Fotografia di matrimonio in bianco e nero sotto la pioggia
12 Maggio 2019 – Alex Scherma – TOP SELECTION
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Analisi dalla Redazione
La qualità tonale è il vero motore della fotografia di Alex Scherma. Il bianco e nero valorizza la scena eliminando ogni possibile distrazione cromatica e costruendo un’atmosfera sospesa, quasi cinematografica: l’abito della sposa emerge dalle ombre, mentre il completo dello sposo tende a fondersi con lo sfondo. La pioggia, illuminata in modo selettivo, diventa una trama grafica di diagonali e punti luminosi, capace di dare movimento a un momento altrimenti raccolto e statico.
La scelta del tempo di scatto è efficace: le gocce non sono completamente congelate, ma nemmeno trasformate in una scia indistinta. Conservano una direzione leggibile e contribuiscono alla tensione visiva. Anche la posizione dei soggetti, leggermente inclinati e con lo sguardo rivolto verso il basso, evita la consueta retorica del ritratto nuziale frontale. Il gesto sembra spontaneo, forse legato alla necessità di proteggersi dall’acqua, e proprio per questo comunica complicità e vulnerabilità.
La composizione verticale è coerente con la figura della coppia, ma il primo piano scuro ai margini invade molto il fotogramma. Da un lato crea una sorta di quinta teatrale e aumenta la sensazione di osservare una scena privata; dall’altro sottrae spazio soprattutto alla sposa, il cui abito è parzialmente sacrificato. Le alte luci sul velo e sul vestito sono prossime alla perdita di dettaglio, mentre alcune zone nere del completo e dello sfondo risultano chiuse. Un controllo più preciso del contrasto, o una lavorazione locale delle ombre, avrebbe mantenuto maggiore leggibilità senza indebolire il carattere drammatico.
Andrebbe inoltre valutato il peso della firma, collocata in una zona già ricca di segni: in una pubblicazione editoriale rischia di interrompere la lettura. Un lieve arretramento o un’inquadratura più ampia avrebbe dato respiro alla coppia e preservato meglio il rapporto tra corpi, pioggia e ambiente.