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Ciao {name},
Ogni settimana proponiamo 4 nuovi libri di fotografia, consigliati dalla redazione. Buona lettura.
Ecco i libri di questa settimana: |
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L'occhio come mestiere. |
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“L’occhio come mestiere” è un libro di Gianni Berengo Gardin con un testo di Edoardo Albinati. Oltre alle fotografie, il libro è arricchito anche dalla prefazione di Giovanna Melandri, da un testo di Alessandra Mauro e da una conversazione tra Margherita Guccione e Berengo Gardin. Il titolo richiama quello del celebre libro curato da Cesare Colombo, uscito nel 1970, che raccoglieva un’antologia di fotografie di Gianni Berengo Gardin e testimoniava l’importanza del suo sguardo, del suo metodo e del suo mestiere, per riuscire a narrare il suo tempo attraverso le immagini. Questo volume vuole proporre ora un nuovo racconto visivo di Berengo Gardin dedicato all’Italia e composto di quasi duecento fotografie, alcune celebri, altre meno note, altre ancora inedite. Una lunga sequenza in bianco e nero che ferma in immagini perfette grandi momenti e situazioni di una semplice, splendida normalità; personaggi, reportage dirompenti, paesaggi che conosciamo e che speriamo non cambino mai.
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In parole povere. Un'autobiografia con immagini |
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“Se si è veramente fotografi si scatta sempre, anche senza rullino, anche senza macchina”. La fotografia come scelta: l’autobiografia con immagini di Gianni Berengo Gardin, raccolta dalla figlia Susanna, rintraccia il filo di questa passione e lo dipana attraverso una vicenda biografica lunga, piena di incontri, di viaggi, di storie, di immagini colte e da cogliere. Piena, soprattutto, di quella sensibilità attenta al reale, alla società, alla gente, che da sempre rappresenta il principale bagaglio di cui si deve dotare un fotografo di reportage. Il mondo di Berengo Gardin è il nostro mondo. Con una lettera all’amico Gianni, scritta da Ferdinando Scianna, e una conversazione sulle fotografie fatte e quelle da fare tra Gianni Berengo Gardin e Roberto Koch.
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Gianni Berengo Gardin e la Olivetti. |
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Il volume racconta e approfondisce il legame fra Gianni Berengo Gardin (Santa Margherita Ligure, 1930), uno dei più importanti e celebri fotografi italiani, e la storica azienda Olivetti di Ivrea, frutto concreto del pensiero visionario e progressista del suo fondatore, il grande imprenditore Adriano Olivetti. Nel percorso di ricerca condotto dal fotografo, dedicato all'evoluzione del paesaggio e della società italiana dal dopoguerra a oggi, il caso di Ivrea e della Olivetti occupano uno spazio rilevante, essendo stato uno tra gli autori che ha collaborato più a lungo con l'impresa piemontese. Dalla selezione inedita qui proposta, con oltre settanta fotografie d'epoca in bianco e nero, pubblicazioni e altri documenti d'archivio, emerge il valore attribuito da Adriano Olivetti sia al progetto d'architettura (industriale, residenziale, sociale) sia al sistema di relazioni che legava le persone dentro e fuori la fabbrica, grazie a un'avanzata organizzazione di servizi sociali e culturali che coinvolgeva l'intero territorio. Nelle immagini di Berengo Gardin prende forma il messaggio e l'insegnamento del fondatore dell'azienda e si offre al contempo la testimonianza di un'epoca, quasi un affresco della società e delle sue trasformazioni nella seconda metà del Novecento.
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Cose mai viste. Fotografie inedite. |
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Lo sguardo di un maestro della fotografia italiana e internazionale attraverso oltre 120 fotografie inedite. “Cose mai viste. Fotografie inedite” di Gianni Berengo Gardin è il 263esimo libro del grande protagonista della fotografia italiana, che racchiude una serie di immagini “nuove”, mai viste prima, riemerse dopo un attento lavoro di selezione; fotografie all’epoca rimaste indietro, sepolte da altre o più semplicemente trascurate in quel momento. Suddiviso in due atti - con fotografie che spaziano dall’indagine sociale alla vita quotidiana, dal mondo del lavoro fino all’architettura e al paesaggio - è arricchito da un testo dello scrittore Maurizio Maggiani. Immagini che vanno dal 1954 al 2019 e che ci fanno girare il mondo con alcuni sguardi inediti sulla realtà. Un libro che conferma ancora una volta Berengo Gardin come maestro del bianco e nero che ha costruito un patrimonio visivo unico dell’Italia dal dopoguerra a oggi (e non solo del nostro Pese), caratterizzato da un’assoluta coerenza nelle scelte linguistiche e da un approccio “artigianale” al suo lavoro.... |
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