domiad – Associazione Nazionale Domiad Photo Network https://www.domiad.it Thu, 26 Oct 2017 08:23:30 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.8.2 “Racconti Fotografici” Numero 62: intervista a Fabrizio Bonifazi https://www.domiad.it/racconti-fotografici-numero-62-intervista-a-fabrizio-bonifazi/ Wed, 11 Oct 2017 09:29:40 +0000 https://www.domiad.it/?p=6218 Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 62° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Fabrizio Bonifazi , buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?
Mi chiamo Fabrizio Bonifazi, classe ’84, di Roma.

Da piccolo cosa sognavi di fare?
Non ho mai avuto in’idea precisa, non ce l’ho neanche adesso sinceramente, sono un ambizioso, do il massimo in tutto ciò che faccio.

La prima foto che hai scattato?
Purtroppo non l’ho conservata, era una foto ad una mucca scattata al bosco di Manziana, con una Nikon D90 che mi ha regalato mio fratello, nel 2012.

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè ?
Sono tantissimi e non avendo un genere di fotografia preferito, potrei fare una lista infinita di nomi. Seppur ammirando tantissimi fotografi, non emulo mai i loro scatti, né cerco di imitare la loro fotografia, anzi, grazie a loro cerco di sviluppare il mio modo di fotografare.

Cosa non è per te la fotografia ?
Non deve essere la ricerca della notorietà, di visibilità. Sempre più aspiranti fotografi tendono a fare corse per arrivare chissà dove, per lavorare nell’ambiente della fotografia, a volte sacrificando il cuore o la passione. La fotografia è l’espressione di un tipo di emozione.
La fotografia non è nemmeno la corsa a chi ha l’equipaggiamento più aggiornato e performante, abbiamo smartphone in tasca con caratteristiche superiori ad attrezzature che utilizzavano i mostri sacri del passato.
Il limite è l’occhio, non il mezzo che usiamo per scattare.

Qual e` la sfida di ogni scatto?
Avere il perfetto stato d’animo mentre fotografo. A volte capita di essere agitati, ansiosi per non perdere l’occasione di portare a casa uno scatto. Per fare una buona foto, bisogna esserci nella foto ed uno stato d’animo negativo ci esclude dallo scatto.

Che cos’e` la curiosita`?
La curiosità è sperimentare, osare, magari infrangere le famose regole che tanti fotografi osservano in ogni scatto. La curiosità non ti rende mai banale.

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?
Il mondo e tutto ciò che raccoglie. Popolazioni, animali, luoghi remoti e poco visitati.

Qual e` il tuo prossimo progetto?
In mente ne ho fin troppi, a causa del poco tempo che ho causa lavoro ci vorrà molto per portarli a termine o solo per iniziarli.
Sarebbe bello completare quelli che ho già in corso, in primis il mio progetto “A Geisha’s Tale”, dedicato alla tradizione della Geisha.

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?
La timidezza, quando ho cominciato a fotografare avevo una sorta di blocco. Blocco che si manifestava naturalmente con la street photography e con i ritratti, dove non riuscivo ad esprimere il mio estro al 100%. Magari nemmeno adesso ci riesco, ma almeno lo faccio senza essere timido e noto che sono più sereno, mi diverto di più e riesco a scattare più facilmente.

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?
Fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione. La definizione di genio di “Amici Miei” calza a pennello.

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare?
Tantissime restrizioni, sia psicologiche che burocratiche, sono sempre di meno le persone che si fanno fotografare senza manifestare fastidio, così come sono sempre di meno le possibilità di scattare ciò che davvero si vuole, per via di risposte negative da parte di tantissime istituzioni.

Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?
Durante l’ultimo viaggio in Giappone con la mia associazione culturale “La Compagnia della Foto”, mi ricordo che eravamo a Kyoto, nel quartiere di Gion, dove le Geiko e Maiko (Geishe) si aggiravano per le strade per andare a lavoro o per tornare nelle loro Okiya (le loro case).
C’era un’eccitazione generale nel vedere queste ragazze, truccate e vestite in maniera tradizionale che camminavano, le strade erano piene di fotografi, io ormai ho perso ogni inibizione o timidezza, quindi, nel rispetto di queste ragazze, mi avvicinavo quanto bastava per fotografarle, a discapito dei fotografi dietro di me.
Stessa cosa facevano altri fotografi, tra cui altri due ragazzi della mia associazione, compreso mio fratello.
Alla fine del viaggio, un ragazzo ci fa vedere i suoi scatti, avrà avuto almeno una trentina di foto delle geishe con me e mio fratello accanto a loro, rovinando, purtroppo, i suoi le sue fotografie.
Magari ci farà un progetto fotografico in futuro.

Sito web: http://www.fabriziobonifazi.com
Facebook: http://www.facebook.com/wasabi2k9
Instagram: http://www.instagram.com/wasabi.daje

]]>
“Racconti Fotografici” Numero 61: intervista a Andrea Pistocchi https://www.domiad.it/racconti-fotografici-numero-61-intervista-a-andrea-pistocchi/ Wed, 11 Oct 2017 09:12:18 +0000 https://www.domiad.it/?p=6201 Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 61° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Andrea Pistocchi , buona lettura.

 

  • Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono?

Sono Andrea Pistocchi, non mi considero un fotografo professionista e mi servo della fotografia per riflettere sulla realtà che mi circonda e per conoscere meglio me stesso. Credo di essermi innamorato della fotografia nei lontani pomeriggi della mia adolescenza, in un piccolo laboratorio fotografico allestito in un’aula dismessa del liceo che frequentavo. La luce rossa della camera oscura all’inizio mi spaventava: le bobine con le pellicole da sviluppare (rigorosamente bianco e nero), le bacinelle con i bagni d’acido, l’ingranditore. Poi, all’improvviso, dal nulla, l’immagine si disegnava sulla carta. Indescrivibile l’emozione che mi frantumava il ventre e che si rovesciava nelle vene. Da allora la fotografia si è intrecciata alla mia vita in maniera indissolubile.

 

  • Da piccolo cosa sognavi di fare?

Non ricordo di aver mai nutrito sogni di gloria, di aver desiderato di essere popolare o famoso, né di essermi mai abbandonato ad aspirazioni chimeriche. Sono sempre stato un tipo riflessivo. Da bambino non volevo andare all’asilo e ricordo che spesso rimanevo a casa. Ho un ricordo nitido, terribilmente nitido, di me seduto sulle scale del pianerottolo che si affacciava sulla strada. Rimanevo per ore seduto ad osservare le formiche che affrontavano senza paura qualsiasi salita. Probabilmente è lì che è cominciata la mia indagine del circostante.

 

  • Quando e come è nata la tua passione per la fotografia? E se lo ricordi, qual è stata la prima foto che hai scattato?

Ricordo che durante le feste di compleanno e le cerimonie mi ritrovavo spesso a spiare il fotografo di turno, ne osservavo con attenzione i gesti, le posizioni, cercavo di capire cosa facesse, aspettavo con trepidazione il rumore dell’otturatore. Lo trovavo molto musicale. Mi incuriosiva tantissimo quell’attrezzo tra le mani del fotografo, mi sembrava uno strumento per setacciare la realtà, per catturare la luce e scrivere il mondo con essa. Ricordo benissimo la prima fotografia che ho scattato, è un momento indelebile nella mia memoria. Erano i primi anni novanta ed io frequentavo le scuole medie. Un giorno mi presentai a casa di mio zio con una pellicola Kodak da 24 pose stretta nel palmo della mano e gli chiesi in prestito la macchina fotografica, una Yashica fx-3. Dopo avermi aiutato a montare la pellicola, con un gesto di fiducia impagabile, mi permise di uscire a fotografare. Andai in un vecchio lavatoio che si trovava vicino casa. Le mie prime foto le ho scattate lì. Le 24 pose durarono pochi minuti e credo di non aver sviluppato mai quel rullino. Quel giorno per  sono certo di aver impresso per sempre la fotografia sulla pellicola della mia esistenza.

 

  • Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perché?

Di Fotografia ne vedo tanta. Partecipo a forum, gruppi fotografici, acquisto riviste, passo ore in libreria a sceglier testi dai quali imparare; insomma cerco di documentarmi il più possibile. Osservo ogni immagine con attenzione, da quella del fotoamatore a quella del professionista, e cerco di apprendere e capire ogni scatto che desti il mio interesse. Ovviamente per  ho dei riferimenti a cui mi ispiro: apprezzo moltissimo il lavoro di Sebastiao Salgado, Steve McCurry, Josef Koudelka, Annie Leibowitz e Joel Meyerowitz; adoro il Maestro Gianni Berengo Gardin, mi piace Ivo Saglietti e sono affascinato dall’eleganza di Giovanni Gastel. Il vero amore (almeno il primo amore) per  è stato per Francesca Woodman, ancora oggi un punto di riferimento essenziale per il mio linguaggio e la mia ricerca espressiva. Attualmente inoltre osservo con attenzione anche il lavoro di Marta Bevacqua.

 

  • Che cosa non è per te la fotografia?

Nelle mie fotografie cerco di far percepire il silenzio. La costruzione dell’immagine diventa quindi un dialogo che punta all’introspezione di chi la osserva. Il mondo di oggi è veloce, tutto corre con rapidità e poco o nulla sedimenta fino a diventare spessore. Immagini, colori, luci sollecitano ininterrottamente la nostra attenzione, sottoposta a stimoli continui che spesso distraggono l’osservatore e non di rado finiscono per narcotizzarlo. Io mi sforzo di trovare un principio di ordine al caos circostante e lo cerco nei dettagli, in particolari a prima vista insignificanti, talvolta perfino invisibili. Provo a richiamare l’attenzione sulle sfumature del quotidiano che spesso passano inosservate, ma che in realtà fanno la differenza. Se dunque potessi stabilire cosa la fotografia non è risponderei senza esitazione che essa non è confusione: non pu  esserlo se, com’è per me, è uno strumento per sfuggire al rumore costante di sottofondo che cattura e distoglie l’attenzione, un mezzo per allontanarlo e metterlo per un istante a tacere.

 

  • Colore o Bianco e Nero, hai preferenze?

La scelta tra colore o Bianco e Nero pu  cambiare completamente il risultato di una foto. Personalmente, pur scattando sempre a colori, tendo ad immaginare la scena in Bianco e Nero osservando attentamente la luce, le zone d’ombra, i contrasti. Come ho detto, per me la fotografia è qualcosa che filtra il superfluo, setaccia le impurità e lascia affiorare la parte più profonda della superficie. A questo tipo di ricerca, che lavora per sottrazione, eliminazione, direi quasi liberazione, si adatta senz’altro meglio il Bianco e Nero, perché credo che esso non si sveli mai fino in fondo e proponga quindi un’indagine costante, perenne: è lo spettatore che ogni volta porta a compimento il messaggio. Una foto in Bianco e Nero non cerca di competere con il mondo esterno, di cogliere qualcosa che esso è o mostra. È piuttosto un’interpretazione del mondo che, con il suo distanziarsi dal modo in cui esso si offre naturalmente al nostro sguardo, invita a riflettere, a interrogarsi.

 

  • Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

Io ho la fortuna di non vivere del mio lavoro di fotografo. Per me la fotografia è un mezzo espressivo come lo sono la pittura, la scultura o la poesia, strumenti che utilizzo per placare la mia necessità di raccontare il circostante. Se fosse un lavoro sarei costretto a rispettare dei tempi e a sottostare alle condizioni che fanno parte di qualsiasi lavoro. Invece mi posso muovere liberamente dedicandomi completamente a quello che mi piace raccontare. Ho sempre vissuto questa passione con molta libertà, usando l’immagine come mezzo espressivo della mia ricerca artistica e passando anche lunghi periodi senza scattare affatto. Fondamentalmente io so di non essere un fotografo e questa consapevolezza alimenta ancora di più la mia curiosità e la mia volontà di migliorare.

 

  • Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

Io sono autodidatta e le difficoltà maggiori, soprattutto nel primo periodo, le ho trovate dal punto di vista tecnico. Quando ho preso la mia prima reflex digitale mi sono accorto che c’era un gran lavoro da fare, soprattutto per il processo di post produzione, per imparare quei piccoli passaggi che mi servono per sistemare le mie foto. Ad ogni modo il mio intervento in post produzione è davvero leggero, mi limito a sistemare contrasto, bilanciamento e distorsione prospettica. Lavoro sul bianco e nero principalmente e quando scatto cerco di avere un’immagine che sia già sulla buona strada per diventare quello che ho in mente.

 

  • Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

Essere, come si dice, al posto giusto al momento giusto non basta. Potrà sembrare banale, perfino scontato, ma un fotografo deve essere sempre pronto, perché il momento giusto pu  arrivare in qualunque momento. Per cogliere l’attimo è necessario riuscire ad interpretare la scena che si ha davanti agli occhi, ascoltare l’emozione che essa ci trasmette ed aver ben chiaro come la si voglia catturare. Naturalmente, per restituire il concetto che si è immaginato è fondamentale la scelta della focale: in alcune scene è importantissimo allargare il campo visivo e quindi un grandangolo aiuta la teatralità del contesto, altre volte il dettaglio crea emozioni profondissime e quindi stringere il campo è l’unica strada percorribile. Il contenuto emotivo delle immagini è per me molto importante: quando mi appare davanti la scena che cerco, la scena che mi coinvolge, che mi parla, allora scatto.

 

  • Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

Io racconto storie, cerco di descrivere un’emozione e di far partecipare emotivamente chi guarda a quel frammento di quotidiano presente nella mia immagine. Per raccontare questo posso utilizzare il paesaggio, la macro o la street. Fotografo senza seguire una traccia ben definita e preferisco lasciare che sia il momento a suggerirmi il da farsi. Tra tutti i generi fotografici per  mi sento molto legato al ritratto. È una forma espressiva che sento mia. Con il ritratto cerco di raccontare le persone o di catturare di esse qualcosa che lo spettatore possa percepire come il dettaglio di una storia. Difficilmente dunque faccio ritratti di soggetti in posa, o che sanno di essere fotografati.

Spesso, per superare l’imbarazzo iniziale, cerco di creare una situazione in cui il soggetto si senta a proprio agio, parlo con naturalezza, provo ad essere spiritoso. Di solito mentre sto parlando scatto delle foto all’improvviso senza nemmeno inquadrare il soggetto: è un modo per farlo abituare al suono dell’otturatore, per rendermi conto della sua reazione, per capire se devo essere io a seguirlo o viceversa. Insomma cerco di capire come ottenere il risultato più interessante e più naturale possibile. Talvolta parlare mi aiuta anche a conoscere meglio il soggetto e la cosa non è superflua, perché instaurare una certa empatia permette di raggiungere l’espressività più naturale e quindi di restituire un racconto che vada oltre la bella fotografia. Inoltre, in un ritratto come in tutti gli altri scatti, non mi fermo mai alla superficie di quello che vedo: mi sforzo di fissare un frammento di vita, di afferrare la purezza di un’emozione o di catturare nel soggetto le macerie interiori che pesano in ognuno di noi.

Per come lo intendo io, il ritratto è il punto di partenza di una ricerca che va oltre la storia personale del soggetto stesso, che mira ad essere qualcosa di più grande e di più profondo. Quando essa approda allo spettatore, la foto diventa un racconto che questo, come se entrasse nell’immagine e cominciasse a viverla, pu  portare a compimento.

 

  • Cosa ha influenzato il tuo stile?

Ho frequentato L’Istituto D’Arte e L’accademia Di Belle Arti durante il mio ciclo di studi sono completamente rimasto folgorato dai grandi maestri della storia dell’arte. Se dovessi sceglierne uno tra tutti per  direi sicuramente Caravaggio, è uno degli artisti che maggiormente hanno cambiato il mio modo di osservare le cose. All’inizio cercavo di copiarlo in maniera invereconda, senza alcun pudore e con il tempo ho dovuto fare un grande lavoro su me stesso per disintossicarmi dall’abuso della vignettatura che usavo per ottenere forti contrati tra bianco e nero. Altre influenze importanti le ho avute dalla letteratura e dalla poesia, sono dipendente dalla poesia ne leggo tantissima e mi accorgo che condiziona molto il modo di osservare le cose.

 

  • Qual è il tuo prossimo progetto?

Mi piacerebbe realizzare un libro, sto valutando le possibili traiettorie da seguire. Mi piacerebbe raccontare la bellezza della donna non dal punto di vista fisico ma da quello intellettivo. Sono dell’opinione che non raggiungeremo mai la parità dei sessi perché le donne sono intellettivamente più emancipate e noi maschietti possiamo solo inseguire. Oggi che purtroppo si sentono così tanti casi di violenza e di abusi mi piacerebbe sottolineare che il mondo pu  diventare un posto migliore solo se diamo più importanza, più rispetto alle capacità femminili.

Andrea Pistocchi

www.andreapistocchi.com

 

]]>
“Racconti Fotografici” Numero 60: intervista a Michele Rinaldi https://www.domiad.it/racconti-fotografici-numero-60-intervista-a-michele-rinaldi/ Fri, 15 Sep 2017 08:47:40 +0000 https://www.domiad.it/?p=5891 Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 60° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Michele Rinaldi , buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?
Mi chiamo Michele Rinaldi, sono un fotografo freelance specializzato in paesaggistica e fotografia architettonica / naturalistica. Ho studiato fotografia al College di Edimburgo in Scozia e da circa dieci anni vivo senza fissa dimora viaggiando full time e scattando nei posti iconici più belli al mondo. Dopo aver vissuto e vagato in molti paesi europei mi trasferisco a sud dell’equatore, passando un anno in Nuova Zelanda.

Da piccolo cosa sognavi di fare?  Il Fotografo

La prima foto che hai scattato?
Difficile dirlo o ricordarlo, credo sia stato nel giardino di casa dopo aver acquistato con i risparmi delle paghette una camera analogica al mercatino dell’usato.

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè ?
Per quanto riguarda la fotografia attuale, seguo molto le linee di alcuni fotografi di landscape quali Elia Locardi, Rob Dickinson, Chris Burkard. And Mark Adamus. Per quanto riguarda i pilastri della fotografia naturalistica e paesaggistica viene immediato pensare a nomi come Ansel Adams e Per Bak Jensen, pionieri di un genere.

Cosa non è per te la fotografia ?
Uno strumento odierno per la condivisione di alcuni momenti di vita privati futili, e soprattutto uno strumento per adescare i cosiddetti “followers” dell’era digitale e social.

Qual e` la sfida di ogni scatto?
Per un fotografo paesaggista è l’insieme di vari elementi fondamentali utili alla realizzazione dello scatto. Luce, ombre, colori, tonalità, vento, nuvole, tempo meteorologico, orario del tramonto e alba. Tutti questi elementi influiscono considerevolmente il risultato finale.

Che cos’e` la curiosita`?
La curiosità è quel verme che ti divora dall’interno, e non smette di mangiare finche non l’hai soddisfatto.

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?
Sono impegnato a fotografare i posti icona intorno al mondo. La realizzazione di un sogno sarebbe riuscire a fotografare l’Antartide. Per un fotografo paesaggista la curiosità e il lavoro porta a viaggiare molto, dopo molti anni sul campo a fotografare i posti più belli al mondo si perde un minimo di sensibilità all’impatto scenico dato da un paesaggio idilliaco che lascerebbe di stucco un turista occasionale.

Qual e` il tuo prossimo progetto?
Appena rientrato dalla Nuova Zelanda, sono impegnato nella stesura fotografica di un progetto in collaborazione con una start-up statunitense. Il lavoro consiste nella realizzazione di una guida fotografica sulla regione Campania, nel sud dell’Italia.

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?
Sono confuse e ancora non perfettamente a fuoco. Ho iniziato come fotografo per eventi e matrimoni, ho fatto di tutto, lavorando in vari studi fotografici per poi trasferirmi all’estero e abbracciare la fotografia di paesaggio. Ho studiato “landscape photography” presso il college di Edimburgo, in Scozia.

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?
Tantissime, e ne incontro tuttora. Purtroppo la fotografia naturalistica non lascia molto spazio ai professionisti. Diversamente dalla fotografia editoriale e commerciale la fotografia di paesaggi è tutt’ora un campo difficile e molto competitivo. Oggigiorno è diventato troppo facile scattare immagini di altissima qualità con mezzi alla portata di tutti. Basti vedere le foto scattate con un semplice iPhone.

Quali esperienze decisive hai avuto nell’ambito fotografico?
Ho avuto modo di lavorare ad un progetto fotografico che mi ha portato a viaggiare in modo unico e peculiare l’isola sud della Nuova Zelanda.

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?
Tanta esperienza sul campo. Come cogliere l’attimo giusto non è apprendibile in nessun libro di fotografia.

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?
In primis, ci deve essere un rapporto di intesa. Lavoro poco con le persone, sono difficili da organizzare. Preferisco lavorare con la natura, a volte ho dei riscontri più piacevoli.

Cosa ha influenzato il tuo stile?
Indubbiamente il confronto con altri fotografi del mio genere. Le esperienze e i viaggi che ho fatto. Le persone con cui ho parlato. Uno sconosciuto su un treno.

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare ?
Un fotografo naturalista cerca la perfezione nel paesaggio. Uno dei problemi più frequenti che riscontro oggi sono senza ombra di dubbio la presenza di oggetti di disturbo che deturpano la bellezza dell’immagine. La mano dell’uomo ha purtroppo invaso la natura (per diverse ragioni), compromettendo la naturale composizione dell’immagine. Paradossalmente, soprattutto in città, è sempre piu difficile riuscire a realizzare una diapositiva libera da elementi di disturbo, come lavori in corso, tendoni, affissioni pubblicitarie etc.

Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?
Una volta entrai da Unieuro con una polo blu. Fu un incubo.

www.michele-rinaldi.com

Email: info@michele-rinaldi.com

Facebook: https://goo.gl/fhXY5U

Instagram: https://goo.gl/qeaBNw

Twitter: https://goo.gl/V4XC3x

500px: https://goo.gl/CZD2c5

Linkedin: https://goo.gl/Nk6UVF

Atrani is a city and comune on the Amalfi Coast in the province of Salerno in the Campania region of south-western Italy. It is located to the east of Amalfi, several minutes drive down the coast.
Atrani has a surface area 0.12 km2 making it the smallest community in all of Italy. Population was around 870 in 2016.

Eilean Donan is a small tidal island where three lochs meet, Loch Duich, Loch Long and Loch Alsh, in the western Highlands of Scotland. A picturesque castle that frequently appears in photographs, film and television dominates the island, which lies about 1 kilometre (0.62 mi) from the village of Dornie. Since the castle’s restoration in the early 20th century, a footbridge has connected the island to the mainland.

Karst topography is a landscape formed from the dissolution of soluble rocks such as limestone, dolomite, and gypsum. It is characterized by underground drainage systems with sinkholes and caves. It has also been documented for more weathering-resistant rocks, such as quartzite, given the right conditions. Subterranean drainage may limit surface water, with few to no rivers or lakes. However, in regions where the dissolved bedrock is covered (perhaps by debris) or confined by one or more superimposed non-soluble rock strata, distinctive karst surface developments might be totally missing, the features occurring at subsurface levels.

The Église Saint-Georges (Church of St. George) is a church located on the Place François-Bertras, in the Vieux Lyon quarter, in the 5th arrondissement of Lyon. It is under the direction of the Primatiale parish and was named in honor of Saint George. It is near the Place Benoît-Crépu, between the quarter of the Quarantaine and Saint-Jean quarters.

The Temple of Hera II (also erroneously called the Temple of Neptune), is a Greek temple in Paestum, Campania, Italy. The name Temple of Neptune is a misnomer from the 18th century, even though it was actually dedicated to the goddess Hera. It is listed as a UNESCO World Heritage site. The Second Temple of Hera contained only Doric style columns which signifies the close bond it has with Earth and by using these columns which were larger and wider pointed to that. It is also perfectly aligned to face a double peaked mountain which the Greeks associated with something of importance as this was not a common happening.
The Temple of Hera II was closely modeled on the Temple of Zeus at Olympia. The Second Temple of Hera has six columns along its shorter sides and fourteen columns along its longer sides.

The city is known for its geothermal activity, which is the heart of much of its tourist appeal. Geysers – notably the Pohutu Geyser at Whakarewarewa – bubbling mud pools, and thermal springs are all nearby. In Kuirau Park, to the west end of the central city, hot bubbling mud pools dot the park. Visitors can soak their feet in hot water pools.Atrani has a surface area 0.12 km2 making it the smallest community in all of Italy. Population was around 870 in 2016.

]]>
“Racconti Fotografici” Numero 59: intervista ad Giuseppe Silvestri https://www.domiad.it/racconti-fotografici-numero-59-intervista-ad-giuseppe-silvestri/ Mon, 11 Sep 2017 13:57:36 +0000 https://www.domiad.it/?p=5837 Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 59° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Giuseppe Silvestri , buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?
Giuseppe Silvestri, 50 anni, giornalista professionista al Gruppo Corriere (Corriere dell’Umbria e altri). Sono di Ascoli Piceno, ma da due anni lavoro a Siena con la qualifica di caposervizio dopo averlo fatto anche a Perugia, Grosseto e Terni. Per diversi anni ho collaborato con la Gazzetta dello Sport, un’esperienza che mi ha segnato professionalmente. Scrivo sui giornali da quando avevo 18 anni. Inizialmente di sport (e per sport), poi via via di tutto il resto. Lavoro a parte, ho svariate passioni. La più “normale” è la fotografia, la più “strana” il calcio da tavolo Subbuteo. Ci tengo a puntualizzare che non mi sento affatto un fotografo, ma un semplice appassionato.

Da piccolo cosa sognavi di fare?
Tra le altre cose di scrivere. E’ andata bene. Anche se pensavo più ai libri che ai giornali.

La prima foto che hai scattato?
Frequentavo le elementari. Il primo ricordo simpatico è legato ad una gita organizzata a Capri-Caserta dalla parrocchia. Mia nonna partecipò e mi portò con sé. Io avevo una vecchia macchina fotografica e chiedevo a lei e alle sue amiche di mettersi in posa. Loro credevano che la macchina fosse un giocattolo e se la ridevano quando scattavo. Tornati a casa mio padre fece sviluppare e stampare le foto e loro rimasero a bocca aperta. Non avevo più di 6-7 anni.

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perché?
Di bravi fotografi è pieno il mondo. Personalmente, lavorando in un quotidiano, apprezzo quelli che sanno cogliere la notizia. Che sanno unire, cioè, alla bravura tecnica, la capacità di individuare un motivo per il quale quello scatto sarà pubblicato. In generale mi piace chi sa cogliere l’attimo.

Cosa non è per te la fotografia ?
Non è un mero esercizio di tecnica. Ci vuole il cuore. Sempre. Come del resto per tutte le cose.

Qual è la sfida di ogni scatto?
Emozionarmi nel farlo, sperando di rivivere le stesse emozioni nel riguardarlo. Se poi le provano anche altri, posso dire di aver vinto la sfida. Non capita spesso.

Che cos’è la curiosità?
Una dote fondamentale e in parte innata. Per un giornalista è una caratteristica imprescindibile. Per un fotografo vale lo stesso concetto.

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare?
Natura al primo posto, in tutte le sue sfaccettature. Gli animali sono “modelli” eccezionali: non li puoi mettere in posa, quindi adorabili.

 

Qual è il tuo prossimo progetto?

Amo viaggiare per fotografare e viceversa. Tra le idee l’Islanda, l’Africa, l’Irlanda. Ma il tempo?
Un domani, inoltre, mi piacerebbe allestire una mostra nella mia città. E’ un vecchio sogno mai realizzato.

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?
Scattavo con continuità quando si usavano le pellicole. Con l’avvento del digitale mi sono disamorato per un lungo periodo. Non mi sembrava più una sfida poter scattare 100 foto (tanto non costa niente, si diceva) per sceglierne una. Troppo comodo, pensavo. La realtà, come sappiamo, è ben diversa: il “manico” ci vuole sempre. Dieci anni fa ho comprato una Nikon e ho ricominciato.

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?
Ho sempre dovuto fare i conti con la cronica mancanza di tempo. E’ quello il mio grande cruccio: le giornate di 24 ore sono troppo corte per fare tutto e chi ha una professione intensa come la mia, mette, ovviamente, in secondo piano le proprie passioni.

Quali esperienze decisive hai avuto nell’ambito fotografico?
Da giornalista ho avuto l’opportunità di lavorare accanto a fotografi molto bravi e nelle situazioni più disparate. Da tutti ho sempre cercato di cogliere qualcosa dal punto di vista tecnico, di imparare. Di contro ho provato a far capire loro cosa vuole un giornalista da una foto, quale è lo scatto che “fa notizia”. I fotografi che lavorano per i quotidiani non possono non avere alcune qualità: devono essere rapidi nell’esecuzione, veloci nella consegna, attentissimi ai particolari e anche molto scaltri perché a volte si trovano a lavorare in condizioni difficili.

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?
Intuito, concentrazione, curiosità e anche un pizzico di fortuna.

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?
Per strada a volte basta un sorriso. Non amo la foto in posa.

Cosa ha influenzato il tuo stile?
Non credo di aver sviluppato uno stile personale. Non ancora almeno.

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare?
Il problema è sempre lo stesso. Cinque lettere, inizia per T finisce per empo. Dal punto di vista tecnico, mi piacerebbe molto migliorare nella post produzione.

Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?

Visita di Papa Francesco ad Assisi. Sono lì per scrivere, ma ho portato la macchina: non si sa mai. L’incontro tra il Pontefice e i giovani avviene davanti alla chiesa di Santa Maria degli Angeli. La piazza è ovviamente stracolma e sarebbe d’effetto una foto dall’alto, nel palazzo accanto però l’accesso alle finestre dei piani superiori è consentito solo ai frati. Inizio a parlare di fotografia con un giovane francescano, anche lui appassionato. Finisce che gli presto la macchina, lui sale all’ultimo piano e scatta. La foto è stata pubblicata.

]]>
“Racconti Fotografici” Numero 58: intervista ad Renzo Carraro https://www.domiad.it/racconti-fotografici-numero-58-intervista-ad-renzo-carraro/ Mon, 11 Sep 2017 09:29:24 +0000 https://www.domiad.it/?p=5826 Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 58° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Renzo Carraro , buona lettura.

 

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Mi chiamo Renzo Carraro e fotografo per passione da circa 20 anni.

 

Da piccolo cosa sognavi di fare?

Non avevo un sogno in particolare, ne avevo molti. Sono sempre stato una persona curiosa e determinata e sin da piccolo, quando qualcosa mi appassionava, provavo a farla.

 

La prima foto che hai scattato?

Con la macchina di mio padre, una Petri. Probabilmente una foto di famiglia.

 

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè ?

Tutti i ritrattisti piu’ famosi, Avedon, Newman, McCurry. Perchè riescono a fermare e catturare la mia attenzione sulle loro opere in modo magico. Ancora resto sorpreso ed incantato.

 

Cosa non è per te la fotografia ?

Non credo sia un talento innato, credo sia una passione che porti a sviluppare la creatività che si ha dentro, che lo si faccia per professione o come fotoamatore.

 

Qual e` la sfida di ogni scatto?

Cogliere quel dettaglio che ai più sfugge e valorizzarlo tanto da renderlo immobile ed eterno, che sia uno sguardo, una posa, un’ espressione o un’ emozione .

 

Che cos’e` la curiosita`?

E’il crearsi la possibilità di trovarsi nel posto giusto al momento giusto.

 

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?

Persone , continuare a fare quello che faccio. Fotografare persone.

 

Qual e` il tuo prossimo progetto?

Non ho ancora ben capito quale sarà il progetto definitivo, ma sono incuriosito dalla plasticità dell’ espressione corporea di ballerini e ginnasti.

Trovo siano delle vere e proprie opere d’arte e mi piace immaginarle ad abbellire  contesti urbani

 

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

Ho cominciato a fotografare in pellicola B/N , sviluppavo e stampavo da solo. Poi tanti anni di macchinette compatte. Adesso ho ripreso da qualche anno con una macchina digitale e sto riprovando sensazioni che avevo perduto tanti anni fa.

 

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

Avere degli stimoli. Ogni tanto si perde un po’ la rotta e vengono meno gli stimoli per crescere e studiare.

 

Quali esperienze decisive hai avuto nell’ambito fotografico?

Mi sono sempre molto d’aiuto le persone critiche. Certo, i complimenti e gli elogi aiutano molto a continuare. Ma forse, proprio per la mia testardaggine e determinazione, sono piu’ stimolato da chi critica quello che faccio.

 

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

Pazienza e fortuna. Poi spesso ci si accorge in fase di sviluppo piu’ che nel momento dello scatto.

 

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

Chiaramente si cerca di mettere a proprio agio i soggetti, niente di nuovo. Il momento giusto e’ quando dimenticano la macchina che scatta, il viso ed i gesti si rilassano .

 

Cosa ha influenzato il tuo stile?

Una persona ed un workshop che ho fatto con lui one to one. Alessandro di Cicco.

Quello che voglio fare è ritrarre persone e mi ha dato tanti spunti e stimoli per lavorare su me stesso.

 

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare ?

Piu’ che nel fotografare, nella scellta delle centinaia se non migliaia di scatti e nella post produzione. Una difficolta’ nell’ avere tempo a disposizione. Non basta mai.

Instagram : renzo.carraro.photo
]]>
“Racconti Fotografici” Numero 57: intervista ad Davide Lena https://www.domiad.it/racconti-fotografici-numero-57-intervista-ad-davide-lena/ Mon, 11 Sep 2017 03:47:09 +0000 https://www.domiad.it/?p=5816 Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 57° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Davide Lena , buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Mi chiamo Davide Lena, sono nato e cresciuto a Roma e nel 2018 compirò 40 anni.
Lavoro nel campo dell’informatica ma da qualche anno ho capito che la mia vera passione ha a che fare con la fotografia di viaggio e paesaggio, per questo motivo sto impegnando tutte le mie risorse per cercare di cambiare il mio lavoro e, di conseguenza, la mia vita.

 

Da piccolo cosa sognavi di fare?
In realtà non me lo ricordo, forse il pilota di F1, o il pilota di aerei, sicuramente non l’impiegato.

 

La prima foto che hai scattato?
La prima in assoluto non me la ricordo, perché le facevo tanto per fare con una compatta. Mi ricordo invece la prima fotografia “ragionata”, nell’agosto del 2006. Era un semplice orologio su un tavolo di legno ma con una luce rembrandt proveniente da una lampada, ammorbidita con della carta forno per alleggerire le ombre. In quel momento ho cominciato a capire la differenza tra una fotografia fatta in automatico e una fotografia voluta, progettata.

 

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè?
Mi piace molto lo stile di Elia Locardi, e quello di Daniel Kordan. Oltre alla qualità delle immagini mi piace il fatto che girino il mondo alla ricerca della luce migliore in posti stupendi, durante viaggi fantastici. L’ispirazione deriva proprio dal fatto che fanno quello che piace fare a me, viaggiare e fotografare.

 

Cosa non è per te la fotografia?
Non è dimostrare di essere bravi, non è far vedere di essere superiori agli altri. Vedo tanta invidia tra “colleghi”, vedo gente che non apprezza delle fotografie oggettivamente belle solo perché sono state fatte da un “concorrente”, solo per non dargli soddisfazione. Non è una gara, una competizione, c’è posto per tutti.

 

Qual è la sfida di ogni scatto?
Cercare di registrare la sensazione che ho in quel determinato posto, e in quel determinato momento. Non la realtà, quella non mi interessa, la lascio alla Polizia Scientifica, a me interessa emozionarmi ed emozionare. Con questo non voglio promuovere il pesante uso della post produzione, anzi, cerco di stare meno tempo possibile al PC perché mi da troppa soddisfazione vedere lo scatto quasi pronto direttamente in macchina. E’ per questo motivo che se trovo un luogo con del potenziale cerco di tornarci più volte per cercare la luce che più si avvicina a quello che immagino.

 

Che cos’è la curiosità?
E’ quella cosa che mi spinge ad andare un po’ più in là del classico punto di ripresa, a scavalcare un muretto, a percorrere la strada più lunga, a fare cose che vanno di poco oltre la prudenza. L’idea di avere un’immagine particolare mi eccita.

 

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare?
Il pianeta, il mio pianeta. Mi piacerebbe andare in posti estremi, partecipare a spedizioni “ai confini del mondo”, andare dove potrei avere la possibilità di fotografare qualcosa di ancora poco conosciuto.

 

Qual è il tuo prossimo progetto?
Partirò tra 3 giorni per il Canada occidentale, un viaggio fotografico “into the wild” dove vorrò vedere quasi esclusivamente la parte naturalistica di quella parte di mondo, le Montagne Rocciose, i laghi color turchese, la maestosità degli ampi spazi incontaminati, il silenzio.

 

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?
Ho iniziato anche io, come più o meno tutti, fotografando qualsiasi cosa, dalle macro ai ritratti. Poi però ho cominciato a capire che le immagini che più mi davano soddisfazione erano quelle che registravo durante i viaggi, non le fotografie della vacanze ma proprio dei viaggi. Come conseguenza di questa consapevolezza ho cominciato a pensare ai viaggi esclusivamente dal punto di vista fotografico, sia come pianificazione che come organizzazione. Tutto ruota attorno all’obiettivo di tornare a casa con un diario di viaggio fotografico il più evocativo possibile, sia per me ma anche per gli altri che poi vorranno vedere le mie immagini.

 

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?
La difficoltà più grande, soprattutto in Italia, è appunto cercare di convertire questa passione in lavoro. Trattandosi di un genere poco “vendibile” è veramente complicato, come sempre occorre il giusto mix tra talento/fortuna/conoscenze.

 

Quali esperienze decisive hai avuto nell’ambito fotografico?
La prima esperienza che mi ha fatto capire di essere sulla giusta strada è stata nel 2011, quando con le fotografie del mio primo viaggio a Tokyo ho vinto il concorso sulla fotografia di viaggio di National Geographic Italia. Da quel momento ho cominciato a capire che il mio lavoro non era solamente bello per me e per i miei conoscenti ma anche per gli addetti ai lavori in quello specifico campo.
L’ultima, grandissima, soddisfazione è venuta dagli USA invece, quando National Geographic USA ha comprato la mia fotografia più progettata, più voluta, più studiata fino a quel momento. L’incredibile gratificazione di vederla pubblicata in doppia pagina sulla rivista più importante del mondo, in tutte le edizioni del mondo, è stata così grande che anche oggi a ripensarci provo una strana sensazione di benessere.

 

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?
Nella fotografia di paesaggio la progettualità, cercare di trovarsi all’orario giusto con le condizioni di meteo giuste per ottenere quello che si è prefissato, altrimenti riprovare, anche a distanza di anni. Nella fotografia di viaggio invece è necessario essere sempre pronti, osservare quello che succede intorno, cambiare strada, non aver paura di scattare o di provare la classica “vergogna” nell’essere visti.

 

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?
Nessuno. Con le persone nessun rapporto, cerco di essere invisibile, di non influenzare in nessun modo il comportamento di chi inevitabilmente si sente osservato dopo essere stato puntato da un obiettivo fotografico. Per quanto riguarda i paesaggi invece vado lì ore prima, a volte faccio dei sopralluoghi senza macchina giorni prima. Questo mi permette di capire meglio il posto. A volte sto 5-6 ore in attesa del tramonto e durante quel tempo, da solo, ho la possibilità di vedere cosa succede in quel luogo, senza fretta, senza pressioni.

 

Cosa ha influenzato il tuo stile?
Il cinema. Adoro il cinema. Le inquadrature, la luce, i movimenti macchina. Tutto questo inevitabilmente influenza la mia visione della realtà. Il cinema è un’arte visiva meravigliosa.

 

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare?
Forse il copyright e la privacy. Sono normative giuste, lecite, ma spesso sono esasperate e impediscono la realizzazione di fotografie dal forte potere documentativo.

 

Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?
In Giappone, ero lì per realizzare lo scatto che poi ha comprato National Geographic USA. Mi trovavo in un paese lontano dalle grandi città, poco turistico, in bassa stagione e con persone non abituate a vedere occidentali zaino in spalla. Come sempre dopo aver fatto un sopralluogo scelgo con largo anticipo dove posizionare il treppiedi, sia per garantirmi il posto migliore (se dovessero presentarsi altri fotografi) e sia per farmi trovare pronto dalla luce. Da quel momento in poi sono stato fermato in continuazione da persone del posto che mi chiedevano una fotografia, da dove venissi o altro. In particolare sono stato a chiacchierare più di mezz’ora con un vecchietto che abitava lì, in giapponese, solo che io non conosco il giapponese, ma lui continuava ad oltranza, e mi sembrava brutto non fare finta di essere interessato.

 

Sito: http://davidelena.it

Instagram: https://www.instagram.com/davidelena.travelphotographer
Facebook: https://www.facebook.com/davidelena.it
500px: https://500px.com/davidelena

]]>
“Racconti Fotografici” Numero 56: intervista ad Antonio Spitalieri https://www.domiad.it/racconti-fotografici-numero-56-intervista-ad-antonio-spitalieri/ Sat, 09 Sep 2017 14:31:21 +0000 https://www.domiad.it/?p=5803 Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 56° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Antonio Spitalieri , buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Sono Antonino Spitalieri ma mi chiamano tutti Antonio, mi sono diplomato alla scuola d’Arte a Catania nel 1973, nel 1975 ho preso l’abilitazione all’insegnamento di “Ed. Artistica” per le scuole medie (oggi si chiama arte e immagine), ho un secondo diploma di “ragioniere” preso nel 2004 presso l’Istituto Commerciale, per Geometri e Turistico “E. De Nicola” di San Giovanni La Punta (CT). Volevo fare il calciatore professionista e volevo fare l’insegnante ma sono riuscito a metà perchè col calcio sono arrivato a medi livelli, con l’insegnamento ho fatto solo supplenze e alla fine faccio l’assistente amministrativo in una scuola Statale. Ho amato ed amo la fotografia in modo viscerale e la coltivo da ben 40 anni, studiandola e mettendola in pratica. Quello che mi frega è il poco tempo a disposizione perchè mi sarei dedicato con più impegno alla fotografia, invece mi devo accontentare dei ritagli di tempo libero che mi ritrovo ogni tanto (mai).

 

Da piccolo cosa sognavi di fare?

Risposta scontata, impazzivo per il calcio e nel mio paesello di origine ero sempre fuori per le strade a giocare (non avevamo un campo di calcio) con gli amici col risultato che quando mi ritiravo a casa avevo le ginocchia tutte sbucciate ma non mi facevo un problema perchè l’amore per il calcio superava qualsiasi dolore, l’unico ostacolo da superare era mia madre perchè vedendomi conciato in quello stato si arrabbiava tanto e mi sgridava. Col calcio ho continuato e ho calcato tanti campi  e mi facevo rispettare, perchè ero un centravanti bello tosto, il colpo di testa era il mio pregio, a volte arrivavo al secondo piano con l’elevazione. Purtroppo nel calcio ci vuole fortuna ed io non ne ho avuta, ma non mi dispero, sono percorsi di vita, vuol dire che doveva andare così.

 

La prima foto che hai scattato?

Come prima foto che ho scattato è stato all’età di 16 anni ma non era ancora sbocciato l’amore per la fotografia. La priva foto artistica l’ho fatta a 24 anni.

 

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè ?

Sinceramente non mi ispiro a nessuno, faccio parlare la mia mente, l’esperienza di tanti anni di lavoro fotografico mi ha dato molto e unita alla tendenza artistica che possiedo ho messo su un binomio che spero possa piacere alla gente anche se non sono mai soddisfatto di quello che faccio. L’unico maestro che ho avuto è stato Ansel Adams il quale mi ha rivoluzionato la mente fotografica e il modo di vedere le cose. Devo dire che percorro la sua linea ma non del tutto, infatti i miei paesaggi sono molto più contrastati e col cielo nero. Non ne posso fare a meno.

 

Cosa non è per te la fotografia ?

La fotografia non è tale per me quando vedo migliaia di foto che non trasmettono niente, ecco quella per me non è fotografia è solo un modo di pigiare il bottone e basta. Nella fotografia ci vuole amore,  cultura, preparazione, conoscere la pittura, la scultura, l’architettura. Sono elementi che ti aiutano molto , però lo dico e lo ripeto sempre, il grande pregio in questo campo o si ha, oppure non si ha. Anche un bambino può essere un genio se la genialità ce l’hai dentro te stesso.

 

Qual e` la sfida di ogni scatto?

La sfida di ogni scatto per me è pensare prima di scattare, ciò che penso deve essere riprodotto fedelmente nei miei scatti in raw, io comando e la reflex deve ubbidire, sono io che comando il gioco.

 

Che cos’e` la curiosita`?

Non sono una persona curiosa ne tantomeno invidiosa, però nella fotografia la curiosità non è altro che riuscire a rubare qualcosa di unico, di originale. La foto preparata non mi piace, la odio. Amo solo ed esclusivamente la foto istantanea, la vera fotografia, rappresentare qualcosa nella sua esclusiva originalità, importante nella storia della fotografia.

 

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?

Nella mia lunga esperienza fotografica ho abbracciato quasi tutti i campi della fotografia, mi sono fatto una grande cultura ed esperienza. Quindi, man mano che passavano gli anni, inconsciamente,  il mio istinto mi ha condotto alla fotografia paesaggistica ma soprattutto vado matto per il reportage, rappresentare gli usi e costumi della gente mi esalta, è qualcosa che sento dentro e che non mi abbandona.

 

Qual e` il tuo prossimo progetto?

Il prossimo e imminente progetto è quello di realizzare delle foto per conto degli amici che hanno messo su qualcosa di importante ma non voglio parlarne per adesso.

 

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

Mi vien da ridere a pensarci, mi ricordo le nottate chiuso nel bagno per ribbobbinare i rulli per il b/n, oppure a sviluppare e stampare le stesse, oppure quando andavo a visitare i clienti fotografi nei miei 4 anni di esperienza a contatto diretto con loro professionisti. Per non parlare dei tanti matrimoni che ho fatto, delle tante passeggiate fatte per le oasi della Sicilia a fotografare gli uccelli. Insomma di esperienza ce né tanta.

 

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

Nessuna difficoltà, se devo proprio dire qualche difficoltà, è stata solo economica, non ero benestante e tutto ciò che guadagnavo, parte me lo conservavo per poter poi comprare questa o quella reflex o obiettivi. Per il resto, tutto ciò che apparteneva alla fotografia per me mi veniva facile apprendere. I periodi più belli sono stati dai 24 anni fino ai 38 e dai 45 ad oggi. Spero di poter offrire alla fotografia, qualcosa di più, tempo permettendo.

 

Quali esperienze decisive hai avuto nell’ambito fotografico?

Devo dire che tutte le esperienze sono state positive per il mio percorso fotografico, quella che mi ha dato più soddisfazione è senza dubbio l’esperienza come fotografo di matrimoni, mi ha permesso di guadagnare un bel po di soldini e parte di essi li ho impiegati per comprare le mie 2 Hasselblad che a malincuore ho venduto pochi mesi fa, visto l’avvento ormai irrinunciabile della digitale.

 

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

Bella domanda. Per prima cosa bisogna avere fortuna e poi la bravura del fotografo, cogliere l’attimo è qualcosa di innato, qualcosa che senti dentro, assieme alla capacità di saper inquadrare e scegliere la prospettiva giusta.

 

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

Sono una persona molto cordiale e rispettosa verso il prossimo, forse fin troppo ma nel campo fotografico non instauro nessun rapporto. Come ho già accennato per me la fotografia deve essere istantanea, devo rubare l’attimo. La fotografia preparata per me non ha nessun valore.

 

Cosa ha influenzato il tuo stile?

Amo profondamente i cieli neri ed i contrasti che nella foto in b/n acquistano, secondo le mie idee, valore.

 

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare ?

Ripeto, non ho mai trovato ostacoli nella fotografia. Gli unici ostacoli sono il poco tempo a disposizione e mia moglie, che quando siamo in giro haime! e porto la reflex incomincia a lamentarsi e non smette mai. E’ gelosa della reflex.

 

]]>
“Racconti Fotografici” Numero 55: intervista a Maurizio Verdecchia https://www.domiad.it/racconti-fotografici-numero-55-intervista-a-maurizio-verdecchia/ Sat, 09 Sep 2017 13:59:33 +0000 https://www.domiad.it/?p=5795 Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 55° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Maurizio Verdecchia , buona lettura.

 

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Si certo, sono un ragazzo abruzzese, nato 35 anni fa in una splendida cittadina della riviera adriatica chiamata Giulianova. Mi reputo una persona positiva, umile, solare e sempre pronto a ridere. Mi piace condividere quello che sono e quello che so e soprattutto, mi piace sempre andare alla ricerca di nuovi confini. Ho iniziato il mio percorso fotografico circa 5 anni fa e cosi quasi per caso mi sono ritrovato in questo fantastico mondo chiamato fotografia. Adoro la paesaggistica perché mi permettere di evadere dalla realtà quotidiana ma pur di avere una reflex in mano, sono disposto sempre a tutto.

Da piccolo cosa sognavi di fare?

Sarei bugiardo se anche io non dicessi che da piccolo sognavo di fare il calciatore, purtroppo questa cosa ce l’abbiamo nel DNA noi italiani, però poi pian piano con il passare dell’età ho iniziato a sognare di diventare un Archeologo, sono stato sempre affascinato dalla storia e dai suoi segreti e dalla ricerca dei tesori perduti. Non sono diventato neanche quello, però ho riposto tutti i miei sogni nella fotografia, ora la mia mente sogna solo quale tesoro fotografico potrò scoprire nel futuro.

La prima foto che hai scattato?

La prima prima in assoluto non la ricordo, però ricordo sicuramente la mia prima uscita fotografica con il mio cavalletto plasticotto ed una Canon 450d comprata usata in un mercatino on line. Sono cose che difficilmente si scordano anche perché iniziai direttamente con una notturna nel porto del mio paese, con me c’era un amico fotografo che mi diede le prime dritte sull’utilizzo di una reflex, del tipo “disattiva lo stabilizzatore se scatti utilizzando il cavalletto”. Ancora ricordo l’emozione di vedere le prime foto che apparivano sul monitor LCD della mia Canon. (Certo a rivederle ora mi viene da piangere, però fa parte del mio percorso e ne vado orgoglioso, anche perché nessuno nasce imparato).

 

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè ?

Sarei bugiardo se dicessi che non mi ispiro a nessuno anche perché la nostra mente memorizza in parte ciò che vede e pertanto anche se inconsapevolmente siamo sempre tutti condizionati. Siamo bombardati da immagini ed è difficile riuscire a scoprire la propria identità fotografica senza subire nessuna influenza.

Non ho fotografi di livello nazionale o internazionale come riferimento, mi piace vedere ed apprendere da chi reputo più bravo di me, anche dal vicino di casa se necessario. Tutti i fotografi sono fonte di ispirazione e se una cosa non mi piace e non è come il mio modo di vedere la fotografia mi fermo a capire il perché.

 

Cosa non è per te la fotografia ?

La fotografia per me non è invidia e presunzione, non è un continuo combattere quotidiano solo per il gusto di distruggere qualcosa che sta costruendo qualcun altro. Per me c’è spazio per tutte le idee ed i modi di essere e per questo che odio chi si autopone su piedistalli virtuali….per la serie ho ragione io perché io sono io e tu non sei un ……….. penso che abbiate capito.

Qual e` la sfida di ogni scatto?

Questa è bella come domanda. Molti dicono di scattare solo per piacere, altri per passare tempo in allegria, ma io penso che la fotografia in se e per se sia una sfida continua con se stessi. Ogni alba ed ogni tramonto diventa quasi come una sfida all’ultimo sangue. Io contro la natura, riuscirò a vincere?riuscirò a dominare i suoi elementi? Diventa un po’ come un prepartita di un incontro importante, o si riesce a dominare l’avversario o si verrà annientati. Il tutto sempre condito da uno spirito sereno ed amichevole naturalmente, ma la mia sfida è questa. Riuscirò a controllare gli elementi che avrò davanti? Se non sarò capace non riuscirò neanche a trasmettere ciò che voglio far vedere. A volte vinco io a volte vince la natura, a volte ci mettiamo d’accordo e riesco a fare qualche scatto decente.

 

Che cos’e` la curiosita`?

La curiosità per me è la voglia di vedere oltre quello che tutti riescono a vedere. E’ un po’ il succo di un fotografo paesaggista, la curiosità di scoprire sempre nuovi posti, nuovi punti di vista, nuove composizioni.

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?

Potrei dire mi piacerebbe fotografare la Patagonia, i Parchi Statunitensi, l’Islanda, le nostre Dolomiti, il Deserto, l’Oregon e la muraglia cinese, però il mio sogno è realizzare una foto semplice, non un paesaggio, non la foto del secolo  ma sicuramente una foto che mi darà l’emozione più grande. Ho due gemellini in arrivo ed ho una voglia matta di immortalare la loro venuta al mondo. Scusate ma penso che mi possiate capire.

Qual e` il tuo prossimo progetto?

Sarò insultato, magari bandito da ogni gruppo fotografico al mondo, ma io non faccio progetti, magari in futuro vedremo però odio il concetto che c’è in giro rispetto ai progetti fotografici, “oggi se non fai un progetto fotografico sei un perdente, sei uno sfigato, non sei cool.” Io penso il contrario, per fortuna non sono costretto ad uniformarmi a nessuno, non sarà ricordato nel mondo della fotografia che conta, poco importa.

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

Io penso che ognuno di noi ha un proprio percorso di crescita, nessuno nasce già fotografo, poi può esserci chi è più preposto a fare determinate cose ma l’esperienza è un aspetto fondamentale nel mondo fotografico. La classica gavetta la devono fare tutti. Quindi anche io ho fatto le mie prime esperienze con una piccola reflex e con uscite tra amici, poi pian piano ho iniziato a frequentare dei corsi di fotografia ed ad affiancare fotografi più bravi di me dalla quale ho cercato di apprendere i segreti più importanti. Il costante studio e la ricerca del miglioramento mi hanno portato a raggiungere il livello a cui sono arrivato oggi ma non mi accontento assolutamente, c’è ancora tantissimo da fare ed imparare ogni giorno.

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

Tante sono le difficoltà che un fotografo amatoriale può incontrare nel suo percorso di crescita. Ricordo bene le fasi di abbattimento psicologico per i risultati che tardavano ad arrivare, gli insuccessi dovuti alla voglia di voler prevalere per forza, la dura realtà di doversi confrontare con persone più brave di te e con possibilità economiche molto più grandi delle tue. Si c’è anche l’aspetto economico, anche se per fare una foto bella non serve l’attrezzatura di ultimo grido tecnologico ma come si dice brutalmente, serve il manico, un fotografo paesaggista ha bisogno di muoversi e scoprire sempre nuovi posti e per questo servono tante risorse finanziarie che purtroppo non tutti hanno a disposizione. Ma nessuna disperazione, molte volte le cose belle sono molto più vicine di quello che si pensi, non serve per forza andare in Islanda per fare un ottimo paesaggio, forse li è più facile per tutti, ma la sfida è rendere stupenda anche una cosa che magari non lo è, e qui non è cosa per tutti.

Quali esperienze decisive hai avuto nell’ambito fotografico?

Non c’è un’esperienza particolare ma tante piccole esperienze che mi hanno permesso di immagazzinare il Know How che ho oggi. I viaggi fotografici sono un’esperienza importante dove conosci persone nuove, ti confronti con esse e con i loro modi diversi di vivere la fotografia. Poi di fondamentale importanza è stato senza alcun dubbio l’aver incontrato sulla mia strada tanti amici e bravi fotografi con cui ho condiviso splendidi momenti. L’esperienza più grande però è data  dagli insuccessi che ho avuto, dalle uscite a vuoto, dalle foto sbagliate, dal tempo perso ad inseguire cose irraggiungibili, non c’è esperienza migliore della sconfitta e dell’insuccesso, penso che solo da queste si possano gettare le basi per diventare qualcuno. Se pensi di essere già un bravo fotografo appena hai comprato una reflex, per me sei già finito prima di iniziare.

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

Tanta pazienza e tanta preparazione ed un pizzico di pazzia. Puoi fare anche uno scatto bello dal finestrino dell’auto ma non sarai mai un fotografo. Puoi fare uno scatto bello in un’alba fantastica ma se non hai le basi e la costanza, ti fermerai li. Lo scatto perfetto va ricercato, va studiato, va preparato, nulla deve essere lasciato al caso. Poi c’è sempre la variabile meteo ma per quella ormai mi sono messo il cuore in pace, ma se non hai costanza e voglia di sacrificarti, nessuno ti regalerà mai uno scatto da sogno. A volte mi dicono: “bello questo scatto ma che fortuna, guarda che luce e che cielo”; e no! Non ci sto! Non ci sto perché magari non sanno che per avere quello scatto ho seguito le previsioni meteo per 10 giorni, magari ho guidato 700 km di fila nella notte senza dormire, magari ho perso 3 ore a cercare su google earth il punto migliore da dove scattare e magari decine di volte son tornato a casa anche senza una foto decente. La preparazione poi è fondamentale e vi racconto questo aneddoto : Volevo andare in Islanda ormai da molto tempo, ma ho aspettato ben 2 anni prima di andarci, perché? perché non ero pronto a dominare quello che avevo davanti. Quando mi sono sentito pronto ci sono andato e nonostante tutto ho faticato parecchio e non sempre sono stato all’altezza. Andreste mai a sfidare Valentino Rossi al Mugello avendo preso la patente per la moto 2 mesi prima? Non vi basta avere la stessa moto, credetemi.

 

Cosa ha influenzato il tuo stile?

Non so se posso dire di avere uno stile tutto mio, non ho regole fisse o schemi mentali. Come dicevo in precedenza non mi piacciono i progetti ne tantomeno gli stili, sono in continuo cambiamento, difficile vedere una mia foto e dire “ok questa è di maurizio”. Può essere uno svantaggio, ma non ho la presunzione di dire che ho un mio stile ben preciso e distinto, magari un giorno ci arriverò se mai vorrò cercarlo.

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare ?

Tutti e nessuno, forse come detto in precedenza, l’aspetto economico, si fa fatica ad investire su attrezzatura e viaggi fotografici, per il resto è tutto nelle mie mani o meglio nel mio dito. I problemi li posso risolvere o creare da solo.

 

Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?

Quello che può raccontarti un fotografo paesaggista è superabile solo da quello che può raccontarti un inviato di guerra o ritrattista nel deserto. Nelle uscite fotografiche può succedere sempre di tutto, si sta quasi sempre isolati dal mondo o in cima a qualche montagna, quindi ve ne elenco alcuni simpatici ed altri meno:

1) Vedere un fotografo cadere da una cascata giacchiata al Kirkjufell in islanda e ripescarlo come un baccalà;

2) Dover scattare in tuta e scarpe da tennis sulla spiaggia di Jokulsarlon in islanda (con 2° di temperatura), perché ti hanno perso la valigia all’aeroporto e venire investiti da un’onda di ghiaccio già al primo scatto;

3) Raccogliere un tuo amico caduto in un lago quasi ghiacciato nel parco di Plitvice in Croazia e poi farlo camminare bagnato per altri 10 km.

e l’ultima la più classica e drammatica, non ve la posso raccontare per pudore, se qualcuno ha la curiosità di saperla mi scriva in privato su facebook.

 

Quanto è importante oggi la fase post produzione nella realizzazione di un’immagine;

La fase di post produzione oggi è fondamentale per la realizzazione di un’ottima fotografia di paesaggio, ma senza un ottimo scatto di partenza il discorso post salta tutto, è più che altro inutile. Le cose sono complementari e non prescindono una dall’altra, poi ci sono foto che non necessitano di tanti ritocchi e invece altre che necessitano di interventi più importanti (vedasi doppie, triple esposizioni) ma il discorso cambia poco. E’ uno dei temi più inflazionati della storia recente della fotografia, quello che genera più liti e guerre fratricide tra i vari pseudo fotografi amatoriali e pseudo fotografi professionisti, tra i puristi e i disegnatori. Viva la libertà, ognuno faccia un attimino ciò che vuole, basta saper dire la verità alla realtà dei fatti. Non dovendo rendere conto a nessuno,  mi piace essere libero di fare tutto ciò che voglio, se sarò stato bravo verrò apprezzato per questo, in caso contrario, vado poco a pranzo a casa degli altri, quindi a voi le conclusioni….

 

Ringrazio  tutto lo staff dell’Associazione Nazionale Domiad Photo Network ed in particolare Domenico Addotta per la possibilità concessami.

https://www.facebook.com/maurizioverdecchiaphotography/

http://www.maurizioverdecchiaphotography.com/

https://www.instagram.com/maurizioverdecchiaphotography/

https://twitter.com/mauriziophoto

https://500px.com/verdecchia_maurizio

 

]]>
“Racconti Fotografici” Numero 54: intervista a Mario Mendula https://www.domiad.it/racconti-fotografici-numero-54-intervista-a-mario-mendula/ Thu, 07 Sep 2017 13:10:14 +0000 https://www.domiad.it/?p=5784 Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 54° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Mario Mendula , buona lettura.

 

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

– Salve a tutti, mi chiamo Mauro Mendula e sono fondamentalmente un fotografo paesaggista. Da anni – dopo la laurea in filosofia – approfondisco ‘sul campo’ le implicazioni teoriche e pratiche che la digitalizzazione dell’immagine ha portato in ambito fotografico.

Sono autore finalista del Premio Per la Qualità Creativa in Fotografia Professionale TAU Visual – fotografi Professionisti Italiani. Ho inoltre ricevuto diversi riconoscimenti in contest internazionali, come il MIFA, FAPA, IPA, PX3 Paris, IPOTY.

Da piccolo cosa sognavi di fare?

– Da piccoli si vagheggiano tante cose. Sognavo però spesso di fare l’esploratore, passione che ho poi ‘traslato’ anche nello studio, sognando di fare il ricercatore in ambito accademico, cosa che – ahimé – non ho potuto realizzare. Ovviamente la macchina fotografica al collo era ricorrente sia nei sogni che nella realtà.

La prima foto che hai scattato?

– Penso con la Polaroid di mio padre (che ora conservo gelosamente): una scena di vita quotidiana in famiglia. In casa ho visto passare un po’ di macchine fotografiche, perché il mio papà ha sempre avuto anche lui una certa passione, contagiata a me ed a mio fratello Angelo, anche lui fotografo.

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè ?

Se dovessi andare a ritroso, direi Ansel Adams e Vittorio Sella, entrambi per aver precocemente intuito l’importantissima relazione tra la fase di ripresa e sviluppo, di come la seconda sia di vitale importanza nella valorizzazione ed interpretazione di uno scatto. Mi riferisco ad esempio alle variazioni nella stampa della famosissima Moonrise Over Hernandez di Adams, oppure alle fantastiche interpretazioni dei panorami alpini di Sella, il quale virava le sue stampe con oro, uranio, seppia, doppio tono, nell’intento di restituire le forti sensazioni che aveva provato contemplando scenari d’inaudita bellezza.

Cosa non è per te la fotografia ?

Partirei innanzitutto da cosa essa rappresenta per me. Ho un concetto un po’ ampio di cosa sia  la fotografia: assieme ad altri linguaggi come ad esempio la letteratura, la poesia o la filosofia, è un esercizio di mediazione dell’esperienza. Entrambi questi medium – chi più, chi meno – partono appunto dall’esperienza immediata della realtà e ad essa ritornano, per illuminarla ed interpretarla. In modo più stringente, dunque, per me la fotografia finisce e muore laddove non ci sia più il richiamo originario al dato che si è realmente offerto alla visione: niente dato, niente fotografia, ma solo grafica o digital compositing.

 

Qual e` la sfida di ogni scatto?

Rendere giustizia alla realtà ripresa ed alle sensazioni provate in quel momento.

 

Che cos’e` la curiosita`?

Un ottimo propulsore per l’intelligenza, anche fotografica.

 

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?

Panorami che ancora non ho potuto vedere coi miei occhi. Ne avrei diversi nella mia lista dei desideri. Ma anche qualche incursione in altri generi fotografici non mi dispiacerebbe, dalla ritrattistica al reportage.

 

Qual e` il tuo prossimo progetto?

Un libro fotografico, con foto e testi di mia realizzazione ed un Workshop.

 

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

In primis certamente vi è quella di un approccio più ragionato verso la fotografia. L’acquisto della mia prima reflex a rullino ha segnato questo passaggio. Poi chiaramente il salto dall’analogico al digitale, e tutta la fase di approfondimento sullo sviluppo in ‘camera chiara’ che con la pellicola demandavo completamente allo sviluppatore, a cui lasciavo i miei rullini. Questa mi ha aperto infiniti orizzonti.

 

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

E’ stato un percorso abbastanza progressivo, direi concentrico di approfondimento, nel quale ho cercato di affinarmi sia in ripresa che in sviluppo. Le difficoltà maggiori sono state – e sono tutt’ora – nel cercare di esprimere al meglio il momento vissuto in ciascuna foto.

 

Quali esperienze decisive hai avuto nell’ambito fotografico?

In assoluto la scoperta del digitale e la possibilità di padroneggiare l’intero iter che va dallo scatto alla stampa, senza demandare a terzi.

 

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

Una buona preparazione e – per la fotografia paesaggistica – una meticolasa pianificazione dei luoghi. Alla fine però la fortuna ha sempre un ruolo importante, ma se non sei preparato perdi il treno e non cogli l’attimo come dovresti.

 

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

Fotografo fondamentalmente paesaggi: direi dunque che cerco sempre di assumere un habitus contemplativo e di grande ricettività nelle location che riprendo. Cerco di godermele al massimo, spesso spegnendo anche la macchina fotografica.

 

Cosa ha influenzato il tuo stile?

Tutto e niente. Nel senso che nell’era digitale le influenze e le sollecitazioni sono davvero tante per riconoscerle tutte, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo. Direi l’osservazione minuzione di grandi paesaggisti vecchi e contemporanei.

 

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare ?

Il grande pregio del digitale e dei social network, nel rovescio della medaglia, può creare un po’ di problemi. Nel senso che se da un lato la fotografia è cresciuta per utenti e preparazione, l’eccessiva inflazione d’immagini tende ad appiattirci un po’ tutti ed a renderci molto simili per stile ed elaborazione. Manca il limite e l’isolamento che spesso invece sono necessari per affinare uno stile ed un gusto davvero personali ed originali.

 

Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?

Ahaha, potrei raccontare il classico aneddoto che ciascun paesaggista ha nel suo repertorio: quello di osservare il cielo e congedare – seduta stante – familiari, amici, parenti, per correre a prendere zaino e stativo e fuggire in macchina su qualche altura, magari dimenticando pure il giubbotto e beccandosi una bella sinusite, che però può valere un panorama con cumulonembo annesso 😉

 

Link:

Nuovo Sito (In costruzione): http://mauromendula.com/bozza/

pagina facebook: https://www.facebook.com/MauroMendulaPhotography/

500px: https://500px.com/mauromendula

Instagram: http://www.thepicta.com/user/mauromendula_photography/41300524

 

 

]]>
“Racconti Fotografici” Numero 53: intervista a Alessio Eleuteri https://www.domiad.it/racconti-fotografici-numero-53-intervista-a-alessio-eleuteri/ Thu, 07 Sep 2017 13:01:46 +0000 https://www.domiad.it/?p=5776 Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 53° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Alessio Eleuteri , buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Mi chiamo Alessio, ho 37 anni e sono di Roma, vivo questa passione da circa due anni e da meno di uno verso la ritrattistica, ho sempre guardato a questo mondo con interesse ma con la convinzione che fosse un qualcosa di riservato a pochi prescelti, poi una giornata storta a cambiato tutto, finito il lavoro sono andato in un noto negozio di elettronica e dopo qualche minuto avevo preso la mia decisione, dovevo provarci, tempo qualche giorno e ho parcheggiato la reflex sulla libreria per circa un anno, poi non so dire come e perchè ho iniziato a giocarci e la curiosità ha preso il sopravvento fino a farla diventare un amore, una vera passione.

Da piccolo cosa sognavi di fare?

Da piccolo come gran parte dei bambini sognavo in grande, ma avevo le idee piuttosto confuse percui cambiavo spesso, spaziando dal pilota di formula 1, al pilota di aerei, calciatore, medico e via dicendo…

La prima foto che hai scattato?

La prima foto in assoluto appena presa la prima reflex fu di un fiore in un vaso nel cortile fuori casa, sapevo appena come si accendeva ma non avevo alcuna idea di cosa fossero tutti quei bottoni e a cosa servissero, mentre la prima fotografia che feci con un minimo di cognizione fu uno still life realizzato in light painting di un libro e una rosa appassita, ancora oggi guardo a quella fotografia con grande affetto.

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè ?

non mi soffermo molto sul nome dell’autore, ma più sull’impatto che mi regala la fotografia che guardo, ho letto e visto molto riguardo i maestri della fotografia, e tutti a loro modo mi hanno affascinato per il loro modo di intendere e vedere la fotografia come forma d’arte, dalla visione geometrica dei paesaggi di fontana, all’intensità delle street di Vivian Maier, McCurry, etc etc ma anche fotografi non di fama o meno noti, trovati sui vari social e nella rete, con alcuni dei quali ho avuto la fortuna di stringere amicizia e con i quali mi confronto per migliorarmi.

Cosa non è per te la fotografia ?

Bella domanda, tutto è fotografia, poi può non piacere, risultare volgare, banale, da album foto ricordo, ma restiamo sempre nell’ambito del gusto personale, quando giro sui social o su internet ci sono diverse fotografie che non mi piacciono e che se mie scarterei o che non scatterei a priori, ma non credo di essere nessuno per poter giudicare cosa  non sia una fotografia.

Qual e` la sfida di ogni scatto?

Riuscire a trasmette un emozione una sensazione a chi la guarda, ed arrivare un giorno ad avere uno stile che riconduca a me senza necessità di leggere il nome dell’autore (si lo so punto in alto, ma sognare non costa nulla)

Che cos’e` la curiosita`?  

La curiosità è il motore della passione, la voglia di conoscere sempre qualcosa in più, e credo che nella fotografia sia fondamentale per crescere e trovare la propria strada

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare?  

Sarebbero troppe da elencare e troppi soldi che mancano per girare tutto il mondo, scherzi a parte, quello che mi piacerebbe veramente fotografare è un qualcosa che non si può e che mi ha fatto desistere da un progetto personale di raccontare la mia famiglia attraverso un ritratto ma dal quale mancherebbe un tassello fondamentale.

Qual e` il tuo prossimo progetto?

Al momento ho un paio di idee che sto cercando di sviluppare, di cui una a lungo termine, ma si tratta ancora di un cantiere aperto e quindi preferisco non accennare nulla.

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

Come penso un po’ tutti i fotografi amatori o non, ho iniziato senza avere un idea precisa di cosa mi piacesse davvero, facevo tentativi, esperimenti, cercando di capire in primis come funzionava il tutto e come sfruttarlo, passavo da una street ad un paesaggio mettendoci in mezzo dello still life e disprezzavo la ritrattistica, ma ironia della sorte a distanza di neanche due anni da quando ho preso in mano la reflex per la prima volta è quella nella quale sto trovando il mio modo di esprimermi e che sento più vicino

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

Molte, dal capire quali impostazioni utilizzare per ottenere il risultato migliore a seconda dell’idea che avevo in mente al come utilizzare o ricreare la luce più adatta, finendo alla post produzione e quindi come esprimere ed enfatizzare al meglio il mood dello scatto pensato, non avendo mai frequentato un corso di fotografia ne tantomeno di post produzione ci sono stati e ci sono tanti momenti di scoraggiamento dovuti alla mancanza di risultato, in cui l’idea di mollare tutto è stata ed è presente ma alla fine la passione prevale su tutto, poi ho avuto la fortuna di conoscere tanti bravissimi fotografi su fb, e alcuni di loro in particolar modo mi hanno aiutato a crescere attraverso le loro critiche e i tanti consigli ma anche attraverso il supporto morale nei momenti più difficili invitandomi a credere in me stesso, e per questo li devo ringraziare molto.

Quali esperienze decisive hai avuto nell’ambito fotografico?

Se per esperienze decisive si parla di riconoscimenti, solo piccole soddisfazioni ma che per me hanno avuto comunque una valenza, come una controcopertina su NPhotography, qualche pubblicazione sul sito Vogue Italia e questa intervista.

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

Spirito di osservazione, un po di riflessi pronti e anche la fortuna dell’essere al posto giusto nel momento giusto.

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

Per me è fondamentale il rispetto e la fiducia, una volta che ci sono quelli tutto il resto diventa più facile, anche creare “quell’intimità fotografica” che ti fa ottenere quel qualcosa in più.

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare?

Ho ancora un mondo da imparare sotto ogni aspetto, ma sicuramente la lettura e la gestione della luce unita ad una post produzione non distruttiva sono gli aspetti che da autodidatta sto faticando maggiormente a sviluppare.

Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?

Un aneddoto simpatico, adesso ci rido ma quel giorno era un po’ diverso…torno a casa la sera alle 22,30 dopo un lunga giornata di lavoro, il giorno dopo di riposo decido che mi sarei alzato presto per andare a fare qualche scatto all’alba al mare, preparo tutto la sera e metto la sveglia alle 3.30, mi sveglio, faccio colazione carico la macchina e parto, mi faccio i miei bei 60km per arrivare, arrivo al mare preparo il cavalletto, monto la reflex….Una batteria scarica e l’altra a casa sotto carica.

 

]]>
“Racconti Fotografici” Numero 52: intervista a Leo Maria Scordo https://www.domiad.it/racconti-fotografici-numero-52-intervista-a-leo-maria-scordo/ Thu, 07 Sep 2017 06:09:47 +0000 https://www.domiad.it/?p=5770 Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 52° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Leo Maria Scordo , buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?
L’arte nella mia famiglia mi è stata trasmessa da mio padre che nel suo studio, già a quattro anni, mi faceva realizzare le prime incisioni. Ho iniziato a fotografare a 20 anni, durante gli studi di architettura, quasi per caso e spinto dalla voglia di cercare nuovi mezzi espressivi. Da quel momento ho sperimentato e praticato generi di fotografia, specializzandomi nella foto di paesaggio, di architettura e nel reportage di Viaggio. Nel 2001, dopo un viaggio di tre mesi nella Russia lontana dalle mete turistiche, ho realizzato un audiovisivo dal titolo ‘nel Cuore della Russia’ che ha avuto diversi patrocini importanti e numerosi riconoscimenti. Da sette anni organizzo corsi di fotografia in tutta la provincia di Vicenza e nel 2011 le mie lezioni sono state seguite da oltre 140 allievi. Formare i giovani alla fotografia è un’ esperienza ricca ed appagante e mi spinge a sperimentare sempre nuove tecniche. Nel 2015 ho fondato a Vicenza “Landscape Specialist” con la quale progetto e realizzo accessori personalizzati per la fotografia.

Da piccolo cosa sognavi di fare?

da piccolo sognavo di fare il pilota di F1

La prima foto che hai scattato?

la prima foto o meglio la prima diapositiva l’ho scattata su un manichino sul quale avevo avvolto delle pellicole colorate di materiale plastico

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè ?

sicuramente Joe McNally come ritratti e pubblicità ed Elia Locardi come fotografia di paesaggio.

Qual e` la sfida di ogni scatto?

la sfida è riuscire ad ottenere un’immagine migliore di quella precedente…

Che cos’e` la curiosita`?

la curiosità per me è piacere di accrescere il proprio sapere, di fare nuove esperienze…

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?

mi piacerebbe visitare e fotografare l’oriente ed in particolare il Giappone

Qual e` il tuo prossimo progetto?
Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi? Ho sempre studiato fin dal 1992, ho sempre creduto che bravi si diventa, attraverso lo studio. Oltre ad essere fotografo sono anche docente di fotografia e questo mi da l’opportunità di studiare ed affinare quotidianamente o quasi anche le tecniche di sviluppo dei files.

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

il passaggio tra analogico e digitale non è stato esente da problemi e per raggiungere i livelli che ottenevo in camera oscura ho lavorato moltissimo…

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

programmare molto bene lo scatto, eventualmente recarsi sullo spot molto tempo prima, ed essere assistiti dalla fortuna, che ci crediate o no, puoi programmare tutto nei minimi dettagli per scattare un’alba e l’alba non arriverà mai…

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

parlo molto prima di iniziare a scattare, soprattutto con soggetti non professionisti, solo un buon rapporto con il soggetto ritratto può produrre grandi risultati.
Cosa ha influenzato il tuo stile? credo che il mio stile sia influenzato profondamente dal mio vissuto, i miei studi, i libri che ho letto, le mie passioni i mei amori…

http://leomariascordo.com/

https://500px.com/leomariascordo


]]>
“Racconti Fotografici” Numero 51: intervista a Davide Quarenghi https://www.domiad.it/racconti-fotografici-numero-51-intervista-a-davide-quarenghi/ Thu, 07 Sep 2017 05:57:20 +0000 https://www.domiad.it/?p=5760 Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 51° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Davide Quarenghi, buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?
Ciao, Sono Davide Quarenghi ho 32 anni e abito nella provincia di Cremona, sono padre di due bimbi bellissimi e sono un operaio metalmeccanico ma con una grande passione nel cuore.

Da piccolo cosa sognavi di fare?
Il mio sogno nel cassetto è sempre stato quello di diventare un grande programmatore e in futuro lavorare per una nota azienda presente in tutto il mondo, ma la mia giovane età, e la testa fra le nuvole mi hanno portato fuori strada, ho lasciato gli studi ed ho cominciato a lavorare come operaio.

La prima foto che hai scattato?
Dunque la mia prima foto, è stata nel 2013, quando mia figlia (all’epoca aveva solo 3 anni) ha cominciato ad andare sulle altalene nel parco vicino a casa. Da quel momento ho capito che mi piaceva, ed ho cominciato a studiarla.

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè ?
Ehhhh bella domanda, di grandi fotografi ce ne sono molti, ma le persone che ammiro sono due: il primo, colui che mi ha raccolto in un momento drastico è Alberto Ghizzi Panizza, secondo me uno dei migliori macrofotografi del mondo, come riprende lui il micromondo che ci circonda non lo riprende nessuno, mi ha trasmesso tanta passione e tanti piccoli trucchi. Per la paesaggistica ammiro molto Massimo Coizzi con la sua post produzione paesaggistica, molto particolare e non semplice da riprodurre ma molto, molto bella e fiabesca.

Cosa non è per te la fotografia ?
Per me non è fotografia l’invidia e la cattiveria verso gli altri fotografi. Ognuno si sente superiore all’altro, e si pensa sempre di essere i migliori, quando invece siamo tutti sulla stessa barca, e dovremmo aggiungere un pizzico di umiltà tutti, me compreso.

Qual e` la sfida di ogni scatto?
La sfida di ogni scatto è cercare di fare sempre meglio, primo per orgoglio personale e secondo per il pubblico. Alcune volte diventa un’impresa, ma se riesce….
Che cos’e` la curiosita`?
Desiderio, abituale o episodico, di rendersi conto di qualcosa per vie insolite o per motivi personali: la curiosità di sapere, di conoscere, di vedere; stuzzicare, soddisfare la curiosità di qualcuno….
Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?
Di sogni nel cassetto ne ho parecchi, ma una delle cose che più mi affascinano è l’aurora boreale: chissà se riuscirò mai a fotografarla…
Qual e` il tuo prossimo progetto?
Progetti non ne faccio mai, con due figli la priorità passa a loro come giusto che sia.

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?
Ho cominciato da una piccola compatta scattando in cortile diverse foto ai miei figli, ho capito fin da subito che era un bellissimo passatempo e che necessitava di una forte conoscenza, mi sono messo subito all’opera, studiando e continuando a scattare, informandomi senza paura e rubando con gli occhi al mio maestro Alberto, pian pianino sono riuscito a crearmi un mio stile fotografico (sopratutto nella fotografia ad infrarossi) in tutte le categorie che amo.

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?
I primi tempi, quando cominciai, sembrava che non ce l’avrei mai fatta, non nego che spesse volte ho pensato di abbandonarla, che non sarei mai riuscito a fare quello che faccio oggi (che ripeto, non mi reputo un grande fotografo) poi pian piano con diverse pacche sulle spalle, umiliazioni ecc… mi sono sempre dato da fare per migliorare ed imparare.

Quali esperienze decisive hai avuto nell’ambito fotografico?
Esperienze decisive nessuna, ma grazie a molti riconoscimenti e soddisfazioni personali posso dire di essere contento di quello che sono diventato con umiltà.

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?
Non mai è la fortuna che manca, bensì l’azione giusta nel momento giusto.

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?
Innanzitutto si instaura un rapporto di amicizia e di rispetto reciproco, siamo tutte persone civili ed educate, poi ogni strada è buona da percorrere.

Cosa ha influenzato il tuo stile?
Il mio stile fotografico sull’infrarosso è stato influenzato dal mio amico e maestro Alberto, a lui devo dire grazie per avermi insegnato l’arte della fotografia ad infrarossi e la sua complicata post-produzione.

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare ?
Ormai con tutte le tecnologie che ci sono, la fotografia non presenta tanti problemi, il problema più grande è sempre quello di trovare spazio per praticarla. E all’inizio bisogna trovarne molto di tempo, provare e riprovare sbagliare, cadere e rialzarsi, sempre.

Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?

Un aneddoto particolare e che ho tatuato sulla coscia sinistra è la celebre frase di Steve Jobs che vi ripropongo in italiano qui sotto:

A tutti i folli. I solitari. I ribelli. Quelli che non si adattano. Quelli che non ci stanno. Quelli che sembrano sempre fuori luogo. Quelli che vedono le cose in modo differente. Quelli che non si adattano alle regole. E non hanno rispetto per lo status quo. Potete essere d’accordo con loro o non essere d’accordo. Li potete glorificare o diffamare. L’unica cosa che non potete fare è ignorarli. Perché cambiano le cose. Spingono la razza umana in avanti. E mentre qualcuno li considera dei folli, noi li consideriamo dei geni. Perché le persone che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo sono coloro che lo cambiano davvero.

 

]]>
“Racconti Fotografici” Numero 50: intervista a Antonio Gregori https://www.domiad.it/racconti-fotografici-numero-50-intervista-a-antonio-gregori/ Wed, 06 Sep 2017 11:08:15 +0000 https://www.domiad.it/?p=5752 Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 50° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Antonio Gregori, buona lettura.

 

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Mi chiamo Antonio Gregori, da piccolo ricordo sognavo di fare l’astronauta. La prima foto che ho scattato, fu a mio padre avevo dieci anni ed era una bencini comet

 

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè?

Ci sono molti fotografi che ammiro, Peter lindebergh e Eduard Gordevv si avvicinano molto al mio modo di interpretare la fotografia.

 

Qual e` la sfida di ogni scatto?

La fotografia è ispirazione,ricerca, intimità con ciò che fotografi,il resto per me non è fotografia ma solo scattare una foto.

 

Che cos’e` la curiosita`?

Personalmente cerco sempre di non cadere nel banale questa è la mia sfida. La curiosità è la molla ,la scintilla, che ti fa conoscere ,apprendere , erudirti, senza si rimane quello che si è.

 

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?

Amo molto i ritratti è un mondo che mi attrae, vorrei farne una mia prerogativa, ma è ovvio che dovrei prima imparare,questo genere ritengo sia di una difficoltà unica. E questo potrebbe essere un mio progetto futuro, magari chiedo aiuto a Peter lindebergh.

 

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

Non si finisce mai di imparare sarà anche una frase fatta ma ho bene in mente i miei limiti e continuo ad apprendere con tutorial corsi libri riviste ecc.

 

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

La difficoltà maggiore è riuscire a conoscere i segreti delle macchine fotografiche di oggi che sono delle vere diavolerie, oltre alla sempre maggior conoscenza per la post produzione. Esperienze oggi nessuna ,ma qualche annetto fa ai campionati del mondo del 1987 di atletica a roma fui accreditato fotografo per la croce rossa italiana. Ed un altra bella cosa fu quando La RAI con Mike Bongiorno ad un quiz iniziarono una serie di concorsi fotografici abbinati alla trasmissione che si chiamava fotoflash,ad uno, arrivai tra i primi dieci vincendo una borsa da fotografo di quelle rigide nere e rettangolari di una volta era il 1978. La conservo caramente.

 

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

L’attimo giusto? é di avere in quel momento la macchina fotografica appesa al collo, ma è anche chiaro che il momento si pensa ,si avverte ,si cerca, l’ intuito è fondamentale.

 

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

Per fare una fotografia ho bisogno come dicevo prima di stabilire una interazione, che sia un fiore un paesaggio,una modella o altro, se provo distacco non riuscirei neanche a fare uno scatto commissionato.

 

Cosa ha influenzato il tuo stile?

Il mio stile è una continua ricerca, proprio perché sono un fotoamatore non ho la maturità , ne la presunzione di sentirmi indipendente da influenze esterne…poi uno stile semmai, credo, che non sia per sempre, si cambia sempre penso, come le fasi della vita. Obbiettivamente oggi è più facile realizzare fotografie che una volta, si hanno mezzi . Un aneddoto, fu quando iniziai a scattare, avevo 21 anni e non sapevo le regole legali della fotografia . Così un giorno mentre scattavo fuori i cancelli del carcere di Rebibbia fui visto dalle guardie che mi portano all’interno del carcere e mi sequestrarono il rullino.

 

]]>
“Racconti Fotografici” Numero 49: intervista a Massimiliano Franco https://www.domiad.it/racconti-fotografici-numero-49-intervista-a-massimiliano-franco/ Wed, 06 Sep 2017 10:52:51 +0000 https://www.domiad.it/?p=5743 Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 49° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Massimiliano Franco, buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Buongiorno a tutti,

Il mio nome è MASSIMILIANO FRANCO, romano classe 1975. Fin da ragazzo la fotografia mi ha sempre affascinato e non so ancora se sia stato io a scegliere la fotografia o se piuttosto sia stata lei a rapirmi. In questi anni mi sono documentato, ho sperimentato, affinando le varie tecniche ed oggi, a distanza di 20 anni, posso dire di preferire il reportage “geografico/turistico” e soprattutto la fotografia di paesaggio o “landscape photography” … perché? …. perche mi permette di godermi il momento prima dello scatto in assoluta armonia con l’ambiente che ho intorno a me.  La fotografia di paesaggio riesce a trasportarmi verso un momento di assoluta riflessione. Mi piace rimanere, dopo aver trovato la giusta inquadratura, ad aspettare il momento e la fotografia notturna o “nightscape photography” è la massima sua espressione. L’unico problema è che si fotografa ad orari impossibili, con  climi a volte non sempre favorevoli. La fotografia notturna secondo il mio modesto parere e’ molto piu’ complessa rispetto a quella diurna, particolarmente difficoltosa e molto tecnica. Adoro più la fase di pianificazione con i vari sopralluoghi alla ricerca del posto migliore per fotografare che la sessione vera e propria. Il più delle volte si torna a casa senza aver impresso sulla scheda di memoria un file degno di essere tenuto o stampato ma comunque pronti a ripeterla alla successiva occasione.

 

Da piccolo cosa sognavi di fare?

Da piccolo ero un grande sognatore … e a pensarci bene lo sono ancora … non avevo nulla di focalizzato a quanto ricordo … una cosa la so .. tra i sogni che volevo realizzare uno l’ho realizzato entrando a far parte di un associazione fotografica abbastanza conosciuta a Roma, il cui nome è “la compagnia della foto” che opera soprattutto su territorio regionale e a me ha affidato la parte riguardante la fotografia paesaggistica (didattica e workshop). Oltre all’insegnamento da un paio di anni stiamo, con una certa soddisfazione, promuovendo un paio di viaggi fotografici all’anno aperti a tutti gli appassionati fotografi in Giappone in quanto, i fotografi che ne fanno parte (in tutto siamo 5), ne sono amanti e conoscitori (compreso il sottoscritto in totale sono stati una ventina i viaggi da noi fatti nella Terra del Sol Levante).

 

La prima foto che hai scattato?

Dovrei sicuramente tornare indietro nel tempo … ma di preciso non ricordo quando  … mio padre aveva una macchina fotografica a pellicola quando io e mia sorella eravamo ancora dei ragazzini (all’incirca 35 anni fa) e ricordo di avermela fatta usare ogni tanto per fotografare mia madre e mia sorella quando eravamo al parco … non so con quali risultati però ^_^

 

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè?

Come fotografi paesaggisti mi piacciono molto i lavori di MAURIZIO PIGNOTTI, quelli di VINCENZO MAZZA, di FORTUNATO GATTO e di VIERI BOTTAZZINI.

A livello internazionale primis fra tutti come non citare il grande SALGADO, LINCOLN HARRISON (vi consiglio per chi non lo conoscesse di vedere qualche suo lavoro), il fotografo greco VASSILIS TANGOULIS (i suoi bianco e nero sono a dir poco spettacolari) e MICHAEL SHAINBLUM (per chi non lo conoscesse ha scattato, all’ultima eclissi di sole di poche settimane fa, alcune delle foto più belle che abbiamo mai visto e queste hanno fatto il giro del mondo). Mi piace molto anche MONIKA BULAJ (di Varsavia) fotografa, reporter e documentarista di cui ho alcuni suoi libri molto interessanti. Mi fermo altrimenti rischio di annoiare …

 

Qual e` la sfida di ogni scatto?

Vorrei sempre che il mio scatto aggiungesse un qualcosa in più alla realtà anche se, non tutti sanno, la fotografia è “BUGIA”. Vorrei che le mie foto trasmettessero autenticità, emozione e semplicità.

 

Che cos’e` la curiosita`?

Faccio mia una frase di Marcel Proust:  “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi” ..    ed è, secondo me, quel qualcosa in più che ti permette alla fine di fare uno scatto migliore rispetto a qualcun’altro. E’, soprattutto per un fotografo paesaggista, il fare quel passo in più, è il cercare un angolo di vista differente, che ti permetta di vedere dietro l’angolo piuttosto che fermarti alla prima location, ed “accontentarti” del primo scatto o della prima inquadratura.

Proprio per via della mia curiosità anni fa, dopo aver visto alcune foto fatte all’infrarosso, decisi di documentarmi e alla fine appassionatomi alla tecnica, decisi di modificarmi, da solo, una reflex Nikon D70s togliendo il filtro passa basso sopra il sensone e applicandocene un’altro per catturare le frequenze IR (uso un filtro a 720nm) e che tutt’ora utilizzo per questo genere fotografico.

 

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?

E’ una domanda difficile … insiema all’associazione di cui faccio parte stiamo organizzando un viaggio in Birmania per documentare la vita dei monaci e dei villaggi della regione inizi dell’anno prossimo. Sogno anche, un giorno, di riuscire a fotografare il monte Fuji in notturna con l’arco galattico sopra di esso che fa da cornice al monte stesso. In ultimo, da paesaggista, vorrei poter riprendere un giorno l’aurora boreale e farne una mostra personale.

 

Qual e` il tuo prossimo progetto?

Ne ho alcuni in mente e altri già formati e che continuo a alimentare scattando nuove fotografie.

Attualmente ne ho 2 a cui, appena i miei impegni lavorativi me lo permetteranno, cercherò di dedicarmici.

– Dopo gli ultimi eventi che hanno colpito le popolazioni di Umbria e Marche vorrei, insieme ai soci dell’associazione o a chi si sentirà di farlo, organizzare un progetto fotografico a medio termine con lo scopo di raccogliere fondi per queste popolazioni. I borghi laziali saranno il focus del progetto …  Vorrei fotografarli in modo da poter mantenere viva anche l’attenzione sui nostri bellissimi borghi che oggi, purtroppo, stanno morendo e farne una mostra fotografica (attualmente in una location da cercare sponsorizzata spero dalla Regione Lazio) ed il ricavato vorrei andasse interamente devoluto alle popolazioni colpite o per acquistare beni materiali come giocattoli per i bambini.

– L’altro progetto è sempre relativo ad un qualcosa che nella mia città sta morendo .. Sto parlando dei vecchi mestieri romani, lavori manuali che la tecnologia e/o i giovani non amano più fare.  Vorrei contattare tutte le botteghe storiche romane per poterle fotografare e farne, finito il progetto, una mostra in collaborazione con le associazioni storiche e la confartigianato.

 

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

Sono sempre stato un viaggiatore …. Io non fotografo un viaggio ma viaggio per fotografare. E’ sempre stato così da quel che ricordo .. è tutto in funzione di esso. Ho, nel corso degli anni solamente affinato la tecnica e ammodernato l’attrezzatura, mi sono sempre documentato molto e come ripeto sempre, ho sempre guardato con occhio critico le mie fotografie e quelle di fotografi affermati.

 

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

Difficoltà ne ho avute soprattutto per i limiti dovuti all’attrezzatura che avevo tempo fa. Amante delle fotografie notturne macchine e obiettivi che avevo non mi hanno mai permesso di avere qualità fotografica tale da esserne soddisfatto. Negli ultimi anni il rinnovo dell’attrezzatura mi ha permesso di avere buoni risultati.

 

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

Essere soprattutto conoscitore della materia e dell’apparecchio che si ha tra le mani e, soprattutto, credo che si debba avere un occhio allenato e critico. Si può studiare la tecnica e la composizione visiva ma sono dell’idea che se non hai un, passatemi il termine “occhio foografico”,  la foto che farai sarà senza una sua anima.

 

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

Non sono un amante del ritratto, preferisco se devo scattare fare reportage. In quel caso cerco di non scattare subito. Mi piace vedere la scena e godermela, cercare nel mio piccolo di interagire, per esempio se sono dentro una bottega cerco di parlare con l’artigiano cercando di rompere il ghiaccio, essendo curioso chiedo molto così, quando alla fine voglio scattare qualche foto basta chiederglielo gentilmente e loro non mi potranno dire di no ^_^

 

Cosa ha influenzato il tuo stile?

Sicuramente l’avvento di Internet e dei Social Network mi hanno letteralmente catapultato in foto/tecniche prima a me del tutto sconosciute .. Passare dal vedere solo poche foto ad esempio ad una mostra o su un libro, a vederne migliaia sparse per il Web, beh chi non sarebbe stato influenzato da questo?. Un esempio su tutti … mi ricordo la prima foto che vidi di uno startrail. Rimasi letteralmente a bocca aperta e per giorni la mente tornava sempre a quella foto. La curiosità poi ha fatto il resto.

 

Di seguito dove trovarmi:

FB :         https://www.facebook.com/Massimiliano-Franco-Photographer-529549933894942/

500px  :  https://500px.com/massimilianofranco75

flickr  :    https://www.flickr.com/photos/massimilianofranco/

instagram :   https://www.instagram.com/massimilianoo_75/

 

E’ doveroso anche un ringraziamento alll’Associazione Nazionale Domiad Photo Network per l’opportunità che mi ha concesso. Grazie mille a Domenico per l’opportunità avendo visto solo alcune mie foto pubblicate sui suoi circuiti.

 

 

 

 

 

 

]]>
“Racconti Fotografici” Numero 48: intervista a Angelo Tullio https://www.domiad.it/racconti-fotografici-numero-48-intervista-a-angelo-tullio/ Sun, 03 Sep 2017 13:50:37 +0000 https://www.domiad.it/?p=5674 Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 48° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Angelo Tullio, buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?
Sono Angelo, nato e cresciuto in una piccola cittadina, Campobasso.
Mi è sempre piaciuto scattare, da quando ebbi da piccolino una Agfa analogica della quale ho tantissimi bei ricordi. Arrivato all’adolescenza ho smesso di scattare, un po’ per problematiche personali, un po’ per mancanza di quella “spinta” necessaria.
Ho ripreso a scattare da una decina di anni, in digitale con una bridge della Konica-Minolta. Ho iniziato a scattare concerti e manifestazioni teatrali ed è lì che ho trovato quella che è la mia passione principale. Sono passato poi alla mia prima reflex e da lì mi si è aperto tutto un nuovo mondo, dandomi la possibilità di esplorare nuove possibilità di scatto, ma il concerto è la mia principale passione. Non disdegno anche tutte le altre “categorie” fotografiche, dallo still-life alla street, dalla paesaggistica ai ritratti.

Da piccolo cosa sognavi di fare ?
Avendo avuto una infanzia non proprio felice, diciamo che sono cresciuto senza avere un sogno in particolare. Ora, un po’ cresciutello, sogno di diventare un bravo fotografo e che questa che adesso è una passione, diventi anche una professione.

La prima foto che hai scattato ?
Non ho un ricordo preciso, visto che ho avuto in mano la mia Agfa analogica a 10 anni circa, ma guardando le foto ricordo che ho conservato, credo di aver scattato foto generiche in qualche parco.

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè ?
Adoro Steve McCurry, Henri Cartier-Bresson e Oliviero Toscani. McCurry per il modo in cui usa i colori in modo quasi esagerato e la meraviglia dei suoi ritratti, che siano essi spontanei o posati; Cartier-Bresson per il modo in cui vede la street e coglie l’attimo per effettuare quello scatto che porterà a foto meravigliose; Toscani per la sua “irriverente” visione della fotografia e dei soggetti che immortala.
Aggiungo il nome di un fotografo napoletano non famoso come quelli elencati sopra (ma che meriterebbe altrettanta fama), che mi ha ispirato ed aiutato molto a crescere in primis umanamente, poi fotograficamente, e che continua ad ispirarmi ed aiutarmi: Enzo Truppo.

Cosa non è per te la fotografia ?
Per me la fotografia non è scattare togliendo la dignità a chi si trova davanti all’obiettivo. Faccio mio il famoso scritto di Ando Gilardi intitolato ‘Non fotografare’.

Qual e` la sfida di ogni scatto ?
Suscitare la stessa emozione provata da me in chi poi guarderà i miei scatti. Difficile, ma quando si riesce è una soddisfazione immensa.

Che cos’e` la curiosita` ?
E’ la voglia di scoprire nuovi modi per arrivare a cogliere quello scatto che hai sempre avuto in mente di fare.

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?
Mi piacerebbe un giorno andare in Giappone, non quello ultra-moderno ma quello ancestrale, entrando nelle famiglie e cogliere e trasmettere la loro cultura ed il modo di essere.

Qual e` il tuo prossimo progetto ?
Non l’ho ancora iniziato ma sto raccogliendo idee per realizzarlo. E’ un progetto già visto tante volte, ma mi piacerebbe realizzarne uno tutto mio. Vorrei fotografare gli occhi delle persone, donne in particolare. Vorrei entrare nella loro anima e metterla a nudo mostrandola nei miei scatti.

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi ?
Sono ancora agli inizi, anche se scatto da diversi anni. Internet mi aiuta molto per documentarmi e soddisfare tutte le curiosità. Ho frequentato un corso di fotografia base (mi ha aiutato tantissimo), leggo molte riviste del settore, leggo libri di fotografi famosi, partecipo a workshop ma soprattutto scatto, scatto e continuo a scattare.

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso ?
A parte le difficoltà tecniche (le fotocamere sono sempre più tecnologicamente complesse) la difficoltà che ho sempre avuto e continuo ad avere è l’approccio con le persone alle quali vorrei fare qualche scatto (che sia in studio o per strada). Sono tendenzialmente una persona timida e questo non mi aiuta. Ciò non mi impedisce però di provare a superare questa difficoltà, cercando ogni volta il modo giusto per poterlo fare.

Quali esperienze decisive hai avuto nell’ambito fotografico ?
L’aver conosciuto e continuare a frequentare il mio oramai fraterno amico e grande fotografo Enzo Truppo.

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto ?
Tanto esercizio nell’allenare l’occhio ed il cuore a ‘prevedere’ quello che accadrà in un momento particolare ed in una situazione in cui ci si trova in un particolare momento.

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre ?
Per fortuna, nel fotografare concerti non c’è bisogno di tanta interazione con i soggetti che si animano sul palco.

Cosa ha influenzato il tuo stile ?
La crescita continua, il frequentare amici con la mia stessa passione, lo scattare sempre e comunque, la consapevolezza dei propri mezzi e di usarli al meglio delle loro possibiltà.

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare ?
Come detto prima, l’approcciare le persone che voglio fotografare in ritratti (abimentati e non).

Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?
Uno scatto fatto a Napoli durante una passeggiata con amici fotografi. Ero appena uscito da un bar ed aspettavo gli amici che uscissero, vedo una ragazza che stava camminando verso di me. Lei vede che ho la reflex in mano e con lo sguardo mi lancia una sfida come per dire che non avrei avuto il coraggio di fotografarla. Il suo sguardo mi colpiva molto, ho preso la reflex ed inquadrato nel mirino. Appena si accorge che la stavo fotografando si copre la bocca e si mette a sorridere, facendo il segno di Vittoria con una mano, e cercando di passare davanti a me velocemente per non essere fotografata. Troppo tardi, sono riuscito ad immortalarla proprio mentre si copre il viso con la mano e sorride. Il tempo di voltarmi per ringraziarla e lei non c’era più. Mi piacerebbe un giorno ritrovarla e donarle quel momento. E’ uno degli scatti a cui sono rimasto più affezionato.

E-mail: angelo_t@email.itangelo.tullio@gmail.com
Facebook: https://www.facebook.com/TrustNo1No1
Flickr: https://www.flickr.com/photos/angelo_t/
500px: https://500px.com/angelo_t

Ringrazio Domenico Addotta e tutto il gruppo DOMIAD per avermi dato la possibilità di farmi conoscere e parlare un po’ di me.

 

 

]]>
Luca Maraglino‎ – Top Selection By Nikon Club Italia https://www.domiad.it/luca-maraglino%e2%80%8e-top-selection-by-nikon-club-italia/ Sat, 02 Sep 2017 08:10:46 +0000 https://www.domiad.it/?p=5663 Complimenti, la tua foto entra di diritto sul Magazine Domiad Photo Network, sempre aggiornato con tutte le novità dell’omonimo gruppo totalmente dedicato alla fotografia:

– Forum Ufficiale: www.nikonclubitalia.com – Magazine: http://flip.it/KpRkY  (clicca e sfoglialo on-line anche su dispositivo mobile)

Il Magazine è legato alla nostra Pagina Ufficiale su Facebook: https://www.facebook.com/Fotografia.Fotografi/

(sono graditi una marea di MI PIACE naturalmente)

Le migliori foto, le più belle storie visive, il meglio del meglio. Le foto sono selezionate in esclusiva dall’intera rete del Domiad Photo Network. Benvenuti nell’arte allo stato puro!

Congratulations, your photo goes right on our Magazine Domiad Photo Network, up to date with all the news of the group of totally dedicated to photography:

– Official Forum: www.nikonclubitalia.com

– Magazine: http://flip.it/KpRkY  (click and browse it online on mobile)

The Magazine is related to our Official Page on Facebook: https://www.facebook.com/Fotografia.Fotografi/

(are welcome a flood of LIKE course)

The best photos, the finest visual stories, the best of the best. The photos are selected exclusively from the entire network of Domiad Photo Network. Welcome to the art in its purest form!

]]>
Francesco Zecca‎ – Top Selection By Nikon Club Italia https://www.domiad.it/francesco-zecca%e2%80%8e-top-selection-by-nikon-club-italia/ Sat, 02 Sep 2017 08:03:57 +0000 https://www.domiad.it/?p=5660 Complimenti, la tua foto entra di diritto sul Magazine Domiad Photo Network, sempre aggiornato con tutte le novità dell’omonimo gruppo totalmente dedicato alla fotografia:

– Forum Ufficiale: www.nikonclubitalia.com – Magazine: http://flip.it/KpRkY  (clicca e sfoglialo on-line anche su dispositivo mobile)

Il Magazine è legato alla nostra Pagina Ufficiale su Facebook: https://www.facebook.com/Fotografia.Fotografi/

(sono graditi una marea di MI PIACE naturalmente)

Le migliori foto, le più belle storie visive, il meglio del meglio. Le foto sono selezionate in esclusiva dall’intera rete del Domiad Photo Network. Benvenuti nell’arte allo stato puro!

Congratulations, your photo goes right on our Magazine Domiad Photo Network, up to date with all the news of the group of totally dedicated to photography:

– Official Forum: www.nikonclubitalia.com

– Magazine: http://flip.it/KpRkY  (click and browse it online on mobile)

The Magazine is related to our Official Page on Facebook: https://www.facebook.com/Fotografia.Fotografi/

(are welcome a flood of LIKE course)

The best photos, the finest visual stories, the best of the best. The photos are selected exclusively from the entire network of Domiad Photo Network. Welcome to the art in its purest form!

]]>
Leo Maria Scordo – Top Selection By ‎Nikon Club Italia https://www.domiad.it/leo-maria-scordo-top-selection-by-%e2%80%8enikon-club-italia/ Sat, 02 Sep 2017 08:00:59 +0000 https://www.domiad.it/?p=5657 Complimenti, la tua foto entra di diritto sul Magazine Domiad Photo Network, sempre aggiornato con tutte le novità dell’omonimo gruppo totalmente dedicato alla fotografia:

– Forum Ufficiale: www.nikonclubitalia.com – Magazine: http://flip.it/KpRkY  (clicca e sfoglialo on-line anche su dispositivo mobile)

Il Magazine è legato alla nostra Pagina Ufficiale su Facebook: https://www.facebook.com/Fotografia.Fotografi/

(sono graditi una marea di MI PIACE naturalmente)

Le migliori foto, le più belle storie visive, il meglio del meglio. Le foto sono selezionate in esclusiva dall’intera rete del Domiad Photo Network. Benvenuti nell’arte allo stato puro!

Congratulations, your photo goes right on our Magazine Domiad Photo Network, up to date with all the news of the group of totally dedicated to photography:

– Official Forum: www.nikonclubitalia.com

– Magazine: http://flip.it/KpRkY  (click and browse it online on mobile)

The Magazine is related to our Official Page on Facebook: https://www.facebook.com/Fotografia.Fotografi/

(are welcome a flood of LIKE course)

The best photos, the finest visual stories, the best of the best. The photos are selected exclusively from the entire network of Domiad Photo Network. Welcome to the art in its purest form!

]]>
Stefano Ulisse – Top Selection By ‎Nikon Club Italia https://www.domiad.it/stefano-ulisse-top-selection-by-%e2%80%8enikon-club-italia/ Sat, 02 Sep 2017 07:58:06 +0000 https://www.domiad.it/?p=5654 Complimenti, la tua foto entra di diritto sul Magazine Domiad Photo Network, sempre aggiornato con tutte le novità dell’omonimo gruppo totalmente dedicato alla fotografia:

– Forum Ufficiale: www.nikonclubitalia.com – Magazine: http://flip.it/KpRkY  (clicca e sfoglialo on-line anche su dispositivo mobile)

Il Magazine è legato alla nostra Pagina Ufficiale su Facebook: https://www.facebook.com/Fotografia.Fotografi/

(sono graditi una marea di MI PIACE naturalmente)

Le migliori foto, le più belle storie visive, il meglio del meglio. Le foto sono selezionate in esclusiva dall’intera rete del Domiad Photo Network. Benvenuti nell’arte allo stato puro!

Congratulations, your photo goes right on our Magazine Domiad Photo Network, up to date with all the news of the group of totally dedicated to photography:

– Official Forum: www.nikonclubitalia.com

– Magazine: http://flip.it/KpRkY  (click and browse it online on mobile)

The Magazine is related to our Official Page on Facebook: https://www.facebook.com/Fotografia.Fotografi/

(are welcome a flood of LIKE course)

The best photos, the finest visual stories, the best of the best. The photos are selected exclusively from the entire network of Domiad Photo Network. Welcome to the art in its purest form!

]]>
Laura Colori‎ – Top Selection By Nikon Club Italia https://www.domiad.it/laura-colori%e2%80%8e-top-selection-by-nikon-club-italia/ Sat, 02 Sep 2017 07:55:23 +0000 https://www.domiad.it/?p=5651 Complimenti, la tua foto entra di diritto sul Magazine Domiad Photo Network, sempre aggiornato con tutte le novità dell’omonimo gruppo totalmente dedicato alla fotografia:

– Forum Ufficiale: www.nikonclubitalia.com – Magazine: http://flip.it/KpRkY  (clicca e sfoglialo on-line anche su dispositivo mobile)

Il Magazine è legato alla nostra Pagina Ufficiale su Facebook: https://www.facebook.com/Fotografia.Fotografi/

(sono graditi una marea di MI PIACE naturalmente)

Le migliori foto, le più belle storie visive, il meglio del meglio. Le foto sono selezionate in esclusiva dall’intera rete del Domiad Photo Network. Benvenuti nell’arte allo stato puro!

Congratulations, your photo goes right on our Magazine Domiad Photo Network, up to date with all the news of the group of totally dedicated to photography:

– Official Forum: www.nikonclubitalia.com

– Magazine: http://flip.it/KpRkY  (click and browse it online on mobile)

The Magazine is related to our Official Page on Facebook: https://www.facebook.com/Fotografia.Fotografi/

(are welcome a flood of LIKE course)

The best photos, the finest visual stories, the best of the best. The photos are selected exclusively from the entire network of Domiad Photo Network. Welcome to the art in its purest form!

]]>
Paolo Gabriele Maiero‎ – Top Selection By Nikon Club Italia https://www.domiad.it/paolo-gabriele-maiero%e2%80%8e-top-selection-by-nikon-club-italia/ Sat, 02 Sep 2017 07:52:44 +0000 https://www.domiad.it/?p=5648 Complimenti, la tua foto entra di diritto sul Magazine Domiad Photo Network, sempre aggiornato con tutte le novità dell’omonimo gruppo totalmente dedicato alla fotografia:

– Forum Ufficiale: www.nikonclubitalia.com – Magazine: http://flip.it/KpRkY  (clicca e sfoglialo on-line anche su dispositivo mobile)

Il Magazine è legato alla nostra Pagina Ufficiale su Facebook: https://www.facebook.com/Fotografia.Fotografi/

(sono graditi una marea di MI PIACE naturalmente)

Le migliori foto, le più belle storie visive, il meglio del meglio. Le foto sono selezionate in esclusiva dall’intera rete del Domiad Photo Network. Benvenuti nell’arte allo stato puro!

Congratulations, your photo goes right on our Magazine Domiad Photo Network, up to date with all the news of the group of totally dedicated to photography:

– Official Forum: www.nikonclubitalia.com

– Magazine: http://flip.it/KpRkY  (click and browse it online on mobile)

The Magazine is related to our Official Page on Facebook: https://www.facebook.com/Fotografia.Fotografi/

(are welcome a flood of LIKE course)

The best photos, the finest visual stories, the best of the best. The photos are selected exclusively from the entire network of Domiad Photo Network. Welcome to the art in its purest form!

]]>
Sergio Derosas‎ – Top Selection By Nikon Club Italia https://www.domiad.it/sergio-derosas%e2%80%8e-top-selection-by-nikon-club-italia/ Sat, 02 Sep 2017 07:50:18 +0000 https://www.domiad.it/?p=5645 Complimenti, la tua foto entra di diritto sul Magazine Domiad Photo Network, sempre aggiornato con tutte le novità dell’omonimo gruppo totalmente dedicato alla fotografia:

– Forum Ufficiale: www.nikonclubitalia.com – Magazine: http://flip.it/KpRkY  (clicca e sfoglialo on-line anche su dispositivo mobile)

Il Magazine è legato alla nostra Pagina Ufficiale su Facebook: https://www.facebook.com/Fotografia.Fotografi/

(sono graditi una marea di MI PIACE naturalmente)

Le migliori foto, le più belle storie visive, il meglio del meglio. Le foto sono selezionate in esclusiva dall’intera rete del Domiad Photo Network. Benvenuti nell’arte allo stato puro!

Congratulations, your photo goes right on our Magazine Domiad Photo Network, up to date with all the news of the group of totally dedicated to photography:

– Official Forum: www.nikonclubitalia.com

– Magazine: http://flip.it/KpRkY  (click and browse it online on mobile)

The Magazine is related to our Official Page on Facebook: https://www.facebook.com/Fotografia.Fotografi/

(are welcome a flood of LIKE course)

The best photos, the finest visual stories, the best of the best. The photos are selected exclusively from the entire network of Domiad Photo Network. Welcome to the art in its purest form!

]]>
Alberto Ghizzi Panizza‎ – Top Selection By Nikon Club Italia https://www.domiad.it/alberto-ghizzi-panizza%e2%80%8e-top-selection-by-nikon-club-italia/ Sat, 02 Sep 2017 07:48:04 +0000 https://www.domiad.it/?p=5642 Complimenti, la tua foto entra di diritto sul Magazine Domiad Photo Network, sempre aggiornato con tutte le novità dell’omonimo gruppo totalmente dedicato alla fotografia:

– Forum Ufficiale: www.nikonclubitalia.com – Magazine: http://flip.it/KpRkY  (clicca e sfoglialo on-line anche su dispositivo mobile)

Il Magazine è legato alla nostra Pagina Ufficiale su Facebook: https://www.facebook.com/Fotografia.Fotografi/

(sono graditi una marea di MI PIACE naturalmente)

Le migliori foto, le più belle storie visive, il meglio del meglio. Le foto sono selezionate in esclusiva dall’intera rete del Domiad Photo Network. Benvenuti nell’arte allo stato puro!

Congratulations, your photo goes right on our Magazine Domiad Photo Network, up to date with all the news of the group of totally dedicated to photography:

– Official Forum: www.nikonclubitalia.com

– Magazine: http://flip.it/KpRkY  (click and browse it online on mobile)

The Magazine is related to our Official Page on Facebook: https://www.facebook.com/Fotografia.Fotografi/

(are welcome a flood of LIKE course)

The best photos, the finest visual stories, the best of the best. The photos are selected exclusively from the entire network of Domiad Photo Network. Welcome to the art in its purest form!

]]>
Marco Christian Romano – Top Selection By ‎Nikon Club Italia https://www.domiad.it/marco-christian-romano-top-selection-by-%e2%80%8enikon-club-italia/ Sat, 02 Sep 2017 07:43:33 +0000 https://www.domiad.it/?p=5639 Complimenti, la tua foto entra di diritto sul Magazine Domiad Photo Network, sempre aggiornato con tutte le novità dell’omonimo gruppo totalmente dedicato alla fotografia:

– Forum Ufficiale: www.nikonclubitalia.com – Magazine: http://flip.it/KpRkY  (clicca e sfoglialo on-line anche su dispositivo mobile)

Il Magazine è legato alla nostra Pagina Ufficiale su Facebook: https://www.facebook.com/Fotografia.Fotografi/

(sono graditi una marea di MI PIACE naturalmente)

Le migliori foto, le più belle storie visive, il meglio del meglio. Le foto sono selezionate in esclusiva dall’intera rete del Domiad Photo Network. Benvenuti nell’arte allo stato puro!

Congratulations, your photo goes right on our Magazine Domiad Photo Network, up to date with all the news of the group of totally dedicated to photography:

– Official Forum: www.nikonclubitalia.com

– Magazine: http://flip.it/KpRkY  (click and browse it online on mobile)

The Magazine is related to our Official Page on Facebook: https://www.facebook.com/Fotografia.Fotografi/

(are welcome a flood of LIKE course)

The best photos, the finest visual stories, the best of the best. The photos are selected exclusively from the entire network of Domiad Photo Network. Welcome to the art in its purest form!

]]>
Maurizio Rossi – Top Selection By Nikon Club Italia https://www.domiad.it/maurizio-rossi-top-selection-by-nikon-club-italia/ Sat, 02 Sep 2017 07:40:45 +0000 https://www.domiad.it/?p=5636 Complimenti, la tua foto entra di diritto sul Magazine Domiad Photo Network, sempre aggiornato con tutte le novità dell’omonimo gruppo totalmente dedicato alla fotografia:

– Forum Ufficiale: www.nikonclubitalia.com – Magazine: http://flip.it/KpRkY  (clicca e sfoglialo on-line anche su dispositivo mobile)

Il Magazine è legato alla nostra Pagina Ufficiale su Facebook: https://www.facebook.com/Fotografia.Fotografi/

(sono graditi una marea di MI PIACE naturalmente)

Le migliori foto, le più belle storie visive, il meglio del meglio. Le foto sono selezionate in esclusiva dall’intera rete del Domiad Photo Network. Benvenuti nell’arte allo stato puro!

Congratulations, your photo goes right on our Magazine Domiad Photo Network, up to date with all the news of the group of totally dedicated to photography:

– Official Forum: www.nikonclubitalia.com

– Magazine: http://flip.it/KpRkY  (click and browse it online on mobile)

The Magazine is related to our Official Page on Facebook: https://www.facebook.com/Fotografia.Fotografi/

(are welcome a flood of LIKE course)

The best photos, the finest visual stories, the best of the best. The photos are selected exclusively from the entire network of Domiad Photo Network. Welcome to the art in its purest form!

]]>
“Racconti Fotografici” Numero 47: intervista a Roberto Grano https://www.domiad.it/racconti-fotografici-numero-47-intervista-a-roberto-grano/ Fri, 01 Sep 2017 08:42:59 +0000 https://www.domiad.it/?p=5626 Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 47° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Roberto Grano, buona lettura.

 

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Amo la Fotografia ‘semplicemente’ da sempre, Sì la Fotografia, quel mondo per me tra  arte e poesia, quel mondo in cui ci si rimette a contatto con le proprie emozioni, con il proprio corpo e con la propria anima ed ecco che magicamente ci  che ci circonda fa parte di noi e da noi interpretata con colori, luce e creatività prendendo il posto di quella frettolosa quotidianità che tende ad allontanarci dal sentire, dal vedere e dal renderci portavoce del bello che ci circonda. La Fotografia pu  regalarci momenti unici e magici se solo volessimo rieducarci…

Questo è l’Amore che provo verso la fotografia e che mi ha portato a sceglierla come professione e questa visione è quella che traduco nei miei servizi professionali che siano questi il “racconto di un Matrimonio” o l’emozione di un evento. Questo è l’Amore attraverso il quale ho scritto senza ‘riserva’ i miei primi 2 libri, “Immagini Racconti ed Emozioni” ed “In Soli 187 Minuti” – Libro e Video Pratico di indirizzamento alla fotografia digitale. Questo è l’Amore con il quale insegno Fotografia nelle scuole e realizzo i miei servizi. Questo sono io 😉

Da piccolo cosa sognavi di fare?

Il Fotografo…sin dai primi anni delle superiori lavoravo in una ‘bottega’ della fotografia analogica, nelle vacanze estive, poi la vita mi ha riservato strade diverse, ma se noi chiediamo, crediamo e facciamo, prima o poi l’universo ci offre la possibilità di poter realizzare il ns. sogno…sta a noi leggerne i segnali e con umiltà ma sempre con consapevolezza e rispetto saperli cogliere e con entusiasmo e lavoro seguirne gli eventi.

La prima foto che hai scattato?

Il mio primissimo scatto fu un fiore, realizzato a 12 anni con una fotocamera giocattolo 6×6 completamente di plastica e biottica, che mi regal  mio padre. Ma lo scatto che mi fece letteralmente innamorare della fotografia e fece scattare in me la molla della ‘curiosità’ fu il ritratto di mia nipote che ripresi quando avevo 16 anni, era vestita da Pierrot, realizzai questo scatto allestendo un piccolo stage nel mia camera con un fondale e delle mollette che lo reggevano, utilizzando la mia prima reflex una Konica Tc Autoreflex.

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè?

In realtà Amo la Fotografia di molti Maestri dal BN al Colore e questo per motivi diversi, in taluni casi per la scelta che ne fanno dell’ironia per documentare eventi e/o tendenze sociali, vedi Elliott Erwitt, altre volte sono attratto dal minimalismo creativo e dalle geometrie colorate degli scatti di Franco Fontana.

Sicuramente sono ispirato, solo ed unicamente, da ci  che provo e sento dentro di me, credo che questo sia ci  che rende la fotografia ‘unica’, perché l’anima di ogni scatto è solo parte di noi e non potrà simulare il sentire di chiunque altro…e questo sentire potrà nel tempo portarci a divenire fotografi diversi per stile e messaggio comunicativo perché noi stessi potremmo divenire persone diverse.

Cosa non è per te la fotografia ?  

La Fotografia per me non è l’enfasi e la proclamazione del proprio Ego, non è la ricerca del like maniacale, se poi il ns. scatto, nato per il ns. sentire gratifica oltre noi stessi anche il pubblico per il messaggio comunicativo ed emozionale che riusciamo a trasmettere allora avremo raggiunto l’obiettivo di aver regalato un’emozione e questo non potrà che essere un grande risultato del quale esserne fieri con umiltà.

Qual e` la sfida di ogni scatto?

Riuscire attraverso il ns. scatto a trasmettere l’emozione e lo spirito che è dentro di noi, questo sempre ed unicamente per noi stessi, in quanto unici…a seguire toccherà all’osservatore darne un’interpretazione attraverso la sua stessa unicità ed esperienza… unicità ed esperienza che accoglieremo con aperto confronto e consapevolezza.

Che cos’e` la curiosita`?

La molla che ci lancia verso l’azione. Chi o cosa ti piacerebbe fotografare? l’India, nella sua quotidianità più autentica…

Qual e` il tuo prossimo progetto?

In realtà ne ho molti e tutti che mi fanno sentire una fiamma dentro 😉

Il primo in stato avanzato, la realizzazione di una fiaba moderna interpretata attraverso la danza nella città di Torino e con 2 ballerini d’eccezione.

Il secondo e non meno importante si riallaccia alla domanda precedente, ovviamente tutto questo oltre alla mia attività professionale che quotidianamente svolgo con lo stesso Amore… keep in touch…

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

Nella giovane/giovanissima età lavorai in una Bottega Fotografica di Torino come assistente Fotografo per matrimoni e fotografia industriale, questo lo feci per 3 anni nei mesi estivi finito scuola.

In età più adulta ho perfezionato attraverso l’esperienza diretta sul campo ed attraverso gli studi le tecniche fotografiche più varie, dalla scatto alla stampa gli argomenti sono ‘infiniti ed in continua evoluzione’, questi studi sono stati da me intrapresi sia come autodidatta che attraverso la partecipazione ai corsi di professionisti accreditati sia a livello nazionale che internazionale.

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

Le difficoltà, per chi decide di intraprendere la strada del Fotografo sono quotidiane ed innumerevoli, ma la molla ed il fuoco che abbiamo dentro con l’Amore verso la fotografia sono gli ingredienti che poniamo all’attenzione dei ns. clienti e questo ci ripaga di tutto.

Quali esperienze decisive hai avuto nell’ambito fotografico?

Nella Danza aver lavorato con professionisti di altissimo livello Nazionale ed

Internazionale ha sostenuto la mia esperienza e crescita. Nella fotografia Matrimonialista, l’esperienza provata durante un campus per professionisti con Master Internazionali in cui sono emerse alcune considerazioni fatte sui miei scatti che hanno fatto vibrare le giuste corde della mia emozione artistica dandomi consapevolezza e nuovi spunti sui quali crescere e lavorare. Ed infine ma non per ordine di importanza essere riuscito, anche attraverso la fotografia, a documentare per il MAB UNESCO la Collina Torinese, riconoscimento MAB Unesco (MAB Man and Biosphere) ottenuto nel 2016 per l’Italia dalla Collina Torinese e dagli oltre 80 comuni limitrofi coinvolti.

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

La giusta ‘presenza’ e sensibilità interpretativa.

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

La comunicazione è ci  che richiede in assoluto l’attenzione maggiore prima di qualsiasi sessione di shooting, che sia questo un matrimonio, una comunione o cresima, una sessione in studio con modella o altro. La macchina fotografica è ‘solo’ lo strumento per realizzare il risultato finale che parte dalla conoscenza del soggetto ed è spesso la barriera dietro la quale ci nascondiamo e che ci impedisce di comunicare apertamente, ed è proprio per questo che diviene l’oggetto che durante la mia fase di conoscenza trascuro maggiormente. Prima di un evento incontro il o i soggetti per conoscerne l’energia ed il proprio carattere ed entrare in comunicazione con loro, ritengo che diversamente gli scatti non potranno cogliere l’essenza dell’ ‘essere’ dei soggetti ripresi ed anche in scatti in cui l’ ‘apparire’ la fa da padrona bisognerà fare in modo che non ci siano tensioni corporee e questo credo che lo si ottenga solo attraverso la giusta comunicazione ed empatia.

Cosa ha influenzato il tuo stile?

I momenti stessi della mia vita personale condizionano il mio stile che comunque tende ad essere minimalista e dai forti contrasti…sopratutto per il BN.

Vorrei terminare quest’intervista ringraziando l’Associazione Domiad per lo sforzo che fa quotidianamente per la diffusione della cultura fotografica ed un saluto a tutti gli amici Fotografi od aspiranti tali con una citazione di Eugene Smith, alla quale sono molto legato, “La Fotografia è una cosa ‘semplice’ a patto per  che si abbia qualcosa da raccontare”…

sito: http://www.robertograno.com

FB fan page: https://www.facebook.com/karovision/

FB professional page: https://www.facebook.com/roberto.grano

 

 

]]>
“Racconti Fotografici” Numero 46: intervista a Stefano Calderan https://www.domiad.it/racconti-fotografici-numero-46-intervista-a-stefano-calderan/ Fri, 01 Sep 2017 08:26:13 +0000 https://www.domiad.it/?p=5617 Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 46° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Stefano Calderan, buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Sono Stefano, nato e cresciuto a Genova. Da sempre ho una grande passione per gli animali ed in particolare per i cani che mi hanno sempre circondato, fin da piccolo.

Sono un imprenditore che lavora nel settore edile e la mia passione per la fotografia è nata piuttosto recentemente. Nel 2013, quando mia moglie ha iniziato una piccola attività di dog sitting, pensione domestica ed educazione cinofila, ho pensato di scattare qualche foto ai suoi “ospiti” a quattro zampe e di farne omaggio ai proprietari. L’iniziativa ha avuto un grande successo e da quel momento non mi sono più fermato.
Ovviamente, la mia modella preferita resta Alika, la nostra rhodesian ridgeback di 7 anni che ha una pazienza infinita nel posare per i miei scatti.

La prima foto che hai scattato?

Le mie prime foto con una reflex risalgono al 2012, durante un safari fotografico in Sud Africa. Nonostante il piacere di aver immortalato momenti appassionanti del mio viaggio, al rientro avevo appeso la macchina al chiodo. Fino all’anno successivo in cui, come ho raccontato, i cani sono diventati il mio soggetto principale.

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè ?

Apprezzo moltissimo alcune fotografe come Jessica Drossin, Meg Bitton, Lisa J Holloway, Sujata Setia, Elena Shumilova e Iwona Podlasinska. Artiste che partono da scatti di straordinario livello tecnico e capaci di impreziosirli con una post produzione raffinata ed accattivante.

Qual e` la sfida di ogni scatto?

Immagino che sia la stessa di molti fotografi. Suscitare un’emozione in chi guarda le mie immagini. Quando succede, la sensazione è impagabile. Ripaga di ogni sforzo.

Che cos’e` la curiosita`?

E’ la molla per migliorarsi costantemente. Per esplorare nuove tecniche, sperimentare e fare un passo avanti ad ogni scatto.

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?

Sono soddisfatto dei miei soggetti. Adoro i cani e voglio continuare con loro. Le occasioni non mi mancano. Forse, in futuro, mi piacerebbe fotografarli insieme ai loro umani… il tema dell’interazione uomo-cane mi affascina molto.

Qual e` il tuo prossimo progetto?

In realtà devo finirne uno appena iniziato. Una collaborazione con il canile municipale della mia città. Con la speranza di dare maggiore visibilità ai cani ospitati in questa struttura.

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

Ritengo di essere solo all’inizio, ma ho studiato tanto, letto libri, partecipato a workshop, guardato centinaia di tutorials. E, soprattutto, ho scattato e contino a farlo in ogni minima frazione di tempo libero che riesco a ritagliarmi.

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

Non molte, se non legate ad un normale processo di apprendimento che comporta errori, fallimenti e quindi miglioramenti lenti ma progressivi.
Forse un po’ di diffidenza, dal pubblico italiano in particolare, sull’uso di una post produzione piuttosto elaborata. Ma amo la creatività e la fantasia e non riesco a fare a meno di un tocco “artistico” in fase di editing.

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

Bisogna sviluppare un “occhio fotografico”. Vedere particolari, espressioni e movimenti che altri non coglierebbero. Saper comporre al meglio in macchina. Essere veloci, sviluppare un vero e proprio istinto da cacciatore di immagini.

Inoltre, inutile nasconderlo, per la fotografia cinofila “action” è necessaria una valida attrezzattura. Per immortalare un cane in corsa frontale o durante una concitata fase di gioco serve una combinazione macchina-lente di ottimo livello. La mia Canon 1D X mark II è perfetta per questo scopo.

 

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

Per me, che fotografo cani, è un aspetto essenziale. La simpatia e l’affetto per i cani sono sentimenti naturali per me, ma non bastano. Ci vuole una grande pazienza e, soprattutto, un enorme rispetto per gli spazi e i tempi dei miei soggetti. Fondamentale è essere capaci di interrompere una sessione ai primi segni di stanchezza o stress del cane.

]]>
Demetrio Arico’‎ – Fuji Club Italia https://www.domiad.it/demetrio-arico%e2%80%8e-fuji-club-italia/ Sun, 27 Aug 2017 13:50:29 +0000 https://www.domiad.it/?p=5614 Complimenti,
la tua foto entra di diritto sul Magazine Fuji Club Italia X Series, sempre aggiornato con tutte le novità dell’omonimo gruppo totalmente dedicato alla fotografia:
– Forum Ufficiale: www.fujiclubitalia.com
– Magazine: http://flip.it/yuA0O (clicca e sfoglialo on-line anche su dispositivo mobile)

Il Magazine è legato alla nostra Pagina Ufficiale su Facebook:facebook.com/Fujifilm.Club.Community
(sono graditi una marea di MI PIACE naturalmente)
Le migliori foto, le più belle storie visive, il meglio del meglio. Le foto sono selezionate in esclusiva dall’intera rete del Domiad Photo Network.
Benvenuti nell’arte allo stato puro!

Congratulations,
your photo goes right on our Magazine Fuji Club Italia X Series, up to date with all the news of the group of totally dedicated to photography:
– Official Blog: www.fujiclubitalia.com
– Magazine: http://flip.it/yuA0O (click and browse it online on mobile)

The Magazine is related to our Official Page on Facebook: facebook.com/Fujifilm.Club.Community
(are welcome a flood of LIKE course)
The best photos, the finest visual stories, the best of the best. Photos are selected exclusively from the entire network of Domiad Photo Network.
Welcome to the art in its purest form!

]]>
Simone Lucarelli‎ – Fuji Club Italia https://www.domiad.it/simone-lucarelli%e2%80%8e-fuji-club-italia/ Sun, 27 Aug 2017 13:47:32 +0000 https://www.domiad.it/?p=5610 Complimenti,
la tua foto entra di diritto sul Magazine Fuji Club Italia X Series, sempre aggiornato con tutte le novità dell’omonimo gruppo totalmente dedicato alla fotografia:
– Forum Ufficiale: www.fujiclubitalia.com
– Magazine: http://flip.it/yuA0O (clicca e sfoglialo on-line anche su dispositivo mobile)

Il Magazine è legato alla nostra Pagina Ufficiale su Facebook:facebook.com/Fujifilm.Club.Community
(sono graditi una marea di MI PIACE naturalmente)
Le migliori foto, le più belle storie visive, il meglio del meglio. Le foto sono selezionate in esclusiva dall’intera rete del Domiad Photo Network.
Benvenuti nell’arte allo stato puro!

Congratulations,
your photo goes right on our Magazine Fuji Club Italia X Series, up to date with all the news of the group of totally dedicated to photography:
– Official Blog: www.fujiclubitalia.com
– Magazine: http://flip.it/yuA0O (click and browse it online on mobile)

The Magazine is related to our Official Page on Facebook: facebook.com/Fujifilm.Club.Community
(are welcome a flood of LIKE course)
The best photos, the finest visual stories, the best of the best. Photos are selected exclusively from the entire network of Domiad Photo Network.
Welcome to the art in its purest form!

 

]]>
Omar Sospiri‎ – Infrared Passion by Domiad Photo Network https://www.domiad.it/omar-sospiri%e2%80%8e-infrared-passion-by-domiad-photo-network-4/ Sun, 27 Aug 2017 13:41:08 +0000 https://www.domiad.it/?p=5607 Complimenti,
la tua foto entra di diritto sul Infrared Passion Magazine, sempre aggiornato con tutte le novità dell’omonimo gruppo totalmente dedicato alla fotografia:
– Blog Ufficiale: www.domiad.it/
– Magazine: http://flip.it/h5BnOh (clicca e sfoglialo on-line anche su dispositivo mobile)
Il Magazine è legato alla nostra Pagina Ufficiale su Facebook: facebook.com/Fotografia.Fotografi
(sono graditi una marea di MI PIACE naturalmente)
Le migliori foto, le più belle storie visive, il meglio del meglio. Le foto sono selezionate in esclusiva dall’intera rete del Domiad Photo Network.
Benvenuti nell’arte allo stato puro!
Congratulations,
your photo goes right on our Infrared Passion Magazine, up to date with all the news of the group of totally dedicated to photography:
– Official Blog: www.domiad.it/
– Magazine: http://flip.it/h5BnOh (click and browse it online on mobile)
The Magazine is related to our Official Page on Facebook: facebook.com/Fotografia.Fotografi
(are welcome a flood of LIKE course)
The best photos, the finest visual stories, the best of the best. The photos are selected exclusively from the entire network of Domiad Photo Network.
Welcome to the art in its purest form!
]]>