Venerdì 29 ottobre, si terranno a Roma – presso l'associazione 42mm in via Guadagnolo 3 – la mostra di Dario Laganà "L'Islam quotidiano" e l'incontro "Appunti di fotografia di Viaggio" a cui è indispensabile prenotarsi.
Alle 21.00 si terrà l'inaugurazione della mostra con ingresso gratuito. Il fotografo racconta della fede Islamica nella sua semplice quotidianità, delle sue manifestazioni, delle sue pratiche e curiosità, in tre mesi passati nelle strade, moschee e deserti di Syria, Giordania, fino alla più vicina Turchia. Un viaggio di curiosità attraverso popoli accomunati da un'unica fede, lontano dalle estremizzazioni, dalle guerre, dalle frontiere che distorcono il senso di una fede che val la pena di indagare, della quale abbiamo informazioni spesso distorte o frammentarie. La mostra è composta da una serie di stampe in bianco e nero (30x40cm montante in cornici con passepartout 40x50cm) realizzate a mano dall'autore e sarà visitabile fino al 5 Novembre 2010.
Per l'incontro, invece, l'appuntamento è alle 19.00, i posti disponibili sono ancora 20 e il contributo è di 15 euro. Chi vuole partecipare può prenotarsi all’indirizzo corsi@42mm.it scrivendo nome, cognome e titolo dell’evento. Appunti di fotografia di viaggio Una mostra ha il potere di permettere di creare degli spunti di riflessione, di racconto, attorno alle fotografie. Spesso i viaggi sono lunghi, faticosi, pieni di aneddoti, difficili da riassumere a braccio. Le fotografie scelte finiscono per essere il canovaccio per raccontare storie, sensazioni, spiegare paesi e odori, far notare situazioni e costumi che forse, diversamente, non avremmo modo di ricordare. Parlare con chi è curioso di sapere, con chi si sofferma su questa o quella foto, per discutere, approfondire o dare un punto di vista differente.
Programma: - Approccio al viaggio fotografico (Vacanza, Viaggio, Viaggio fotografico) - Turchia, Syria, Giordania (analogie, differenze) - Fotografi occidentali nel mondo islamico - La chiave d'entrata: la curiosità – L'Islam quotidiano e il Ramadan – Etica fotografica in Medioriente - Il Mercato - Deserti dromedari e beduini - Petra: turismo o opportunità fotografica? - Where's Bob Marley? - Conclusioni
La serata sarà accompagnata da alcuni video fotografici realizzati a partire da fotografie dell'autore, cartine ed immagini esplicative.
La parola fotografia fa ormai implicitamente rima con indagine, osservazione rivolta contemporaneamente a più ambiti: le dinamiche sociopolitiche, le trasformazioni antropologiche, l’intimità dell’essere umano. Un compito complesso che la fotografia persegue indossando, di volta in volta, abiti e metodologie diversi per raggiungere un preciso obiettivo: capire e testimoniare una realtà in continuo mutamento.
Su Palatu, consapevole di questa “esigenza d’indagine”, scommette sulla multidisciplinarietà della fotografia unita però all’autorialità dei progetti. Proprio per favorire lo sviluppo e la circolazione di progetti realizzati da autori che sappiano raccontare e rappresentare il mondo contemporaneo attraverso le più varie tecniche fotografiche, Su Palatu ha bandito un premio fotografico internazionale, Surrau Photo Win, nato dalla forte sinergia con un’altra importante realtà locale, le Vigne Surrau di Arzachena.
Lo scopo del premio è semplice seppure ambizioso: presentare una panoramica della cultura contemporanea; sostenere progetti originali e di evidente qualità; garantire presitigio e visibilità internazionale al fotografo vincitore; offrire occasioni di incontro e dibattito; promuovere la fotografia d’autore.
14 operatori culturali tra i più influenti nel panorama della fotografia internazionale hanno segnalato 60 fotografi. Di questi, 36 sono stati visionati da una giuria internazionale. Oltre al presidente delle Vigne Surrau Martino Demuro, al presidente del Premio Salvatore Ligios e al direttore di Su Palatu Sonia Borsato, la giuria era composta da Arianna Rinaldo, photoeditor di D-la repubblica delle donne; Enrica Viganò, curatrice e critico fotografico; Paul Wombell, figura leader della fotografia contemporanea inglese; Elio Grazioli, direttore del Festival della fotografia di Reggio Emilia.
La giuria ha composto una shortlist di 5 nomi. Penny Klepuszewska (GB), Eva Leitolf (D), Giuliano Matteucci (I), Jonas Petronis (LT), Massimiliano T. Rezza (I)
Penny Klepuszewska
Jonas Petronis
Massimiliano T. Rezza
Giualiano Matteucci
Eva Leitolf
Sabato 23 ottobre alle ore 18, presso la CANTINA VIGNE SURRAU ad Arzachena verrà proclamato il vincitore al quale andrà un premio di 5.000 €. Nell’occasione verrà presentata una selezione dei lavori fotografici dei cinque finalisti, che sono documentati da un catalogo edito dalla Soter editrice. Saranno presenti i fotografi e i membri della giuria. Interverranno Fedele Sanciu presidente Provincia Olbia-Tempio, Giovanni Pileri vicepresidente Provincia Olbia-Tempio, Bruno Farina assessore Cultura Provincia Sassari, Piero Filigheddu sindaco Comune Arzachena, Quirico Meloni sindaco Villanova Monteleone, Sonia Borsato direttore Su Palatu, Salvatore Ligios presidente del premio, Martino Demuro presidente Vigne Surrau.
Dopo l’esposizione negli spazi delle Vigne Surrau, la mostra verrà esposta a Su Palatu di Villanova Monteleone. Per informazioni: tel. 079 961005 / cell. 3346516049 e-mail: supalatu@gmail.com
Gli ultimi due modelli andranno a sostituire l’attuale Sony A550 che è uscita di produzione qualche giorno fa, mentre i primi due dovrebbero far parte del sistema Pellix, delle fotocamere ad ottiche intercambiabili, ma con uno specchio fisso e semitrasparente.
Tutte e quattro avranno le seguenti caratteristiche: 15 punti di messa a fuoco, modalità panoramica/3D. HDR 6EV e sensibilità di base 100 iso.
Si tratta di una punta e clicca con un sensore CMOS back-illuminated da 12 megapixel associato al processore BIONZ. È dotata di uno schermo touch screen da 3,5 pollici e di un obiettivo zoom 4x che copre le focali equivalenti da 25mm a 100mm.
Come la precedente TX7, la TX9 può registrare filmati 1080@60i in formato AVCHD. La funzionalità Background Defocus dovrebbe offrire un effetto simil-bokeh. Per ottimizzare la gamma dinamica e minimizzare il rumore questa compatta è in grado di scattare una raffica di 6 scatti che poi vengono elaborati per generare la foto finale. Il prezzo indicato è di 399€.
Forma compie 5 anni. Nata nel 1986 per costituire un nuovo punto di riferimento per la grande fotografia di documentazione, si è sviluppata negli anni fino a divenire la casa editrice leader nel settore e una struttura di produzione culturale dinamica e ormai consolidata, che opera in collaborazione con le principali istituzioni pubbliche e private del nostro paese. Forma e la sua Fondazione nascono da una iniziativa di Contrasto.
La WX5 ha un sensore CMOS backlig da 12 megapixel, con una sensibilità da 125 a 3200 iso, accoppiato al processore BIONZ. Dispone di un obiettivo zoom 5x che copre le focali equivalenti da 24mm a 120mm.
Lo schermo è da 3 pollici touch screen con 230.000 pixel. Questa compatta dispone della funzione Defocus che dovrebbe conferire allo sfondo delle foto un effetto simil-bokeh per isolare meglio il soggetto principale. La modalità Superior Auto scatta foto multiple per combinarle insieme riducendo il rumore ed estendendo la gamma dinamica. Il prezzo indicativo della WX5 è di 319€.
Fotografia e architettura: conversazioni con i protagonisti
di
Maria Letizia Gagliardi - Contrasto –
Venerdì 11 giugno Ore 12:00
Ex Mattatoio di Testaccio Aula Ersoch Piazza Orazio Giustiniani, 4 – Roma
Oltre all’autrice interverranno i fotografi Marco Introini, Marco Zanta e l’editore Roberto Koch
L’incontro si svolge nell’ambito degli eventi ufficiali della Festa dell’Architettura di Roma INDEX URBIS
I protagonisti della fotografia di architettura raccontano il loro stile e la loro visione in un nuovo libro della collezione LOGOS. Ventisei interviste realizzate da Maria Letizia Gagliardi. Diciotto domande per ogni intervista. Il volume rappresenta un dibattito-analisi importante e necessario sui rapporti tra fotografia e architettura.
Attraverso lo strumento dell’intervista, Maria Letizia Gagliardi, architetto e docente all’Università di Udine, mette a confronto i diversi punti di vista dei più autorevoli fotografi italiani di architettura e paesaggio per approfondire con loro i temi e le tecniche della fotografia di architettura degli ultimi dieci anni. Si realizza così una “tavola rotonda virtuale” fra gli autori italiani sulla comunicazione, la rappresentazione, il valore della documentazione e dell’interpretazione dell’architettura e del paesaggio urbano. Ogni intervista è inoltre accompagnata da un’immagine particolarmente significativa dell’opera di ogni fotografo scelta dallo stesso autore.
Questi gli autori intervistati: Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Gianantonio battistella, Gianni Berengo Gardin, Luca Campigotto, Vincenzo Castella, Alessandra Chemollo, Giovanni Chiaramonte, Patrizia Della Porta, Daniele Domenicali, Vittore Fossati, Guido Guidi, Marco Introini, Francesco Jodice, Moreno Maggi, Duccio Malagamba, Maurizio Montagna, Alberto Muciaccia, Pino Musi, Lorenzo Mussi, Emanuele Piccardo, Filippo Romano, Paolo Rosselli, Massimo Vitali, Italo Zannier, Marco Zanta.
A corredo delle interviste, nel libro ci sono anche i testi di Alberto Pratelli, Massimo Rossetti e della stessa Maria Letizia Gagliardi. Facendo riferimento al punto di vista dell’architetto, nei loro scritti si indaga l’aspetto rappresentativo, comunicativo e descrittivo della fotografia di architettura contemporanea, tessendo così il contesto culturale nel quale si snodano le riflessioni dei singoli fotografi.
FORMATO: 15 x 21 cm PAGINE: 150 FOTOGRAFIE: 26 a colori e in b/n Brossura con sovraccoperta Euro 21,90 Contrasto
Maria Letizia Gagliardi. Nasce a Roma nel 1963. Architetto e dottore di ricerca in Ingegneria Civile, è docente a contratto presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Udine, Corso di Studi in Architettura. Dal 1992 svolge attività di ricerca sugli strumenti per la comunicazione dell’architettura, in particolare sull’uso della fotografia e del video per la divulgazione e la didattica delle teorie del progetto architettonico, dell’architettura costruita e dello spazio urbano.
Marco Zanta. Nasce a Treviso nel 1962. Inizia ad occuparsi di fotografia alla metà degli anni ’80, insieme a Paolo Costantini e Italo Zannier. Ha lavorato in Europa, Stati Uniti, Giappone. Fotografo di architettura, ha pubblicato diversi volumi, tra i quali Rumore Rosso, premiato come miglior libro fotografico italiano nel 2001, The Space Between del 2001, EuropaEuropa del 2004, Sulle apparenze, del 2005, Quarantanovegradi del 2006, e UrbanEurope del 2008 per Contrasto. Nel 2003 ha vinto il Programme Mosaique, del Centro National de l’Audiovisuel, in Lussemburgo. Nel 2008 il suo lavoro è stato presentato in una personale a Forma, centro internazionale di fotografia di Milano, e alla Maison Européenne de la Photograhie di Parigi. Marco Zanta è docente di Fotografia presso l’Università IUAV di Venezia, nella facoltà di Design e Arti.
Moreno Maggi. Nasce a La Spezia l’11 giugno 1957. Dopo aver compiuto gli studi superiori a La Spezia, si interessa contemporaneamente di fotografia, di marketing e di tecnologia. Viaggia per tutto il mondo e vive e lavora a New York per 10 anni dove apre anche una propria compagnia. Nel 1991 studia negli Stati Uniti fotografia di cronaca e di moda e fino al 1994 intraprende attività da assitente presso studi fotografici di New York. Dal 1994 lavora come fotografo a tempo pieno, dapprima come free lance per Elliot Fine, James D’Addio e Paul Warchol, interessandosi di fotografia d’architettura, commerciale, di interni, panoramica, industrial e di reportage. Dello stesso anno è la sua prima personale sui marmi di Carrara alla Galleria 1054 Canal Square a Washington. Le tecniche utilizzate sono dapprima quelle del formato analogico di tutti i tipi, cimentandosi anche nello sviluppo delle proprie foto in bianco e nero, anche se rimane sempre molto attento alle tecniche più innovative. Dal 2000 lavora in digitale. Dal 1999 organizza numerose personali in Italia, dove analizza l’opera di architetti contemporanei prevalentemente italiani (Renzo Piano, Massimiliano Fuksas, Giancarlo de Carlo, Paolo Portoghesi, Giovanni Leoni, Paolo Luccioni), ma anche stranieri, come Tadao Ando, Diego Ambasz etc. Allo stesso tempo continua l’ opera di documentazione fotografica dell’ Architettura Razionale italiana (in particolare riferita all’ opera di Adalberto Libera e Luigi Moretti). Marco Introini. Nasce a Milano nel 1968 e si laurea in architettura presso il Politecnico di Milano. L’interesse verso la rappresentazione architettonica ha portato l’attenzione sulla fotografia di architettura e di paesaggio antropizzato. Nel 1999 riceve il premio nazionale Lombardia Effetto Paesaggio con la ricerca fotografica Architettura ed architetture dell’ argine maggiore del Po. Nel 2002 viene selezionato con la ricerca fotografica Città Europa per esporre alla X Mostra Fotoesordio 2002 (Museo dell'Immagine Fotografica e delle Arti Visuali) in collaborazione con il Palazzo delle Esposizioni di Roma. Nello stesso anno è stato selezionato al concorso FotoGribaudo organizzato in collaborazione con il Circuito Giovani Artisti Italiani. Curatore con Margherita De Carli della mostra nella casa di Luigi Figini presso la Triennale di Milano (Milano,2003). Selezionato alla rassegna Descubrimientos del Festival Internazionale PHotoEspaña05 con il progetto fotografico Paesaggio Analogico 05. Nel 2006 viene pubblicato all’interno del catalogo del Padiglione Italiano della X Biennale di Architettura curato da Franco Purini. Dal 2002 è docente di Fotografia dell’Architettura e Tecnica della Rappresentazione presso la facoltà di Architettura Civile del Politecnico di Milano. Collabora con le maggiori riviste e case editrici del settore.
ImageFlow è un progetto in javascript che vi consente di creare delle accattivanti gallerie per il vostro sito o blog.
È molto semplice da utilizzare ed è compatibile con tutti i browser, anche con gli smartphone. Potete utilizzare anche un grande numero di immagini nel formato che preferite ed è possibile anche aggiungere i riflessi sotto le immagini in maniera dinamica grazie alla parte server side scritta in PHP.
Lo stile è simile a quello della barra del Mac e si può utilizzare anche la rotella del mouse per lo scorrimento. Sono supportati anche collegamenti e didascalie. Il software è gratuito per un uso personale, mentre se intende usarlo commercialmente dovrete acquistare una licenza. Dopo il salto un video dimostrativo.
David Kilpatrick del sitoPhotoclubalpha ha pubblicato le sue previsioni su quel che succederà nella linea Alpha nel prossimo futuro.
La novità più interessante sarà l’aggiornamento di molti obiettivi, solo quelli che sono già SSM e SAM resteranno invariati, e l’arrivo di obiettivi particolari, più luminosi o fissi.
Alcuni degli obiettivi che dovrebbero arrivare sono:
16-80mm con SSM
10-24mm SAM
18-270mm SAM OSS
70-300mm f/4-5.6 SSM OSS
60mm f/2 SAM
La nuova Sony Alpha della linea 7xx (750?) potrà girare video in formato 1080i, avrà lo stesso sensore delle Nex con raffica da 7fps e modalità panoramica.
Dopo i primi due moduli GXR, la macchina fotografica con moduli ottica+sensore intercambiabili, Ricoh svela anche il terzo modulo della serie, di cui erano già trapelate informazioni nei mesi scorsi.
Si chiama P10, ed èun blocco che integra sensore CMOS retro-illuminato da 10 megapixel in formato 1/2,3" e ottica stabilizzata 28-300mm (equivalenti F3.5-5.6).
Tra le caratteristiche principali: è in grado di registrare file RAW e offre supporto video HD a 1280×720 pixel, raffica a 5 frame al secondo a risoluzione piena RAW e filmati VGA ad alta velocità a 120 fps, gamma ISO fino a 3200, espansione della gamma dinamica in situazioni di alto contrasto e bilanciamento del bianco multizona.
Un particolare tappo copriobiettivo, inoltre, è in grado di lasciare libera l'ottica anche senza essere rimosso. La slitta per il flash esterno, i comandi, il display e la gestione dello storage sono invece integrate nel modulo base.
Leader nel settore del digital imaging, Canon svolge incessantemente attività di ricerca, e accetta le nuove sfide del mercato per individuare nuove e migliori forme di espressività visiva contribuendo così, in definitiva, al rafforzamento di questa forma d'arte.
Le installazioni NEOREAL – un nuovo mondo sensoriale – presentate già nel 2008 alla Milan Design Week mostrano i risultati nati dalla collaborazione con alcuni creativi e artisti Giapponesi. Un opera che ancora una volta ha entusiasmato i visitatori, facendo apprezzare i prodotti e le tecnologie Canon più recenti.
Neoreal – A source of visual inspiration Nella prestigiosa sede della Triennale di Milano, dal 13 al 19 aprile 2010, Canon ha presentato la terza edizione di “NEOREAL”: uno spazio creativo in cui il talento e l’inventiva giapponesi si sono fusi con la tecnologia più innovativa del digital imaging Canon.
La mostra-installazione, dal titolo Kagayaki, si è presentata ai visitatori come una struttura poliedrica a spirale, progettata dall’architetto Akihisa Hirata, sulla quale venivano proiettate delle immagini vibranti di colore, nate dalla creatività di Kyota Takahashi.
La struttura, evocando un organismo vivente, caratterizzato da un design tridimensionale curvilineo – alta circa 6 metri, larga 8 e profonda 40 – si snodava su uno spazio espositivo di 650 m2.
Le immagini sono state realizzate con la reflexEOS 7D, dotata di funzionalità di registrazione videoFull HD, e con la videocameraFull HD LEGRIA HF S 21 e proiettate da ben 21 proiettori della serie XEED che garantiscono immagini nitide e cristalline.
XEED WUX10 Full HD, dotato della straordinaria risoluzione WUXGA (1920 x 1200 pixel), e XEED SX80 Mark II con risoluzione SXGA+. Una sintesi più che convincente delle tecnologie di input e output Canon, senza le quali una tale nuova espressività non sarebbe stata possibile.
Prism Liquid Riconoscere il proiettore è il punto di partenza. Testo di Kyota Takahashi “L'ispirazione nasce dal proiettore stesso. Il fascio emesso dal proiettore è in realtà uno spazio fatto di luce, un volume invisibile di forma piramidale. Riconoscendo il fenomeno di spazialità del proiettore ho creato una superficie che lo facesse emergere. Ho voluto esprimere nel modo più essenziale e diretto possibile il concetto di “dall'acquisizione alla riproduzione”. Senza utilizzare la CG ma curando invece la scelta dei soggetti, il posizionamento delle luci e il metodo di ripresa, ho cercato di mettere in risalto il fascino che un'immagine reale può avere. Ho pensato di creare un mondo in cui far coesistere concetti che sono abitualmente in contrasto, come “2D/3D” “concreto/astratto” “statica/dinamica”? Le immagini vengono inizialmente proiettate sul grande schermo orizzontale che si trova in fondo alla sala. In questa sezione le immagini sono state riprese simultaneamente da 5 fotocamerereflex con funzione di registrazione video; usando questi fotogrammi sono riuscito a creare uno scenario estremamente panoramico fatto di immagini vivide e di alta qualità come fosse un Emakimono, un rotolo istoriato. Utilizzando il Vision Scroller* ho fatto sì che i visitatori potessero interagire e apprezzare questa esperienza visiva LIVE. Le immagini vengono prima scomposte in frammenti dai colori scintillanti e poi ricostruite tridimensionalmente come Origami diventando immagini figurative concrete. Il risultato è una dimensione ignota, resa possibile dalla tecnologia raffinata e precisa del digital imaging Canon, e dalla variazione di colore e dal dinamismo propri delle luci e delle immagini”.
*Vision Scroller È un riproduttore di immagini reali progettato da Kyota Takahashi installando una videocamera sotto una lastra di plexiglass, che fa da tela. Quando si posa un oggetto come della sabbia o una piuma sulla lastra, la videocamera cattura l’immagine e la proietta in tempo reale attraverso il proiettore. Le immagini vengono fatte ruotare e muovere liberamente in due modi: muovendo trasversalmente gli oggetti mediante avvolgimento della pellicola trasparente che ricopre la lastra, o installando la videocamera su un piano girevole. Il Vision Scroller viene abitualmente usato da Takahashi durante le sue performance, ma per la Milan Design Week ne è stata prodotta una versione più avanzata. Con questo sistema i visitatori potranno sperimentare le immagini proiettate direttamente dal vivo.
Intrecciarsi con le luci Testo di Akihisa Hirata “Le luci emesse dal proiettore generalmente vengono proiettate su di uno schermo piatto, quindi noi percepiamo l'immagine in due dimensioni. Ma in realtà vi è un'e-stensione a cono, tridimensionale, delle luci create dal proiettore. Lo schermo è ciò che taglia la luce, e quello che vediamo è il suo riflesso. Ho voluto creare uno spazio in cui si potesse giocare tridimensionalmente con questo cono di luce, nonché percepire un'esperienza sensoriale quasi fisica di intreccio con le luci. La struttura si estende come un nastro che definisce una forma a spirale, attraversando in modo continuativo tutto lo spazio. Questo grande nastro a spirale, nato dallo sviluppo di un poliedro, si intreccia all'estensione tridimensionale delle luci creata da più proiettori. All'apparizione del cono di luce la superficie del nastro si trasforma in un nastro luminoso multicolore, come se esso stesso irradiasse la luce. Il nastro si snoda attraverso la sala cambiando le dimensioni a seconda della posizione. In una parte definisce lo spazio di sei metri di altezza, in un'altra attraversa l'aria come una cascata, o ancora striscia sul pavimento sostenendo il grande schermo piano. È come un tralcio che si attorciglia alle luci in mille modi. Intrecciarsi… Riferendosi alla natura vi sono tante cose che si intrecciano reciprocamente, mantenendo al tempo stesso un loro ordine: dalla proteina nel microcosmo al bosco, in cui coesistono vari tipi di animali e vegetali. Anche l'architettura e gli spazi creati dall'uomo dovrebbero entrare a far parte dell'ordine delle vite a cui si intrecciano. Ciò dovrebbe portare a creare nuove realtà e nuove esperienze, moderne ma al tempo stesso primitive, che si intrecciano con i nostri corpi”.
Vi piacciono le foto panoramiche ed avete un vecchio scanner che non utilizzate più? Perché non usarlo per creare una fotocamera panoramica?
Come potete vedere da una foto d’insieme il sensore è messo dietro ad un obiettivo 50mm e montato sui dischi di un vecchio hard disk che vengono fatti ruotare dal motore dello scanner.
In questo modo quando dite al computer di acquisire l’immagine attraverso lo scanner il sensore ruota per coprire tutto il panorama. Potete rendere il tutto portatile con una batteria.
Come ormai tutti ben sapete la mattina presto è uno dei due momenti migliori per andare a caccia di fotografie.
Se pensate di uscire per fare qualche bella fotografia panoramica a luoghi suggestivi il giorno prima controllate le previsioni del tempo e l’ora esatta dell’alba. Controllate ed impacchettate tutto l’equipaggiamento che vi servirà per la mattina seguente.
Uno o due giorni prima spendete un po’ di tempo nel luogo in cui vi troverete a scattare per cercare quali sono i punti da cui potete ottenere le migliori inquadrature. Consiglio questo sempre troppo sottovalutato.
Come vi avevamo anticipato in alcune indiscrezioni Sony ha svelato la nuova reflexSony A450.
Questa reflex si posiziona poco sotto la A500 e ne utilizza lo stesso sensore da 14,2 megapixel, ma senza l’innovativa modalità di messa a fuoco automatica durante il live view e lo schermo snodabile. Al posto di quest’ultimo viene utilizzato lo stesso della A230 da 2,6 pollici.
La raffica è di 7 fps ed è presente una modalità auto HDR che fa due scatti in rapida successione e li unisce per espanderne la gamma dinamica. L’azienda afferma che quando non si usa il live view è possibile fare più di 1000 foto prima che si scarichi la batteria.
Dovrebbe arrivare sul mercato a partire dal prossimo mese e si collocherà con un prezzo inferiore alla A500.
Le passioni di Nhung Dang sono molteplici, e la fotografia viene integrata con interessi come il video, la scrittura e la musica. Questa artista di Brighton, in Gran Bretagna, ha sicuramente un portfolio degno di essere sfogliato, dove la ricchezza delle serie proposte, combinata a una volontà di sperimentare con gli strumenti fotografici, fanno di tutte le sue immagini un ottimo punto di riferimento per chi ama un certo tipo di fotografie.
La fotografia analogica, mostrata in diverse sue sfaccettature, è una costante del suo percorso fotografico, dove soprattutto il medio formato e l’utilizzo della pinhole spiccano per la bellezza e la qualità delle immagini proposte. Che siano ritratti o scorci naturali di paesaggi, la fotografa riesce sempre a sfruttare lo strumento che utilizza al meglio, restituendoci scatti di estrema eleganza e raffinatezza.
Qui di seguito inseriamo una gallery delle sue immagini più rappresentative presenti nella sezione Pinhole. Se volete approfondire la conoscenza di questa artista, potete sfogliare il suo blog, il suo spazio su Flickr, un blog creato in collaborazione con una sua amica e intitolato The Lost Promenade, ed infine il suo spazio su MySpace.