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Gestione esposizione notturna con cavalletto: tempi brevi, f/8–f/11 e controllo ombre/luci

Gestione esposizione notturna con cavalletto: tempi brevi, f/8–f/11 e controllo ombre/luci

Gestione esposizione notturna con cavalletto: tempi brevi, f/8–f/11 e controllo ombre/luci

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Gestione esposizione notturna con cavalletto: tempi brevi, f/8–f/11 e controllo ombre/luci

Il messaggio iniziale sul forum

Estratto testuale del primo messaggio della discussione.

ciao a tutti gente! sono nuovo del forum! vi posto il mio scatto fatto l’altra sera in corso buones aires a milano…questo tipo di fotografie mi hanno sempre affascinato…allora appena presa la prima reflex e fatto qualche 100naio di scatti di prova per smanettare, ci ho provato…il risultato lo vedete anche voi…una schifezza! vorrei consigli su come aquisire un minimo di tecnica.. premetto che sto leggendo tanto….capisco definizioni concetti etc….ma non sono in grado di applicarli una volta con l’occhio nel mirino… dati dello scatto: distanza focale: 32mm diaframma: f/29 esposizione: 28,3 sec ISO…

— Manu

Leggi il messaggio originale sul forum

Il commento della Redazione

Ciao Manu, grazie per l aggiornamento e benvenuto nel forum. Hai già raccolto parecchi spunti utili dai compagni, e il tema notturno con cavalletto si presta a una lettura più operativa: passi concreti da provare subito per capire cosa fa davvero la luce e come si comporta la tua fotocamera.

Partiamo dall’approccio: la tua scena a 32 mm, diaframma f/29 ed esposizione di 28 secondi puntano a una profondità di campo estrema e a una lettura molto flessibile della scena luminosa. In notturna però quel tipo di combinazione è molto sensibile alle luci forti (neon, lampioni) che bruciano, mentre le zone in ombra restano nere se non si bilancia bene l’esposizione. Quindi una strada pratica è partire da tempi brevi e diaframma chiuso, e aumentare l’esposizione solo se necessario o per ottenere strisce di luce utili sui lampioni.

Un primo punto utile è usare tempi di scatto contenuti, ad esempio tra 2 e 5 secondi, con ISO relativamente basso (200-400). A 32 mm potresti provare f/8 o f/11 per avere dettagli sia nelle luci che nelle ombre, e controllare l’effetto sulle strisce di luce lungo la strada. Se l’immagine risulta troppo buia, aumenta progressivamente il tempo di esposizione o, in alternativa, apri di 1 stop e verifica l’impatto sul rumore, mantenendo l’ISO contenuto. L’uso di un telecomando o autoscatto è fondamentale per eliminare il mosso da pressione del pulsante, soprattutto con esposizioni di più di 2-3 secondi.

Un altro aspetto, chiave per i notturni, è la compensazione della stabilizzazione: con treppiede e scatto remoto, valuta se attivare o disattivare la stabilizzazione. Molti ricorrono a spegnere la VR/OSS su cavalletto per evitare micro-movimenti residui. Inoltre, se la scena permette, un piccolo aggiustamento di composizione – ad esempio spostare leggermente in alto o in basso per gestire i lampioni a fuoco – può cambiare drasticamente l’equilibrio tra area luminosa sovraesposta e dettaglio nelle ombre.

Per concludere, la pratica vincente è testare una sequenza di scatti brevi, a ISO contenuti e diaframma chiuso, monitorare un paio di esposti e scegliere la versione che lascia spazio ai dettagli sia tra le luci sia nelle ombre. Se vuoi, descrivimi la scena specifica che hai inquadrato in quel scatto notturno (strada, edifici, traffico, luminarie principali) e ti propongo una combinazione di parametri di partenza più mirata da provare subito.

Ottimo spunto. Un altro aspetto che spesso fa la differenza è la gestione della gamma dinamica tra luci intense e zone d’ombra, soprattutto in notturna dove i contrasti possono essere molto accentuati. Se hai la possibilità di controllare le luci presenti, prova a stimare quanto della scena vuoi preservare: vuoi mantenere i lampioni come elementi tonali definiti o preferisci che prevalga la trama nelle ombre? Una scelta aiuta a evitare piani sovraesposti o bloccati. Quando la scena lo permette, puoi usare una terza esposizione pensata per recuperare dettagli nelle luci, senza spingerli oltre la soglia di clipping, e poi unire i frame in post se il tuo flusso di lavoro lo consente. Questo approccio è particolarmente utile in scenari con neon colorati o luci di insegne, dove la resa cromatica può variare molto.

Un ulteriore controllo è la messa a fuoco manuale, essenziale in condizioni di scarsa luminosità. A 32 mm, con distanza relativamente ampia, è utile far una messa a fuoco live sul punto più luminoso della scena o sull’elemento che definisce la profondità. Verifica poi la risposta AF: se il tuo modello tende a cercare a lungo il contrasto, meglio impostare una messa a fuoco manuale e bloccarla, così eviti micro-sfocature durante la lunga esposizione. Ricordati anche di controllare la profondità di campo: a diaframma chiuso, potrebbe essere utile stimare l’iperfocale per ottenere massima nitidezza dall’inizio all’inizio della scena.

Se la scena contiene elementi in movimento, come auto in corsa o pedoni, pensa a una combinazione di esposizioni che possa raccontare il movimento senza perdere dettaglio statico. Per esempio, scatta una serie di 3–5 esposizioni in rapida successione con tempi di 2–4 secondi e diaframma tra f/8 e f/11, quindi scegli quella che dà migliore compromesso tra dettagli fissi e tracce di luce. In notturna, la gestione del rumore resta critica: ISO 200–400 è già un buon punto di partenza, ma se l’esposizione diventa più lunga, valuta di ridurre ulteriormente ISO e aumentare la quantità di scatti da unire in post con una lieve riduzione del rumore.

Infine, tieni conto dell’effetto del punto di ripresa: una leggera inclinazione della fotocamera può introdurre linee guida utili o creare dinamiche interessanti con le luci in controluce. Se hai una scena che include alberi, colonne o altre forme verticali, prova a includerle nel terzo superiore o inferiore della composizione per dare respiro alle ombre e evitare che i bordi si perdano in zone troppo nere. Se vuoi, descrivimi con una certa precisione la scena (tipologia di strada, presenza di veicoli, luci principali, presenza di riflessi) e ti propongo una sequenza di parametri di partenza mirati per quel contesto specifico.

— Marco Bianchi | Redazione Nikon Club Italia


La discussione continua sul Forum

Questo articolo è collegato alla discussione originale su Nikon Club Italia. Ogni nuovo intervento rilevato sul forum aggiorna questa sezione e il collegamento all’ultima risposta.

Interventi dalla discussione

armando

Capisco la voglia di sperimentare e scattare sia tanta (e fai bene a farlo Gestione esposizione notturna con cavalletto: tempi brevi, f/8–f/11 e controllo ombre/luci ) ma perché non iniziare di giorno? Ovvero quando le condizioni di luce sono sicuramente più gestibili.
Mariozzo

Anzitutto complimenti per la voglia che hai di sperimentare, lo scatto che hai tentato comunque è difficile un pò per tutti visto che l’illuninazione notturna riserva sempre delle insidie. Spesso, come in questo caso, non si riesce facilmente a trovare il giusto compromesso nell’esposizione perchè le luci sono troppo forti rispetto ad una scena prevalentemente notturna. Il risultato è che ci saranno aree con “alte luci” bruciate completamente, e aree scure. Visto che della parte sovraesposta hai perso tutti i dettagli, ti consiglio di ridurre drasticamente il tempo di esposizione provando a cambiare anche l’apertura del diaframma, peraltro riducendo il tempo, avrai la possibilità di diminuire l’effetto micromosso che appare nonostante il cavalletto. Una foto sottoesposta in questo caso sarebbe più recuperabile rispetto a una con ampie aree bruciate. Buone prove. Gestione esposizione notturna con cavalletto: tempi brevi, f/8–f/11 e controllo ombre/luci
Manu

grazie dei consigli….avrete presto altri scatti da sottporre a critica…buona serata a tutti. ogni altro consiglio è sembre ben accetto! Gestione esposizione notturna con cavalletto: tempi brevi, f/8–f/11 e controllo ombre/luci
Fabio69

Ciao Manuele e benvenuto nel Forum!!! Gestione esposizione notturna con cavalletto: tempi brevi, f/8–f/11 e controllo ombre/luci Oltre ai consigli del saggio Mariozzo, vorrei dartene uno di partenza da cui cominciare a sperimentare… …tanto hai la fortuna di avere una reflex digitale e quindi poi immediatamente vedere il risultato ottenuto senza nemmeno doverti preoccupare del costo della pellicola! Gestione esposizione notturna con cavalletto: tempi brevi, f/8–f/11 e controllo ombre/luci Innanzi tutto vorrei sottolinare che : più alti sono gli ISO (e quindi più aumenti la sensibilità del sensore), più rumore ottieni più lunga è la durata dell’esposizione, più rumore ottieni quindi se aumenti la sensibilità e contemporaneamente anche i tempi il rumore si duplica (se non di più). Per fare le foto in notturna non occorrono tempi lunghissimi e contemporaneamente ISO altissimi. Anche se ancora non ho avuto modo di affrontare delle fotografie in notturna seriamente, un paio d’anni fa qualche esperimento con la mia allora nuova digitale l’ho fatto anch’io e ti posso assicurare che per ottenere una foto decente con l’effetto delle striature dei fanali occorrono al massimo 5 secondi d’esposizione (ovviamente dipende dal traffico e dall’ampiezza della zona inquadrata). Per esempio ho eseguito alcuni scatti con le seguenti impostazioni: ISO 200, F/16, 5 sec. ISO 400, F/22, 4 sec Spero di esserti stato d’aiuto. Ciao, Fabio
horus

Oltre ai suggerimenti che già ti son stati dati mi permetto di aggiungerne un altro che ho sperimentato di persona, se sto scattando con tempi lunghi su cavalletto utilizzo anche lo scatto “ritardato” per evitare di far involontariamente muovere macchina e cavalletto premendo il pulsante. In questo scatto a 3 secondi ed ISO 100 riesci già a vedere alcune “strisciate” dei fanali ma alcune luci son già al limite della sovraesposizione
Manu

Citazione (Horus @ Jan 8 2008, 12:20 PM) · Vai al messaggio originale #15715
Oltre ai suggerimenti che già ti son stati dati mi permetto di aggiungerne un altro che ho sperimentato di persona, se sto scattando con tempi lunghi su cavalletto utilizzo anche lo scatto “ritardato” per evitare di far involontariamente muovere macchina e cavalletto premendo il pulsante. In questo scatto a 3 secondi ed ISO 100 riesci già a vedere alcune “strisciate” dei fanali ma alcune luci son già al limite della sovraesposizione

Grazie horus! infatti mi ero dimenticato di dire che non* avendo nessuna esperienza in materia…ho usato il cavalletto ma avendo il tempo di posa B ho tenuto premuto il il pulsante per circa 28 secondi quindi chissa che rumore ho creato con il tremore della mia mano…appena ci riprovo vi posto il risultato! Gestione esposizione notturna con cavalletto: tempi brevi, f/8–f/11 e controllo ombre/luci

Manu

Citazione (Fabio69 @ Jan 7 2008, 11:54 PM) · Vai al messaggio originale #15644
Innanzi tutto vorrei sottolinare che : più alti sono gli ISO (e quindi più aumenti la sensibilità del sensore), più rumore ottieni più lunga è la durata dell’esposizione, più rumore ottieni quindi se aumenti la sensibilità e contemporaneamente anche i tempi il rumore si duplica (se non di più). Per fare le foto in notturna non occorrono tempi lunghissimi e contemporaneamente ISO altissimi. Anche se ancora non ho avuto modo di affrontare delle fotografie in notturna seriamente, un paio d’anni fa qualche esperimento con la mia allora nuova digitale l’ho fatto anch’io e ti posso assicurare che per ottenere una foto decente con l’effetto delle striature dei fanali occorrono al massimo 5 secondi d’esposizione (ovviamente dipende dal traffico e dall’ampiezza della zona inquadrata). Per esempio ho eseguito alcuni scatti con le seguenti impostazioni: ISO 200, F/16, 5 sec. ISO 400, F/22, 4 sec Spero di esserti stato d’aiuto. Ciao, Fabio

sicuramente usero i tuoi preziosi consigli..forse quello che un principiante come me sono proprio dei consigli di impostazione di diaframma e posa..in modo da vedere i risultati sulle proprie foto….giocarci e regolarli piu finemente secondo i propri gusti o consigli di altri! Grazie Mille!

fotonaif

Tutti consigli giusti di chi mi ha preceduto. Aggiungerei che le foto notturne vanno realizzate per approssimazioni, partendo da una lettura base, aggiustando il tempo di scatto fino ad ottenere quello che desideri venga correttamente esposto. Con lunghezze focali grandangolari, non ti muovere troppo dai diaframmi 8, 11, 16 e non usare sensibilità alte. Una “scaletta” con anche le cose dette sopra dagli amici: pazienza, cavalletto, eventuale riduttore vibrazioni off, specchio sollevato, autoscatto o telecomando.

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