2022 ABB FIA FORMULA-E WORLD CHAMPIONSHIP a Roma!

Ci voleva.

Un grande evento aperto in presenza. Pubblico, addetti ai lavori e, ovviamente i fotografi.
E non potevamo farci sfuggire l'occasione di riprendere questi bolidi, che sicuramente non piacciono a tutti, non hanno il carismatico rumore degli scarichi di altre competizioni motoristiche, ma che comunque sanno dare spettacolo. 
Certo il fatto che ci siano meno regole rigide rispetto ad esempio alla Formula1, consente di vedere duelli in pista e sportellate.
Il fatto di correre su circuiti cittadini, contribuisce allo spettacolo, visto che urtare e strusciare sui muri è praticamente una costante.
Infine, ci sono le auto, con gomme praticamente stradali, con battistrada. C’è una minore esasperazione dell'aerodinamica, quindi si assiste sempre a macchine che si scompongono e che sono velocissime in rettilinei, ma non in curva; quindi, sono sempre presenti frenate al limite e accelerazioni fulminanti. Insomma, lo spettacolo è garantito.


Fotograficamente l'evento è difficile, prima di tutto a causa della sicurezza, con poche postazioni e in alcuni casi non certo ottimali per il punto di ripresa. Ma è giusto che la sicurezza di tutti sia messa al primo posto.

Nel weekend della gara di Roma, per esempio a circa 5 metri da me uno dei bolidi ha urtato frontalmente la barriera di una chicane e per quanto io fossi in posizione riparata, sicura, defilata, beh.... ha fatto comunque paura sentirlo e vederlo da così vicino.

Lo spettacolo poi è alimentato anche dai piloti, che non si risparmiano mai neanche nelle sessioni di giri liberi.
E infine c’è il fatto che a Roma si svolgono nello stesso weekend ben due gran premi completi, ognuno con prove libere, qualifiche, quarti di finale, semifinali e finale per la pole, e poi la gara.

Ma passiamo al racconto secondo il punto di vista dell'esperienza fotografica
Il sabato si inizia presto, molto presto. Alle 6 il fotografo è già al centro stampa, estremamente organizzato, per le ultime verifiche della propria attrezzatura, per prendere possesso di un armadietto, di una scrivania (c'è l'imbarazzo della scelta) e per una ottima colazione!
Il freddo delle prime ore si fa ancora sentire, ma all'arrivo, la cosa fortunata è che ho dovuto attraversare i box per intero, soffermandomi ad osservare le frenetiche attività dei vari team. 


C’è da camminare tanto, il circuito attraversa un intero quartiere, l'EUR di Roma, ed è il più lungo di tutto il campionato. I percorsi obbligati alcune volte non sono comodi o brevi; quindi, ci si arma di pazienza e si cammina.
Si cerca di capire quale punto sia più interessante e si utilizzano le prove libere per muoversi alla ricerca delle inquadrature ottimali per riprendere le qualifiche e la gara.
Alcune postazioni sarebbero anche ottime, se si fosse solo spettatori, ma fotograficamente spesso ci si ritrova con le auto a pochi centimetri dalla lente di fatto rendendo impossibile documentare fotograficamente qualsiasi cosa. E quindi ci si sposta e si cammina di nuovo.


Considerando che non è il primo Gran Premio di Formula E che seguo, e vivendo a Roma, ho già una buona idea di dove posizionarmi, quindi studio il materiale messo a disposizione dalla FIA per trovare le postazioni fotografiche autorizzate più vicine ai punti che immaginavo.

Per la prima giornata ho scelto di posizionarmi nel curvone dell’obelisco, che mi ha permesso di riprendere sia la curva ad U di quel punto che l'uscita dalla corsia dell'Attack Mode così da avere inquadrature quasi frontali. Non solo, la presenza di varie feritoie per noi fotografi, mi ha permesso anche di modificare le inquadrature avvicinandomi o allontanandomi dalla curva stessa.


Per la domenica invece ho scelto di posizionarmi vicino alla chicane creata sul rettilineo del "Colosseo Quadrato". Questa scelta per poter riprendere le auto completamente frontali e per utilizzare anche la tecnica del panning una volta uscite dalla chicane stessa.
Speravo anche in qualche sorpasso ma non sono stato accontentato.


La gara dura 45 minuti più un giro e purtroppo non c'è tempo sufficiente per cambiare agevolmente la postazione fotografica. Preferisco quindi rimanere dove sono e cercare, dopo aver scattato le foto documentative dell'evento, di azzardare qualche inquadratura più stretta alla ricerca di particolari.


Alla fine di ogni sessione, che siano qualifiche o gare, si corre al Media Center, per scaricare le foto richieste da agenzie o testate, per scrivere articoli o per i videomaker, per montare le clip video, per poi riprendere l'attrezzatura e raggiungere la postazione per la fase successiva.

L'unica nota negativa è la fase del podio. Quando la gara finisce, non esistono più i percorsi preferenziali, e ci si ritrova circondati dal pubblico. In mezzo alla folla, con la propria attrezzatura si deve cercare di arrivare al podio, per cercare di trovare un angolino sul piccolo palco riservato ai media.
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