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12.01.11 – Olympus E-PL2

mercoledì, 12 gennaio 2011
listen it it 12.01.11   Olympus E PL2

Oggi parliamo della Olympus E-PL2, che dopo tanti rumors arriva finalmente sul mercato. La nuova compatta a ottiche intercambiabili del sistema Micro Quattro Terzi, erede della E-PL1, porta con se naturalmente alcune novità, ma nessuna vera rivoluzione rispetto alla sorella maggiore.

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Olympus E-PL2 è dotata di sensore Live MOS da 12,3 megapixel (fattore di conversione per le ottiche 2x) e stabilizzatore d’immagine incorporato. Il processore d’immagine è il TruePic V. Sul dorso del corpo macchina c’è un display LCD da 3 pollici con una risoluzione di 460,000 pixel. Un primo progresso rispetto alla E-PL1, che si accontenta di 230.000 pixel e di una diagonale di 2,7 pollici. La fotocamera offre Full-time live view con messa a fuoco manuale.

Face Detection ora blocca la messa a fuoco sugli occhi del soggetto (funzione iDetect). Altra miglioria: una più comoda impugnatura gommata. Offre la registrazione delle foto in formato RAW, il pieno controllo manuale, un otturatore in grado di operare in un range tra 60 secondi e 1/4000 di secondo e la sensibilità regolabile tra 200 e 6400 ISO. In modalità scatto continuo si raggiunge una velocità di 3 foto al secondo. Oltre al piccolo flash incorporato, con numero guida 7, la macchina dispone anche della slitta per flash aggiuntivi e del supporto wireless per i flash.

La registrazione dei video HD è possibile a 1280 x 720 (30 fps), con sonoro. Per chi non ama le regolazioni manuali c’è la modalità Intelligent Auto, che seleziona tra 22 possibili la migliore modalità Scena per quella determinata situazione di ripresa.

Olympus E-PL2 non ha un mirino elettronico incorporato, disponibile però tra gli optional e collegabile alla macchina tramite la Accessory Port.

Il kit della Olympus E-PL2 con lo zoom 14 – 42 mm costa 599 dollari.

Fonte Notizia

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11.01.11 – Sony CLM-V55, schermo esterno

martedì, 11 gennaio 2011
listen it it 11.01.11   Sony CLM V55, schermo esterno

Sony ha presentato uno schermo esterno per le sue fotocamere ad obiettivo intercambiabile, reflex ed evil: Sony CLM-V55.

Questo accessorio è uno schermo LCD da 5 pollici che si collega alla porta HDMI della reflex e si fissa sulla slitta del flash per avere un sostegno. Grazie a questo prodotto sarà più semplice realizzare video in posizione più comoda grazie alla possibilità di ruotare lo schermo esterno del CLM-V55. Sarà necessario però aggiornare il firmware per abilitare l’uscita diretta del live view sulla porta HDMI.

 

 

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In vendita a partire da febbraio al prezzo indicativo di 399$.

Fonte Notizia

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03.01.11- Samsung WB700

lunedì, 3 gennaio 2011
listen it it 03.01.11  Samsung WB700

La Samsung WB700 è una fotocamera di formato tascabile ma molto ben accessoriata, per venire incontro a chi cerca la massima versatilità in una macchina piccola e comoda.

 

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Ha un sensore CCD da 16 Megapixel e uno zoom Schneider-Kreuznach equivalente 24-576 mm (18x), supportato dallo stabilizzatore ottico, e potenziabile con lo Smart Zoom 1.3x – che funziona ritagliando e ingrandendo la parte centrale dell'immagine – per arrivare a 24 ingrandimenti.

Come ormai tutte le nuove fotocamere, anche la WB700 riprende video in HD, ma con una particolaità: un algoritmo che elimina il rumore del motorino dello zoom dalla registrazione audio.

La WB700 offre anche il pieno controllo manuale dell'esposizione, la priorità di apertura e di tempo, e la registrazione del formato Raw. Per chi preferisce effetti creativi realizzati automatico ci sono gli Smart Filters 2.0, come Soft Focus, mezzitoni, cinema, assieme ai più classici Fisheye, miniatura, sketch.

In vendita da aprile, costerà sui 227 €. Sarà presentata ufficialmete al CES di Las Vegas.

 

Fonte Google News

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15.09.10 – Nuova Olympus E-5

domenica, 19 settembre 2010
listen it it 15.09.10   Nuova Olympus E 5

Negli ultimi anni Olympus ha impresso una svolta al concetto di robustezza nella progettazione delle reflex digitali, al punto che le sue fotocamere E-3 e E-1 sono diventate esempi di fotografia professionale sempre e ovunque. Ora in Photokina i fotografi professionisti avranno modo di toccare con mano la nuova e ancora più potente reflex Olympus progettata per proiettare ancora più in avanti le frontiere dell'imaging: l'ammiraglia di nuova generazione E-5.

Il modello destinato a succedere alla premiata E-3 si basa su un leggero e rigido corpo in lega di magnesio a tenuta di polvere e spruzzi: incredibilmente robusto e pronto alla sfida anche nelle condizioni più ostili. Ma non è soltanto la sua qualità costruttiva a creare seri imbarazzi alla concorrenza. Infatti la nuova ammiraglia combina la compatibilità con gli obiettivi del sistema QuattroTerzi ad un processore immagine più potente, in grado di fornire fotografie al massimo livello.

Insieme all'apprezzatissimo sistema di obiettivi ZUIKO DIGITAL, il nuovo sensore High Speed Live MOS da 12,3 Megapixel e il processore TruePic V+ con tecnologia Fine-Detail Processing catturano immagini più dettagliate e nitide rispetto a reflex digitali comparabili. La E-5 impone nuovi standard di affidabilità, velocità e creatività.

In aggiunta all'esclusivo sistema antipolvere Olympus Supersonic Wave Filter, dispone di un LCD VGA orientabile da 3 pollici, tempo di posa più rapido pari a 1/8000 di secondo con raffiche a 5fps, 6400 ISO, filmati HD, flash wireless e dieci Art Filter.

 

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La Olympus E-5 sarà disponibile a partire da ottobre 2010.

Affidabilità al top
Progettata in modo specifico per dare prestazioni eccellenti anche nelle condizioni più severe, la E-5 è a tenuta di polvere e spruzzi, oltre a vantare una robustezza incredibile. La E-5 dispone di tutte le caratteristiche che assicurano l'affidabilità richiesta dai professionisti: dal sistema di protezione dalla polvere Supersonic Wave Filter al campo di visione del 100% nell'ampio mirino.

Qualità d'immagine al top
Il motore immagine TruePic V+ con la nuova tecnologia Fine-Detail Processing adotta un sofisticato algoritmo in grado di dare una resa qualitativamente migliore rispetto agli scatti realizzati da altre fotocamere con il medesimo numero di pixel, mentre si riducono i pseudo colori e il moirè, che sono propri di sistemi di classe inferiore. Questa nuova tecnologia enfatizza tutte le potenzialità del sensore High Speed Live MOS da 12,3 Megapixel così come dell'apprezzato sistema di obiettivi ZUIKO DIGITAL.

Qualunque sia l'obiettivo prescelto, la qualità d'immagine può avvantaggiarsi di sensibilità che arrivano fino a 6400 ISO. Flash wireless, modalità di esposizione multipla e dieci Art Filter danno piena libertà alle ambizioni più creative. La E-5 segna anche il debutto dello spettacolare Art Filter Olympus Dramatic Tone, che genera un'immagine HDR virtuale a partire da un solo scatto. Tutti gli Art Filter si possono applicare alle fotografie e ai filmati ad alta definizione che la E-5 può registrare nel puro formato 720p / 30fps.

Grazie al microfono mono incorporato, alla presa per microfono esterno stereo e all'interfaccia HDMI™, questa reflex digitale è equipaggiata al meglio per registrare filmati adatti ai televisori full HD.

Slot per schede SD e CompactFlash offrono l'ampia capacità di memoria richiesta dalla mole di dati dei filmati.

Velocità al top
Per i fotografi professionisti al top, la velocità è spesso vitale. Infatti dispone dell'apprezzato sistema di stabilizzazione dell'immagine Olympus Supersonic Wave Drive incorporato nella fotocamera, oltre al velocissimo sistema autofocus con 11 punti doppi a croce per registrare con la massima nitidezza perfino i soggetti in movimento rapido. I sensori lineari orizzontali e verticali di questo sistema si traducono in 44 differenti punti effettivi per determinare la messa a fuoco.

Tempi di posa fino a 1/8000 di secondo e sequenze a 5fps integrano perfettamente un altro punto di forza Olympus: il versatile LCD VGA orientabile da 3” con risoluzione di 921.000 punti. Il grande display e l'eccezionale prontezza di risposta agevolano la fotografia d'azione, anche da angolazioni critiche.

Caratteristiche principali della E-5:
Affidabilità
• Corpo leggero in lega di magnesio a tenuta di polvere e spruzzi
• Sistema antipolvere Supersonic Wave Filter
• Ampio mirino con campo di visione del 100%
• Robusto otturatore ad alta velocità testato fino a 150.000 scatti

Qualità d'immagine
• Ultra-efficace sistema incorporato Supersonic Wave Drive per la stabilizzazione dell'immagine
Sensore High Speed Live MOS da 12,3 Megapixel effettivi
• Nuovo processore immagine TruePic V+
• Sensibilità 6400 ISO
• Dieci Art Filter con il nuovo sorprendente Dramatic Tone Filter
• Modalità esposizione multipla
Flash integrato con funzioni di attivazione per sincronizzazione flash wireless
• Compatibile con gli obiettivi dello standard QuattroTerzi

Velocità
• Live View con velocissimo sistema AF con 11 punti doppi a croce
• Tempo di posa più veloce pari a 1/8000 di secondo con scatti in sequenza a 5fps

Altre caratteristiche di rilievo
• LCD HyperCrystal da 3” con 921.000 punti, orientabile su due assi
• Filmati HD 720p 30fps
• Presa per microfono stereo
• Slot per schede di memoria SD e CompactFlash
• AE bracketing a 2 e 7 fotogrammi
• Indicazione del livello di carica nel mirino
• Due ghiere semplici all’uso più cursore per una comoda visualizzazione

Per l'elenco completo delle caratteristiche della E-D1, visitate il sito www.olympus.it

Fonte Google News

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Recensione Sony NEX-5 e Sony NEX-3

venerdì, 21 maggio 2010
listen it it Recensione Sony NEX 5 e Sony NEX 3

01444 Sony NEX5 0001 Recensione Sony NEX 5 e Sony NEX 3

Sony NEX-5 e NEX-3: un approfondimento a qualche giorno dalla presentazione, tentando di dare risposte delle domande ed ai rilievi che ci avete segnalato nei post precedenti.

Partiamo allora dalla caratteristica principe delle due fotocamere: la compattezza. Siamo di fronte alla macchina fotografica digitale con ottiche intercambiabili più piccola e leggera al mondo. Da quanto abbiamo potuto osservare tutti gli sforzi si sono concentrati per arrivare a questo primato, senza però nulla togliere alla qualità delle immagini. Un semplice esercizio di stile da parte degli ingegneri Sony o qualcosa di più? Di sicuro la ricerca al record di miniaturizzazione ha avuto il suo “peso”, se ci concedete il gioco di parole. Le NEX rimangono le più piccole e leggere sia come corpo macchina singolo, sia dopo l’alloggiamento della batteria e degli obiettivi. Questa corsa al “ribasso” ha comportato la non presenza dello stabilizzatore, presente sugli obiettivi, e l’offerta del mirino come accessorio separato. Sacrificato sull’altare del record anche il controverso flash esterno con connettore proprietario che, seppure fornito in dotazione, risulta essere un corpo quasi “estraneo” alla macchina stessa, come avete già avuto occasione di commentare nei post precedenti.

Detto questo, il primo contatto con una fotocamera del genere è di sincero stupore. Piccola, leggera, ma solida al tatto. Le uniche “sporgenze” vere sono il comando on/off, la ghiera ed il pulsante di scatto. Gli altri pulsanti sono incavati e sono allo stesso livello della superficie. Viene inevitabile il tentativo di soppesarla un po’. Possibile sia così leggera? E i kg della reflex che mi porto a spasso che fine hanno fatto? Primo dato: le NEX-5 e NEX-3, a differenza dei modelli DSLR convenzionali, sono “mirrorless”, ovvero senza specchio. Non si tratta ovviamente di una novità assoluta: avevamo affrontato l’argomento mirrorless proprio qualche settimana fa. Questo consente di ridurre lo spessore del corpo macchina, nel punto più sottile, a 24,2 mm nella NEX-5 ed a 25,4 mm nella NEX-3. Tra l’altro come avrete capito, le differenze tra i due modelli si misurano proprio in decimi di millimetro. La NEX-5, rispetto alla NEX-3, ha il corpo macchina in lega di magnesio, robusto ma dal peso contenuto. Dal canto suo la NEX-3 è proposta in tre versioni colorate, in policarbonato. Per tutte e due il display è un XtraFine LC con tecnologia TrueBlack, da 7,5 cm (3”) orientabile.

Il cuore delle due macchine è il sensore CMOS Exmor™ APS-C HD da 14,2 megapixel effettivi di risoluzione, lo stesso dell’Alpha 550. Molto più grande dei sensori che si trovano nelle normali fotocamere digitali compatte, assicura bassissimi livelli di rumore. La qualità delle foto e dei filmati è ulteriormente migliorata dal processore BIONZ, che assicura elevata velocità di scatto, insieme a una rapida e precisa messa a fuoco automatica e un ritardo di scatto minimo dell’otturatore. Entrambe le fotocamere consentono inoltre di catturare scene in rapido movimento, realizzando una sequenza di scatti a piena risoluzione con velocità fino a 7 fps (con impostazione AF/AE fissa dal primo frame). Si fanno notare i 25 punti di messa a fuoco a contrasto. Il range Iso è di 200-12800, con una rumorosità più bassa rispetto ai modelli della concorrenza.

Sony NEX-5 Sony NEX-3
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Cosa significa NEX? Si tratta dell’acronimo New E-mount eXperience. Se l’A-Mount era un’eredità di Konica Minolta, ora si vuole creare un nuovo standard per questo tipo di compatte. “E” come E-ighteen, ovvero distanza tra l’ottica ed il sensore: 18 mm. L’offerta in questo momento è di tre ottiche: 16mm F2,8, 18-55 mm F/3,5-5,6 ed il 18-200mm F/3,5-6,3. Gli ultimi due sono dotati di stabilizzatore Optical SteadyShot, lo stesso usato per le Handycam. La compatibilità con le ottiche Sony Alpha è garantita tramite adattatore opzionale; in questo caso c’è però da segnalare che l’autofocus non funzionerà.

Sul fronte supporti di memoria arriva il dual card slot: finalmente non più solo MemoryStick proprietarie Sony ma anche le più diffuse SD. Degna di nota vibrazione Anti-Dust allo spegnimento, per rimuovere la polvere.

Veniamo quindi al funzionamento. I menù sono rapidi ed intuitivi. Per i meno esperti sono presenti consigli all’interno dello stesso menù, ma forse i più preferirebbero riuscire a personalizzare quale tipo di controllo visualizzare per primo. Interessante è la ghiera che permette di cambiare focale e velocità di scatto: si tratta di una funzione meccanica e non digitale. La ghiera è fisica ma la visualizzazione è grafica. Questo permette a chi si avvicina per la prima volta al mondo della fotografia, di ottenere il classico effetto sfocato che nelle reflex necessita del lavoro su diaframma e tempi. Per i più esperti è possibile lavorare con tutti i controlli manuali, impostare gli ISO e registrare in RAW.

Tante le funzioni che migliorano la vita del fotoamatore: una volta provate, qualcuno le troverà indispensabili. Auto HDR: tre immagini (esposizione normale, sotto esposto e sovra esposto) assemblate elettronicamente dalla fotocamera per produrre un’unica immagine High Dynamic Range. L’Anti-Motion Blur: 6 immagini che vengono sovrapposte per ottenere una foto nitida di un soggetto in movimento. Modalità Sweep Panorama: si tratta una sequenza di singoli scatti assemblati in pochi istanti, che evitano di lavorare in post produzione con software grafici. Anche in questo caso non è necessario essere degli esperti per riuscire ad ottenere risultati accettabili. Rispetto alla stessa funzione vista sulla TX-1, non sono presenti le stesse personalizzazioni di direzione dello scatto. A proposito di Sweep Panorama, può essere divertente iniziare a “giocare” un po’ usando direzioni di scatto non “convenzionali”. La maggior parte degli scatti saranno da buttare, ma ogni tanto qualcosa di simpatico potrebbe anche uscire.

Arriva anche nel mondo della fotografia la modalità 3D, almeno per quanto riguarda il panorama. Il funzionamento è simile a quello della modalità panorama classica, con una serie di scatti in sequenza, in questo caso suddivisi tra immagini occhio destro/sinistro per avere l’effetto tridimensionale. Questo può essere visualizzato tramite la macchina stessa collegata con cavo HDMI ad uno schermo televisivo o con la Playstation. Ovviamente è necessario dotarsi di un paio di appositi occhialini. Nulla di eccezionale, ma la sensazione è quella di essere di fronte ad un campo che si svilupperà molto nei prossimi anni, di pari passo alla diffusione del 3D domestico.

Anche per le NEX, il mondo della fotografia si avvicina sempre di più a quello video. E’ presente un apposito tasto Movie REC, lo stesso delle videocamere, per realizzare filmati in Alta Definizione e audio stereo sotto forma di compatti file MPEG4. Per la NEX-5 si parla di ualità Full HD (1920 x 1080i) e formato AVCHD. Dal punto di vista video è stato fatto uno sforzo maggiore per abbassare il suono/rumore degli obiettivi, i cui movimenti finivano per essere registrati dai microfoni. Microfono stereo e speaker sono incorporati nel corpo macchina, ma è possibile aggiungerne un altro opzionale nell’attacco porta accessori.

Molti di voi hanno commentato chiedendo se tutto questo avesse un senso. L’obiettivo dichiarato di Sony è quello di portare gli utenti di macchine compatte verso qualcosa che si avvicina di molto al mondo reflex. Da questo punto di vista, parlo a titolo personale, mi sembra ci sia tutto: design, colori, compattezza e una facilità d’uso che rende il mondo della fotografia fruibile da tutti, immediatamente. C’è da dire che in questo senso, gli effetti di sfocatura ottenibili con il movimento della ghiera, rendono tutto molto semplice ed intuitivo, senza per altro dover conoscere nulla di fotografia. Come dicevo all’inizio, quello che colpisce è la compattezza: con l’obiettivo pancake la macchina sta comoda nella tasca di una giacca, in una borsetta o in uno zaino. Lasciamo perdere le tasche dei pantaloni, pena sedersi su un oggetto di valore.

Parliamo allora dei prezzi. La NEX-5 sarà disponibile da Giugno (NEX-3 da Luglio) in kit con pancake 16 mm a 630 euro oppure con il 18-55 a 680 euro. I prezzi scendono rispettivamente a 530/580 euro per la NEX-3. Per quanto riguarda il prezzo del 18-200 mm, l’unico non compreso nei kit, si parla di 800 euro.

Riportiamo a puro titolo di esempio qualche scatto fatto con la NEX-5, utilizzando le varie funzionalità, tra le quali Sweep Panorama, Anti Motion Blur e Auto HDR. Nel valutarle, oltre ad un po’ di clemenza per il sottoscritto, considerate la compressione usata per caricare la nostra gallery. Allo stesso modo qui sotto trovate un breve filmato in AVCHD, caricato su DailyMotion. Per i più curiosi il file video originale è di soli 54 mb e si può scaricare da Drop.io

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Fonte Google News

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griso888 benvenuto su Sony Alpha Community

venerdì, 16 aprile 2010
listen it it griso888 benvenuto su Sony Alpha Community

Benvenuto griso888,
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griso888 si è registrato il: Apr 16 2010, 08:09 PM | Profilo: http://www.domiad.it/forum/griso888-m9611.html

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La Fotografia Umanitaria: Raffaella Milandri a favore della ILO 169

martedì, 22 settembre 2009
listen it it La Fotografia Umanitaria: Raffaella Milandri a favore della ILO 169

La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri al rientro dalla sua spedizione in solitaria in Botswana annuncia: “Il mio progetto immediato è mettere il mio operato e le mie opere al servizio di cause umanitarie. La Fotografia Umanitaria è uno strumento importantissimo per aiutare chi soffre. E’ uno specchio vivido e tangibile sulla realtà, senza trucchi o mistificazioni. E le potenzialità di sensibilizzazione e di aiuto concreto a chi ne ha bisogno sono tantissime, attraverso i media, mostre, proiezioni, aste di beneficenza, e collaborazioni con le ONG ( ndr Organizzazione Non Governativa, è una organizzazione indipendente dai governi e dalle loro politiche. Generalmente si tratta di organizzazioni non aventi fini di lucro che ottengono una parte significativa dei loro introiti da donazioni.)”
Chiediamo alla fotografa : come è nato per Lei il concetto di Fotografia Umanitaria?
Dice la Milandri, già autrice di una mostra sul lavoro minorile in India e di una mostra con asta di beneficenza a favore di un centro per anziani senzatetto del Nepal :
“ E’ stato un percorso personale che ha amalgamato diversi ingredienti. Passione per la fotografia e per il viaggio in solitaria. Attenzione estrema per i Paesi in sofferenza e in via di sviluppo, le culture in pericolo, i diritti umani violati. Curiosità innata, spirito di osservazione e capacità di adattamento alle situazioni estreme. Ho viaggiato scomodamente, ho scattato foto in condizioni difficili, ho mangiato spartanamente , ho dormito in modesti alloggi -ma sempre col sorriso -mischiandomi fra la gente, adeguandomi ad un diverso stile di vita e ad una diversa mentalità, assorbendo come una spugna costumi , atteggiamenti e sentimenti. Essere donna, pur se con molti rischi, mi ha fatto accettare e giudicare inoffensiva”
Continua la Milandri:
“Ho raccolto foto discrete, belle, bellissime. Ma sempre e soprattutto testimonianze.
Bambini al lavoro; donne in condizioni di sfruttamento e disagio; popolazioni indigene umiliate ed in pericolo; violenze ed ingiustizie. E’ così che approdo alla fotografia umanitaria. Ho raccolto in giro per il mondo un mare di sofferenza, ora il mio animo è greve di tanto dolore e ansioso di agire”
Come pensa di mettere in pratica i suoi programmi, e a chi darà la priorità negli aiuti?
“Prima di tutto sono disponibile per ONG e associazioni non profit, come dicevo, con il mio operato e le mie opere; poi ho focalizzato i primi due obiettivi precisi , per i quali agirò attraverso i media e una mostra fotografica. Il primo obiettivo è sostenere e promuovere la ratifica dell’Italia alla ILO 169, una convenzione internazionale a favore dei diritti dei popoli indigeni e tribali. Allo scopo ho anche già formato un gruppo su Facebook, stiamo inviando lettere di sollecito al Ministro Frattini.Siamo già in diverse centinaia. Il link è http://apps.facebook.com/causes/355059?m=cc366e79 ”
LA ILO E LA ILO 169.
La ILO , Organizzazione Internazionale del Lavoro(International Labour Organization) è l’ agenzia delle Nazioni Unite, con sede a Ginevra, che si occupa di promuovere il lavoro, in condizioni di pace, libertà, uguaglianza, sicurezza e dignità; gli Stati membri sono 179 , promuove i diritti dei lavoratori ed è responsabile dell’attuazione delle norme internazionali del lavoro, promuovendo pace, prosperità e progresso. L’Italia è stato membro e dal 1919 ha ratificato 111 Convenzioni internazionali. Ma non ancora la ILO 169. La ILO 169 mette per iscritto i diritti fondamentali dei popoli indigeni e “tribali” e si occupa di questioni d’importanza vitale :
garanzia dei diritti umani e delle libertà fondamentali; il diritto all’identità culturale e alle tradizioni comunitarie ;
il diritto alla partecipazione dei popoli interessati alle decisioni che li riguardano;
l’uguaglianza di fronte all’amministrazione ed alla giustizia;
il diritto alla terra ed alle risorse , all’occupazione ed a condizioni di lavoro adeguate .
I popoli che tuttoggi aspirano ad uguaglianza e a diritti sono : gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, i boscimani del Kalahari, gli Innu canadesi e tanti tanti altri(per non parlare della scottante situazione tibetana).
L’Italia nel 2000 ha rifiutato di aderire alla ILO 169 come la Germania, dicendo che non ha popoli indigeni che vivono nel Paese .
Riprende la Milandri: “Ma è molto importante che anche l’Italia, pur se non direttamente coinvolta, ratifichi la ILO 169 in quanto trattato universale a garanzia dei diritti delle popolazioni indigene. E’ una adesione doverosa e rispettosa dei diritti umani. Queste popolazioni hanno subito già stermini, abusi, privazioni, esili. Ora sono spesso tragicamente minati da alcol, AIDS, suicidi. Stanno perdendo la loro identità e hanno pieno diritto, dopo che le loro terre sono state usurpate per petrolio, oro, diamanti, uranio, legname, a recuperare la loro dignità e a mantenere le loro tradizioni, fortemente legate alla terra
ancestrale.”
Aggiunge la Milandri: “Non voglio che questi popoli e le loro tradizioni rimangano solo nei documentari o nei film. E’ sacrosanto fermare e combattere l’estinzione di popoli, culture, tradizioni.”
Sensibilizzare il Governo per la ratifica alla ILO 169, dunque, è il primo obiettivo.
E il secondo?
“ Ho avuto modo di appurare di persona il problema dei boscimani del Kalahari. E’ una questione ampia e complessa, ma l’urgenza ora è far aprire i pozzi d’acqua per quei villaggi isolati all’interno del Central Game Reserve. I boscimani (Bushmen) hanno vissuto per più di 22.000 anni in quei territori e molti di loro sono stati recentemente allontanati sulla base di programmi governativi di reinsediamento.
L’urgenza è far riaprire i pozzi per coloro che tuttora vi abitano, e poi permettere, a tutti coloro che vogliono, di ritornarvi. Vi è un tesoro di tradizioni e cultura in questo popolo, e va preservato: ma senza l’acqua non si vive. ”

3e47e6853321c901776bd675bbf3afd8 La Fotografia Umanitaria: Raffaella Milandri a favore della ILO 169

La mano di Raffaella Milandri e di una donna boscimane

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I paesaggi oscuri di Whitney Hubbs

sabato, 10 gennaio 2009
listen it it I paesaggi oscuri di Whitney Hubbs

58fa71c01eee8b40aec5acf9c5f8680d I paesaggi oscuri di Whitney Hubbs

La fotografia in bianco e nero e il paesaggio letto come se fosse un luogo oscuro e anche un po’ ostile, sono alcuni degli elementi che accomunano lo stile di questa fotografa.

L’americana Whitney Hubbs ci propone fotografie in prevalenza in bianco e nero di paesaggi naturali poco invitanti. Nei suoi scatti la natura sembra prendere una forma inquietante, dove l’uomo è una presenza scomoda, fuori luogo.

Queste sensazioni sono fortificate e plasmate dall’utilizzo di pellicole in bianco e nero, le quali drammatizzano e sottolineano questi effetti.

La notte è un altro elemento comune in molte immagini, il quale viene “svelato” grazie a un flash che proietta una luce violenta e molto forte, la quale rende artificiosa ed enigmatica ogni cosa che illumina.

Anche dove si intravede o si nota palesemente la presenza umana, non si può parlare di una pacifica convivenza tra uomo e natura. Le serie che più mi hanno suggerito queste sensazioni sono “between erosion and rupture” e “portraits”.

 I paesaggi oscuri di Whitney Hubbs

 I paesaggi oscuri di Whitney Hubbs  I paesaggi oscuri di Whitney Hubbs

 I paesaggi oscuri di Whitney Hubbs

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Pentax K20D, la reflex digitale “alternativa” – www.fotoup.net

venerdì, 28 novembre 2008
listen it it Pentax K20D, la reflex digitale alternativa    www.fotoup.net

Pentax ha avuto un ruolo di primo piano nella fotografia analogica – da Pentax sono arrivati, tanto per citare due nomi, l’attacco a baionetta K (il primo “universale” di massa) e la reflex ME Super su cui si sono formati decine di migliaia di fotoamatori italiani – ma dopo l’avvento della fotografia digitale le cose sono andate diversamente, per colpa di qualche modello non proprio azzeccato e di qualche vicissitudine societaria. C’è voluta la presentazione della K10D, un paio d’anni fa, per riportare Pentax tra i produttori di reflex convincenti di fascia medio-alta, pur dovendo ammettere che oggi Pentax è una scelta in qualche modo alternativa rispetto a Canon, Nikon e anche Sony.
La K20D oggetto della nostra prova è l’erede diretta di quella fotocamera: in sintesi ne mantiene l’impostazione di fondo, aggiornandola all’evoluzione tecnologica del settore (soprattutto con un sensore da 14,6 Megapixel), con le sue qualità e anche i suoi difetti.
Ma procediamo con ordine, ricordando che come al solito la nostra prova è più che altro una descrizione di come ci si trova con la fotocamera, non un test numerico-prestazionale.

Corpo e comandi principali

Il corpo macchina e l’ergonomia della K20D sono buoni. Il corpo è compatto e solido, senza pesare troppo, e soprattutto è tropicalizzato contro le infiltrazioni di acqua e polvere. Cade bene in mano, anche se chi ha le dita lunghe potrebbe trovarsele un po’ “oltre” i comandi principali. Chi ama le reflex con pochi comandi non apprezzerà la K20D: abbiamo contato ventitre tra ghiere e pulsanti, di cui ben quattordici sul dorso macchina. Non è necessariamente uno svantaggio: in questo modo quasi tutte le funzioni sono raggiungibili con un solo comando, basta imparare a districarsi tra i comandi. E di funzioni, come vedremo, la reflex Pentax ne offre davvero molte.
Segnaliamo la presenza, gradita, del display LCD monocromatico sul lato superiore della macchina. Una nota di merito va anche all’obiettivo standard in dotazione (lo zoom Pentax DA 18-55mm AL II f/3,5-5,6): è solido e ben costruito, con una ormai rara ghiera “vera” per la messa a fuoco manuale e addirittura la scala delle distanze.
La K20D ha due ghiere per impostare tempi e diaframmi: l’anteriore per i tempi e la posteriore per i diaframmi. Purtroppo la ghiera posteriore è un po’ scomoda (sarebbe stato meglio averla allineata all’anteriore) e non è immediato dover usare una ghiera quando si è in una priorità e l’altra quando si cambia modo di esposizione. Qui la K20D fa valere le sue ampie possibilità di personalizzazione: per ciascuna modalità di scatto è possibile definire cosa devono comandare le due ghiere. Per maggiore chiarezza, ogni volta che si cambia modalità di esposizione sullo schermo LCD posteriore appare una spiegazione delle funzioni dei principali tasti e ghiere.

Le funzioni
La K20D ha le modalità di esposizione classiche (automatica, programmata, manuale, priorità di tempi o diaframmi) accompagnate da due più originali: la priorità di tempi e diaframmi (si seleziona una coppia tempo/diaframma e la sensibilità del sensore varia di conseguenza) e la priorità di sensibilità (si impostano gli ISO equivalenti). La modalità programmata è personalizzabile scegliendo una tra le quatto linee di programma disponibili: normale, che privilegia i tempi rapidi, che privilegia la profondità di campo, che punta sulla resa dell’obiettivo (sceglie l’apertura ideale per la lente montata, se riconosciuta).
Ciò che colpisce davvero della K20D è la ricchezza delle funzioni a bordo: praticamente tutto è personalizzabile prima dello scatto, e in particolare la sezione del bilanciamento del bianco permette di sbizzarirsi modificando ampiamente le configurazioni predefinite o impostando manualmente il bilanciamento ideale. Lo stesso vale per i sei profili di esposizione predefiniti, di cui possiamo cambiare saturazione, tonalità, contrasto e nitidezza.
Dopo lo scatto, la K20D offre a bordo molte possibilità di elaborazione grafica creativa (conversione in bianconero o seppia, simulazione di sei filtri colorati, estrazione di un colore, filtro soft, conversione della foto in un disegno al tratto, HDR simulata, variazione della luminosità, allargamento o restringimento dell’immagine) e anche la conversione da Raw a Jpeg.
Troppo “giocoso”? Può darsi, ma crediamo che a molti fotoamatori queste funzioni facciano comodo, mentre gli altri potranno tranquillamente ignorarle.
Tra le funzioni inseriamo anche lo stabilizzatore d’immagine collegato al sensore. La diatriba tra chi preferisce questa soluzione e chi invece lo stabilizzatore ottico nell’obiettivo è irrisolvibile (ogni approccio ha i suoi pro e i suoi contro), qui ci limitiamo a dire che nel caso della K20D il sistema effettivamente garantisce i 2,5-3 stop promessi rispetto al tempo di scatto teorico (l’inverso della lunghezza focale dell’obiettivo), a parità di diaframma.
Non manca, come vogliono la moda e il marketing, il Live View. L’implementazione è buona ma non delle più utili: il display LCD posteriore non è orientabile e la messa a fuoco in Live View avviene riabbassando lo specchio per un istante.

Come va
Nelle nostre prove la K20D si è ben comportata. La valutazione esposimetrica in modalità multisegmento – le altre possibili sono media pesata al centro e spot – tende un po’ a sottoesporre, ma questo nel digitale è un approccio corretto: i dettagli in ombra si recuperano in postproduzione molto più facilmente di quelli nelle alteluci. Non è una macchina da foto sportive: l’autofocus a 11 punti è buono ma non velocissimo, la cadenza di scatto di tre fotogrammi al secondo è insufficiente.
Il sensore, sviluppato con Samsung, produce immagini Jpeg fortunatamente non troppo morbide, anche se per trarre il massimo dalla K20D ci sembra decisamente indicato scattare in formato Raw. Questo anche per controbilanciare il vero difetto del sensore, che è la generazione alle alte sensibilità di rumore piuttosto visibile: fino a 800 ISO equivalenti non ci sono problemi, consideriamo utilizzabili anche le foto scattate ai 1.600 ISO, ma i 3.200 e i 6.400 sono davvero impostazioni di emergenza. Apprezziamo comuque il fatto che Pentax abbia impostato per default come inattiva la riduzione del rumore per gli alti ISO e dia a noi il compito di scegliere se attivarla o meno, su tre livelli di intensità. In questo modo chi sa lavorare in postproduzione può usare gli scatti grezzi, gli altri accetteranno immagini meno rumorose ma anche meno dettagliate.
Il bilanciamento del bianco automatico porta, in luce artificiale, una dominante fastidiosa che va corretta in postproduzione o effettuando una calibrazione manuale durante gli scatti. E’ giusto dire che questo accade con quasi tutte le reflex digitali, salvo rare eccezioni.
Sintetizzando, la Pentax K20D è una reflex solida e affidabile, che piacerà certamente ai fotografi generalisti che amano sperimentare con la propria fotocamera e sfruttarne le possibilità di configurazione. Crediamo che solo “smanettando” un po’ tra i vari menu si riesca a trarre il massimo dalla K20D, la quale resta invece un po’ anonima se usata in modo punta-e-scatta automatico. Gioca a favore della K20D anche la possibilità di montare, con qualche limite negli automatismi, quasi tutti gli obiettivi con innesto a baionetta K e derivati (KA e KAF). I vecchi utenti Pentax apprezzeranno il fatto di poter tutelare il proprio parco ottiche.
Non consigliamo invece la K20D a chi faccia foto sportiva o a chi usi spesso alte sensibilità ISO, dato il sensore un po’ rumoroso rispetto alla media delle reflex con ambizioni semiprofessionali.

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Un Nuovo Mondo virtuale vi aspetta: Vivaty!

domenica, 19 ottobre 2008
listen it it Un Nuovo Mondo virtuale vi aspetta: Vivaty!

4b1c888bd96af884da6779a7ab8a9b38 Un Nuovo Mondo virtuale vi aspetta: Vivaty!Un mondo virtuale è alle porte, prima Second Life, ora tocca a Vivaty, che a differenza di Second Life funziona direttamente dal vostro Browser (IE, Firefox…) senza il bisogno di installare altri applicativie e a tutta velocità per immegervi in un mondo virtuale, nel vostro mondo virtuale che andrete a creare e a condividere con i vostri amici o con un vostro gruppo su FaceBook o su Flikr. Ai primi di luglio è stata lanciata la beta pubblica di Vivaty Scenes ( http://www.vivaty.com ) che integra ambienti come AIM e FaceBook consentendo di vivere un’esperienza immersiva nella tecnologia 3D direttamente dal vostro browser, Ciascuno può arricchire il proprio mondo virtuale inserendo per esempiop video presenti su YouTube o le immagini su Flikr e FaceBook, oggetti di qualunque tipo, organizzare meeting e incontri virtuali, una mostra fotografica virtuale dentro il vostro ambiente creato ad-hoc, o magari invitare qualche vostro amico a prendersi una birra comodamente seduto sul vostro divano virtuale e visionare un vostro album fotografico su Flikr… insomma la fantasia qui ha perso ogni limite, l’unico limite ora rimane la vostra immaginazione, attualmente Vivaty e in versione beta e in lingua inglese, ma potrete già sbizarrirvi e iniziare a capire come funziona tutto, cosicchè al momento del rilascio della versione definitiva e in lingua italiana sarete pronti per entrare definitivamente in un mondo virtuale totalmente personalizzabile, non una Seconda Vita… ma una Vivaty!!!

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Sony Alpha Community si impegnerà a creare un mondo virtuale dive incontrarsi virtualmente…. State Sintonizzati…..

Voi che avete un account su FaceBook potrete entrare in questo nuovo mondo da qui: http://apps.facebook.com/vivatybeta/

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Sony Alpha A350, la recensione di Imaging Resource – www.clickblog.it

mercoledì, 21 maggio 2008
listen it it Sony Alpha A350, la recensione di Imaging Resource   www.clickblog.it

pubblicato: lunedì 19 maggio 2008 da Andrea Francesco in: Fotocamere Sony

b548541acc89ce979b0b02f0f35404d9 Sony Alpha A350, la recensione di Imaging Resource   www.clickblog.it

Dopo una recensione della Sony Alpha A300, ve ne riportiamo oggi una della sua sorella maggiore, la
Sony Alpha A350, scritta da Imaging Resource.

Introdotta al PMA 2008, la nuova DSLR della compagnia giapponese ha un sensore da 14.2 megapixel che la differenzia con la A300. Tra le altre caratteristiche di rilievo c’è uno schermo reclinabile con funzione Live View (potete vederlo bene nella gallery) e auto-focus preciso anche tramite l’LCD, che la differenziano notevolmente dalle altre entry level, comprese la D60 di Nikon e la 450d di Canon.

Il CCD della A350 ha il maggior numero di megapixel nel suo segmento: la A300, la A200, la Nikon D60 hanno 10.2 megapixel, la Canon 450d ne ha 12.2. Responsabile della riduzione dell’inevitabile rumore è il processore BIONZ, vero cervello della fotocamera che sembra funzionare piuttosto bene anche nelle alte sensibilità.

3012af71482b81dde215edc64609f77f Sony Alpha A350, la recensione di Imaging Resource   www.clickblog.it8e338d3cf28d11c1382f33cdf711ebc2 Sony Alpha A350, la recensione di Imaging Resource   www.clickblog.it472e99fdc5d8606849e434b92337647e Sony Alpha A350, la recensione di Imaging Resource   www.clickblog.it

Mentre sono numerosi i punti a favore quando si tratta delle novità (dalla veloce messa a fuoco automatica allo stabilizzatore in macchina, dallo schermo LCD orientabile alla pulizia automatica del sensore, alle performance generali dell’obiettivo del kit), purtroppo il confronto con le concorrenti diventa impietoso quando si tratta di altre caratteristiche.

Uno su tutti il mirino, che pur coprendo il 95% ha un ingrandimento dello 0.75x, con un effetto tunnel nella visione, causato dalle modifiche tecniche necessarie a permettere una buona visione nel Live View. Gli scatti al secondo, poi, sono 2.5 (e si riducono a 2 nel Live View), contro i 3.5 della Canon 450d. La riduzione del rumore, inoltre, pur essendo buona non sembra all’altezza di quella di altre DSLR. Infine risulta alquanto scomoda l’attaccatura proprietaria per il flash, che rende necessario l’uso di un adattatore con i flash comuni e gli accessori.

Dalla recensione di Imaging Resource traspare un certo entusiasmo per la maneggevolezza e la comodità d’uso di questa DSLR, anche se non sono in pochi a chiedersi se la Sony abbia fatto una scelta giusta nel presentare un secondo modello, diverso dalla A300 per il sensore con più megapixel ma anche per la minore velocità di scatto, il che certo non gioca a suo favore. Sarà il mercato a decidere…

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Recensione in italiano della Sony Alpha 700

lunedì, 21 aprile 2008
listen it it Recensione in italiano della Sony Alpha 700

pubblicato: da Marco Bellucci in: Fotocamere Sony

8c992c51f05b47eaafbacd553e604b12 Recensione in italiano della Sony Alpha 700

Vi segnaliamo la recensione della reflex d’alta gamma Sony Alpha 700 che Roberto Colombo ha effettuato per Hardware Upgrade.

Dopo la calma seguita al lancio della sua prima reflex, la Alpha 100, Sony sembra aver dato fuoco alle polveri nel segmento delle fotocamere a pentaprisma. L’arrivo della Alpha 700 a settembre è stato seguito dalla recente presentazione della Alpha 200 e delle Alpha 300 e 350, tutte e tre dedicate al segmento entry-level. Inoltre A Las Vegas si è avuta la conferma ufficiale che l’ammiraglia di casa Sony, che potrebbe chiamarsi Alpha 900, arriverà entro la fine dell’anno a sfidare i marchi giapponesi più blasonati nel segmento Pro.

La recensione si conclude con un verdetto più che positivo, a parte qualche difettuccio tutto sommato marginale come una scomoda gestione delle schede di memoria. La Sony Alpha 700, in kit con il 18-70, è in vendita ad un prezzo che si aggira intorno ai 1300 euro.

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Sony Cyber-shot DSC-W300

lunedì, 21 aprile 2008
listen it it Sony Cyber shot DSC W300

fonte www.clickblog.it

a5c7ac805fef7fce0c37cfd578edbf0d Sony Cyber shot DSC W300

La collezione di fotocamere Sony si arricchisce in questo periodo con l’introduzione sul mercato della DSC-W300, una macchina punta e scatta per gli amatori più esigenti con un sensore da ben 13,6 Megapixel. Dopo aver parlato dell’imminente Cyber-Shot DSC-H50, rivolta ad un pubblico più avanzato, ecco una nuova proposta di Sony orientata ai fotografi dal clic facile.

Il corpo esterno sarà interamente in titanio con una notevole resistenza ai graffi e l’obiettivo sarà ancora una volta firmato Carl Zeiss, con uno zoom di 3x. La sensibilità raggiunge i 6400 ISO e sarà presente lo stabilizzatore ottico Super SteadyShot. Il display LCD, non raggiunge dimensioni esagerate e rimane ancorato sui 2,7 pollici. Non mancano tutta una serie di caratteristiche tipiche di questa fascia di prodotti, come la tecnologia Face Detection e lo Smile Shutter, gradite ai meno esperti, ma poco significative per i più smaliziati. Interessante invece la possibilità di collegare la macchina ai televisori di nuova generazione, grazie alla comoda uscita HD. Disponibile a partire da Maggio, sarà venduta ad un prezzo di 350 dollari.

Via | Engadget.com

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Sony Alpha 700: al via i test di FotoUp

lunedì, 21 aprile 2008
listen it it Sony Alpha 700: al via i test di FotoUp

Sony Alpha 700: al via i test di FotoUp
Sony A700: le foto dei primi test
Sony Alpha 700: online i test ISO

604 Sony Alpha 700: al via i test di FotoUpDa qualche settimana è arrivato in redazione un corpo macchina Sony Alpha 700 da mettere alla prova per capirne pregi e difetti. In attesa della pubblicazione del test definitivo, comincia quella delle news che vi danno il polso in “tempo reale” dell’andamento delle prove della macchina.

Per valutare la Sony Alpha 700, oltre alla redazione di FotoUp e al consueto staff di fotografi professionisti, abbiamo coinvolto anche un “utente” Sony nonché autore di Witness Journal, Davide Dolcini. Con il suo aiuto “di parte”, in una sorta di “rimbalzo di linea” per mezzo di news, cercheremo di valutare al meglio pro e contro di una macchina su cui l’azienda giapponese conta molto per cominciare la scalata al mercato reflex di fascia prosumer e professionale.

Prime impressioni

L’Alpha 700, almeno da un punto di vista fisico, non è per noi né una sorpresa, né una novità. Infatti, avevamo visto la nuova reflex già ad Aprile scorso in occasione della Sony Experience 2007 a Rodi, anche se all’epoca si trattava di un mokup non funzionante e, a settembre scorso, nel corso di un evento per la stampa tenutosi sulle rive del lago maggiore, dove invece avevamo potuto mettere le mani su dei campioni pre-produzione funzionanti.

609 Sony Alpha 700: al via i test di FotoUpPer questo, ma anche in funzione della scelta di Sony di non stravolgere il progetto originale Minolta, da cui l’Alpha 700 deriva, la nuova reflex offre un corpo macchina “classico” nel suo genere, ossia che almeno nelle funzioni principali ricorda da vicino sia le ultime Dynax, sia l’Alpha 100.

In tal senso, dunque, il giudizio non varia, né in positivo, né in negativo. La disposizione dei comandi è piuttosto logica anche se non sempre coerente nelle scelte. Oltre a una serie di pulsanti, la macchina si regola attraverso 4 dispositivi principali: il pulsante Menu che permette di variare tutte le impostazioni tramite il display posteriore, un jog dial multi funzione che svolge soprattutto compiti di navigazione, e le due rotelline poste, una sul retro e una frontalmente, che invece servono a regolare tempi di esposizione e apertura del diaframma in modalità manuale.

(continua…)

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