“Racconti Fotografici” Numero 92: intervista a Daniele Geronazzo

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 92° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Daniele Geronazzo, buona lettura.

TI PUOI PRESENTARE PER GLI AMICI CHE ANCORA NON TI CONOSCONO?

ciao a tutti mi chiama daniele geronazzo, ho 29 anni e vengo da segusino un piccolo paese dell’ alto trevigiano ai piedi delle prealpi trevigiane e bellunesi.

 

LA PRIMA FOTO CHE HAI SCATTATO?

non mi ricordo la prima foto che ho scattato, ma di sicuro ricordo il soggetto, il mio paese segusino, appena comprato la reflex l ‘ho fotografato da lungo in largo, da scorci e angolazioni che nessuno mai prima di adesso aveva fatto.

 

QUALI SONO I FOTOGRAFI A CUI TI ISPIRI E PERCHE’ ?

non ho un fotografo in particolare a cui mi ispiro, ne seguo diversi sopratutto paesagisti e faunistici, i generi che più mi attirano nella fotografia. Con i quali ci scambiamo opinioni, consigli e anche qualche “segreto”.

 

COSA NON E’ PER TE LA FOTOGRAFIA?

per me la fotografia non è quella stravolta, immagini impossibili, fotomontaggi.

La fotografia deve nascere dalla reflex e non dal computer.

 

QUAL E’ LA SFIDA DI OGNI SCATTO?

ogni volta che faccio un’ uscita fotografica la sfida è fare lo scatto migliore di sempre, riuscire a portare a casa lo scatto che avevo in mente prima di uscire a fotografare, questa è una vera sfida e quando ci riesco sono al settimo cielo e la foto me la riguardo migliaia di volte.

 

CHE COSA E’ LA CURIOSITA’?

la curiosità è la voglia di scoprire sempre cose nuove, imparare cose nuove e non smettere mai di chiedersi il perchè delle cose.

 

CHI O COSA TI PIACEREBBE FOTOGRAFARE?

diciamo che non ho un soggetto specifico in mente, si sicuro però mi piacerebbe trovarmi su qualche cima con un bel tramonto davanti agli occhi, o dentro un bosco con un bel esemplare di cervo nel mirino della reflex.

 

QUAL E’ IL TUO PROSSIMO PROGETTO?

come detto prima anche qui non ho un progetto in mente, in questo periodo mi sto dedicando molto alle colline del prosecco di Valdobbiadene ci vado in tutte le stagioni e a tutte le ore.

 

QUALI TAPPE HAI ATTRAVERSATO PER DIVENTARE IL FOTOGRAFO CHE SEI OGGI?

la passione per la fotografia mi è nata già da piccolo. quando prendevo le macchinette fotografiche usa e getta e scattavo ovunque e a qualsiasi cosa, facevo qualche scatto anche con la reflex analogica canon AV1 di mio padre, poi sono passato ad una digitale fujifilm e da circa sei anni scatto con una reflex canon.

 

CHE DIFFICOLTA’ HAI INCONTRATO LUNGO IL TUO PERCORSO?

grosse difficoltà non ne ho mai trovate, forse nei primi scatti con la reflex, ma dopo aver letto vari libri e riviste e aver partecipato a diversi workshop sul campo queste difficoltà sono sparite.

 

CHE COSA E’ NECESSARIO PER POTER COGLIERE L’ ATTIMO GIUSTO?

per poter cogliere l’ attimo giusto ci vuole un buon occhio per i particolari e i dettagli, ma il più delle volte ci vuole tanta tanta fortuna.

 

COSA HA INFLUENZATO IL TUO STILE?

sicuramente dalla bellezza dei luoghi e delle montagne dietro casa e poi il confrontarsi con alti fotografi paesagisti lo stile migliora grazie a critiche e consigli.

 

QUALI SONO I PROBLEMI CHE RISCONTRI OGGI NEL FOTOGRAFARE?

il problema che ho oggi per andare a fotografare sicuramente è il tempo libero, bisogna andare sempre con le ore contate.

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