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L’ultimo multireportage per i diritti umani di Raffaella Milandri: “Come testimone, io sono responsabile di verità che non vanno taciute”

lunedì, 25 ottobre 2010
listen it it Lultimo multireportage per i diritti umani di Raffaella Milandri: Come testimone, io sono responsabile di verità che non vanno taciute

Si preannuncia un evento molto seguito il multireportage-conferenza “Scomode verità: solidarietà e riflessione sui popoli indigeni”, di Raffaella Milandri, che si terrà ad Ascoli Piceno il 31 ottobre.
“E’ un incredibile viaggio che tocca vari popoli indigeni e feroci discriminazioni dei diritti umani
nonchè veri e propri genocidi. Per chi partecipa sarà come essere testimone oculare delle mie esperienze in solitaria ” dice la Milandri

Questo incontro con la fotografa umanitaria e attivista per i diritti umani dei popoli indigeni
Raffaella Milandri è una piccola rassegna di scomode verità raccolte durante i suoi viaggi in solitaria nelle realtà tribali. Foto, filmati e interviste denunciano situazioni che sono state riportate anche al Commissariato per l’eliminazione delle Discriminazioni Razziali dell’ONU.

Attraverso mezzi di comunicazione e social network la Milandri lancia appelli, raccoglie firme e missive di denuncia da inviare a Presidenti e Ministri di diverse nazioni, tra cui anche Sonia Gandhi.

L’appuntamento, organizzato dal Lions Club Ascoli Piceno Urbs Turrita e in particolare dal Presidente Marisa Cozza.è per il 31 ottobre 2010 ore 17,30 ad Ascoli Piceno, alla Sala Docens in Piazza Roma 6, nell’ occasione vi sarà la cerimonia per il conferimento della borsa di Studio “Simona Orlini”.

Dagli indiani d’America, agli aborigeni australiani, agli indios amazzonici, ai boscimani del Kalahari, agli adivasi dell’India e tante altre etnie, questi popoli indigeni sono fratelli nel condividere una storia tragicamente simile.

Culture antiche, radicate alle loro terre ancestrali, tradizioni e linguaggi unici patrimonio dell’Umanità. Ogniqualvolta in queste terre, tutt’oggi, viene trovato un giacimento minerario-oro, diamanti, bauxite, carbone- o una risorsa da sfruttare-petrolio, foreste- incomincia la distruzione, la cancellazione, la persecuzione per questi popoli , in nome del “Progresso” .

Durante questo multireportage, tra gli altri popoli, si parlerà in particolare dei boscimani del Kalahari, allontanati con la forza dalle loro terre a causa di miniere di diamanti che, sulla base di un comunicato di ottobre 2010, hanno fatto registrare un surplus di 22 milioni di euro nelle casse del Botswana. ” I boscimani rischiano l’estinzione, gli interessi in gioco sono troppo rilevanti” dice la Milandri e aggiunge: “Questo multireportage sarà in programmazione in alcune città italiane e sono disponibile a ulteriori divulgazioni presso scuole e associazioni: come testimone, io sono responsabile di verità che non vanno taciute”

“Solo l’informazione può salvarci” questo è il messaggio semplice e incisivo di Kumti Majhi, un leader tribale dell’Orissa , che è contenuto in un appello divulgato dalla fotografa .

raffaella milandri 266x400 Lultimo multireportage per i diritti umani di Raffaella Milandri: Come testimone, io sono responsabile di verità che non vanno taciuteIMG 8924BNlow 307x400 Lultimo multireportage per i diritti umani di Raffaella Milandri: Come testimone, io sono responsabile di verità che non vanno taciute

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15.10.10 – Dove dormono i bambini

venerdì, 15 ottobre 2010
listen it it 15.10.10   Dove dormono i bambini
«Sono foto bellissime che mi hanno commosso e lasciato senza fiato.»
Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti

76d6d 3795 15.10.10   Dove dormono i bambiniJames Mollison durante i suoi viaggi ha fotografato le camerette di 56 bambini provenienti da 24 paesi di tutto il mondo: dagli Stati Uniti al Messico, dal Brasile alla Gran Bretagna, dall’Italia al Giappone all’India. Il risultato è un volume intenso e commovente che nella sua semplice e diretta testimonianza ci aiuta a riflettere sulle differenze sociali. E a fare di tutto per abbatterle.

Sfogliando questo volume – edito da Contrasto – si fa il giro del mondo, a ogni pagina si entra in una stanza da letto differente, si incontra il suo piccolo proprietario e si scopre la sua giovane vita. Ogni storia racconta una vita diversa: un modo di essere bambino oggi che cambia da luogo a luogo, con tutti i problemi, i dubbi e le contraddizioni sociali che l’infanzia vive nel nostro tempo.

La piccola Kaya, di Tokyo, ha l’armadio pieno di centinaia di vestiti colortissimi che la madre cuce per lei; Bilal, pastore beduino della Cisgiordania, dorme all’aperto con il gregge di capre del padre; Indira, in Nepal, lavora in una cava di granito da quando ha tre anni mentre Ahkôhxet, piccolo indio Kraho, dorme sul pavimento di una capanna nel cuore della foresta amazzonica.

“Questo lavoro rappresenta un modo per riflettere sulla povertà, sul benessere economico, su come i bambini si relazionino agli oggetti della loro vita quotidiana e sul loro potere – o mancanza di questo – nel prendere decisioni riguardo alle loro vite. Questo libro raccoglie il frutto di una serie di incontri casuali e fortunati, realizzati in tutto il mondo durante i miei frequenti viaggi di lavoro come fotografo. Il mio percorso professionale e umano, la curiosità e la voglia di fermarsi a riperdere le immagini e le parole che mi sono sembrate toccanti e che mi hanno commosso: ecco il vero e unico motore di questo volume.“
James Mollison Venezia, Maggio 2010

James Mollison è nato in Kenya nel 1973 e cresciuto in Inghilterra. Dopo aver studiato Arte e Design alla Oxford Brookes University, e poi cinema e fotogra?a alla Newport School of Art and Design, si trasferisce in Italia a lavorare nel laboratorio creativo di Benetton, Fabrica. Collabora con numerose riviste tra cui: New York Times Magazine, The Guardian, The Paris Review, The New Yorker e Le Monde. Il suo ultimo libro Disciples è stato pubblicato nell'ottobre 2008, dopo la prima mostra alla Hasted Hunt Gallery di New York. Nel 2007 ha pubblicato The Memory of Pablo Escobar, la straordinaria storia del “più ricco e violento gangster della storia” raccontata attraverso centinaia di fotogra?e. Un seguito originale all’incredibile lavoro sulle grandi scimmie, ampiamente documentato da una mostra al Natural History Museum di Londra, e dal libro James e altri simili (Contrasto, 2004). Mollison vive a Venezia con la moglie.

Fonte Google News

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Video: Women Are Heroes di JR a Parigi: work in progress lungo le rive della Senna

mercoledì, 13 ottobre 2010
listen it it Video: Women Are Heroes di JR a Parigi: work in progress lungo le rive della Senna

ff569 video folder Video: Women Are Heroes di JR a Parigi: work in progress lungo le rive della Senna
Nome: Women Are Heroes di JR a Parigi: work in progress lungo le rive della Senna
Categoria: Di tutto di Più
Descrizione: Dopo aver incontrato lo sguardo di tante donne coraggiose fotografate da JR ed esposte su pareti, tetti, città di baracche e treni in movimento, dal Brasile alla Liberia, dalla Sierra Leone alla Cambogia, dall’India all’Europa … continuiamo a seguire il viaggio itinerante delle immagini che hanno varcato confini, superato barriere e attraversato continenti.

Clicca qui per visualizzare il Video

Fonte Google News

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13.10.10 – FOFU Phot’art, IV edizione

mercoledì, 13 ottobre 2010
listen it it 13.10.10   FOFU Photart, IV edizione

21a3c 3791 13.10.10   FOFU Photart, IV edizioneFOFU – Phot'art giunge alla sua VI edizione e come ogni anno qualità, ricercatezza e avanguardia si confermano l'obbiettivo principale nell'allestimento della mostra dedicata al mondo della fotografia e del video art.

L'evento da sempre è realizzato dal Foto Club Fucecchio in collaborazione con il Comune di Fucecchio. Il suggestivo scenario medievale del Parco Corsini farà da cornice all'edizione 2010, caratterizzata da molteplici eventi, mostre, incontri con autori, video art e presentazione libri.

Quest'ultima rappresenta una novità di questa edizione; la partnership culturale con la casa editrice Postcart ha dato vita ad uno spazio dedicato ai libri fotografici dove verrà presentato il volume dal titolo "Protagonisti, Storie di ritratti in bianco e nero" di Sandro Becchetti. L'autore oltre a intervenire eccezionalmente alla presentazione del libro presso la Fondazione Montanelli Bassi il 30 ottobre, sarà anche il protagonista di una esposizione a lui dedicata in cui saranno allestite parte delle opere presenti nel suo volume.

Sandro Becchetti, fotoreporter romano degli anni sessanta, con la sua piccola Leica ha compiuto un viaggio attraverso la storia della cultura e dello spettacolo degli ultimi decenni, fermando sguardi, movimenti, ambientazioni, tracce della vita complessa e unica di quei testimoni speciali diventati protagonisti della nostra epoca.

La mostra di Becchetti, che occuperà la sala centrale, ritrae personaggi celebri tra cui Federico Fellini, Alfred Hitchcock, Francois Truffaut, Pier Paolo Pasolini, Dustin Hoffman ritrae quindi uno dei periodi più significativi della nostra storia. Tuttavia, come dice l'autore, "un click non condenserà mai una vita e spesso (salvo rare eccezioni) i segni di una faccia dissimulano più che rivelare".

Oltre a Sandro Becchetti saranno presenti, come di consueto, un'accurata selezione di artisti nazionali e internazionali affermati nel panorama delle arti visive per un totale di sette mostre. Tra gli autori italiani: Gianluca Giannone parteciperà con "Mirrored" World", una serie di scatti appositamente creati per sottolineare l'artificialità della simmetria, un concetto frutto della mente umana che non appartiene al mondo della natura.

Il duo di fotografi Giuliana di Giulio e Simone Giuntoli, presenteranno una accurata ricerca sulla Russia intitolata "Libertà, uno spazio libero", dittici di immagini dove manifesti e slogan propagandistici della vecchia Unione Sovietica, affiancano scorci della Russia attuale, suggerendo un collegamento tra passato e presente ancora vivo.

"Personal Fetish"
di Stefano Parrini, un percorso intimista ed estremamente evocativo realizzato con Polaroid che fissano su pellicola i feticci sopravvissuti al tempo nella casa natia dell'autore. Un manichino, un chiodo sul muro, banconote indiane, tutto appuntato con la spillatrice; quasi che la fotografia non bastasse a fermare il passato.

Jeff Hutchens
con il reportage "China, Dreamt" ridisegna una Cina sognante, fatta di ritmi lenti e atmosfere oniriche lontane dalla rappresentazione frenetica e affollata presente nel nostro immaginario collettivo.

Ancora in Asia con "Tokyo Fish" dello svizzero Marc Latzel, un viaggio attraverso il pesce dei supermercati giapponesi oggettosimbolo della cucina nipponica: coloratissima, accurata e multiforme; confezioni pronte all'uso, impacchettate in cellophane in atmosfera sterile, metafora del consumismo e di stili di vita sempre più frenetici.

La sezione video-space, sarà allestita in una saletta dedicata, dove verranno proiettati ininterrottamente video fotografici; musica e centinaia di immagini si combineranno in una linea continua, dando vita ad una sorta di film rudimentale.

Tra i video i lavori di Debora Vrizzi, Jorge Leporace, Interferenza Costante, Werther Germondari, Gruppo Mignon, Antonio Marazita, Stefano Valori.

FOFU – Phot'art
Dal 16 ottobre al 7 novembre 2010
Parco Corsini, Fucecchio (FI)

Orari: dal mercoledì al venerdì 21.00 – 24.00
Sabato e Festivi 16.00 – 24.00
Ingresso Libero

Info: 339 8767671 – 0571 20349
www.fofu.it
info@fofu.it

Fonte Google News

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02.10.10 – Witness Journal 35 online

martedì, 5 ottobre 2010
listen it it 02.10.10   Witness Journal 35 online

In questo numero:

 

Hebron
di Luca Sola

Hebron, sud della Cisgiordania. Meno di quaranta chilometri da Gerusalemme. La città che più di altre incarna il conflitto fra israeliani e palestinesi. Vivere ad Hebron significa vivere in prima linea

 

e6183 wj35  03 02.10.10   Witness Journal 35 online

 

 

 

La frontiera elastica
di Alessandro Giulio Midlarz

Il confine tra Haiti e la Repubblica Dominicana è netto solo sulla carta. Da una parte il paese dell’anarchia e della disperazione pre e post terremoto, dall’altra quello delle potenti malìe caraibiche e dei resort per turisti.

 

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I Mondiali a casa
di Stefano Pesarelli

Per la prima volta i Mondiali di calcio del 2010 si sono giocati nel continente africano; mentre in tutto il globo le partite venivano trasmesse su megaschermi e televisori al plasma, l’Africa ha vissuto le partite a modo suo

 

99f78 wj35  05 02.10.10   Witness Journal 35 online

 

 

 

Red Road Flats
di Fabio Diola

I Red Road Flats di Glasgow sono un complesso di 8 palazzi residenziali di circa 30 piani costruiti sul finire degl'anni '60. Oggi sono utilizzati per dare un alloggio ai richiedenti asilo politico, persone fuggite da guerre e atrocità per giungere in Europa e sentirsi possibilmente liberi

 

99f78 wj35 1 02.10.10   Witness Journal 35 online

 

 

Carcere occupato
di Roberto Cadeddu

La storia di un gruppo di operai in cassa integrazione reclusosi volontariamente all'interno del carcere dell'Asinara, per richiamare l'attenzione sulla crisi della Vinyls, azienda del comparto industriale di Porto Torres

 

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Coney Island
di Francesca Tosarelli

Le immagini della nuova Coney Island, risorta dalle proprie ceneri per continuare ad intrattenere la New York che non fa jet set. Fuori dalla “sex and the city” la mela candita della nuova working class

 

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La otra final
di Gianfranco Spatola

Il 25 giugno 1978 a Buenos Aires la nazionale Argentina diventa campione del mondo. Una incredibile festa di popolo nel bel mezzo di una immane tragedia sociale. Il tutto sotto gli occhi del generale Jorge Rafael Videla, uomo forte e riferimento dell’ “Operazione Condor”

 

99f78 wj35  06 02.10.10   Witness Journal 35 online

 

 

 

La cerimonia dell'oppio
fotografie di Giorgio Gori
testo di Franco La Cecla

Nel settimo secolo dopo Cristo, una popolazione guerriera di origine turcomanna, si affacciò nel subcontinente indiano. La civiltà dell'Indo che allora era sotto l'influenza buddista e aveva rinunciato ad avere una casta di guerrieri, assimilò i nuovi venuti mettendoli a difesa dei singoli regni del Nord

 

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Intervista a Filippo Romano

 

Leggi WJ 35 ora

 

 

d2c94 cover35 02.10.10   Witness Journal 35 online

 

 

Leggi WJ 35 ora

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27.09.10 – Street Life con Shobha

lunedì, 27 settembre 2010
listen it it 27.09.10   Street Life con Shobha

Anche quest’anno Mother India ripropone un workshop in India a Saundatti, nello stato del Karnataka, "tutti verso la dea Yallamha". Il workshop è finalizzato allo sviluppo e alla realizzazione di un progetto di reportage nei giorni di luna piena dedicati alla celebrazione della dea Yallamha.

Saundatti è un'antica città-roccaforte che ospita il tempio in cui si onora il culto di Yallamha, antica dea della fertilità. Saundatti, ogni luna piena diventa la meta di migliaia di fedeli, che da ogni parte dell'India, giungono in pellegrinaggio-yatra da tutta l'India, per venerare la Yellamà “ madre di tutti”.

Quest'anno l'ultima luna piena del 2011 cade il 19 Gennaio, un' occasione unica per realizzare un reportage in una città che in quei giorni ricopre e fonde insieme con il colore ocra del tamarindo – pianta della purificazione, spiritualità, devozione e superstizione.

Il workshop si terrà dal 16 al 25 gennaio 2010.

Mother India School propone, inoltre, un altro workshop in Cambogia, dal 15 al 26 febbraio 2010. Un’avventura magnifica che permetterà di condividere con entusiasmo, ancora una volta con una macchina fotografica, esperienze di vita lontane dalla nostra.

MotherIndia School approda in questo "nuovo" paese dell’Indocina con l'intento di fare una conoscenza trasversale della società cambogiana e con l’impegno di mantenere sempre un comportamento di delicato rispetto verso le donne e gli uomini che si andrà ad incontrare e a fotografare.

L'itinerario prevede di attraversare il paese partendo dalla Capitale Phnom Pehn, luogo in cui è stabile la ricca aristocrazia cambogiana e in cui si pianifica la futura crescita del paese nonostante i forti problemi di diseguaglianza sociale. Phnom Pehn, un milione e trecentomila abitanti, conosciuta come la Perla dell’Asia per la sua architettura a metà tra lo stile tradizionale Khmer e il post coloniale francese, è famosa per la cordialità della sua gente che non ostacolerà le necessità fotografiche e sarà felice di aprire le porte di casa.

http://www.motherindiaschool.it/WP/

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Attivista per i diritti umani dei popoli indigeni adottata nella tribù dei Crow: ora è Raffaella Black Eagle, sorella adottiva di Barack Obama

domenica, 12 settembre 2010
listen it it Attivista per i diritti umani dei popoli indigeni adottata nella tribù dei Crow:  ora è Raffaella Black Eagle, sorella adottiva di Barack Obama

Tornata dal suo ultimo viaggio in solitaria e fuoristrada in Montana,
incentrato sulla visita alle riserve indiane,
Raffaella Milandri, fotografa umanitaria e attivista per i diritti umani dei popoli indigeni,
è stata adottata come sorella da Cedric Black Eagle, il Presidente della Nazione della Tribù dei Crow.
Dice la Milandri: “Sono fiera di essere ora  Raffaella Black Eagle.Poichè il padre di Cedric ha adottato Barack Obama,
simbolicamente ora sono sorella anche del  Presidente americano.”
Anche il popolo di Facebook che segue in diretta i suoi viaggi è andato in visibilio.
Qui il link dove, durante la firma del Tribal Law and Order Act, che va a migliorare
il sistema di giustizia nella riserve indiane, il Presidente Obama racconta anche della
sua adozione come Barack Black Eagle.

http://www.youreporter.it/video_STOP_AI_CRIMINI_NELLE_RISERVE_INDIANE_1

Dice la Milandri : “L’adozione da parte dei Crow è stata molto commovente;
è uno dei loro rituali , ma è un privilegio riservato a pochi. Il mio impegno è e
sempre sarà affiancare i Crow, e tutti i popoli indigeni, nella lotta per i diritti umani e per la giustizia.”
La Milandri ha visitato i popoli dei nativi americani
Crow, Blackfeet e Salish e Kootenai, e anche l’ufficio del Governatore del Montana.
Per raccogliere dati e testimonianze sulla situazione dei nativi americani nelle riserve,
oggi. ” Vi sono nelle riserve indiane molte problematiche che si trascinano da decine di anni:
la disoccupazione, che arriva al tasso del 70%, l’alcolismo, e molte terre all’interno delle riserve che
sono state cedute tanti anni fa a non-indiani, creando alle volte un monopolio sfavorevole alle risorse
turistiche e del territorio. I governi tribali stanno cercando di  riacquistare queste terre,
ma ora il prezzo di queste terre che dovrebbero essere loro di diritto è esorbitante” aggiunge la fotografa umanitaria.
In Canada, invece, nelle riserve indiane non è permesso vivere a persone che non siano
membri riconosciuti delle tribù aventi diritto.
Il quotidiano più popolare del Montana, il Great Falls Tribune, ha dedicato alla viaggiatrice solitaria un
articolo speciale. ( visibile anche on line al link http://www.greatfallstribune.com/apps/pbcs.dll/article?AID=20109050308)
In modo del tutto autonomo e a scopo umanitario, la viaggiatrice porta
avanti una campagna di sensibilizzazione e di denuncia e ha avuto
contatti anche con il CERD(Commissariato per l’Eliminazione delle Discriminazioni razziali)
dell’ONU grazie al materiale raccolto.
Dice Raffaella Milandri:
“Sono a chiedere supporto e visibilità per la mia
campagna per i diritti umani dei popoli indigeni.
Sto anche divulgando alcune mie produzioni multimediali
(sui Boscimani del Kalahari e sugli Adivasi dell’Orissa), in modo
gratuito, per poter fare opera di sensibilizzazione. Con raccolta di
testimonianze e di denuncia per discriminazione dei diritti umani.”
Pochi giorni fa, la fotografa ha donato ben 140 sue foto per una iniziativa
internazionale a supporto di Save the Children,
curata dalla associazione Quarta Dimensione.

La Milandri con Lisa Evers dellUfficio degli Affari Indiani del Governatore del Montana 400x266 Attivista per i diritti umani dei popoli indigeni adottata nella tribù dei Crow:  ora è Raffaella Black Eagle, sorella adottiva di Barack Obama

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Popoli indigeni e diritti umani: il caso di Niyamgiri, Orissa, India di Raffaella Milandri

lunedì, 16 agosto 2010
listen it it Popoli indigeni e  diritti umani: il caso di Niyamgiri, Orissa, India di Raffaella Milandri

La storia dei popoli indigeni si ripete, ancora ed ancora.
Sempre si ripete, laddove c’è un popolo indigeno, pacifico, che vive a contatto con la natura,
felice dei prodotti della terra e e di uno stile di vita tradizionale senza ambire ad avere un McDonald’s dietro l’angolo, un SUV parcheggiato sul retro di casa e un iPad
dalle mille funzioni.
Gente semplice, fiera, come potevano essere i nostri antenati.
Eppure, proprio per questa semplicità, invece di essere salvaguardati in quanto unici,
sono oggetto di discriminazioni razziali e,
spesso, di persecuzioni feroci; in particolare quando, nelle loro terre spesso
autentici paradisi terrestri-incontaminati, senza inquinamento, spesso anche senza quei fili
elettrici e telefonici che ovunque scorrono come cicatrici ed elementi alieni-
viene trovato un giacimento minerario-oro, diamanti, bauxite, carbone- o una risorsa
da sfruttare-petrolio, foreste.
Poco importa a governi e multinazionali di questi popoli, queste famiglie, queste
culture antiche che sono patrimonio dell’Umanità: lo abbiamo visto
nei secoli-indiani d’America, aborigeni australiani- e lo vediamo oggi-
boscimani, pigmei, adivasi, indios e tante etnie con l’unica colpa di vivere oggi
come centinaia, migliaia di anni fa.
E queste etnie sono a rischio di estinzione: una volta fagocitati dal nostro “Progresso”,
una volta allontanati dalle loro tradizioni e dalle loro terre ancestrali, cadono vittima di alcolismo,
depressione, AIDS, ad una velocità terribile ed impressionante di adeguamento alla nostra “civiltà”.
“Sto investigando su alcune situazioni-Boscimani del Kalahari, Dongria Khond di Niyamgiri-
da vicino, in alcuni casi mi assoggetto ai rischi che corre il testimone oculare di
un crimine” dice Raffaella Milandri.
“E’ un vaso di Pandora orribile e devastante. Popoli che andrebbero subito protetti soggiacciono
a raggiri, ricatti, ingiustizie e crudeltà inimmaginabili. Oggetto di razzismo nei loro stessi
Paesi. ” La storia-e il cinema-ci hanno fatto conoscere la storia degli indiani d’America,
messi nelle riserve dopo un genocidio spietato, oggi tuttora soggetti a leggi diverse.
Il 29 luglio scorso il Presidente Obama ha firmato il Tribal Law e Order Act:
una legge che permette finalmente alla polizia tribale di avere maggiori poteri e
una preparazione adeguata a portare giustizia nelle riserve.
Le statistiche dicono infatti che nelle riserve indiane degli Stati Uniti, ad oggi, il tasso di criminalità è dall 2 alle 20 volte superiore che nel resto del Paese; un dato, ci si augura,
destinato a cambiare.
In Orissa, India, coesistono ben 63 etnie di popoli indigeni diverse, di cui alcune primitive.
“Le tribù Bonda e Dongria Khond, ad esempio, vivono tuttora su remote aree montane,
scendono a valle molto raramente. I loro costumi, le loro usanze si presentano incredibilmente intatti dopo migliaia di anni. L’impatto devastante con il “progresso” in questi casi va mediato
e centellinato, le loro preziose culture vanno preservate così come i loro linguaggi peculiari.”
L’Orissa è un territorio caratterizzato proprio da questa massiccia presenza di popoli indigeni;
ma da pochi anni sono state messe a sfruttamento anche le numerose miniere di bauxite presenti.
Non solo quindi le miniere minacciano -ed in alcuni casi hanno già devastato-le terre ancestrali di questi popoli, ma le multinazionali-Vedanta e Posco- oltre all’estrazione compiono in loco anche la lavorazione della bauxite, che causa un pesante inquinamento dell’aria e delle falde acquifere.
E’ il caso di Niyamgiri. Attorno a Niyamgiri Hill, una collina sacra a tutti gli abitanti della zona,
sorgono oltre 300 villaggi di tribù di Dongria Khond , Kutia e altri popoli indigeni.
Oltre a casi di espropriazione illecita dei terreni, nei villaggi in pochi anni l’ambiente divenuto malsano ha generato molti casi di tumori della pelle, malattie polmonari, e malaria, con decessi e molte persone ammalate. C’è stata una moria di bestiame, le coltivazioni sono rovinate.
Fieri e combattivi, gli abitanti di Niyamgiri non demordono e lottano strenuamente per difendere
la loro terra, la loro vita. “Ho avuto modo di raccogliere molte testimonianze dalla gente
semplice dei villaggi, che con un incredibile sorriso amaro mi ha raccontato di arresti, torture,
soprusi, ricatti. In alcuni casi sospetti omicidi. Una forma più raffinata e sottile forse, ma molto simile a quella che ha portato gli indiani d’America ad essere quasi decimati.” dice la Milandri.
“Mi hanno raccontato di come emissari di questa multinazionale, la Vedanta, vadano nei villaggi, offrendo alcolici, promettendo lavoro e nuove terre alla gente. Promesse mai mantenute. ”
Attorno allo stabilimento, che occupa 62 kmq ed è in espansione, un muro di cinta che ha tagliato villaggi, distrutto case, e fatto sì che i bambini di alcuni villaggi ora debbano compiere, per andare a scuola, 8 km a piedi ogni mattina anzichè 1 km. Ironicamente, sui muri dello stabilimento, immagini che inneggiano ad un futuro migliore per tutti.
“Ho realizzato alcuni filmati di denuncia, con interviste ed appelli. Questa gente semplice ma
fiera merita un aiuto. Il Governo indiano, che dà potere ai singoli Stati del Paese,
non riesce a monitorare la situazione in mano ai politici locali.” All’inizio di luglio 2010
il tempio sulla collina sacra è stato distrutto proprio per indebolire quella fede indomita dei popoli
indigeni locali. Il 16 agosto 2010, il Comitato Saxena, preposto dal Governo indiano ad esaminare il caso, ha emesso un report dove denuncia la Vedanta per la violazione in Niyamgiri del Forest Rights Act, una legge che protegge i popoli indigeni proprio da questi abusi sulle loro terre.
Un lume di speranza? Staremo a vedere. Come dice Kumti Majhi, a capo di una associazione di
oltre 10.000 abitanti di Niyamgiri “Solo la diffusione della informazione ci può salvare”
CHI E’ RAFFAELLA MILANDRI
Viaggiatrice in solitaria e fotografa, Raffaella Milandri
si dedica principalmente alla “fotografia umanitaria” intesa come strumento di sensibilizzazione sul tema dei diritti umani e di problematiche sociali quali il lavoro minorile e la situazione femminile.
Sta portando avanti una campagna a difesa dei diritti umani dei popoli indigeni:
boscimani, pigmei, adivasi, aborigeni australiani. Con interviste di denuncia anche scioccanti.

IMG 2999BN 400x266 Popoli indigeni e  diritti umani: il caso di Niyamgiri, Orissa, India di Raffaella Milandri

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23.07.10 – Patti Smith a Spazio Labò

venerdì, 23 luglio 2010
listen it it 23.07.10   Patti Smith a Spazio Labò

Spazio Labò chiude la stagione prima delle vacanze estive con un incontro importante. Lunedì 26 luglio 2010, infatti, a partire dalle ore 19.30 Patti Smith presenta Just Kids e incontra i suoi lettori.

L'evento è gratuito ed aperto al pubblico sino ad esaurimento posti in sala.

 

 

f14af 3661 23.07.10   Patti Smith a Spazio Labò

New York, ultimi scampoli degli anni sessanta, l'atmosfera e' effervescente. Patti e Robert stanno passeggiando, sono in citta' per festeggiare l'estate indiana. Incrociano una coppia di anziani, che si ferma a osservarli stupiti. "Fagli una foto", dice la donna, "penso che siano degli artisti". "Oh, avanti" risponde il marito, "sono soltanto ragazzini".

Spazio Labo' – Centro di Fotografia
via Frassinago 43/2c
40123, Bologna

+39 328 3383634
www.spaziolabo.it
www.facebook.com/spaziolabo
www.photoworkshopnewyork.com

 

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01.07.10 – Witness Journal 33 online

giovedì, 1 luglio 2010
listen it it 01.07.10   Witness Journal 33 online

In questo numero:

 

Natale a Nodica
di Domiziano Di Figlia

La notte fra il 24 e il 25 dicembre 2009, nel territorio della Provincia di Pisa il fiume Serchio ruppe l'argine allagando le vicine aree abitate di Nodica e l'intera zona industriale di Vecchiano. La forza con cui l'acqua uscì dal fiume creò un onda alta circa mezzo metro che distrusse ogni cosa nel raggio di chilometri

 

7c205 wj33 07 01.07.10   Witness Journal 33 online

 

 

 

Rosarno

Un “doppio” servizio su Rosarno di Andrea Polzoni e Ivana Russo. Le immagini dei luoghi in cui erano costretti a vivere i migranti impegnati nella raccolta degli agrumi, scattate prima e dopo la rivolta scoppiata nel paese e la loro cacciata

 

d00fb wj33 01 01.07.10   Witness Journal 33 online

 

 

A stolen land
di Luigi Vaccarella

Un reportage che ci porta nelle alture del Golan, una regione strappata da Israele alla Siria durante la "Guerra dei Sei Giorni" nel 1967. Una terra occupata, contesa da quarant'anni e assediata da basi militari e campi minati

 

d00fb wj33 08 01.07.10   Witness Journal 33 online

 

 

 

Attraverso il muro
di Bruno Bonisiol

Una serie di scatti "rubati" ai checkpoint del muro di 700 km costruito dagli israeliani per chiudere i territori palestinesi della Cisgiordania. Un ulteriore devastante aggravamento per le condizioni di vita di migliaia di palestinesi, costretti a code e controlli continui per qualsiasi atto di vita quotidiana

 

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Indian children
di Michele Vittori

Un reportage realizzato nel nord dell'India da New Delhi a Jodhpur passando per Mathura, Vrindavan e Varanasi, fotografando sguardi e volti di bambini per ricordare a tutti i problemi dell'infanzia. Povertà, malnutrizione, malattie, abbandono, lavoro minorile e scolarizzazione sono le emergenze

 

d00fb wj33 02 01.07.10   Witness Journal 33 online

 

 

 

Colletti bianchi
di Ciro Guastamacchia

“Lavorando fedelmente otto ore al giorno, puoi eventualmente ottenere di diventare un capo e di lavorare dodici ore al giorno.” 
 Robert Lee Frost (poeta statunitense, 1874–1963)

 

94670 wj33 03 01.07.10   Witness Journal 33 online

 

 

 

 

Traditi dall'uomo
di Alessio Mesiano

Un reportage dalla Romania che ci racconta la situazione drammatica delle centinaia di  migliaia di cani randagi. Un problema nato oltre trent'anni fa, al quale associazioni come “Save the Dogs and Other Animals

 

94670 wj33 05 01.07.10   Witness Journal 33 online

 

 

 

Sguardi di viaggio
di Giovanni Mori

Un viaggio da Tozeur, in Tunisia, ad Algeri, non è solo una continua scoperta di luoghi ricchi di storia e cultura, ma è soprattutto l'occasione per incontrare e conoscere persone e tradizioni di popoli e culture affascinanti

 

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Intervista a Loris Savino

 

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94670 wj33 0 01.07.10   Witness Journal 33 online

 

 

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31.05.10 – Witness Journal 32 online

mercoledì, 2 giugno 2010
listen it it 31.05.10   Witness Journal 32 online

In questo numero:

Kumbha Mela – Haridwar, India, 2010
di Jean Claude Manfredi e Stefano Morelli

Il Kumbha Mela è un pellegrinaggio Hindù di massa incentrato su bagni rituali nei fiumi indiani. Si celebra di volta in volta in un luogo differente a seconda della posizione di Giove e del Sole, in una delle quattro città indiane considerate le più sacre del paese: Haidwar in Uttarakhand, Allahabad in Uttar Pradesh, Ujjain, nel Madya Pradesh e Nasik, in Maharashtra. Tutte queste città si trovano sul Gange, su qualche altro fiume importante o alla confluenza tra diversi corsi d’acqua sacri.

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L’esodo degli afgani
di Matt Corner

Ormai da diversi anni Patrasso si è traformata in un purgatorio per migliaia di profughi afgani che scappano dal loro paese e cercano di raggiungere clandestinamente in Europa continentale. I traghetti che collegano la città costiera greca a Bari e Ancona, sono l'unica strada possibile

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Guardiani del dolore
di Marcello Russo

I VV.F sono stati e rimangono la spina dorsale degli interventi di carattere tecnico e emergenziale che sono stati attivati a seguito del terremoto del 6 aprile 2009 a L’Aquila. 211.102 interventi a partire da quel tragico 6 aprile 2009. Loro sono ancora li anche a riflettori spenti. Non da tutti

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Askatasuna – Los ojos de los pajaros
di Inheritance (Diambra Mariani e Valentina Merzi)

Anche a San Sebastian, come in ogni “barrio” delle città basche, c’è una Herriko Taberna: luogo di incontro, riunione e attività organizzate da e per i sostenitori della causa separatista. Uno dei tratti distintivi delle Herriko Tabernas consiste nei grandi salvadanai posti al centro del bancone destinati alla raccolta fondi per il finanziamento delle attività e per il supporto alle famiglie dei “presos” che proprio in questi luoghi spesso si incontrano

b3f8e witnessjournal32 02 31.05.10   Witness Journal 32 online

 

 

Kurmancî
di Luigi Mastromarino

Curdi, un popolo senza terra, una cultura relegata ai margini della società turca, una comunità oggetto di pratiche razziste. Soggetti ad una discriminazione sistematica, privati di servizi essenziali come la sanità e la scuola, soggetti ad una sorta di ghettizzazione su base linguistica, che prevede addirittura il divieto di registrare all’anagrafe i bambini con nomi di ascendenza curda e lo scioglimento cadenzato di tutte le formazioni politiche democratiche di ispirazione curda che cercano di aprire la strada al dialogo per la risoluzione del conflitto

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Le città nella città
di Yara Nardi

Immagini e sensazioni di un viaggio a Gerusalemme, la “città santa” simbolo della contesa arabo israeliana. Un viaggio che inevitabilmente diventa un percorso a tappe in nome delle differenze: religiose, sociali e politiche

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Tenuta Santa Barbara
di Antonio Faccilongo

Bracciano (Roma) 10 Luglio 2009 – Relived Horses è una Onlus nata su ideazione, stimolo e progetto dell'ex fantino Jacqueline Freda che ha creato a Bracciano in provincia di Roma, il primo centro di recupero e ricollocamento per cavalli da corsa “a fine carriera”, un modo per evitare a questi animali la soppressione

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Sahara Marathon 2010
di Massimo Vallicchia

Campi profughi Saharawi – 22 Febbraio 2010 Una maratona nel mezzo del Sahara organizzata per ricordare al mondo la tragedia del Saharawi, l'ultima nazione africana a non aver conseguito del tutto l'indipendenza. Una prova sportiva unica non solo per la natura dei luoghi che attraversa ma anche e soprattutto per il messaggio che porta con sé

56282 witnessjournal32 07 31.05.10   Witness Journal 32 online

 

Intervista a Augusto De Luca

 

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56282 coverwj32 31.05.10   Witness Journal 32 online

 

 

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Viaggio in solitaria….in 1000 su Facebook

sabato, 15 maggio 2010
listen it it Viaggio in solitaria....in 1000 su Facebook

Dopo Australia, Alaska, Botswana, Nepal, Tibet, Giappone etc
Raffaella Milandri, viaggiatrice in solitaria e fotografa umanitaria,
parte il 17 maggio per l’ennesimo viaggio in solitaria,
questa volta in Orissa, nell’est dell’India.
In questa zona esiste un popolo indigeno che ha una
collina sacra (come in Avatar) piena di bauxite , ed è in pericolo di sopravvivenza.
La Milandri si dedica principalmente alla “fotografia umanitaria” intesa come
strumento di sensibilizzazione sul tema dei diritti umani e di
problematiche sociali quali il lavoro minorile e la situazione femminile.
La sua attenzione si concentra in particolare sui popoli indigeni,
vittime di un inesorabile processo di estinzione laddove le risorse delle
loro terre ancestrali scatena gli appetiti dei potenti.
Recentemente ha proposto un filmato “Tra la perduta Gente” in solidarietà
ai Boscimani del Kalahari. Dice l’autrice:
“Viaggiare non vuol dire visitare luoghi, ma percepire l’animo dei popoli”
-VIAGGI MEDIATICI
Ha già viaggiato su Facebook in diretta dai luoghi dei suoi viaggi, da
Tibet, Nepal e Botswana ,
con molto seguito di pubblico, curioso dei vari aspetti: donna sola in
viaggio, cultura, foto e filmati dei luoghi.
Questo nuovo viaggio, in compagnia virtuale di circa 1000 persone, è su
Facebook a questo link

http://www.facebook.com/event.php?eid=112992125406221&ref=mf

Durante il viaggio ci saranno collegamenti in Italia
sia webcam che radiofonici dalla viaggiatrice.

“ Viaggiare in solitaria crea il necessario distacco dal mio quotidiano:
mi “abbandono” ai modi di vivere dei popoli che sto visitando, mi
immergo “incontaminata”
nella loro cultura e ne respiro l’essenza, in una dimensione spirituale
ideale per la mia ricerca.
Adatto sempre i mie abiti e i miei gesti alla cultura locale.
Ho un profondo rispetto per le diverse religioni e culture in tutte le
loro esternazioni.
Viaggiare in solitaria può comportare vari contrattempi e pericoli , ad
esempio oltre
il Circolo Polare Artico ho dovuto abbandonare il fuoristrada in un
fiume, rischiando l’ipotermia”

IMG 7910low 400x266 Viaggio in solitaria....in 1000 su Facebook

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21.04.10 – Witness Journal 31 online

mercoledì, 21 aprile 2010
listen it it 21.04.10   Witness Journal 31 online

In questo numero:

Il Bronx di Torrevecchia
di Edoardo Lucci
Architettonicamente non dissimile dalle costruzioni popolari come Corviale, Laurentino38 e i Ponti dell’Eur, il Bronx di Torrevecchia è un enorme agglomerato di cemento armato grezzo sorto durante gli anni ’80 nella periferia nord-ovest di Roma 

a1eeb WitnessJournal 31  2 21.04.10   Witness Journal 31 online

 

 

 

A casa di A
di Salvatore Franco

Questa è Anna, questa è la casa di Anna e Aurelio, questa è una delle loro storie. Un giorno Anna ha cominciato a non ricordarsi più bene le date, come se si fossero nascoste in fondo alla memoria, nascoste dietro dense nubi scure, sapeva dove erano ma non le poteva più leggere

cbffa WitnessJournal 31  1 21.04.10   Witness Journal 31 online

 

 

L'Aquila 06.04.2010
di Manuela Cigliutti
L’Aquila, 3.32, 06.04.2010, «Il non urlare fa parte della cultura di questa gente determinata e compatta», dopo il consiglio comunale aperto erano in 25mila per ricordare e rimuovere per lo meno il silenzio dalle macerie, molto è stato fatto ma il segnale è forte e per le istituzioni

cbffa WitnessJournal 31  3 21.04.10   Witness Journal 31 online

 

 

 

Alla conquista di Goadi
Piero Bruno

Quella che fino a poco tempo fa era la metà preferita di molti “fricchettoni” e hippies provenienti dall'Europa è oggi la metà preferita da decine di migliaia di turisti provenienti dall'ex URSS, attratti dal fascino obliquo di questo piccolo stato ma anche da un'accoglienza sempre più a misura di russi

cbffa WitnessJournal 31  6 21.04.10   Witness Journal 31 online

 

 

Third Gender
di Stefano Morelli

Sophie ha 24 anni. Alta più di un metro e settanta e capelli lunghi corvini fino alle spalle. Quando cammina per strada in molti allungano l’occhio per guardarla. Lei non degna nessuno. L’unico ad avere le sue attenzioni è Subash, il compagno che tiene per mano

cbffa WitnessJournal 31  8 21.04.10   Witness Journal 31 online

 

 

 

Kite Festival
di Mauro Fagiani

Gennaio 2010, India del nord. Rajastan e Uttar Pradesh
L’India, con tutte le sue contraddizioni è un paese che riesce ogni volta a stupire. Ogni viaggio anche se in luoghi già visitati, sorprende, emoziona e coinvolge come la prima volta. Quest’anno, del tutto inaspettato, ci ha regalato il Kite Festival.

cbffa WitnessJournal 31  4 21.04.10   Witness Journal 31 online

 

 

 

 

Il mercato dell'effimero
di Marco Fatilli

Olanda uguale fiori.
Direi che è una delle associazioni più semplici da fare, ma oltre all' Olanda stereotipata dei campi di tulipani, c'è un paese che ha fatto della floricultura un settore aziendale unico al mondo. Un mercato dove la lentezza della crescita di una pianta o di un bulbo, si contrappone alla frenesia della loro commercializzazione e nel caso di fiori recisi, della loro durata.

cbffa WitnessJournal 31  5 21.04.10   Witness Journal 31 online

 

 

 

L'anno della Tigre
di Stefano Borghi

Le immagini del capodanno lunare, meglio noto come “capodanno cinese” a Parigi. Una tradizione divenuta un vero e proprio spettacolo che coinvolge non solo la chinatown della capitale francese ma anche buona parte del resto del centro della città

cbffa WitnessJournal 31  9 21.04.10   Witness Journal 31 online

 

Intervista a Denis Curti

 

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a74c1 WitnessJournal 31  0 21.04.10   Witness Journal 31 online

 

 

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GUIDA PER IL PERFETTO VIAGGIATORE INDIPENDENTE: LA PREPARAZIONE

giovedì, 15 aprile 2010
listen it it GUIDA PER IL PERFETTO VIAGGIATORE INDIPENDENTE: LA PREPARAZIONE

Una miniguida della viaggiatrice solitaria e fotografa umanitaria Raffaella Milandri.
PREPARAZIONE AL VIAGGIO FAI DA TE ALL’ESTERO: INDISPENSABILI SICUREZZA E INFORMAZIONE
Una raccomandazione: il viaggio fai da te non è per tutti.
Richiede un grande spirito di adattamento e tutta una serie di risorse personali.
E’ una esperienza di vita e non una vacanza rilassante.
Che tu sia da solo o in compagnia, sono pressoché indispensabili:
-una conoscenza anche minima della lingua inglese;
-buone tecniche di mimo, per i casi in cui non si possa usare l’inglese;
-buon senso dell’orientamento e buona capacità di leggere le cartine stradali;
-indipendenza economica, con tutto l’occorrente-contanti, bancomat, carte di credito- per far fronte alle spese impreviste;
-buona tecnica di improvvisazione e velocità decisionale per togliersi alla svelta da situazioni sgradevoli, scomode o pericolose;
- facilità nei rapporti interpersonali e capacità di sorridere e trasmettere sensazioni positive a chi incontri.
-conoscenza di tutto ciò che è INDISPENSABILE, dai documenti richiesti, alle pratiche doganali , alle normative sui voli aerei, alle eventuali vaccinazioni.
Se sai cavartela bene da solo, sappi che se sei in compagnia dovrai farti carico dei più deboli, ovvero dovrai badare a chi non ha esperienza o ha poco senso pratico. In vacanza ognuno pensa al proprio piacere, ma non devi dimenticare le persone che sono con te e devi renderti disponibile, anche se potrai risultare alle volte troppo premuroso o noioso. Il principio base della vacanza fai da te è “Tutti a casa sani e salvi” e questo deve avere priorità assoluta.

Controlla prima di partire:
-i documenti (passaporto, patente, visto laddove necessario);
Per il passaporto verifica sempre la scadenza e il numero di pagine libere;
per la patente, informati in caso ti occorra la patente internazionale.
-le vaccinazioni necessarie e consigliate e le medicine da portare : può sembrare eccessivo partire con una farmacia da viaggio, ma è sempre meglio che farsi prendere alla sprovvista da un malanno nel deserto del Thar, a Tokyo, ad Algeri o in una cittadina del Bihar. Fondamentale consultare un Centro di Medicina del Viaggiatore nella ASL più vicina. Controlla anche il tuo stato di salute: un buon check up è sempre doveroso prima di un viaggio, in particolare se vai in zone dove il clima è molto caldo e umido, o in zone di alta quota.
In Tibet ad esempio l’altitudine (dai 3600 metri di Lhasa fino ai 5200 metri di alcuni passi montani) coglie di sorpresa molti viaggiatori impreparati.
-le opportune assicurazioni di viaggio e sanitarie prima di partire, sono in genere poco costose e permettono di viaggiare in sicurezza;
-il clima che incontrerai onde portare il giusto abbigliamento;
-il tipo di prese elettriche in uso nel Paese dove andrai, onde poterti procurare il giusto adattatore;
-registrati al sito www.dovesiamonelmondo.it , onde lasciare una traccia del tuo percorso ed essere reperibile in caso di emergenze.
-le usanze del Paese che visiterai onde evitare disagi e creare problemi. Per un bacio in pubblico, nell’aprile 2010, una coppia di inglesi a Dubai è stata arrestata.
FONTI DI INFORMAZIONE
-collegati al sito www.viaggiaresicuri.it curato dal Ministero degli Esteri e dall’ACI, validissimo per le informazioni, raccomandazioni e avvertenze sempre aggiornate;
-l’utilissimo sito www.simvim.it della Società Italiana di Medicina e delle Migrazioni fornisce consigli utili e gli indirizzi dei Centri di Medicina per Viaggiatori, oltre a fornire l’elenco per comporre la tua farmacia da viaggio.
- qui trovi le spine elettriche di ogni nazione del mondo http://utilita.miolink.com/elettricita_spine_nazione_mondo.htm
- utilissimo consultare anche il sito www.lonelyplanetitalia.it che fornisce sempre utilissime informazioni;
da qui si possono anche ordinare le guide cartacee on line, oppure solo i capitoli che ti servono in versione digitale , risparmiando.

LE RACCOMANDAZIONI ALLE DONNE IN VIAGGIO
Renderci conto che possiamo essere più fragili e soggette a rischi, rispetto ai viaggiatori uomini,
non è una debolezza ma è un punto di forza che ci aiuta ad essere più consapevoli.
Molto spesso , per ignoranza individuale, o per cultura e religione del Paese, l’ atteggiamento e l’abbigliamento di una donna all’estero sono oggetto di “misunderstanding” , equivoci, discriminazione e attenzioni fastidiose. Durante i miei viaggi in solitaria, in Australia come in America, in India come in Europa, sono incappata talvolta in uomini che hanno provato a farmi bere alcolici o a farmi assumere sostanze stupefacenti. Una sola occasione può bastare per trasformare il viaggio in una brutta disavventura o in una tragedia. Tra mille brave persone , un malintenzionato basta a mettere in serio pericolo la propria incolumità.
Alcuni consigli, validi per donne sole in viaggio :
non dite a chiunque, a cuor leggero, in quale albergo vi trovate e quali sono i vostri programmi di viaggio;
lasciate sempre una traccia a parenti o amici del vostro percorso , e se potete lasciate loro un recapito telefonico fisso oltre al cellulare;
a chi vi chiede se siete sole dite che avete amici nelle vicinanze;
chiedete informazioni preferibilmente a personale delle Forze dell’ordine;
in caso di dubbio su dove/come spostarvi, prendetevi del tempo in più per riflettere meglio;
preferibilmente, dite in ogni caso che siete sposate e che vostro marito torna fra poco. In alcuni Paesi una donna non sposata può essere intesa come donna di facili costumi.
procuratevi un allarme antistupro(molto usato in Inghilterra), di quelli con la sirena, e –se permesso dalla legge del Paese dove vi recate- uno spray al peperoncino. In caso di emergenza possono essere un salvavita. L’allarme a sirena è validissimo anche per scacciare animali : mi ha salvato la vita dai lupi, in Alaska.
non esagerate mai con l’alcool o peggio ancora con altre sostanze che vi facciano perdere il controllo; qualcuno dice che l’alcool è un fluidificante sociale, in realtà è causa primaria di molte tragedie.
CHI E’ RAFFAELLA MILANDRI
Viaggiatrice in solitaria e fotografa, Raffaella Milandri
si dedica principalmente alla “fotografia umanitaria” intesa come strumento di sensibilizzazione verso i diritti umani, per i quali lottano quotidianamente molti popoli indigeni ad esempio, e problematiche sociali quali il lavoro minorile e la situazione femminile.
La sua attenzione si concentra sulle culture extraeuropee, sulla vita di strada e nei villaggi rurali: durante i suoi viaggi in solitaria cammina e vive con la sua Canon al collo, indaga con estrema curiosità, si siede fra la gente, beve, mangia e parla con loro, spesso ospite delle loro abitudini e cerimonie, partecipando con estrema empatia.
Nessuna posa o situazione è creata nelle sue opere: la fotografa riproduce la realtà, le situazioni e gli sguardi così come appaiono, cercando di ridurre al minimo il suo impatto “occidentale” sull’ambiente circostante.
Dal 2007 collabora con la Fototeca Storica Nazionale Ando Gilardi (MI )
-FOTOREPORTAGE
Australia (Northern Territory, Kimberly), Giappone ,
India (Gujarat, Rajasthan etc), Nepal , Tibet 2009,
Stati Uniti (Navajoland, Texas, New Mexico, Alaska, etc),
Canada (Yukon), Egitto (White Desert ), Botswana ,
Europa (Polonia, Francia etc etc)
-MOSTRE E PROIEZIONI
2008 Mostra Crossing borders sulla situazione della donna e il lavoro minorile in India
2009 Mostra Imagine sulla situazione nepalese e tibetana con asta di beneficenza
2009 Proiezione “ Imagine” sulla condizione del viaggio in solitaria in Tibet
2009-2010 Mostra-Proiezione “Tra la perduta gente” in solidarietà ai Boscimani del Kalahari
Svariate sue foto sono state donate per aste di beneficenza e raccolte fondi a fini benefici.
-VIAGGI MEDIATICI
Vari collegamenti in diretta dai luoghi dei suoi viaggi, tra cui uno con Maurizio Costanzo, e collegamenti in diretta su Facebook da Tibet, Nepal e Botswana fanno diventare i viaggi in solitaria di Raffaella Milandri un evento mediatico molto seguito.
“ Viaggiare in solitaria crea il necessario distacco dal mio quotidiano:
mi “abbandono” ai modi di vivere dei popoli che sto visitando, mi immergo “incontaminata” nella loro cultura e ne respiro l’essenza, in una dimensione spirituale ideale per la mia ricerca. Mi assimilo alle genti per catturarne l’immagine autentica, in momenti carichi di intenso significato emozionale. Il mio terzo occhio è la macchina fotografica, con la quale cristallizzo il quotidiano in un momento senza tempo”
“Cammino fra la gente e talvolta ho dei “colpi di fulmine”: mi innamoro di un viso, di un gesto,
di una situazione e sono capace di stare per ore ad inseguire l’attimo da immortalare”
“Adatto sempre i mie abiti e i miei gesti alla cultura locale. Viaggiare in solitaria può comportare vari contrattempi e pericoli , ad esempio oltre il Circolo Polare Artico ho dovuto abbandonare il fuoristrada in un fiume, rischiando l’ipotermia”

IN PROGRAMMA
“ Sto meditando i prossimi viaggi in solitaria del 2010.
Tra le prossime mete , il Camerun e la mia amata India, con particolare ricerca sulle popolazioni indigene e sulle loro problematiche. Sempre in diretta su Facebook.”

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GUIDA PER IL PERFETTO VIAGGIATORE INDIPENDENTE: QUANDO E CON CHI

giovedì, 15 aprile 2010
listen it it GUIDA PER IL PERFETTO VIAGGIATORE INDIPENDENTE: QUANDO E CON CHI

Una miniguida della viaggiatrice solitaria e fotografa umanitaria Raffaella Milandri.
Il momento del viaggio
Stai per partire: l’odore dell’aria e le cose intorno a te diventano evanescenti e lasciano il posto
a nuovi e ancora inimmaginabili atmosfere e panorami.
La tua dimensione sta per proiettarsi “oltre”, stai per varcare i confini del tuo Paese, e poi altri ancora,
per percorrere e fagocitare miglia su miglia, via aria, via terra, via mare.
Ti vedi un puntino minuscolo e insignificante sul mappamondo, e più ti allontani dalle tue abituali coordinate e più le tue radici geografiche, sociali e culturali si sfilacciano .
Stai per entrare in contatto con il te stesso che sonnecchia nella sicurezza del tran tran quotidiano.
E’ un momento di evasione dalla propria realtà quotidiana e dai ritmi usuali. Il tuo mondo sarà la valigia e il tuo zaino, devi scegliere cosa portare con te e le poche cose da amministrare. Assapori il piacere di ridurre il tuo parco telefoni ad un solo cellulare; i tuoi vestiti si ridurranno a 4 pantaloni e 6 maglie , i libri da leggere saranno 4 e in cuor tuo speri di non avere il tempo di leggerli tutti. Lasci tutte le tue cose in ordine perché quando torni tutto sarà al suo posto -un bisogno di certezza irrinunciabile.
Qualcuno intende il viaggio come vacanza e relax: due settimane al mare, o dieci giorni in crociera, o in un villaggio turistico, con i terminali mentali spenti senza pensare a nulla.
Qualcuno intende il viaggio come una esperienza di vita, un momento di conoscenza, di esplorazione e di crescita personale. E’ un momento di scoperta, di se stessi e degli altri.
La scelta
In un viaggio viene prima la scelta del dove o del quando?
Viene prima la scelta del dove o del “con chi” ?
E come si decide se viaggiare “fai da te” o con tour organizzati?
Quando e quanto
Con l’elenco delle località preferite in mano, è fondamentale identificare :
1)il periodo delle ferie: in Italia la maggior parte di noi mortali ha le ferie in agosto e a fine dicembre, quando i prezzi lievitano per i voli, per i tour, per tutto.
Se possibile, è sempre meglio viaggiare negli altri mesi.
2)la durata delle ferie: ottimale, per viaggi indipendenti fuori continente, avere 15/20 giorni o anche più. Per viaggi in Europa, invece, 10 giorni sono ottimi per molte destinazioni .
3)il budget di spesa: sono copiose le offerte di mutui per le vacanze, ma sarebbe meglio un viaggio dal costo accessibile sulla base delle proprie possibilità. Il viaggio indipendente può essere più economico ma è più soggetto a spese impreviste e richiede una buona organizzazione .
DA SOLI
La fondamentale consapevolezza prima di partire è che non puoi dimenticare nulla, non puoi tralasciare dettagli, devi prevenire al massimo gli imprevisti (fisici, mentali, climatici, etc) La tabella dei preparativi va seguita con scrupolo . Una buona parte dei tuoi imprevisti (qualcuno è inevitabile!!)si possono ridurre o risolvere con informazione e prevenzione e trovare la soluzione migliore in tempi veloci . In Giappone ad esempio i bancomat non sono sempre compatibili con le nostre carte. Onde evitare di esibirti in “O sole mio” nelle stazioni della metro a Tokyo per racimolare un po’ di spiccioli, è opportuno partire con scorta di contanti e carta di credito supplementare.
Io amo il viaggio indipendente in solitaria: è decisionismo puro, senza compromessi. Tutto dipende da te. Già in due è fondamentale sottostare ad una democrazia che impone di consultarsi e trovare un accordo. Ritengo un momento di grande crescita personale il viaggio in solitaria ”Chi rompe paga, e i cocci sono suoi”. Ecco, se sbagli qualcosa nel tuo percorso, i cocci sono tutti tuoi e tutto sommato sei sempre più tollerante con te stesso che non con gli altri. Grandi amicizie o anche relazioni sentimentali sono state distrutte, divelte, dissacrate dopo 10 giorni di convivenza in vacanza. La formula per l’esatta convivenza è ardua da trovare. Patti chiari amicizia lunga: prima di partire, onde abbeverarsi a quel dolce nettare che è la condivisione della vacanza, è opportuno definire: dove si va, la filosofia di viaggio, il budget di spesa, le località da visitare.
Con il partner
Occorre senz’altro una relazione solida per fare un viaggio “fai da te” con il tuo partner. Devi conoscerlo/a bene, sapere la sua resistenza fisica e mentale ai vari imprevisti. Certo, una vacanza di 15 giorni in un villaggio turistico non richiede molta preparazione e precauzioni, e anche una settimana in una capitale europea ben si presta alle coppie in via di consolidamento. Ma la vacanza on the road, con ritmi pressanti e sbalzi frequenti, richiede sangue freddo e non solo amore. Ti capiterà talvolta di tornare da un viaggio con il tuo partner, dicendoti che non avete nulla in comune: le sue reazioni al giro nel centro commerciale e quelle al giro nel bazar di Algeri sono completamente diverse. I suoi gusti alimentari macrobiotici, pienamente appagati nel centro di Milano, stonano terribilmente con le avventurose pietanze che trovi a Bangkok. Le sue lunghe soste in bagno, la mattina, ti hanno rubato ore preziose da dedicare all’esplorazione del Gange all’alba. La sua ricerca in tutti i negozi di Jaipur di una sciarpa in seta per la mamma ti ha sfinito, tediato, spossato fino all’esasperazione. Non reagire subito, aspetta e fai decantare le emozioni per almeno 15 giorni dopo il rientro dal viaggio. Probabilmente, dopo 15 giorni e qualche racconto agli amici della vostra vacanza, tutto sembrerà meno terribile. Ci riderai su. L’amore tornerà a trionfare.
Con gli amici
Se vai in vacanza con un solo amico/a , vale quello che è stato detto per la vacanza con il/la partner. Leggi amicizia e affetto invece di amore, e ci siamo. Il gruppo di amici/amiche , composto da tre o più persone, offre molte soluzioni e soprattutto alleanze opportune che alleviano la convivenza. Nelle decisioni vince la maggioranza, ma c’è una libertà maggiore, due di voi vanno a visitare il museo etnico, un altro va a fare shopping, due si fermano a mangiare un piatto di spaghetti neozelandesi. La cosa importante e vitale è avere poi sempre un posto di ritrovo e dei punti fermi, nonché nelle emergenze la possibilità di comunicare fra di voi. A Delhi abbiamo speso 4 (dico quattro ) ore cercando di ritrovarci in centro, con circa 42 gradi all’ombra , venditori ambulanti assillanti, mal di piedi incombente. Ognuno aveva ragione, ognuno pensava dell’altro che era un idiota. Con gli amici è altresì vitale, prima di partire, fare un programma di viaggio di massima, accordarsi su tempi e ritmi, stabilire tappe sicure e lasciare spazio alle variabili. Gli interessi possono essere diversi, quindi bisogna dare spazio ad ognuno nel programma . Questi punti fermi prima della partenza saranno utilissimi per gestire il tempo di tutti. Perché, va ricordato, in vacanza il tempo è denaro. Quando spendi 1000 euro di biglietto aereo e la prima mattina a San Francisco, per lasciare l’albergo, devi aspettare due ore Giovanni perché non si è svegliato, difficilmente avrai per lui tutta la tua comprensione . In vacanza il tempo è un patrimonio che va gestito molto oculatamente. Può essere difficile tornare negli stessi posti un’altra volta nella tua vita( e magari quei posti in dieci anni cambieranno del tutto fisionomia), quindi il rispetto del tempo comune è fondamentale. Un altro aspetto dei viaggi con amici è la famosa e temibile “cassa comune”. Quella cassa (un portafogli, un sacchettino, una tasca) verrà nutrita dalle tasche di tutti, onde evitare disparità (quello ci marcia, diranno di Andrea che ha la fama di essere tirchio). Con la cassa comune si pagheranno le spese comuni ed uguali per tutti: l’albergo, i biglietti per i musei o i parchi, il carburante o il treno. I pasti sono un caso a parte, da stabilire all’occorrenza: ho visto persone fare storie sul conto diviso equamente perché Giulia aveva mangiato per 40 centesimi più degli altri. Ho visto amici fare discriminazioni : Fabio beve birra e Luisa beve acqua, non possono pagare uguale. Insomma, la cassa comune è una fonte inesauribile di discussioni e dolori. Tra l’altro, chi tiene la cassa comune? Chiunque egli /ella sia, designato da tutti gli altri, verrà ad un certo punto guardato con sospetto: “Luigi, ma non è che hai pagato la tua freccia indiana con la cassa comune?Mi sembrava…ma è sicuro che tieni i soldi della cassa separati dai tuoi?” Fantastico Osvaldo , negli States: si lancia nel Colorado a fare il bagno con la cassa comune in tasca! Insomma, quando si viaggia insieme, si è collegati come nel gioco del domino, uno in fila all’altro, e quello/a che sta male, che perde i soldi, che deve SUBITO andare in bagno , che ha la gonna corta e nella moschea non può entrare, che la mattina non si alza, che mangia solo vegetariano, insomma quello/a che coinvolge anche gli altri del gruppo con le sue individuali esigenze o problematiche.
CON COMPAGNI IMPROVVISATI
Oggi molti siti web propongono e facilitano l’aggregamento tra compagni di viaggio che non si conoscono e che decidono di partire insieme, accomunati dalla meta desiderata. L’entusiasmo della partenza stempera le possibili divergenze di opinione, l’importante è partire! Ma i nodi verranno al pettine: mai tralasciare il programma di viaggio (tappe, ritmi, etc) ; questo è il salvagente che eviterà al vostro viaggio comunitario di
naufragare. Se infatti l’amore o l’amicizia possono fare da deterrente a litigi, discussioni e fratture fra i partecipanti al viaggio, quando si viaggia fra sconosciuti il malcontento è pronto a serpeggiare e a spuntar fuori anche violentemente. Ognuno ha il proprio ego pronto ad armarsi fino ai denti per la sopravvivenza e per la difesa della propria vacanza. Ognuno ha sognato la “propria” vacanza. Esistono delle persone amabili a priori, che si adatteranno comunque ad ogni circostanza e cercheranno di smussare gli animi spigolosi che li circondano; ma per molti è facile arrivare al momento delle polemiche e della “tolleranza zero”.
Dopo circa 10 giorni di patimenti caratteriali, intuiti ma non evitati, dopo qualche urlo e parolaccia, subìti ma non perdonati, la stazione di Calcutta si trasformò nello stage del film “Fuga da Alcatraz”: in due fuggimmo dal treno ancora in movimento, bagagli a tracolla, per seminare gli altri tre scomodi compagni di viaggio. In un batter d’occhio eravamo su un taxi , noncuranti degli altri e del loro futuro. “Mors tua vita mea” . Attenzione alla miscellanea di caratteri e di esperienza, e soprattutto ai “viaggiatori per caso” . Altro aspetto importante dei viaggi di gruppo: i bagagli. C’è che porta un bagaglio spartano e chi no. Se si viaggia in auto, è fondamentale spartire equamente gli spazi con gli altri. E mantenere del posto libero per i souvenir, immancabili, di ognuno.
“Mi raccomando, una valigia a testa!” dissi io. In partenza in auto per la Romania, in quattro, una valigia a testa, ma una valigia era grande come una portaerei. Non entrava nel bagagliaio!
Sosta tecnica per rifacimento bagagli.
Altro viaggio, in partenza in auto per la Polonia, in quattro : una valigia a testa! Avete presente il libro di Jerome K.Jerome, divertentissimo “Tre uomini in barca…per tacer del cane”?
Qui il titolo era “ Due uomini e due donne in auto…per tacer dell’asse da stiro” Ebbene sì, lo spirito pratico e spartano aveva suggerito ad una dei viaggiatori di portare l’asse da stiro. Forse era da usare come zattera in caso di alluvione?
CHI E’ RAFFAELLA MILANDRI
Viaggiatrice in solitaria e fotografa, Raffaella Milandri
si dedica principalmente alla “fotografia umanitaria” intesa come strumento di sensibilizzazione verso i diritti umani, per i quali lottano quotidianamente molti popoli indigeni ad esempio, e problematiche sociali quali il lavoro minorile e la situazione femminile.
La sua attenzione si concentra sulle culture extraeuropee, sulla vita di strada e nei villaggi rurali: durante i suoi viaggi in solitaria cammina e vive con la sua Canon al collo, indaga con estrema curiosità, si siede fra la gente, beve, mangia e parla con loro, spesso ospite delle loro abitudini e cerimonie, partecipando con estrema empatia.
Nessuna posa o situazione è creata nelle sue opere: la fotografa riproduce la realtà, le situazioni e gli sguardi così come appaiono, cercando di ridurre al minimo il suo impatto “occidentale” sull’ambiente circostante.
Dal 2007 collabora con la Fototeca Storica Nazionale Ando Gilardi (MI )
-FOTOREPORTAGE
Australia (Northern Territory, Kimberly), Giappone ,
India (Gujarat, Rajasthan etc), Nepal , Tibet 2009,
Stati Uniti (Navajoland, Texas, New Mexico, Alaska, etc),
Canada (Yukon), Egitto (White Desert ), Botswana ,
Europa (Polonia, Francia etc etc)
-MOSTRE E PROIEZIONI
2008 Mostra Crossing borders sulla situazione della donna e il lavoro minorile in India
2009 Mostra Imagine sulla situazione nepalese e tibetana con asta di beneficenza
2009 Proiezione “ Imagine” sulla condizione del viaggio in solitaria in Tibet
2009-2010 Mostra-Proiezione “Tra la perduta gente” in solidarietà ai Boscimani del Kalahari
Svariate sue foto sono state donate per aste di beneficenza e raccolte fondi a fini benefici.
-VIAGGI MEDIATICI
Vari collegamenti in diretta dai luoghi dei suoi viaggi, tra cui uno con Maurizio Costanzo, e collegamenti in diretta su Facebook da Tibet, Nepal e Botswana fanno diventare i viaggi in solitaria di Raffaella Milandri un evento mediatico molto seguito.
“ Viaggiare in solitaria crea il necessario distacco dal mio quotidiano:
mi “abbandono” ai modi di vivere dei popoli che sto visitando, mi immergo “incontaminata” nella loro cultura e ne respiro l’essenza, in una dimensione spirituale ideale per la mia ricerca. Mi assimilo alle genti per catturarne l’immagine autentica, in momenti carichi di intenso significato emozionale. Il mio terzo occhio è la macchina fotografica, con la quale cristallizzo il quotidiano in un momento senza tempo”
“Cammino fra la gente e talvolta ho dei “colpi di fulmine”: mi innamoro di un viso, di un gesto,
di una situazione e sono capace di stare per ore ad inseguire l’attimo da immortalare”
“Adatto sempre i mie abiti e i miei gesti alla cultura locale. Viaggiare in solitaria può comportare vari contrattempi e pericoli , ad esempio oltre il Circolo Polare Artico ho dovuto abbandonare il fuoristrada in un fiume, rischiando l’ipotermia”

IN PROGRAMMA
“ Sto meditando i prossimi viaggi in solitaria del 2010.
Tra le prossime mete , il Camerun e la mia amata India, con particolare ricerca sulle popolazioni indigene e sulle loro problematiche. Sempre in diretta su Facebook.”

IMG 0851 2 GUIDA PER IL PERFETTO VIAGGIATORE INDIPENDENTE: QUANDO E CON CHI

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