte con l’aiuto amorevole delle figlie del fotografo, propone una rilettura critica e aggiornata per mostrare come la bellezza apparentemente spontanea delle sue immagini fosse frutto di grande lavoro, e come, in pratica, Doisneau sia riuscito nella sua vita a passare dal mestiere all’opera con una gravità insospettabile, fermando sulla pellicola frammenti di un mondo di cui voleva provare l’esistenza.

Ma oltre le strade di Parigi, dove incontrava e ritraeva amanti e bambini, Doisneau ha realizzato anche sorprendenti e inaspettate fotografie a colori. Era il 1960 quando la rivista Fortune incaricò il fotografo francese di raccontare la vita di una città particolare, nata come un fiore sgargiante nel deserto della California: Palm Springs. Doisneau accettò la sfida e tra la sabbia del deserto, le palme, il cielo blu cobalto, gli abiti chiassosi dei suoi abitanti, i cocktail e i campi da golf, compose il suo personale sogno americano, non in bianco e nero ma raccontato con un’esplosione di colori.

Le immagini dell’album Palm Springs 1960, presentate ora per la prima volta in Italia, mostrano un aspetto poco conosciuto del grande fotografo e sorprenderanno anche il visitatore più esperto trasportandolo in un universo festoso e ironico.

Robert Doisneau
Dal mestiere all’opera
Palm Springs 1960

Dal 22 settembre al 17 novembre
Tutti i giorni dalle 10 alle 20
giovedì e venerdì fino alle 22
Chiuso il lunedì

Fondazione Forma per la Fotografia
Milano, Piazza Tito Lucrezio Caro, 1
www.formafoto.it
Per informazioni: 02 58118067

Fonte Google News

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Popoli indigeni e diritti umani: il caso di Niyamgiri, Orissa, India di Raffaella Milandri

lunedì, 16 agosto 2010
listen it it Popoli indigeni e  diritti umani: il caso di Niyamgiri, Orissa, India di Raffaella Milandri

La storia dei popoli indigeni si ripete, ancora ed ancora.
Sempre si ripete, laddove c’è un popolo indigeno, pacifico, che vive a contatto con la natura,
felice dei prodotti della terra e e di uno stile di vita tradizionale senza ambire ad avere un McDonald’s dietro l’angolo, un SUV parcheggiato sul retro di casa e un iPad
dalle mille funzioni.
Gente semplice, fiera, come potevano essere i nostri antenati.
Eppure, proprio per questa semplicità, invece di essere salvaguardati in quanto unici,
sono oggetto di discriminazioni razziali e,
spesso, di persecuzioni feroci; in particolare quando, nelle loro terre spesso
autentici paradisi terrestri-incontaminati, senza inquinamento, spesso anche senza quei fili
elettrici e telefonici che ovunque scorrono come cicatrici ed elementi alieni-
viene trovato un giacimento minerario-oro, diamanti, bauxite, carbone- o una risorsa
da sfruttare-petrolio, foreste.
Poco importa a governi e multinazionali di questi popoli, queste famiglie, queste
culture antiche che sono patrimonio dell’Umanità: lo abbiamo visto
nei secoli-indiani d’America, aborigeni australiani- e lo vediamo oggi-
boscimani, pigmei, adivasi, indios e tante etnie con l’unica colpa di vivere oggi
come centinaia, migliaia di anni fa.
E queste etnie sono a rischio di estinzione: una volta fagocitati dal nostro “Progresso”,
una volta allontanati dalle loro tradizioni e dalle loro terre ancestrali, cadono vittima di alcolismo,
depressione, AIDS, ad una velocità terribile ed impressionante di adeguamento alla nostra “civiltà”.
“Sto investigando su alcune situazioni-Boscimani del Kalahari, Dongria Khond di Niyamgiri-
da vicino, in alcuni casi mi assoggetto ai rischi che corre il testimone oculare di
un crimine” dice Raffaella Milandri.
“E’ un vaso di Pandora orribile e devastante. Popoli che andrebbero subito protetti soggiacciono
a raggiri, ricatti, ingiustizie e crudeltà inimmaginabili. Oggetto di razzismo nei loro stessi
Paesi. ” La storia-e il cinema-ci hanno fatto conoscere la storia degli indiani d’America,
messi nelle riserve dopo un genocidio spietato, oggi tuttora soggetti a leggi diverse.
Il 29 luglio scorso il Presidente Obama ha firmato il Tribal Law e Order Act:
una legge che permette finalmente alla polizia tribale di avere maggiori poteri e
una preparazione adeguata a portare giustizia nelle riserve.
Le statistiche dicono infatti che nelle riserve indiane degli Stati Uniti, ad oggi, il tasso di criminalità è dall 2 alle 20 volte superiore che nel resto del Paese; un dato, ci si augura,
destinato a cambiare.
In Orissa, India, coesistono ben 63 etnie di popoli indigeni diverse, di cui alcune primitive.
“Le tribù Bonda e Dongria Khond, ad esempio, vivono tuttora su remote aree montane,
scendono a valle molto raramente. I loro costumi, le loro usanze si presentano incredibilmente intatti dopo migliaia di anni. L’impatto devastante con il “progresso” in questi casi va mediato
e centellinato, le loro preziose culture vanno preservate così come i loro linguaggi peculiari.”
L’Orissa è un territorio caratterizzato proprio da questa massiccia presenza di popoli indigeni;
ma da pochi anni sono state messe a sfruttamento anche le numerose miniere di bauxite presenti.
Non solo quindi le miniere minacciano -ed in alcuni casi hanno già devastato-le terre ancestrali di questi popoli, ma le multinazionali-Vedanta e Posco- oltre all’estrazione compiono in loco anche la lavorazione della bauxite, che causa un pesante inquinamento dell’aria e delle falde acquifere.
E’ il caso di Niyamgiri. Attorno a Niyamgiri Hill, una collina sacra a tutti gli abitanti della zona,
sorgono oltre 300 villaggi di tribù di Dongria Khond , Kutia e altri popoli indigeni.
Oltre a casi di espropriazione illecita dei terreni, nei villaggi in pochi anni l’ambiente divenuto malsano ha generato molti casi di tumori della pelle, malattie polmonari, e malaria, con decessi e molte persone ammalate. C’è stata una moria di bestiame, le coltivazioni sono rovinate.
Fieri e combattivi, gli abitanti di Niyamgiri non demordono e lottano strenuamente per difendere
la loro terra, la loro vita. “Ho avuto modo di raccogliere molte testimonianze dalla gente
semplice dei villaggi, che con un incredibile sorriso amaro mi ha raccontato di arresti, torture,
soprusi, ricatti. In alcuni casi sospetti omicidi. Una forma più raffinata e sottile forse, ma molto simile a quella che ha portato gli indiani d’America ad essere quasi decimati.” dice la Milandri.
“Mi hanno raccontato di come emissari di questa multinazionale, la Vedanta, vadano nei villaggi, offrendo alcolici, promettendo lavoro e nuove terre alla gente. Promesse mai mantenute. ”
Attorno allo stabilimento, che occupa 62 kmq ed è in espansione, un muro di cinta che ha tagliato villaggi, distrutto case, e fatto sì che i bambini di alcuni villaggi ora debbano compiere, per andare a scuola, 8 km a piedi ogni mattina anzichè 1 km. Ironicamente, sui muri dello stabilimento, immagini che inneggiano ad un futuro migliore per tutti.
“Ho realizzato alcuni filmati di denuncia, con interviste ed appelli. Questa gente semplice ma
fiera merita un aiuto. Il Governo indiano, che dà potere ai singoli Stati del Paese,
non riesce a monitorare la situazione in mano ai politici locali.” All’inizio di luglio 2010
il tempio sulla collina sacra è stato distrutto proprio per indebolire quella fede indomita dei popoli
indigeni locali. Il 16 agosto 2010, il Comitato Saxena, preposto dal Governo indiano ad esaminare il caso, ha emesso un report dove denuncia la Vedanta per la violazione in Niyamgiri del Forest Rights Act, una legge che protegge i popoli indigeni proprio da questi abusi sulle loro terre.
Un lume di speranza? Staremo a vedere. Come dice Kumti Majhi, a capo di una associazione di
oltre 10.000 abitanti di Niyamgiri “Solo la diffusione della informazione ci può salvare”
CHI E’ RAFFAELLA MILANDRI
Viaggiatrice in solitaria e fotografa, Raffaella Milandri
si dedica principalmente alla “fotografia umanitaria” intesa come strumento di sensibilizzazione sul tema dei diritti umani e di problematiche sociali quali il lavoro minorile e la situazione femminile.
Sta portando avanti una campagna a difesa dei diritti umani dei popoli indigeni:
boscimani, pigmei, adivasi, aborigeni australiani. Con interviste di denuncia anche scioccanti.

IMG 2999BN 400x266 Popoli indigeni e  diritti umani: il caso di Niyamgiri, Orissa, India di Raffaella Milandri

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01.07.10 – Kodak al Tour de France

giovedì, 1 luglio 2010
listen it it 01.07.10   Kodak al Tour de France

Kodak supporta l’artista olandese Gaby Zwaan in un progetto artistico itinerante: “GabyGaby on tour”. L’artista, conosciuto anche con lo pseudonimo di GabyGaby, viaggerà insieme ai ciclisti del Tour de France per quattro settimane creando un totale di 11 opere sulla superficie della strada. Documenterà, quindi, tutto il progetto, condividendo i propri ‘KODAK Moments’ con i fan e gli amanti dell’arte, dimostrando il principio guida di Kodak, ossia che ‘il vero Kodak moment si realizza quando si condivide’.

Kodak sa che, nel ventunesimo secolo, la tecnologia ha creato una nuova generazione di fotografi: il vero ‘Kodak moment’ è diventato il momento in cui si condivide l’immagine con amici e parenti, più che l’istante in cui l’immagine viene catturata. Rimanendo fedele al proprio motto “Voi premete il pulsante, noi pensiamo al resto”, i prodotti Kodak del 2010 rendono più semplice che mai condividere i propri ricordi.

Le nuove fotocamere digitali KODAK EASYSHARE Serie M sono tutte dotate del pulsante ‘Share’ che consente di caricare senza inconvenienti i propri contenuti su Facebook, Flickr, KODAK Gallery (www.kodakgallery.it) e YouTube.

Il Tour de France, la più famosa gara ciclistica al mondo, attrae i migliori ciclisti internazionali e fan da tutto il globo. L’anno scorso, 15 milioni di persone hanno riempito le strade per seguire la gara. Da grande appassionato del Tour de France, GabyGaby ha intitolato il proprio progetto ‘GabyGaby on Tour – Why I love the Tour’.

GabyGaby userà una Videocamera Tascabile KODAK Zi8, una Fotocamera Digitale KODAK Z981 e una Fotocamera Touchscreen KODAK SLICE, condividendo i propri momenti su www.gabygabyontour.com.

Inoltre, sarà possibile seguire il progetto ‘GabyGaby on Tour’ anche sui canali social di Kodak Italia:
• Facebook: http://www.facebook.com/KodakIT
• Twitter: http://twitter.com/Kodak_IT
• YouTube: http://www.youtube.com/user/KodakItalia

Fonte Google News

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WORKSHOP DI PAESAGGIO A CASTELLUCCIO DI NORCIA

venerdì, 28 maggio 2010
listen it it WORKSHOP DI PAESAGGIO A CASTELLUCCIO DI NORCIA

 WORKSHOP DI PAESAGGIO A CASTELLUCCIO DI NORCIA

PHOTOLAND WORKSHOP CASTELLUCCIO 2010
Il paesaggio nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini
condotto da Claudio Marcozzi

Il Piano di Castelluccio di Norcia (PG) è un luogo di suggestioni e di magie. Circondato dalle vette dei Monti Sibillini si trova a 1250 m. circa sul livello del mare e il paese di Castelluccio lo domina dai suoi 1450 metri. È un sistema di altipiani carsici (Piano Grande, Piano Piccolo e Pian Perduto) che sono diventati con gli anni il Paradiso dei fotografi e degli amanti del volo libero.
Scoperto e reso famoso dai fotografi marchigiani di Osimo e di Fermo dopo la metà del 1900 (Domenico Taddioli, Enzo Bevilacqua, Goffredo Petruzzi, Eriberto Guidi: le sue immagini finirono su Life), che avevano raccontato la vita dei pastori e dei mandriani oltre che l’ambiente incontaminato, è diventato una palestra importante per chi si voglia dedicare con la giusta concentrazione alla fotografia di paesaggio. Il regista Franco Zeffirelli è andato lassù a girare gli esterni di “Fratello Sole, Sorella Luna”, il film sulla vita di San Francesco, mentre oggi è una location frequente per ogni tipo di pubblicità. Vi si accede da tre passi: da ovest salendo da Norcia, da nord e da sud attraverso i valichi di Forca di Gualdo e Forca di Presta. Appena si comincia a scendere ci si rende subito conto di essere giunti in un posto fuori dal mondo, di respirare un’aria diversa immersi in un silenzio quasi sacro, rotto solo da echi lontani. Si perde il senso delle distanze: da Forca di Presta al passo di Norcia sono ben 11 chilometri!
Il periodo migliore è quello delle fioriture, da maggio a luglio, ma in qualunque stagione si può trovare sempre qualcosa di interessante e di unico, basta avere l’occhio giusto.

Workshop dal 22 al 25 giugno 2010
Tre giorni in full immersion per essere sempre nel posto giusto con la luce giusta, dalle nebbie del mattino presto fino ai raggi radenti della sera, con la guida di chi conosce le pieghe più segrete del territorio.
Programma
22 giugno: ore 19,30 ritrovo dei partecipanti alla Taverna Castelluccio (sede del workshop), cena e presentazione delle giornate di riprese fotografiche. Proiezione del lavoro di Claudio Marcozzi e parte teorica (due serate). La parte teorica riguarderà lo studio della luce naturale (qualità, incidenza, modulazione, esposizione), della composizione dell’immagine (linee, forme, colori, volumi, materia) e della psicologia della percezione visiva legata agli elementi precedenti. Perché non basta un bel soggetto per fare una bella foto.
dal 23 al 25 giugno: riprese fotografiche. Alle 6 di mattina tutti fuori per sfruttare la luce migliore dell’alba, con l’eventuale nebbia. Dalle 9 alle 9,30 pausa colazione, poi di nuovo riprese fino alle 12-13. Pausa libera fino alle 17, quindi di nuovo sul campo fino al tramonto. Cena. In programma anche un’ uscita notturna per foto di paesaggio creativo con esposizioni lunghe. Gli orari sono indicativi e possono essere variati di comune accordo. Le scelte delle locations avverranno a seconda della luce presente sui vari pendii nelle diverse ore del giorno. Discussioni e visione delle immagini dei partecipanti. Non dimenticate il treppiede e il filtro polarizzatore, batterie di riserva, schede di memoria o pellicole (più di quelle che pensate sufficienti), e creme per il sole. Il notebook personale è utile per visionare subito il lavoro. Abbigliamento da montagna: di sera la temperatura si abbassa notevolmente.
Quota di partecipazione: 300 euro (iscrizione corso, attestato di partecipazione). Minimo 5 partecipanti, max 15.
Iscrizione: 300 euro da versare mediante bonifico bancario, IBAN: IT65 Q061 5069 660C C017 1007 128, oppure tramite vaglia postale intestato a Claudio Marcozzi – via Pisacane, 7 – 63017 Porto San Giorgio.
Spese di soggiorno a parte, prenotare direttamente ai link indicati di seguito (al più presto perché durante la fioritura può essere difficile trovare camere libere).

Alberghi, agriturismo e rifugi a Castelluccio di Norcia:

http://www.tavernacastelluccio.it/italiano/castelluccio_affittacamere.asp

http://www.agriturismosenari.it/prenotazione.htm

http://www.lavalledelleaquile.com/it_castelluccio/default.asp

http://www.sibillacastelluccio.com/informazioni.asp

http://www.monteprata.it/italiano/prezzi_parco_sibillini.asp

http://www.rifugioperugia.it/Tariffe_rifugio_perugia_norcia_umbria_castelluccio.aspx

http://www.rifugiomontisibillini.it/

Info: claudio.marcozzi@libero.it

Claudio Marcozzi bio: http://www.facebook.com/profile.php?id=1428922745&v=info&ref=profile

http://www.photoland.it/claudio%20marcozzi.htm

Claudio Marcozzi album Castelluccio: http://www.facebook.com/profile.php?id=1428922745&ref=profile#!/album.php?aid=2035224&id=1428922745
Claudio Marcozzi Light on the Landscape: http://www.facebook.com/profile.php?id=1428922745&v=info&ref=profile#!/album.php?aid=2033877&id=1428922745

 WORKSHOP DI PAESAGGIO A CASTELLUCCIO DI NORCIA

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UNA DENUNCIA IN SOLIDARIETA’ AI BOSCIMANI DEL KALAHARI E AI POPOLI INDIGENI E TRIBALI: “TRA LA PERDUTA GENTE”DI RAFFAELLA MILANDRI

domenica, 22 novembre 2009
listen it it UNA DENUNCIA IN SOLIDARIETA’ AI BOSCIMANI DEL KALAHARI E AI POPOLI INDIGENI E TRIBALI: “TRA LA PERDUTA GENTE”DI RAFFAELLA MILANDRI

“Tra la perduta gente “
è la nuova emozionante mostra-proiezione della fotografa e viaggiatrice in solitaria Raffaella Milandri.
Si terrà il 13 dicembre alle ore 16.00 presso l’Auditorium Comunale di San Benedetto del Tronto. “E’ un reportage video-fotografico, una importante testimonianza raccolta in Botswana che è un tributo di solidarietà al popolo dei Boscimani del Kalahari e a tutti i popoli indigeni. Con “Tra la perduta gente” si vuole anche sensibilizzare l’opinione pubblica e il Parlamento Italiano a favore della ratifica dell’Italia alla ILO 169” dice l’autrice.
Questo reportage, corredato da una intervista-denuncia sulla situazione dei Boscimani, è articolato dantescamente in tre sezioni di foto: immagini della terra ancestrale dei Boscimani nella sua bellezza (Paradiso), il villaggio dei Boscimani nel Kalahari con problemi di sopravvivenza (Purgatorio) ,ed infine uno dei campi di deportazione(Inferno).
“Durante la mia intervista la donna boscimane, mentre racconta le vicissitudini del suo popolo, indica sempre là, un punto lontano, dove vuole tornare: è la sua terra ancestrale, il deserto del Kalahari” dice la Milandri, e aggiunge:
“Il titolo ha significato duplice: la gente perduta sono i Boscimani, dispersi e smarriti nella loro identità; ma in senso dantesco sono anche i Governi e le multinazionali, quando usano un potere crudele contro popoli inermi”
LA STORIA DEI BOSCIMANI DEL KALAHARI
I boscimani sono uno dei popoli più antichi della terra: da oltre 30.000 anni hanno vissuto nel deserto del Kalahari. La Central Game Reserve of Kalahari, in Botswana, è infatti stata creata nel 1961 per proteggere il loro territorio e la loro cultura, basata sulla caccia e su una vita in armonia con la natura. Ma dal 1997 è iniziata una vera odissea per questo antico popolo, dopo la scoperta di ricche miniere di diamanti nel loro deserto. Uomini, donne, bambini, anziani portati via con la forza su camion, villaggi smantellati, scuola e ambulatorio medico chiusi, e per finire distrutte le riserve d’acqua e chiusi i pozzi d’acqua.
Dopo diverse deportazioni, oggi nella riserva sono rimasti solo 300 Boscimani, tutti gli altri sono in campi di reinsediamento. Questi 300 Boscimani hanno enormi problemi di sopravvivenza e una vita durissima : il Governo proibisce loro di andare a caccia, e vengono arrestati se lo fanno; il Governo proibisce loro di usare i pozzi d’acqua, e sono costretti a raccogliere l’acqua da pozzanghere nella sabbia e da radici. proibisce di La loro vita è durissima.
“Ho visitato il villaggio nel deserto, dopo aver donato loro zucchero, latte, the e tabacco, prendo una tanica d’acqua dall’auto e la poso in terra, in mezzo al cerchio della gente del villaggio, seduta all’ombra di uno dei rari alberi. E subito, con un ordine gerarchico e familiare che a me è oscuro, appaiono tazze di latta che vengono riempite e svuotate lentamente, in silenzio religioso. Ora comprendo appieno cosa significa l’acqua nel deserto. Lo vedo nei loro occhi, nei loro visi impolverati e nelle labbra aride. Chiedo ad una ragazzina che parla un po’ di inglese dove si trova l’acqua, e lei alza il braccio indicando l’ovest: lontano, lontano….Le donne lavano i panni in bacinelle con un dito d’acqua densa e scura. Gli unici pozzi d’acqua vicini (30 km circa) sono stati chiusi e non hanno il permesso di scavarne di nuovi.” racconta la Milandri.
Oggi, mentre i Boscimani nel deserto lottano per la sopravvivenza, le migliaia che si trovano
nei campi di reinsediamento sono vittime di alcolismo, HIV, depressione. La loro unica ed antica cultura rischia di scomparire per sempre. Stanno perdendo la loro identità e ancora aspettano perché vengano riconosciuti i loro diritti umani.
Nel 2006 i Boscimani hanno vinto una –lunghissima- causa nei confronti del Governo del Botswana, ottenendo il diritto a vivere nelle loro terre, a usare i pozzi d’acqua e a poter cacciare per il loro fabbisogno alimentare; ma dopo la sentenza nulla è cambiato. Ogni volta che hanno provato a tornare alla loro terra, li hanno costretti a tornare nei campi di reinsediamento.
E’ del 12 novembre 2009 una notizia riportata dal quotidiano canadese Globe and Mail :
una donna Boscimane, ad un posto di controllo, guarda la immagine appesa del Presidente del Botswana Ian Kama e dice quello che per lei è un complimento: “sembra un Boscimane” . Il commento viene ritenuto un insulto e la donna viene portata alla stazione di polizia, segregata per un giorno e una notte, e costretta a pagare una multa. L’appello della Milandri:
“E’ urgente intervenire subito, la gente boscimane è davvero disperata, non ce la fa più. Parte del materiale della mia mostra-proiezione è già stato inviato, insieme ad una documentazione, al Commissariato per l’eliminazione delle Discriminazioni Razziali dell’ONU. Il Segretario in carica mi ha confermato che la questione dei Boscimani verrà esaminata entro i primi mesi del 2010. Speriamo bene”
I POPOLI INDIGENI E LA ILO 169
Il caso dei Boscimani è, purtroppo, una goccia nel mare delle discriminazioni, violenze, soprusi a cui sono stati assoggettati i popoli indigeni e tribali: i nativi americani(dagli Apache agli Inuit), gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, gli indios sudamericani, i pigmei africani, e tanti-troppi-altri.
Circa 300 milioni di persone nel mondo sono accomunate da questo destino: culture e società così speciali che dovrebbero essere Patrimonio dell’Umanità, stili di vita semplici a contatto con la natura .
Da parte loro, solo la richiesta di essere lasciati nelle loro terre ed essere riconosciuti come esseri umani, con i loro diritti; da parte di Governi e multinazionali, l’avidità senza scrupoli di appropriarsi di terreni dove si trovano ricchezze : diamanti, uranio, oro, petrolio, foreste.
“ Non guardiamo a questi popoli con simpatia solo nei film e nei documentari dove si raccontano le loro storie: sono esseri umani, reali, che soffrono. Ho visto la stessa sofferenza e smarrimento negli occhi degli Inuit in Alaska, degli Apache negli Stati Uniti, degli Aborigeni in Australia, dei Boscimani in Botswana. Sono stata testimone di crudeli episodi di razzismo e ho visto ovunque trattamenti davvero disumani per questi popoli che hanno la sola colpa di essere semplici e genuini. E che rischiano l’estinzione” dice Raffaella Milandri
L’appello e il messaggio della mostra “Tra la perduta gente” è quello di sostenere e caldeggiare la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che è una convenzione internazionale in supporto dei popoli indigeni e tribali.
“ Per L’Italia , che fa già parte della ILO, agenzia delll’ONU, dal 1919, si tratta di una ratifica che non ha effetti sulla realtà nazionale. E’ solo un gesto di solidarietà che aiuta questi popoli ad essere riconosciuti nella loro dignità. Su Facebook abbiamo formato un gruppo che conta ad oggi circa 2000 iscritti, con lo scopo di sollecitare il Ministro Frattini a questa ratifica.”
L’iniziativa della Milandri ha trovato terreno fertile a questa campagna a San Benedetto del Tronto, dove il Consiglio Comunale –motore il partito dei Verdi-ha infatti recentemente approvato la mozione per la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che verrà così spedita alla Presidenza della Repubblica e del Consiglio, e ai Ministeri competenti. L’Assessore alle Politiche Ambientali, Paolo Canducci, promuove la mostra.

371318c8fb2839e94efe0327a5a84409 UNA DENUNCIA IN SOLIDARIETA’ AI BOSCIMANI DEL KALAHARI E AI POPOLI INDIGENI E TRIBALI: “TRA LA PERDUTA GENTE”DI RAFFAELLA MILANDRI

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La Fotografia Umanitaria: Raffaella Milandri a favore della ILO 169

martedì, 22 settembre 2009
listen it it La Fotografia Umanitaria: Raffaella Milandri a favore della ILO 169

La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri al rientro dalla sua spedizione in solitaria in Botswana annuncia: “Il mio progetto immediato è mettere il mio operato e le mie opere al servizio di cause umanitarie. La Fotografia Umanitaria è uno strumento importantissimo per aiutare chi soffre. E’ uno specchio vivido e tangibile sulla realtà, senza trucchi o mistificazioni. E le potenzialità di sensibilizzazione e di aiuto concreto a chi ne ha bisogno sono tantissime, attraverso i media, mostre, proiezioni, aste di beneficenza, e collaborazioni con le ONG ( ndr Organizzazione Non Governativa, è una organizzazione indipendente dai governi e dalle loro politiche. Generalmente si tratta di organizzazioni non aventi fini di lucro che ottengono una parte significativa dei loro introiti da donazioni.)”
Chiediamo alla fotografa : come è nato per Lei il concetto di Fotografia Umanitaria?
Dice la Milandri, già autrice di una mostra sul lavoro minorile in India e di una mostra con asta di beneficenza a favore di un centro per anziani senzatetto del Nepal :
“ E’ stato un percorso personale che ha amalgamato diversi ingredienti. Passione per la fotografia e per il viaggio in solitaria. Attenzione estrema per i Paesi in sofferenza e in via di sviluppo, le culture in pericolo, i diritti umani violati. Curiosità innata, spirito di osservazione e capacità di adattamento alle situazioni estreme. Ho viaggiato scomodamente, ho scattato foto in condizioni difficili, ho mangiato spartanamente , ho dormito in modesti alloggi -ma sempre col sorriso -mischiandomi fra la gente, adeguandomi ad un diverso stile di vita e ad una diversa mentalità, assorbendo come una spugna costumi , atteggiamenti e sentimenti. Essere donna, pur se con molti rischi, mi ha fatto accettare e giudicare inoffensiva”
Continua la Milandri:
“Ho raccolto foto discrete, belle, bellissime. Ma sempre e soprattutto testimonianze.
Bambini al lavoro; donne in condizioni di sfruttamento e disagio; popolazioni indigene umiliate ed in pericolo; violenze ed ingiustizie. E’ così che approdo alla fotografia umanitaria. Ho raccolto in giro per il mondo un mare di sofferenza, ora il mio animo è greve di tanto dolore e ansioso di agire”
Come pensa di mettere in pratica i suoi programmi, e a chi darà la priorità negli aiuti?
“Prima di tutto sono disponibile per ONG e associazioni non profit, come dicevo, con il mio operato e le mie opere; poi ho focalizzato i primi due obiettivi precisi , per i quali agirò attraverso i media e una mostra fotografica. Il primo obiettivo è sostenere e promuovere la ratifica dell’Italia alla ILO 169, una convenzione internazionale a favore dei diritti dei popoli indigeni e tribali. Allo scopo ho anche già formato un gruppo su Facebook, stiamo inviando lettere di sollecito al Ministro Frattini.Siamo già in diverse centinaia. Il link è http://apps.facebook.com/causes/355059?m=cc366e79 ”
LA ILO E LA ILO 169.
La ILO , Organizzazione Internazionale del Lavoro(International Labour Organization) è l’ agenzia delle Nazioni Unite, con sede a Ginevra, che si occupa di promuovere il lavoro, in condizioni di pace, libertà, uguaglianza, sicurezza e dignità; gli Stati membri sono 179 , promuove i diritti dei lavoratori ed è responsabile dell’attuazione delle norme internazionali del lavoro, promuovendo pace, prosperità e progresso. L’Italia è stato membro e dal 1919 ha ratificato 111 Convenzioni internazionali. Ma non ancora la ILO 169. La ILO 169 mette per iscritto i diritti fondamentali dei popoli indigeni e “tribali” e si occupa di questioni d’importanza vitale :
garanzia dei diritti umani e delle libertà fondamentali; il diritto all’identità culturale e alle tradizioni comunitarie ;
il diritto alla partecipazione dei popoli interessati alle decisioni che li riguardano;
l’uguaglianza di fronte all’amministrazione ed alla giustizia;
il diritto alla terra ed alle risorse , all’occupazione ed a condizioni di lavoro adeguate .
I popoli che tuttoggi aspirano ad uguaglianza e a diritti sono : gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, i boscimani del Kalahari, gli Innu canadesi e tanti tanti altri(per non parlare della scottante situazione tibetana).
L’Italia nel 2000 ha rifiutato di aderire alla ILO 169 come la Germania, dicendo che non ha popoli indigeni che vivono nel Paese .
Riprende la Milandri: “Ma è molto importante che anche l’Italia, pur se non direttamente coinvolta, ratifichi la ILO 169 in quanto trattato universale a garanzia dei diritti delle popolazioni indigene. E’ una adesione doverosa e rispettosa dei diritti umani. Queste popolazioni hanno subito già stermini, abusi, privazioni, esili. Ora sono spesso tragicamente minati da alcol, AIDS, suicidi. Stanno perdendo la loro identità e hanno pieno diritto, dopo che le loro terre sono state usurpate per petrolio, oro, diamanti, uranio, legname, a recuperare la loro dignità e a mantenere le loro tradizioni, fortemente legate alla terra
ancestrale.”
Aggiunge la Milandri: “Non voglio che questi popoli e le loro tradizioni rimangano solo nei documentari o nei film. E’ sacrosanto fermare e combattere l’estinzione di popoli, culture, tradizioni.”
Sensibilizzare il Governo per la ratifica alla ILO 169, dunque, è il primo obiettivo.
E il secondo?
“ Ho avuto modo di appurare di persona il problema dei boscimani del Kalahari. E’ una questione ampia e complessa, ma l’urgenza ora è far aprire i pozzi d’acqua per quei villaggi isolati all’interno del Central Game Reserve. I boscimani (Bushmen) hanno vissuto per più di 22.000 anni in quei territori e molti di loro sono stati recentemente allontanati sulla base di programmi governativi di reinsediamento.
L’urgenza è far riaprire i pozzi per coloro che tuttora vi abitano, e poi permettere, a tutti coloro che vogliono, di ritornarvi. Vi è un tesoro di tradizioni e cultura in questo popolo, e va preservato: ma senza l’acqua non si vive. ”

3e47e6853321c901776bd675bbf3afd8 La Fotografia Umanitaria: Raffaella Milandri a favore della ILO 169

La mano di Raffaella Milandri e di una donna boscimane

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Flickr: dejvicka

venerdì, 12 giugno 2009
listen it it Flickr: dejvicka

pubblicato da naomi in: Giovani fotografi Siti e risorse utili Flickr

c12e59a57e86f548d39bb416b4a2d349 Flickr: dejvicka

Oggi parliamo di un utente Flickr che si chiama Dave Tuttle e sul portale è conosciuto con il nome di dejvicka. Si direbbe che questo utente è uno sperimentatore della fotografia, dove la sua predilezione si spinge principalmente sulla fotografia analogica di vario tipo. Egli si “destreggia” in immagini in medio formato e 35 mm, utilizzando le toy camera come la Holga, la Diana o la lomo Lc-a, andando poi anche verso lo scatto istantaneo utilizzando vari modelli di polaroid.

I suoi soggetti sono persone e paesaggi in esterni, e penso che quest’ultima categoria rappresenti meglio il suo percorso fotografico. Ho trovato interessanti le doppie esposizioni di ambienti e situazioni sempre che raffiguravano paesaggi in esterni, e diversi scorci in dettaglio di città o luoghi naturali scattati con le polaroid.

Anche l’utilizzo di pellicole scadute dove i colori si fanno molto più contrastanti e tendenti all’acido, creano effetti imprevedibili e sicuramente interessanti per gli amanti di questo tipo di fotografia.

Foto di dejvicka su Flickr

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Pentak K-M in bianco

domenica, 4 gennaio 2009
listen it it Pentak K M in bianco

ef41a63346da99bae2e24e6e991504af Pentak K M in biancoDopo l’annuncio di una K-m ricoperta di swarovski, Pentax fa uscire una nuova versione limitata di questa reflex.

Si tratta di una normale Pentax K-M (k2000 all’estero) colorata completamente di bianco e che viene venduta con un corredo di due obiettivi Pentax DA L 18-55mm F3.5-5.6 AL e Pentax DA L 50-200mm F4-5.6 AL entrambi del medesimo colore.

Sarà disponibile da febbraio ad un prezzo di poco superiore alla versione normale, anche se ci si chiede se ci sia veramente spazio per queste versione personalizzate solo esteticamente nel mercato di oggi. Per chi fosse interessato è stato anche lanciato un semplice giochino per far conoscere la fotocamera.

Via | DPReview

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Rilasciata Fedora 10 (PettiNix)

mercoledì, 26 novembre 2008
listen it it Rilasciata Fedora 10 (PettiNix)

… inoltre sono presenti Sugar Desktop (il Desktop Enviroment di OLPC) e LXDE . Per gli amanti del fotoritocco è presente GIMP 2.6. Infine per gli utenti più esigenti sono disponibili diversi nuovi tol, oltre al solito SELinux è presente eCryptfs, inoltre tra gli altri file system figurano EXT4 e XFS. A colpo d’occhio sembra che siano stati fatti grandi passi, non resta che provarla.

Fonte : PettiNix (abbonati)

Tag : Download, Wireless

Fonte ClickBlog.it

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Alta definizione e fotografia digitale nelle novità Sony del PhotoShow

domenica, 27 aprile 2008
listen it it Alta definizione e fotografia digitale nelle novità Sony del PhotoShow

31b406f1897c936c76c6fee2f6119f5d Alta definizione e fotografia digitale nelle novità Sony del PhotoShow9 Aprile 2008 - In occasione del recente Photoshow, Sony ha avuto modo di rilanciare prima di tutto la propria offerte e il relativo impegno nel campo dell’alta definizione. Insieme a questo, però l’azienda ha dato molto spazio anche alle ultime novità in materia di fotografia digitale.

Sono infatti stati  presentati diversi prodotti dedicati agli amanti della fotografia come le nuove reflex digitali, le compatte Cyber-shot, gli ultimi modelli Handycam, le stampanti digitali e una linea di accessori, tra cui le cornici S-Frame.

In particolare, nello stand stand sono stati esposti tutti i modelli di reflex digitali, dalle nuove α350 e α300, dotate di LCD orientabile e tecnologia Quick AF Live View proprietaria che permette di avere scatti ultrarapidi anche in modalità “live view”, alla α700 con sensore CMOS Exmor e alla α200 pensata per gli amatori.

E’ stato possibile ammirare anche il prototipo del modello di punta di Sony con sensore full frame Exmor da 24,6 Megapixel, mostrato in anteprima al PMA di Las Vegas, che completa la gamma di Reflex digitali tutte dotate di sistema stabilizzazione Super SteadyShot integrato. Chiuderà il sistema α l’offerta di obiettivi tra cui ottiche Zeiss e Serie G.

Alla fotografia Reflex si affianchano le compatte Cyber-shot, tra cui la W170 con obiettivo da 28mm e la W300 con 13,6 Megapixel di risoluzione. Entrambe sfruttano Smile Shutter per catturare il sorriso prescelto e Intelligent Scene Recognition per scatti perfetti in qualsiasi situazione e inquadratura.

Non è mancato infine il video digitale con tutta la gamma delle Handycam High Definition di Sony, con supporti di registrazione differenziati per ogni tipo di utilizzatore e utilizzo, da HDD a DVD, Memory Stick e nastro. Da ultimo le stampanti digitali e le nuovissime cornici digitali per rivivere i ricordi più emozionanti in modo alternativo.

fonte www.valleolona.com

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Scatti da esposizione

lunedì, 21 aprile 2008
listen it it Scatti da esposizione

fonte: www.valleolona.com

Alta definizione e fotografia digitale nelle novità Sony del PhotoShow

31b406f1897c936c76c6fee2f6119f5d Scatti da esposizione9 Aprile 2008 - In occasione del recente Photoshow, Sony ha avuto modo di rilanciare prima di tutto la propria offerte e il relativo impegno nel campo dell’alta definizione. Insieme a questo, però l’azienda ha dato molto spazio anche alle ultime novità in materia di fotografia digitale.

Sono infatti stati  presentati diversi prodotti dedicati agli amanti della fotografia come le nuove reflex digitali, le compatte Cyber-shot, gli ultimi modelli Handycam, le stampanti digitali e una linea di accessori, tra cui le cornici S-Frame.

In particolare, nello stand stand sono stati esposti tutti i modelli di reflex digitali, dalle nuove α350 e α300, dotate di LCD orientabile e tecnologia Quick AF Live View proprietaria che permette di avere scatti ultrarapidi anche in modalità “live view”, alla α700 con sensore CMOS Exmor e alla α200 pensata per gli amatori.

E’ stato possibile ammirare anche il prototipo del modello di punta di Sony con sensore full frame Exmor da 24,6 Megapixel, mostrato in anteprima al PMA di Las Vegas, che completa la gamma di Reflex digitali tutte dotate di sistema stabilizzazione Super SteadyShot integrato. Chiuderà il sistema α l’offerta di obiettivi tra cui ottiche Zeiss e Serie G.

Alla fotografia Reflex si affianchano le compatte Cyber-shot, tra cui la W170 con obiettivo da 28mm e la W300 con 13,6 Megapixel di risoluzione. Entrambe sfruttano Smile Shutter per catturare il sorriso prescelto e Intelligent Scene Recognition per scatti perfetti in qualsiasi situazione e inquadratura.

Non è mancato infine il video digitale con tutta la gamma delle Handycam High Definition di Sony, con supporti di registrazione differenziati per ogni tipo di utilizzatore e utilizzo, da HDD a DVD, Memory Stick e nastro. Da ultimo le stampanti digitali e le nuovissime cornici digitali per rivivere i ricordi più emozionanti in modo alternativo.

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