Paesaggio lacustre al crepuscolo: il tronco guida lo sguardo
12 Maggio 2019 – Moreno Bordoni – TOP SELECTION
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Analisi dalla Redazione
Il tronco abbattuto in primo piano introduce una traiettoria visiva efficace: dalla riva scivola verso il lago e accompagna lo sguardo fino alla fascia luminosa dell’orizzonte. È una scelta compositiva consapevole, rafforzata dal formato verticale, che dà peso alla materia terrestre e riserva alla luce una porzione più arretrata dell’immagine. Anche i rami spogli sulla destra funzionano come contrappunto, ma la loro presenza è ambivalente: incorniciano la scena senza chiuderla davvero e, in alcuni punti, producono un accumulo di elementi scuri piuttosto confuso.
La lunga esposizione rende l’acqua quasi immobile, trasformandola in una superficie riflettente. Il procedimento è coerente con l’atmosfera sospesa del crepuscolo, ma attenua la possibilità narrativa del momento: non sappiamo se il paesaggio stia quietandosi dopo un evento o se sia semplicemente colto in una pausa. Il cielo, con le nuvole dense e la sottile apertura rosata, è il vero centro emotivo; il margine arancio sull’orizzonte aggiunge profondità, mentre la dominante blu-violacea è molto marcata. Il colore costruisce un tono malinconico, però appare vicino a una resa “effetto tramonto”: un trattamento più selettivo, soprattutto nelle ombre, avrebbe conservato maggiore naturalezza.
Le zone scure del primo piano sono quasi prive di dettaglio, e il bordo inferiore tende a chiudersi in una vignettatura pesante. Anche la morbidezza generale, probabilmente legata alla combinazione tra esposizione lunga e post-produzione, sacrifica un po’ la solidità tattile del tronco. Moreno Bordoni avrebbe potuto valutare un’esposizione leggermente più breve o una fusione controllata di scatti, mantenendo il movimento dell’acqua ma recuperando texture nelle ombre. La fotografia possiede una buona direzione dello sguardo; ora le servirebbe una gestione tonale meno spettacolare e più precisa.