Ogni settimana proponiamo 4 nuovi libri di fotografia, consigliati dalla redazione. Buona lettura.
Ecco i libri di questa settimana:
Henri Cartier-Bresson. Storia di uno sguardo
“Henri Cartier-Bresson. Storia di uno sguardo” è la biografia di Henri Cartier-Bresson (1908-2004) firmata da Pierre Assouline. Nell’introduzione al volume, il biografo racconta del suo primo incontro con Cartier-Bresson e di quelli successivi, della ritrosia del fotografo ad accettare che si scrivesse la sua biografia fino alla decisione dell’autore di disobbedirgli, imitando il maestro, il giorno in cui prende “coscienza che la vita di Henri Cartier-Bresson era una scuola disobbedienza”. Questa accurata biografia, è il risultato di una lunga conversazione privata tra Assouline e Cartier-Bresson, durata cinque anni (a casa dell’uno o dell’altro, al telefono, per cartoline o via fax). L’incontro di due menti raccontato con la stessa forza e la stessa verità che caratterizza le immagini del grande fotografo.
Morire di classe. La condizione manicomiale fotografata da Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin.
Pubblicato da Einaudi nel 1969, “Morire di classe” è un’opera eccezionale. Criticando attraverso immagini inequivocabili le condizioni in cui si trovavano gli ospedali psichiatrici italiani dell’epoca, fu un importante fattore nella battaglia di Franco Basaglia per far chiudere quegli istituti. Dal punto di vista editoriale, si presentò per la prima volta un oggetto di design (ispirato alla grafica pubblicitaria dell’epoca), che era insieme un libro fotografico, politico e sociologico; un libro da guardare – o da cui distogliere lo sguardo – tanto quanto da leggere....
Storytelling a chi? Guida pratica per fotografi cantastorie
Storytelling: fortunato termine nato negli Stati Uniti e successivamente sbarcato in Europa è, dagli anni Novanta, ampiamente utilizzato, e abusato, negli ambiti più diversi per definire l’atto di “raccontare storie”. Ma cosa sappiamo dello storytelling fotografico? Come si racconta una storia con le immagini? Quali sono le tipologie di narrazione, le caratteristiche, le tecniche, i contesti? Sara Munari, con uno stile ironico e accattivante, reso famoso dal seguitissimo blog Mu.Sa., ci aiuta a scandagliare i metodi del fare fotografia con una sguardo ampio, profondo e provocatorio.
Una sensibilità per le variazioni di luce? Una conoscenza profonda dell’apparecchio e degli accessori per l’illuminazione? La capacità di valutare che spostando la testa del soggetto di 2mm si otterrà un notevole miglioramento? Tutti questi elementi sono indubbiamente importanti, ma quello che è fondamentale è il piacere di stare in mezzo alla gente. Troppo spesso si acquistano attrezzature costose per poi restare rintanati in un angolo e riprendere le persone con lo zoom. Al contrario, i buoni ritratti devono essere creati, non solo catturati.