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HDR: come gestire esposizioni multiple senza esagerare, guida pratica per foto reali

HDR: come gestire esposizioni multiple senza esagerare, guida pratica per foto reali

HDR: come gestire esposizioni multiple senza esagerare, guida pratica per foto reali

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HDR: come gestire esposizioni multiple senza esagerare, guida pratica per foto reali

Il messaggio iniziale sul forum

Estratto testuale del primo messaggio della discussione.

Premettendo che è facilmente intuibile, anzi visibile, la grande potenzialità dell'hdr vorrei rportare l'attenzione sul tema del" Fino a dove una fotografia si può chiamare tale" Ho visto bellissime foto nelle quali l'hdr ha aggiunto ciò che non era possibile riprendere per eccesso di gamma di luce, erano belle perchè come una donna ben "truccata" avevano qualcosa in più senza che si capisse troppo dove e perchè, insomma, quello che si otteneva prima con un buon uso di polarizzatori e gnd. Quello che vedo spesso ora sono, colori scioccanti, pareti fosforescenti che dovrebbero essere scure, ombre da solleone…

— cracus

Leggi il messaggio originale sul forum

Il commento della Redazione

Ciao a tutti, grazie a chi sta seguendo la discussione e a chi ha inserito riferimenti storici importanti: l’HDR non è una magia, è uno strumento che, se usato con consapevolezza, può valorizzare una scena così come può disegnare una cartolina troppo pomposa. Da qui nasce la domanda centrale: dove finisce l’HDR e dove inizia la fotografia “umana” della scena?

Parto dall’idea espressa da alcuni interventi: una foto nasce da una base solida, luci gestite in modo corretto e una composizione che regge l’insieme. Se l’HDR serve a rispettare l’intenzione originale di chi ha scattato, evitando perdita di dettaglio nelle alte luci e nelle ombre, può essere uno strumento utile. Il rischio è quello di cadere nel pacchiano, dove colori saturi, contrasti esasperati e cieli innaturali distraggono dall’atmosfera.

Una strada pratica è utilizzare l’HDR in modo mirato: impostare una base di scatto neutro, evitare correzioni esagerate in post-produzione e mantenere una coerenza tra luci e tonalità. Se una scena ha già una forte dinamica, l’HDR può aiutare a recuperare dettaglio senza “truccare” l’immagine: l’obiettivo resta raccontare una situazione reale, non creare una realtà parallela. Per chi preferisce sfumare l’effetto, è utile lavorare con una resa più sobria in Lightroom o software di fusione, tenendo d’occhio la differenza tra dettaglio e contrasti.

Chiarisco anche un punto: la fotografia è sempre una forma di interpretazione. L’HDR non è né nè contro né a favore in sé: è la gestione consapevole degli strumenti a fare la differenza. Se la scelta narrativa del fotografo è quella di enfatizzare una texture o un’emozione, l’HDR può supportarla, purché non rubi la scena al punto da far sembrare artefatto ciò che è reale.

Voi come gestite l’HDR nel vostro flusso? Preferite una resa più “naturale” o siete aperti a immagini più interpretate? Se avete esempi, condividiamoli e discutiamone senza timore di dibattere: la chiave rimane la coerenza tra ciò che si vede e ciò che si vuole comunicare.

Ottimo spunto di partenza. Quando definiamo la “linea” dell’HDR, è utile pensare al flusso di lavoro come a una scala dialettica tra informazione e interpretazione: si parte dal dettaglio tecnico delle tre esposizioni e si arriva a una resa che rispecchi la storia che siamo andati a raccontare. Una regola pratica che molti di noi apprezzano è usare l’HDR come amplificatore di tono, non come sostituto della gestione luci in fase di scatto. Se riusciamo a ottenere una base solida in esposizione neutra, l’unione delle tre immagini in fase di fusione può restituire una scena equilibrata: dettagli nelle luci senza soffocare le ombre, senza creare schizzi cromatici troppo evidenti.

Un punto chiave è la coerenza cromatica. Altrimenti l’effetto finale appare “montato” e stona con la rassicurante naturalezza del frame. Per evitarlo, può essere utile mantenere una curva di tono abbastanza conservatrice durante la fusione e affidarsi a una correzione mirata in post con maschere di livello mirate. In questo modo, le parti della scena che meritano evidenza restano riconoscibili, mentre i dettagli saturi delle luci e delle ombre sono trattati senza esagerazioni. Se il cielo è protagonista, conviene unire tre esposizioni ma poi applicare una lieve granularità o una texture controllata, così da non appiattire la profondità.

Passando alle situazioni pratiche, ci sono scenari dove l’HDR serve davvero in modo discreto: tramonti, paesaggi urbani con luci neon, interni con finestre molto luminose. In queste situazioni, una fusione ben calibrata permette di preservare il mood senza “pesantire” la scena. In altri casi, soprattutto dove c'è movimento tra le eseguizioni o soggetti soggetti in primo piano, l’uso dell’HDR va limitato o addirittura evitato. Qui l’elasticità sta nel saper riconoscere quando la fusione rischia di introdurre artefatti di movimento o spostamenti di colore che stonano rispetto al contesto.

Un consiglio operativo davvero utile: se hai una scena molto dinamica, prova una fusione single-shot con una leggera lettura nitida della tonalità locali, anziché affidarti a una fusione completa. Puoi partire da una base neutra e aggiungere dettagli in aree chiave con maschere localizzate, in modo che il risultato finale conservi la coerenza visiva e non diventi una palla di saturazione. Se invece hai la libertà di scattare a più esposizioni, mantieni una temperatura cromatica coerente tra le tre esposizioni, e fai attenzione agli accenni di purple fringing o bloom su luci molto intense.

Infine, la critica costruttiva tra noi può essere questo: quando una foto HDR significa davvero qualcosa è perché serve a raccontare un’emozione o una realtà che, in una singola esposizione, verrebbe a mancare. Se l’emozione è la protagonista, l’HDR può essere una leva potente. Se, al contrario, l’intento è documentare senza enfasi, l’approccio sobrio sarà più efficace.

Volete condividere qualche scatto in cui l’HDR ha funzionato bene senza eccedere? Oppure avete esempi dove un tocco leggero sarebbe stato preferibile per restare fedeli al racconto visivo? Sono curiosa di vedere come la community gestisce questi equilibri.

— Francesca Neri | Redazione Nikon Club Italia


La discussione continua sul Forum

Questo articolo è collegato alla discussione originale su Nikon Club Italia. Ogni nuovo intervento rilevato sul forum aggiorna questa sezione e il collegamento all’ultima risposta.

Interventi dalla discussione

gianluca1577

non credo che questa sia la sezione giusta per discutere questo interessante argomento…
AndTrast

Ciao, in attesa che i nostri attenti moderatori spostino la discussione nella sezione giusta, ti dico subito che questa è una discussione vecchia come quella sulla superiorità tra pellicola e digitale! Entrambe sono discussioni che avranno fine fra mooooolto tempo e in cui paradossalmente nessuno ha ragione! Ok, hai fatto un nome: Magritte!! In realtà l'HDR (Hight dinamic range) dal nome dovrebbe essere una riproposizione in digitale degli studi delle sperimentazioni fotografiche di Ansel Adams, ma spesso viene usato per creare immagini, chiamiamole così, alla Magritte. Si potrebbe discutere per ore su questo argomento…ti dico solo in poche parole la mia: La fotografia è solo uno dei tanti modi per creare un'immagine…ben vengano tutti gli espedienti possibili purchè CONSAPEVOLI. Ti riporto un esempio di questo forum: Nel contest "Arti e mestieri" ha vinto questa foto: http://www.nikonclubitalia.com/forum/arti-…image12853.html Indipendentemente dai gusti personali in merito alla post produzione, si tratta indubbiamente di un'immagine derivata da una più che buona conoscenza delle luci e capacità compositiva! HDR: come gestire esposizioni multiple senza esagerare, guida pratica per foto reali
mauro orlando

Citazione (cracus @ Aug 22 2009, 06:23 PM) · Vai al messaggio originale #132599
Ho visto bellissime foto nelle quali l'hdr ha aggiunto ciò che non era possibile riprendere

Il mio pensiero sull'HDR è tutto qua. E' una tecnica come tante altre. Ognuno la uso come vuole, ma credo che in molti casi sia usata come artificio per trasformare scatti banali in immagini ad effetto (anche se fanno ad ognuno un effetto diverso). Questa comunque è una moda che credo passerà.

°°giacomo°°

CITAZIONE (cracus @ Aug 22 2009, 05:23 PM) …..erano belle perchè come una donna ben "truccata" avevano qualcosa in più senza che si capisse troppo dove e perchè… CITAZIONE (Mauro.Orlando @ Aug 23 2009, 04:41 PM) ….. credo che in molti casi sia usata come artificio per trasformare scatti banali in immagini ad effetto… quoto questi 2 vostri passaggi, li condivido in pieno, perchè sono veri entrambi. Però penso che se la base dell'hdr sono buone foto, fatte bene e con le esp giuste, e se lo sviloppo in hdr è fatto in modo non pacchiano, ecco… io penso che l'immagine finale abbia qualcosa in più. L'esempio del trucco è azzeccato, se si trucca una donna diciamo mmmm… "simpatica" HDR: come gestire esposizioni multiple senza esagerare, guida pratica per foto realiHDR: come gestire esposizioni multiple senza esagerare, guida pratica per foto reali certo magari correggerà alcuni suoi difetti, accentuando i suoi pregi, ma non sarà certo una dea. Se invece si trucca miss italia (miriam leone), nel modo giusto, non esagerando e scadendo nel cafone… ecco che mi guardo anche unomattina e le trasmissioni peggiori a bocca aperta… HDR: come gestire esposizioni multiple senza esagerare, guida pratica per foto reali
cracus

Ciao, in attesa che i nostri attenti moderatori spostino la discussione nella sezione giusta, ti dico subito che questa Entrambe sono discussioni che avranno fine fra mooooolto tempo e in cui paradossalmente nessuno ha ragione! Ok, hai fatto un nome: Magritte!! In realtà l'HDR (Hight dinamic range) dal nome dovrebbe essere una riproposizione in digitale degli studi delle sperimentazioni fotografiche di Ansel Adams, ma spesso viene usato per creare immagini, chiamiamole così, alla Magritte. Si potrebbe discutere per ore su questo argomento…ti dico solo in poche parole la mia: La fotografia è solo uno dei tanti modi per creare un'immagine…ben vengano tutti gli espedienti possibili purchè CONSAPEVOLI. Ti riporto un esempio di questo forum: Nel contest "Arti e mestieri" ha vinto questa foto: http://www.nikonclubitalia.com/forum/arti-…image12853.html Indipendentemente dai gusti personali in merito alla post produzione, si tratta indubbiamente di un'immagine derivata da una più che buona conoscenza delle luci e capacità compositiva! HDR: come gestire esposizioni multiple senza esagerare, guida pratica per foto reali Ciao grazie della risposta, "è una discussione vecchia come quella sulla superiorità tra pellicola e digitale!" questo è vero, anzi possiamo dire che ce ne sono anche più vecchie, e forse più paragonabili, tipo quella sulla fotografia come non forma d'arte rispetto alla pittura. Li il tempo è stato giudice, anche perchè allora i fotografi, più che artisti, dovevano essere degli alchimisti. Ho l'impressione che ci infiliamo in un vicolo cieco, diciamo che le foto di Anselm Adams non sono solo bellissime, ma INECCEPBILI dal punto di vista fotografico. Quindi sono delle meravigliose fotografie. Parliamo di mostri sacri. Allego questa "immagine" di Radoslav Penchev [attachment=25965:radoslav.jpg] grandioso uso delle tecniche digitali per creare un'immagine d'effetto. poi allego una fotografia di AnselAdams [attachment=25967:Ansel_Ad…b_763332.jpg] grandioso uso delle tecniche fotografiche tradizionali per creare una foto ineguagliabile Due immagini indubbiamente Belle. La mia domanda era " Dove finisce una e inizia l'altra" Ma sopratutto dove è quella consapevolezza che giustamente tu auguri ci sia in una foto quando vengono usati mezzi meravigliosi sulla post produzione solo come stratagemmi per mascherare delle pecche. Spesso, con un po' di "arte" ci si potrebbe fermare prima o spingere oltre. Ma forse si sta crando un problema simile a quello che è nato in campo musicale da quando con il digitale e l'home recording tanta gente che non sapeva neanche distinguere una quinta da una settima ha prodoto tanto "rumore".
cracus

Citazione (°°Giacomo°° @ Aug 23 2009, 06:00 PM) · Vai al messaggio originale #132906
quoto questi 2 vostri passaggi, li condivido in pieno, perchè sono veri entrambi. Però penso che se , ecco… io penso che l'immagine finale abbia qualcosa in più. L'esempio del trucco è azzeccato, se si trucca una donna diciamo mmmm… "simpatica" HDR: come gestire esposizioni multiple senza esagerare, guida pratica per foto realiHDR: come gestire esposizioni multiple senza esagerare, guida pratica per foto reali certo magari correggerà alcuni suoi difetti, accentuando i suoi pregi, ma non sarà certo una dea. Se invece si trucca miss italia (miriam leone), nel modo giusto, non esagerando e scadendo nel cafone… ecco che mi guardo anche unomattina e le trasmissioni peggiori a bocca aperta… HDR: come gestire esposizioni multiple senza esagerare, guida pratica per foto reali

Ciao grazie della risposta concordo perfettamente con te a patto che…"la base dell'hdr sono buone foto, fatte bene e con le esp giuste, e se lo sviloppo in hdr è fatto in modo non pacchiano" "pacchiano" è tutto li il nocciolo HDR: come gestire esposizioni multiple senza esagerare, guida pratica per foto reali

cracus

Citazione (Mauro.Orlando @ Aug 23 2009, 05:41 PM) · Vai al messaggio originale #132893
Il mio pensiero sull'HDR è tutto qua. E' una tecnica come tante altre. Ognuno la uso come vuole, ma credo che in molti casi sia usata come artificio per trasformare scatti banali in immagini ad effetto (anche se fanno ad ognuno un effetto diverso). Questa comunque è una moda che credo passerà.

Ciao e grazie della risposta anche a te sono d'accordo anche sul discorso moda, quando avremo riempito tutto lo stampabile in versione "balocco" forse ri cercheremo un po' di misura HDR: come gestire esposizioni multiple senza esagerare, guida pratica per foto reali

apache

Ansel Adams fu tra i fondatori di un gruppo di fotografi denominato "Gruppo f64", il cui nome già la dice lunga sui propositi e sulla filosofia del gruppo: il diaframma più piccolo possibile, per avere immagini con la massima nitidezza. Questo era il loro modo non solo di rappresentare ma anche di interpretare quanto fotografavano. All'opposto, anche prima di loro, vi è la corrente interpretativa, chiamiamola così per l'occasione, dello "sfuocato" o del "non tutto a fuoco", per cui la rappresentazione già soggettivamente da parte del fotografo è tutta un'altra, "focalizzando" un punto di interesse. E questi sono solo due modi possibili, due correnti, di interpretare ciò che si rappresenta. Altri, chiamiamoli, "esercizi" di modalità rappresentativa possono essere come tu hai citato l'hdr o la pesante postproduzione, già in voga molto prima di Photoshop ed ancora utilizzata parallelalmente in camera oscura (guarda questo sito http://www.uelsmann.com/ : il fotografo non usa programmi di fotoritocco, è tutto fatto in camera oscura). Cosa è fotografia? Tutto è fotografia, purchè si parta dal consapevole utilizzo del mezzo fotografico e si conosca quale interpretazione si vuol dare. Poi a qualcuno piace il tutto nitido, a qualcuno lo sfuocato, chi ama l'hdr e chi lo trova esagerato, chi apprezza la pesante postproduzione e chi la trova "finta", ed è proprio questo l'errore che spesso vedo fare: il termine "finto" non è elemento valutativo della fotografia, anzi della Fotografia, che nasce già di per sè finzione artistica e mai pura rappresentazione, no?
cracus

CITAZIONE (apache @ Aug 24 2009, 01:27 PM) Ansel Adams fu tra i fondatori di un gruppo di fotografi denominato "Gruppo f64", il cui nome già la dice lunga sui propositi e sulla filosofia del gruppo: il diaframma più piccolo possibile, per avere immagini con la massima nitidezza. Questo era il loro modo non solo di rappresentare ma anche di interpretare quanto fotografavano. All'opposto, anche prima di loro, vi è la corrente interpretativa, chiamiamola così per l'occasione, dello "sfuocato" o del "non tutto a fuoco", per cui la rappresentazione già soggettivamente da parte del fotografo è tutta un'altra, "focalizzando" un punto di interesse. E questi sono solo due modi possibili, due correnti, di interpretare ciò che si rappresenta. Altri, chiamiamoli, "esercizi" di modalità rappresentativa possono essere come tu hai citato l'hdr o la pesante postproduzione, già in voga molto prima di Photoshop ed ancora utilizzata parallelalmente in camera oscura (guarda questo sito http://www.uelsmann.com/ : il fotografo non usa programmi di fotoritocco, è tutto fatto in camera oscura). Cosa è fotografia? Tutto è fotografia, purchè si parta dal consapevole utilizzo del mezzo fotografico e si conosca quale interpretazione si vuol dare. Poi a qualcuno piace il tutto nitido, a qualcuno lo sfuocato, chi ama l'hdr e chi lo trova esagerato, chi apprezza la pesante postproduzione e chi la trova "finta", ed è proprio questo l'errore che spesso vedo fare: il termine "finto" non è elemento valutativo della fotografia, anzi della Fotografia, che nasce già di per sè finzione artistica e mai pura rappresentazione, no? Ciao e grazie di questa risposta (molto bella) tutto ciò che dici è sacrosanto e incontestabile ma leggo che anche tu metti dei solidi paletti ""purchè si parta dal consapevole utilizzo del mezzo fotografico e si conosca quale interpretazione si vuol dare."" Allora non tutto è fotografia, così come non tutta è musica o in genere non tutto è arte, ritornando al paragone del trucco su una donna, se vuoi banale ma calzante, esiste la donna ben truccata e quella che quando la vedi ti chiedi in quale viale stia, senza per questo bandire un buon trucco dark o una bella capigliatura verde, basta che dietro a tutto questo ci sia sempre un pensiero e un buon artigianato. Io non critico la post produzione, la amo, trent'anni fa facevo i miei bravi esperimenti in camera oscura scimmiottando i grandi fotografi dei quali non ricordo più neanche i nomi e ora il primo sguardo nelle gallerie online è sempre per le sezioni astrazione computer art ecc ecc. Per me il "finto" non esiste. Esiste …forse… la coerenza: boh non so spiegartelo, è una questione d'impatto visivo, di gusto! Ma forse qui entriamo nel discorso del bello e del brutto e sarebbe davvero un ginepraio da evitare. Comunque ancora grazie Caio HDR: come gestire esposizioni multiple senza esagerare, guida pratica per foto reali

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