“Racconti Fotografici” Numero Sei: intervista a Gabriele Careddu

Cari Lettori, eccoci alla sesta edizione di “Racconti Fotografici”. Questa edizione è dedicata al fotografo Gabriele Careddu, che dai posti più ambiti in ambito fotografico ci regala ogni giorno bellissime foto paesaggistiche. Buona Lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Amante della natura, appassionato di fotografia paesaggistica e viaggi, ho 24 anni e vivo ad Olbia un piccolo paese della Sardegna.

Da piccolo cosa sognavi di fare?

È buffo, da piccolo in realtà sognavo di diventare un calciatore professionista, viaggiavo spesso per via di questo sport in giro per l’Italia e nel tempo libero fotografavo. Ho smesso di giocare ad alti livelli a 18 anni per colpa di una operazione al ginocchio e da lì ho iniziato a coltivare seriamente questa mia passione. Oggi il mio sogno è tutt’altro.

La prima foto che hai scattato?

La prima foto che scattai la feci ad un pupazzetto in camera mia, editandola con Picnic un programma online di post produzione, in quel momento capii che la ritrattistica non sarebbe stato il mio punto forte.

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè ?

Ho solamente tre fotografi preferiti da cui traggo molta ispirazione. Iurie Beleguschi, Max Rive e Elia Locardi.

Un mix tra il sogno di viaggiare ovunque come Elia, alla semplicità delle immagini di Iurie e dall’elemento umano di Max che usa nelle sue panoramiche..

Cosa non è per te la fotografia ?

Non è competizione a chi prende più like, la fotografia è espressione, molto spesso una immagine dice molto di più di mille parole anche senza migliaia di like.

Qual è la sfida di ogni scatto?

Partiamo dal presupposto che quasi mai sono soddisfatto di una mia foto, ma ogni volta sperimento tecniche di produzione e post produzione diverse, per cercare di esprimere quel senso di libertà presente in ogni mio scatto.

Che cos’è la curiosità?

Io sono un tipo molto curioso, ma in generale la curiosità nel scoprire nuovi posti, nuove tecniche e nuove sfide.

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?

Fino a qualche mese fa il mio sogno era fotografare l’Aurora Boreale e nel mio ultimo ultimo viaggio devo dire di averlo consumato alla grande, su 13 giorni il cielo si tinse di verde 6 volte.

Adesso sogno di poter fotografare i Canyon dello Utah in America.

Qual è il tuo prossimo progetto? 

Ho tanti progetti in mente, altri già iniziati..

Sto portando avanti con Around Heart un progetto di valorizzazione della mia terra tramite le fotografie e timelapse notturni.

Ultimamente sto progettando diversi viaggi top secret ancora.

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

Il fotografo che sono oggi non è sicuramente un arrivo, anzi è una partenza per poter migliorare sempre di più..

Fondamentale per me è stato aver un amico pronto ad affiancarmi sempre su ogni mia scelta e meta senza aver mai paura di niente.

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

È stata una cosa automatica in realtà, non c’è stata una vera e propria difficoltà.

L’unico limite, per lo meno all’inizio, son stati i costi per la nuova attrezzatura, il resto è venuto da se.

Quali esperienze decisive hai avuto nell’ambito fotografico?

Alcune esperienze mi hanno totalmente cambiato la vita e il modo di pensare, il viaggio in Islanda mi ha aperto gli occhi e mi ha reso più chiaro quello che voglio continuare a fare.

Ho conosciuto tantissimi fotografi, tutti molto validi con cui tutt’ora ho un buonissimo rapporto.

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto? 

L’attimo giusto è abbastanza soggettivo, ma in generale posso dire che la preparazione è necessaria se si vuole portare a casa un buon risultato, sapere dove tramonta e sorge il sole, conoscere i venti e le nuvole, e per chi fa fotografia notturna come me, conoscere un minimo la volta celeste.

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuole ritrarre?

I miei soggetti sono i paesaggi, che cerco di valorizzare per trasmettere quel senso di pace che ho io mentre scatto.

Cosa ha influenzato il tuo stile?

Non ho uno stile particolare, cerco sempre di tenere in linea di massima la semplicità del momento senza stravolgere nulla.

Vengo anche io dalla pellicola quindi la semplicità per me è alla base di tutto.

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare ?

Ho riscontrato dei problemi più che altro di credibilità sulle fotografie paesaggistiche notturne. Ai giorni d’oggi con Photoshop si pu  creare di tutto, e molte persone quando vedono una via lattea gridano subito al falso, senza sapere che il sensore della reflex non è come il nostro occhio. E quando le persone vedono qualcosa di diverso, di super tecnico e fatto bene credono che sia una manipolazione.

Il limite mentale quindi è un problema di oggi.

L’importante è non scoraggiarsi mai e proseguire per la propria strada.

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