Alessandro Chiolo e la soglia sospesa della cabina per fototessere
2 Febbraio 2019 – Alessandro Chiolo – TOP SELECTION
Author: Alessandro Chiolo
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Analisi dalla Redazione
Una figura sta uscendo dalla cabina per fototessere, ma il gesto resta sospeso: non è chiaro se la persona stia per entrare nella scena o ne stia appena uscendo. È questa ambiguità, più che il soggetto in sé, a dare alla fotografia di Alessandro Chiolo una tensione narrativa interessante. La cabina, collocata quasi esattamente al centro, funziona come una soglia teatrale; l’uomo, leggermente ruotato e con il volto sottratto alla vista, diventa un personaggio anonimo, mentre la pubblicità del volto femminile introduce un’identità fotografica prefabbricata in contrasto con quella concreta e sfuggente del passante.
Il bianco e nero è una scelta coerente con il carattere urbano e documentario della scena. Il contrasto deciso separa bene la figura dalla cabina e valorizza le superfici consumate dell’edificio, le grate e il marciapiede. Tuttavia, le ombre nelle automobili e nella parte interna del chiosco sono molto chiuse: alcuni dettagli si perdono senza produrre, in cambio, un effetto atmosferico davvero indispensabile. Una regolazione più controllata dei neri avrebbe conservato la durezza del luogo rendendo leggibili anche gli elementi secondari.
La composizione è ricca, forse persino troppo. Biciclette, carrello, auto e insegne costruiscono un autentico frammento di strada, ma competono con il fulcro narrativo. Il taglio quadrato contribuisce alla compattezza, mentre la prospettiva frontale trasforma la cabina in una sorta di palcoscenico; resta però una lieve sensazione di affollamento ai bordi, soprattutto a sinistra e in basso. Un passo indietro o un’attesa di pochi istanti avrebbero potuto includere meglio il gesto del soggetto, evitando che fosse quasi bloccato dalla struttura.
Il momento scelto è efficace proprio perché non risolve la storia. Per accentuarne la forza, sarebbe stato utile attendere una posizione più leggibile delle gambe o del volto, senza perdere l’anonimato che costituisce il suo principale elemento espressivo.