Appia Day 2019: fotografare la Regina Viarum tra storia, natura e bicicletta
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Il 12 maggio la Via Appia diventa un grande museo a cielo aperto
Ci sono luoghi che non hanno bisogno di essere trasformati in set fotografici: basta attraversarli, osservarli e lasciarsi guidare dalla loro storia.
È questo lo spirito dell’Appia Day, il festival dedicato alla Via Appia Antica, la storica Regina Viarum, che domenica 12 maggio 2019 ha riportato cittadini, fotografi, ciclisti, escursionisti e appassionati alla scoperta di uno dei più importanti patrimoni storici e paesaggistici italiani.
L’iniziativa, giunta nel 2019 alla sua quarta edizione, ha proposto un programma articolato lungo l’antico tracciato della consolare, da Roma fino a Brindisi, con circa 150 appuntamenti.
Per chi ama la fotografia, era un’occasione particolarmente interessante: archeologia, natura, architettura, persone e movimento convivevano lungo uno stesso percorso, offrendo una quantità enorme di situazioni fotografiche differenti.
La Regina Viarum raccontata attraverso la fotografia
Fotografare l’Appia Antica significa confrontarsi con una stratificazione storica difficilmente replicabile.
La strada, nata nell’antichità per collegare Roma con territori sempre più lontani fino a Brundisium, oggi conserva lungo il proprio percorso testimonianze archeologiche, monumenti, ville, mausolei, tratti dell’antica pavimentazione e ampi spazi naturali.
Durante l’Appia Day questi elementi non venivano presentati come semplici reperti da osservare, ma come parti vive di un territorio da riscoprire e condividere. La stessa organizzazione dell’evento puntava infatti a valorizzare il patrimonio culturale attraverso il suo utilizzo pubblico e una nuova relazione tra archeologia, territorio e comunità.
Per un fotografo questo approccio offre un punto di vista interessante: non limitarsi a fotografare il monumento, ma raccontare il rapporto tra il monumento e le persone che lo attraversano.
Una giornata tra archeologia, natura e mobilità
Uno degli aspetti più caratteristici dell’Appia Day 2019 era la varietà delle attività proposte.
Il programma comprendeva passeggiate, trekking, ciclotour, musica, teatro, attività per bambini, degustazioni, mostre e incontri culturali, oltre all’apertura straordinaria e gratuita di numerosi monumenti e siti archeologici.
La bicicletta aveva un ruolo particolarmente importante.
L’idea era quella di recuperare una dimensione più lenta del viaggio, permettendo ai partecipanti di attraversare il territorio e osservare direttamente ciò che normalmente viene percepito soltanto dal finestrino di un’automobile.
Ed è proprio questa lentezza a diventare preziosa anche per la fotografia.
Camminando o pedalando si possono infatti cogliere dettagli che altrimenti rischierebbero di passare inosservati: una porzione di basolato, la luce che attraversa la vegetazione, un particolare architettonico, una persona che percorre l’antica strada o il contrasto tra la Roma contemporanea e le tracce del mondo antico.
Fotografare persone e luoghi
L’Appia Day non è soltanto fotografia di paesaggio o fotografia archeologica.
La presenza di centinaia di partecipanti crea una seconda dimensione narrativa: quella umana.
I ciclisti, le famiglie, gli escursionisti, i volontari, le guide e gli appassionati diventano parte integrante del racconto.
Un fotografo può quindi costruire una vera sequenza narrativa alternando:
- panoramiche dell’Appia Antica;
- dettagli archeologici;
- fotografie ambientate;
- ritratti spontanei;
- immagini di ciclisti e camminatori;
- fotografie delle attività organizzate;
- particolari della vegetazione;
- contrasti tra antico e contemporaneo.
Il risultato può essere molto più interessante di una semplice raccolta di fotografie monumentali.
L’Appia come patrimonio condiviso
Uno degli aspetti più importanti dell’edizione 2019 era la volontà di considerare il patrimonio culturale e ambientale come un bene comune.
L’idea sostenuta dagli organizzatori era quella di trasformare l’Appia in un elemento capace di mettere in relazione cultura, turismo, ambiente e comunità locali, da Roma a Brindisi.
In questa prospettiva la fotografia assume un ruolo particolare.
Fotografare significa infatti documentare, ma anche costruire memoria.
Una fotografia scattata durante una giornata come questa può raccontare contemporaneamente un monumento, un paesaggio, una persona e il modo in cui una comunità vive quel territorio.
Appia Way: un nuovo modo di percorrere l’antica strada
Tra le novità dell’Appia Day 2019 c’era anche il progetto “Appia Way”, pensato come un percorso virtuale capace di mettere insieme accoglienza, servizi turistici, itinerari culturali, naturalistici ed enogastronomici.
L’obiettivo era costruire un cammino multimodale, da percorrere non soltanto a piedi o in bicicletta, ma anche attraverso treno, autobus e altri sistemi di mobilità.
È un concetto interessante anche dal punto di vista fotografico: non più soltanto una destinazione da raggiungere, ma un percorso da raccontare.
E un percorso, fotograficamente parlando, può diventare una vera storia.
Un appuntamento ideale per i fotografi
Per Domiad Photo Network l’Appia Day rappresentava quindi un’occasione per incontrarsi, parlare di fotografia e condividere esperienze all’aperto.
Era proprio questo il senso dell’invito pubblicato all’epoca: utilizzare la giornata non soltanto per partecipare a un evento, ma per fotografare, conoscersi e confrontarsi con altri appassionati.
La ricchezza dell’Appia Antica permetteva inoltre di affrontare praticamente ogni genere fotografico: dal paesaggio alla street photography, dalla fotografia architettonica al reportage, fino al ritratto ambientato.
Una fotografia per raccontare la storia
L’Appia Antica ha una caratteristica che la rende particolarmente affascinante: non è un monumento isolato.
È una strada.
E una strada implica movimento, persone, incontri e trasformazioni.
Per questo fotografarla significa anche raccontare il tempo.
Un’immagine può mostrare un antico tratto di basolato e, pochi metri più avanti, una bicicletta che lo percorre. Può mettere nello stesso fotogramma un monumento romano e la vita quotidiana della città contemporanea. Può concentrarsi su un dettaglio oppure allargarsi fino a comprendere l’intero paesaggio.
È questa capacità di unire passato e presente che rende l’Appia una straordinaria palestra fotografica.
Domiad Photo Network all’Appia Day 2019
Nel 2019 Domiad Photo Network figurava tra le realtà coinvolte nel comitato dell’Appia Day, insieme a numerose associazioni e organizzazioni impegnate nella valorizzazione dell’antica consolare.
La partecipazione nasceva quindi dalla volontà di portare la cultura fotografica dentro un evento dedicato alla storia, al territorio e alla partecipazione.
Un’occasione per uscire dagli spazi tradizionali della fotografia e utilizzare la macchina fotografica come strumento per osservare, documentare e condividere un patrimonio comune.
L’Appia Antica, fotografata oggi, diventa memoria di domani
L’Appia Day 2019 ha mostrato come la fotografia possa inserirsi naturalmente all’interno di iniziative culturali e territoriali.
Non servono necessariamente grandi eventi spettacolari per realizzare immagini significative. A volte è sufficiente una strada antica, una bicicletta, una persona che cammina, la luce giusta e la consapevolezza di trovarsi davanti a qualcosa che appartiene a una storia molto più grande di noi.
Ed è forse questo il modo più bello di fotografare l’Appia Antica: non limitarsi a documentarla, ma provare a raccontare il suo continuo dialogo tra passato, presente e futuro.
Appia Day 2019: la Regina Viarum non è soltanto una strada da percorrere. È una storia da vivere e, soprattutto, da fotografare.

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