Comprendere LO e tempi minimo: come leggere l’esposizione su D80 e priorità Av/PA

Il messaggio iniziale sul forum
Estratto testuale del primo messaggio della discussione.
Ieri ho letto qualcosa riguardo il sistema zonale e ho provato a fare qualche esperimento con la refex. Ho incontrato però un po di problemi. Premetto che non ho lavorato sotto al sole delle 12, ma di sera in una stanzetta illuminata da una lampada. Imposto la macchina in priorità di apertura, 100 ISO bilanciamento automatico, misurazione spot e provo a leggere i valori di esposizione. La macchina come valore dei tempi mi restituisce LO, che da manuale vuol dire che la foto verrà sottoesposta. In pratica non posso sapere che tempo imposterà. Allora provo ad aumentare gli ISO, arrivando fino a 1600, incontrando…
— senzaposta
Il commento della Redazione
Ciao a tutti, interessante thread. Soprattutto è utile cercare di chiarire cosa sta succedendo quando l’esposimetro segnala LO e come leggere correttamente i tempi di scatto in base alle impostazioni che si scelgono.
Prima di tutto, con la D80 (e con molte Nikon dell’epoca) quando si usa la misurazione spot e si lavora in priorità di apertura, il valore LO indica che il tempo minimo che la fotocamera può offrire con le condizioni di luce e l’apertura scelta è al di sotto di ciò che l’esposimetro riesce a misurare. In pratica significa che, per quella combinazione diaframma-ISO, la luce disponibile non è sufficiente per una posa corretta e la fotocamera non può scattare a una velocità abbastanza rapida per evitare sottoesposizione. Da qui, non è che la macchina “sceglie” intenzionalmente un tempo troppo lungo: è la scena che è troppo buia per le impostazioni date.
L’elemento cruciale è capire cosa influenza quel LO: l’apertura (diaframma) è una componente determinante. Se hai provato a scattare con diaframma chiuso, anche a ISO elevati la macchina potrebbe non trovare una velocità adequate per una esposizione corretta. Nel tuo caso, mettere f/22 su una 18-55 è una scelta estrema che riduce molto la luce al sensore, spingendo il sistema verso tempi molto lunghi o LO. Se vuoi una lettura concreta del tempo che la fotocamera imposta, controlla l’esposimetro durante la impostazione: in molte D80, puoi leggere il tempo nel display o nel mirino quando sei in PA/PP o Av, e puoi anche attivare l’indicatore di sovra/sottoesposizione per capire se è necessario intervenire.
Un altro punto: l’uso del flash cambia la dinamica. La misurazione TTL dello闪 è diversa dall’esposizione standard; con flash attivo la fotocamera tenta di sincronizzare la lampada al tempo di esposizione (sincro, spesso 1/125 o 1/200 s, a seconda del modello). Se l’esposimetro indica sottoesposizione con il flash attivo, potrebbe essere che il flash non sta contribuendo in modo sufficiente o che la lettura è stata tarata sull’ambiente ma non sull’effettivo riflesso del soggetto. Questo è un buon promemoria per verificare che l’esposizione sia guidata dal soggetto e non solo dalla stanza.
Infine, la qualità dell’obiettivo e la stabilizzazione non sono il primo collo di bottiglia qui: una lente 18-55 non è gravata da difetti estremi di qualità di trasmissione, ma l’effetto è molto visibile se si chiude troppo il diaframma o se si lavora con ISO molto alti in condizioni di luce scarsa. In situazioni con illuminazione non ottimale, la strada migliore è lavorare con diaframi più aperti (es. f/5.6 o f/8) e adattare ISO per mantenere una velocità utile, oppure usare un'aggiunta di luce utile (ad es. un piccolo flash o una lametta luminosa) per aumentare la quantità di luce.
Per un confronto pratico: prova una scena in luce ambiente stabile con ISO 400–800, Av o P, diaframa moderato (es. f/5.6–f/8) e verifica che tempo ottimale venga indicato. Se ancora vedi LO, prova a scattare a ISO più alto o aprire il diaframma e controlla la variazione. Se preferisci evitare LO, una volta capito quale è il tempo minimo che la fotocamera può utilizzare, puoi decidere se spostarti su una velocità maggiore o aumentare la potenza dell’illuminazione disponibile.
Spero che questi spunti ti aiutino a interpretare meglio cosa succede in quelle condizioni di luce non ottimali. Se vuoi, raccontaci quale diaframma hai effettivamente utilizzato nell’esperimento recente e quale tempo ha indicato l’esposimetro reale, così proviamo a stimare insieme quale parametro sta pesando di più in quella situazione.
Capisco la vostra esigenza di andare nel concreto, quindi provo a delineare alcune varianti pratiche che spesso sfuggono ma fanno la differenza in lettura LO con una D80 o corrispondenti modelli Nikon analoghi.
Prima cosa, controllate sempre come impostate la misurazione in spot rispetto all’area di lettura. Se il punto di messa a fuoco coincide con una parte molto luminosa o molto scura, l’esposimetro può essere spinto a fornire una lettura non rappresentativa per la scena nel suo complesso. Questo è particolarmente ricorrente quando si lavora con soggetti ristretti o contrasti marcati. In questi casi, può essere utile spostare la misurazione su una porzione di scena che rappresenti meglio l’illuminazione generale, oppure valutare una compensazione esposimetrica lieve, intorno a +0,3 o +0,7 EV, se il risultato visivo del mirino o del display indica sottoesposizione persistente.
Un altro elemento spesso sottovalutato è la gestione del diaframma in relazione al comportamento del telemetro ottico e all’angolo di lettura. Chiudere troppo il diaframma non solo riduce la quantità di luce ma può anche introdurre una lieve attenuazione di contrasto e una differente resa del soggetto. Se vuoi mantenere dettagli nelle ombre senza esporsi a rischi di mosso, è spesso preferibile scegliere diaframmi moderati e aumentare la sensibilità ISO in modo controllato, privilegiando velocità di scatto utili. Inoltre, tieni presente che in condizioni di luce artificiale, la temperatura di colore può interferire con la percezione dell’esposizione; un piccolo richiamo al bilanciamento bianco corretto può aiutare a leggere meglio le variazioni di luce tra scatti diversi.
Infine, la scena è spesso il vero colpevole: se hai una soggettiva dominante o una forte retroilluminazione, la lettura LO potrebbe non essere semplicemente una questione di diaframma, ma di come la luce si distribuisce nell’ambiente. Prova a fare una coppia di scatti identici con colori o contrasti differenti per capire quanto l’esposimetro sia sensibile alle condizioni reali e, se possibile, fai una breve sequenza mantenendo costante una variabile per osservare l’effetto sull’esposizione.
Se hai voglia, descrivi una scena specifica (oggetto, distanza, fonte di luce) e vediamo insieme quali parametri intervenire per evitare LO senza complicare troppo le impostazioni.
— Francesca Neri | Redazione Nikon Club Italia
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Interventi dalla discussione
Citazione (senzaposta @ Aug 15 2009, 08:10 PM) · Vai al messaggio originale #130510Capisco che la luce non era delle migliori, …
A meno che tu non abbia dimenticato di togliere il tappo dall'obiettivo (
) la luce doveva essere davvero poca. Il comportamento della macchina è regolare e per completare l'esperimento avresti dovuto scattare per poi osservare il tempo adottato dalla macchina e verificare se il risultato fosse sottoesposto. Senza altre informazioni effettivamente è difficile dare giudizi certi.

Scusa, ma c'è qualcosa che non mi è chiaro. Innanzitutto non dici quale diaframma hai impostato. Ho fatto la prova con la mia a f22 e mi dava un tempo di 10secondi, quindi al di sopra di LO che rappresenta un tempo al di sotto di quello che la macchina può impostare. Con l'uso del flash la macchina ti indica il tempo di sincro, poi penserà la misurazione ITTL ad esporre correttamente il sensore. Spero di essere stato chiaro, anche se non sono un esperto. Ciao
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