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Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare

Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare

Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare

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Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare

Il messaggio iniziale sul forum

Estratto testuale del primo messaggio della discussione.

Stò sondando il terreno per l'aquisto di una reflex digitale, sono deciso per una D90 + 16/85 VR ( ho letto buone cose sul forum) non ho molta esperienza ma spero di farmela presto, per ora faccio la lotta con una piccola compatta mi chiedevo se la post produzione era così importante (ho poco tempo)

— Salvus

Leggi il messaggio originale sul forum

Il commento della Redazione

Ciao a tutti, e grazie per aver messo in fila una discussione così interessante. Non è tanto una questione “io uso RAW o JPEG?”, ma come la postproduzione si integri al flusso creativo, sia in ambito amatoriale sia in quello più professionale.

Parto dall’osservazione di fondo: la postproduzione, intesa come sviluppo e rifinitura del file, è quasi inevitabile se miri a estrarre il massimo dal tuo scatto. Il RAW conserva tutte le informazioni, ma è un punto di partenza grezzo: è qui che entra in gioco la calibrazione del bianco, l’esposizione globale, la gestione delle ombre e delle luci, l’assenza o meno di rumore a seconda di come imposti i parametri. Non è una conversione magica, ma un processo di interpretazione reversibile: puoi tornare indietro, riaggiustare, ritoccare selettivamente. Questo è esattamente il modello in cui la pellicola veniva sviluppata dal laboratorio: si sceglieva una strada, ma si poteva ritoccare in fase di stampa o di sviluppo. Oggi, il file digitale offre una libertà simile, ma con strumenti molto più pratici e non distruttivi se lavori in livelli o maschere.

Un punto chiave, soprattutto per chi scatta in digitale con intendimenti artistici o documentaristici: la postproduzione non deve diventare una scorciatoia per “salvare” foto sbagliate. È utile come fase di interpretazione: si valuta in che modo evidenziare ciò che volevi comunicare. Una maschera mirata per il cielo, o una correzione di tonalità mirata su una parte specifica dell’immagine, può salvare una foto senza compromettere altre parti. Da qui nasce l’importanza di lavorare in modo non distruttivo: usa livelli, maschere e regola i passaggi in modo reversibile. Se vuoi davvero capire cosa sta succedendo, osserva attentamente ogni passaggio: cosa succede se spingi una curva di contrasto o diminuisci una saturazione? quali sono i dettagli che stai rischiando di perdere nelle ombre o nelle alte luci?

Dal punto di vista pratico, una strategia utile è partire dall’intento: definisci cosa vuoi portare all’occhio dello spettatore. Se stai fotografando paesaggio, una leggera spinta di nitidezza a livello locale e una gestione mirata del cielo possono fare la differenza. Se racconti una scena cittadina, la gestione del bianco e della temperatura colore può cambiare la percezione di atmosfera. E se lavori su ritratti o soggetti, una maschera di luminosità separata per i volti può aiutare a mantenere pelle naturale senza si trasformi tutto in una “lovratura” di saturazioni. L’idea è che la postproduzione sia un supporto al racconto visivo, non un’alterazione artificiale della realtà.

Per chi si interroga sull’uso del RAW vs JPG: dipende dal contesto e dai tempi. Se hai una scena molto dinamica o vuoi massima flessibilità per future possibili saturo e iterazioni, il RAW è una scelta sensata. Se hai scatti rapidi, lavori in ambienti dove la velocità è tutto, o se la scena è già perfetta in partenza, JPG può bastare; in quel caso è cruciale curare esposizione e bilanciamento in camera, così da limitare la necessità di correzioni pesanti in post.

In conclusione, la postproduzione non è una optional: è lo strumento per trasformare una buona immagine in una scena coerente con la tua intenzione espressiva. Se vuoi, possiamo parlare di casi concreti: quali sono i tuoi obiettivi stilistici, quali strumenti usi (scegliendo tra sviluppo interno al software o workflow con maschere), e come valuti l’impatto finale sul tuo progetto. Se vi va, condividete anche un esempio prima/dopo; è sempre utile discutere insieme dove intervenire con parsimonia e dove lasciare intatta la naturalezza dell’immagine.

Capisco però che la domanda non sia solo “servirà o no?”. Spesso la domanda è: quanto è lecito intervenire e dove si rischia di perdere la firma personale dell’immagine? La risposta passa da una regola pratica: mantenere reversibilità e controllo. Inizia sempre con una verifica non distruttiva: lavora su un duplicato o utilizza livelli e maschere per separare le aree critiche. Se stai trattando paesaggi, una tecnica utile è correggere prima l’esposizione globale e poi modulare il cielo con una maschera luminanza o curva mirata; così puoi esaltare il dettaglio nelle rocce senza saturare le luci del cielo. Per i ritratti, valuta di isolare la pelle con una maschera di luminosità o colore, intervenendo su toni medi e luci in modo delicato, evitando la pelle troppo liscia o innaturale.

Un aspetto spesso trascurato è la gestione del colore: calibra la bilanciatura in camera e poi confronta le tonalità in post. Se noti dominanti strane, agisci con piccole correzioni selettive su neri, mezzitoni e bianchi; la somma di interventi mirati tende a risultare più credibile rispetto a una correzione globale pesante. In ambienti di lavoro collaborativo, definire una “versione di lavoro” e una “versione finale” aiuta a mantenere coerenza tra i vari scatti.

Infine, tieni presente che la postproduzione può anche essere reversibile nel tempo: ciò che sembra indispensabile oggi potrebbe essere rivisto con nuove idee domani. Se vuoi, racconta un progetto specifico (genere, timeframe, strumenti) e costruisco insieme una procedura mirata ed efficace.

— Andrea Villa | Redazione Nikon Club Italia


La discussione continua sul Forum

Questo articolo è collegato alla discussione originale su Nikon Club Italia. Ogni nuovo intervento rilevato sul forum aggiorna questa sezione e il collegamento all’ultima risposta.

Interventi dalla discussione

Salvus

Grazie a tutti ragazzi ho come sempre letto con interesse le vostre opinioni Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare , si parla sempre di photoshop ma c'è chi mi ha detto che non è poi così semplice da usare (molto completo ma da conoscere bene come diceva SAPO ) di Capture NX2 che mi dite? Qualcuno lo usa? Io stò provando la versione prova ma mancano le buone foto. Ancora la D90 non l'ho presa Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare volevo attendere dopo le feste, qualcuno sa se i prezzi avranno già un RITOCCO ? Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare
andy68

Citazione (Salvus @ Jan 5 2009, 06:47 PM) · Vai al messaggio originale #73739
Grazie a tutti ragazzi ho come sempre letto con interesse le vostre opinioni Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare , si parla sempre di photoshop ma c'è chi mi ha detto che non è poi così semplice da usare (molto completo ma da conoscere bene come diceva SAPO ) di Capture NX2 che mi dite? Qualcuno lo usa? Io stò provando la versione prova ma mancano le buone foto. Ancora la D90 non l'ho presa Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare volevo attendere dopo le feste, qualcuno sa se i prezzi avranno già un RITOCCO ? Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare

Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare Il mio consiglio…, fino a quando non prendi confidenza, vai di nx2 ed i contol picture on-board…!! Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare Per i prezzi , solitamente dopo le feste hanno un calo fisiologico, ma non immediato…!

cliklio

Citazione (SAPO @ Jan 4 2009, 02:49 PM) · Vai al messaggio originale #73293
Quoto in todo quanto detto da tutti prima di me, provenendo da un lavoro (nel campo della grafica e del fotoritocco) dove di post produzione se ne fa tanta anche io preferisco cercar di ottenere il massimo dallo scatto per poi decidere una volta sviluppato il raw come procedere a seconda di tempi a disposizione e risultato finale, comunque* un minimo di post produzione si fa sempre anche perchè bisogna nella maggior parte dei casi pensare al supporto e/o laboratorio dove si stamperanno le propie foto (con consequenziale ritocco dei vari livelli, curve etc.. a seconda del profilo colore scelto per la stampa finale e a seconda del propio gusto personale). Una cosa importante a mio parere è la valutazione del tempo/lavorazione per ogni singolo scatto che in fase amatoriale/personale può esser portata avanti anche per diverso tempo su di un gruppo di foto ma con una ipotetica consegna alle porte (vedi lavoro per un possibile cliente etc…) c'è da far i conti con le nottate passate davanti al monitor 😀 Consiglio vivamente un piccolo corso in photoshop a prescindere da tutto per ottenere il meglio dai propi scatti. Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare

al 100%

Gibo

Io quando possibile(praticamente mai!!!!)odio dover ritoccare….ma in alcuni generi di fotografia….il ritocco è parte dello scatto pensato…… per lavorare le foto uso in accoppiata captur e CS3……
cliklio

Citazione (Gibo @ Jan 5 2009, 07:17 PM) · Vai al messaggio originale #73757
Io quando possibile(praticamente mai!!!!)odio dover ritoccare….ma in alcuni generi di fotografia….il ritocco è parte dello scatto pensato…… per lavorare le foto uso in accoppiata captur e CS3……

la mia preferibilmente lightroom – Cs3, capture raramente. Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare

SandroAmici

Citazione (armando @ Jan 3 2009, 09:17 PM) · Vai al messaggio originale #73186
Sono tra coloro che preferiscono trascorrere più tempo dietro la fotocamera piuttosto che davanti ad un monitor: per motivi lavorativi già ci trascorro anche troppo del mio tempo. Sono dell'idea che ottenere degli scatti di buon livello, in partenza, facciano risparmiare non poco nelle fasi successive; certo può sempre capitare di fare delle piccole correzioni riguardo all'esposizione, al WB, alla nitidezza ma se queste occupano più di due minuti ci si rende conto che, forse, il cestino sia lo strumento più idoneo per quello scatto Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare Poi per le conversioni in B&W ed elaborazioni più particolari c'è sempre tempo, sempre che sia speso su immagini che effettivamente valgano la pena. Per concludere: la mia filosofia è quella di cercare di non utilizzare la post produzione quale paravento ad uno scatto mal riuscito.

Quoto. Al massimo si può aggiustare qualcosa nelle curve, aumentare il contrasto e il bianciamento del bianco. Poi basta.

Marco Biasotti

Citazione (SandroAmici @ Jan 6 2009, 08:22 PM) · Vai al messaggio originale #74189
Quoto. Al massimo si può aggiustare qualcosa nelle curve, aumentare il contrasto e il bianciamento del bianco. Poi basta.

Non è che hai detto poco eh………. infatti per post produzione "controllata" si intende proprio questo. Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non linearePostproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non linearePostproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare

intrigo internazionale

Mi rivolgo principalmente ai professionisti o semi prof….. voi quindi per un vostro lavoro matrimonio, reportage, o quant altro scattate sempre in Raw ?
Marco Biasotti

Citazione (intrigo internazionale @ Jan 7 2009, 12:31 AM) · Vai al messaggio originale #74285
Mi rivolgo principalmente ai professionisti o semi prof….. voi quindi per un vostro lavoro matrimonio, reportage, o quant altro scattate sempre in Raw ?

io non sono ne prof ne semi………..ma scatto SEMPRE in Raw. Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non linearePostproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non linearePostproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare

cliklio

Quasi sempre in Raw, a meno di condizioni ottimali, sicurezza di aver impostato tutto, ottima luce, possibilità di tempi brevi e quanto è utile per sapere che non si dovranno fare interventi significativi, che sono nati apposta per deteriorare la qualità delle immagini. (molto meno in raw). Però conosco altri fotografi, della vecchia generazione (quelli nati, cresciuti e..invecchiati con la pellicola)che fanno i loro servizi completamente in jpg, senza troppa preoccupazione. Però poi quando mi portano un matrimonio completamente male esposto, devo far i salti mortali, e qualche dubbio spero che gli venga, ma dopo un primo momento fatto di : si, si ho capito, si è meglio. al massimo impostano Raw+jpg, (non si sa mai..) Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non linearePostproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare
Hypertex

Citazione (intrigo internazionale @ Jan 7 2009, 12:31 AM) · Vai al messaggio originale #74285
Mi rivolgo principalmente ai professionisti o semi prof….. voi quindi per un vostro lavoro matrimonio, reportage, o quant altro scattate sempre in Raw ?

Ho fatto la stessa domanda ai due fotografi del mio matrimonio (uno scattava a colori ed uno B/N) e la risposta è stata unanime: jpeg troppe foto per poter scattare in raw. (peso medio di un jpeg delle D3 utilizzate: 7 MB) Devo ammettere che le foto, che mi sono state consegnate, senza un filo di post produzione e con i dati EXIF Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare , sono tecnicamente eccellenti. Però sarei curioso di sapere se nel forum c'è qualche profesionista che lavora diversamente Ciao

cliklio

Citazione (Hypertex @ Jan 7 2009, 05:42 PM) · Vai al messaggio originale #74498
Ho fatto la stessa domanda ai due fotografi del mio matrimonio (uno scattava a colori ed uno B/N) e la risposta è stata unanime: jpeg troppe foto per poter scattare in raw. (peso medio di un jpeg delle D3 utilizzate: 7 MB) Devo ammettere che le foto, che mi sono state consegnate, senza un filo di post produzione e con i dati EXIF Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare , sono tecnicamente eccellenti. Però sarei curioso di sapere se nel forum c'è qualche profesionista che lavora diversamente Ciao

Il punto non sta nell'eccellenza possibile o meno del jpg, non verrebbe nemmeno considerato dalla nostra beneamata Nikon e dagli altri grandi produttori di fotocamere, se fosse altrimenti. Il motivo per cui si usa Raw è il potenziale recupero di "cattive esposizioni", di sviste fatte proprio nei momenti cruciali, il raw è in questo il massimo potenziale a disposizione, mi sembra un po' presuntuoso snobbarlo.

Hypertex

Citazione (cliklio @ Jan 7 2009, 06:46 PM) · Vai al messaggio originale #74525
Il punto non sta nell'eccellenza possibile o meno del jpg, non verrebbe nemmeno considerato dalla nostra beneamata Nikon e dagli altri grandi produttori di fotocamere, se fosse altrimenti. Il motivo per cui si usa Raw è il potenziale recupero di "cattive esposizioni", di sviste fatte proprio nei momenti cruciali, il raw è in questo il massimo potenziale a disposizione, mi sembra un po' presuntuoso snobbarlo.

in effetti io questa presunzione non ce l'ho, W il NEF!! ahh quanti bilanciamenti del bianco scordati e magicamente recuperati… e picture control, controllo vignettatura, recupero esposizione ed alte luci..

intrigo internazionale

Citazione (Hypertex @ Jan 7 2009, 05:42 PM) · Vai al messaggio originale #74498
Ho fatto la stessa domanda ai due fotografi del mio matrimonio (uno scattava a colori ed uno B/N) e la risposta è stata unanime: jpeg troppe foto per poter scattare in raw. (peso medio di un jpeg delle D3 utilizzate: 7 MB) Devo ammettere che le foto, che mi sono state consegnate, senza un filo di post produzione e con i dati EXIF Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare , sono tecnicamente eccellenti. Però sarei curioso di sapere se nel forum c'è qualche profesionista che lavora diversamente Ciao

Esatto, sarei curioso di sentire altri pareri pure io, perchè proprio come è avvenuto nella vicenda che hai brevemente raccontato, sembrerebbe che il Raw intrinsecamente spinga di preferenza verso computer di buon livello, capacità di usare programmi di conversione, una certa specializzazione nell'utilizzo di programmi di fotoritocco, necessità di schede di maggiore capacità, insomma un quadro generale più degno di un professionista che un'amatore. Se ho ben capito invece il Raw diventa tanto più efficace rispetto al jpeg quanto più la foto è sballata, ovvero le capacità di recupero del raw si esaltano laddove ci sono stati più errori, e questo per pura deduzione logica dovrebbe capitare più a un'amatore che a un professionista. Intendo dire c'è qualcuno che ragiona in termini del tipo… ho comprato obiettivi luminosi da più di 1000?, ho una macchina con esposimetri e autofocus che lavorano con un milione di punti, ho un'ottima esperienza, lavorare in raw mi appesantirebbe inutilmente un lavoro praticamente già pronto, se poi qualcosa non va, qualche piccola regolazione anche in jpeg si può fare tranquillamente. Oppure siete tutti orientati verso…..sarò pure un gran pilota, avrò pure una grande macchina, ma mettere il casco anche se è fastidioso è sempre una buona cosa in caso di incidente mi salverò….

mauro orlando

Citazione (intrigo internazionale @ Jan 7 2009, 11:42 PM) · Vai al messaggio originale #74680
Oppure siete tutti orientati verso…..sarò pure un gran pilota, avrò pure una grande macchina, ma mettere il casco anche se è fastidioso è sempre una buona cosa in caso di incidente mi salverò….

Io da amatore ho raggiunto il seguente compromesso: – scatto in raw – cerco di regolare la macchina al meglio – cerco la migliore esposizione (se è possibile ripeto lo scatto con diverse impostazioni) – converto in jpg con NX che tratta correttamente i setting con un batch che a me costa poco impegno – cancello le foto non riuscite o i doppioni peggiori – lavoro di fino sulle poche immagini che lo meritano o che mi diverte elaborare (principalmente curve, sempre con NX) Mi piace la post-produzione come mi piaceva lavorare con le bacinelle alla luce della lampada rossa, ma il tempo è poco e, come hanno detto tanti, meglio spenderlo in ripresa.

maxbunny

Se si vogliono ottenere risultati eccellenti, la postproduzione è necessaria. Per postproduzione non intendo fotoritocco!! ma sviluppo. Quando si fotografa con la pellicola, la postproduzione la fa il laboratorio, in fase di sviluppo e stampa il laboratorio effettua le "regolazioni" per ottenere un negativo e una stampa decente ( purtroppo non tutti i laboratori rstituiscono risultati decenti). Fotografando in digitale, preferibilmente in raw, anche se si è settata la reflex al meglio, perdere qualche minuto per sviluppare il raw, regolando livelli, contrasto ecc.. permette di ottenere foto migliori. I mezzi per farlo sono molti, io faccio tutto con Photoshop Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare
cliklio

Citazione (maxbunny @ Jan 8 2009, 08:31 AM) · Vai al messaggio originale #74720
Se si vogliono ottenere risultati eccellenti, la postproduzione è necessaria. Per postproduzione non intendo fotoritocco!! ma sviluppo. Quando si fotografa con la pellicola, la postproduzione la fa il laboratorio, in fase di sviluppo e stampa il laboratorio effettua le "regolazioni" per ottenere un negativo e una stampa decente ( purtroppo non tutti i laboratori rstituiscono risultati decenti). Fotografando in digitale, preferibilmente in raw, anche se si è settata la reflex al meglio, perdere qualche minuto per sviluppare il raw, regolando livelli, contrasto ecc.. permette di ottenere foto migliori. I mezzi per farlo sono molti, io faccio tutto con Photoshop Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare

Quoto, è questo l'equilibrio.

andy68

Citazione (maxbunny @ Jan 8 2009, 08:31 AM) · Vai al messaggio originale #74720
Se si vogliono ottenere risultati eccellenti, la postproduzione è necessaria. Per postproduzione non intendo fotoritocco!! ma sviluppo. Quando si fotografa con la pellicola, la postproduzione la fa il laboratorio, in fase di sviluppo e stampa il laboratorio effettua le "regolazioni" per ottenere un negativo e una stampa decente ( purtroppo non tutti i laboratori rstituiscono risultati decenti). Fotografando in digitale, preferibilmente in raw, anche se si è settata la reflex al meglio, perdere qualche minuto per sviluppare il raw, regolando livelli, contrasto ecc.. permette di ottenere foto migliori. I mezzi per farlo sono molti, io faccio tutto con Photoshop Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare

Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare Santo subito…..!!! Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare

Alberto 2

Citazione (andromeda.73 @ Jan 3 2009, 07:56 PM) · Vai al messaggio originale #73160
se si vuole ottenere il meglio dalle foto, è necessario passarle in post produzione*. altrimenti se lo scatto è molto buono di partenza lo si puo' anche lasciare diciamo vergine come la fotocamera l'ha partorito! Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare

La mia impressione però è che gli scatti eseguiti con macchine ed ottiche Nikon abbiamo bisogno di un pò troppa post produzione, anche solo per dare valori corretti di contrasto e saturazione e nitidezza, al confronto di fotocamere ed ottiche di altre marche. Cosa ne pensi?

road2k

Daccordissimo con Alberto 2, comunque* regolando la macchina e scattando in jpg si ottengono ottimi risultati senza post produzione*. comunque* il tempo passa magari dopo qualche anno dal raw puoi tirare fuori sensazioni che non avevi immaginato all'epoca dello scatto.
cliklio

Citazione (Road2k @ Jan 19 2009, 12:18 PM) · Vai al messaggio originale #78161
il tempo passa magari dopo qualche anno dal raw puoi tirare fuori sensazioni che non avevi immaginato all'epoca dello scatto.

Altra perla… Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare

niko si

Citazione (maxbunny @ Jan 8 2009, 08:31 AM) · Vai al messaggio originale #74720
Se si vogliono ottenere risultati eccellenti, la postproduzione è necessaria. Per postproduzione non intendo fotoritocco!! ma sviluppo. Quando si fotografa con la pellicola, la postproduzione la fa il laboratorio, in fase di sviluppo e stampa il laboratorio effettua le "regolazioni" per ottenere un negativo e una stampa decente ( purtroppo non tutti i laboratori rstituiscono risultati decenti). Fotografando in digitale, preferibilmente in raw, anche se si è settata la reflex al meglio, perdere qualche minuto per sviluppare il raw, regolando livelli, contrasto ecc.. permette di ottenere foto migliori. I mezzi per farlo sono molti, io faccio tutto con Photoshop Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare

Mi trovi totalmente daccordo…. Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare

andromeda.73

Citazione (maxbunny @ Jan 8 2009, 08:31 AM) · Vai al messaggio originale #74720
Se si vogliono ottenere risultati eccellenti, la postproduzione è necessaria. Per postproduzione non intendo fotoritocco!! ma sviluppo. Quando si fotografa con la pellicola, la postproduzione la fa il laboratorio, in fase di sviluppo e stampa il laboratorio effettua le "regolazioni" per ottenere un negativo e una stampa decente ( purtroppo non tutti i laboratori rstituiscono risultati decenti). Fotografando in digitale, preferibilmente in raw, anche se si è settata la reflex al meglio, perdere qualche minuto per sviluppare il raw, regolando livelli, contrasto ecc.. permette di ottenere foto migliori. I mezzi per farlo sono molti, io faccio tutto con Photoshop Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare

concordo e quoto appieno! Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare

kin

Nonostante la possibilità di vari settaggi in macchina, la registrazione dei dati da parte del sensore non è poi tanto differente da uno scanner per cui difficilmente non servirà una controllata in postproduzione non fosse altro che per applicare una maschera di contrasto adeguata allo scopo finale del file. Per quanto concerne l'utilizzo del raw o del jpg, come detto da altri, dipende molto dalle circostanze, se siete amatori e quindi fotografate per hobby, avete tutto il tempo che volete e soprattutto il tempo che trascorrete fotografando è passione, non lavoro, quindi potete dedicarci sicuramente un tempo variabile, ma nessuno vi corre dietro, se siete professionisti la cosa cambia e cambia anche in base alla vostra specializzazione. Fotografi quotati a livello mondiale che lavorano nella moda e nello sport pur consapevoli delle maggiori possibilità offerte dal file grezzo non possono che scattare in jpg, provate ad immaginare quante foto si possono scattare in un servizio di moda o di documentazione sportiva, quanto tempo ci vorrebbe poi per tutte le conversioni e quanto spazio occuperebbero tutte le foto. Soprattutto avendo la possibilità di fare dei test di partenza e lavorando poi con luci controllate il jpg darà ovviamente ottimi risultati. Se invece lavorate nello still-life, dove serve magari un solo scatto o pochi scatti, è sicuramente conveniente scattare in raw. Per il discorso della post-produzione sono un fermo sostenitore della sua importanza e non solo per quanto concerne il fine di raggiungere una qualità finale decisamente migliore, ma anche perchè attualmente la post-produzione sostituisce la camera oscura e privarsene equivarrebbe a rinunciare alle bacinelle illuminate dalla luce rossa dei tempi dell'analogico (ancora attuali per qualche cultore). Vero è che così come non ci si poteva improvvisare sviluppatori e stampatori provetti, allo stesso modo non si diventa buoni fotoritoccatori aprendo photoshop, anzi il rischio è quello di perdersi per strata o addirittura di rovinare una foto. Le possibilità offerte da un programma come photoshop sono mostruosamente varie, qualcuno vede questi programmi come la negazione della creatività o come la scorciatoia per chi non azzecca le foto "alla prima". Sono solo pregiudizi e spesso la mancanza di voglia di mettersi con pazienza a studiare e sperimentare vie differenti da quelle di un tempo. Personalmente ritengo che il digitale e la post-produzione abbiano aperto la strada a mille possibilità creative che prima erano assolutamente negate. Parlando in termini amatoriali, sono convinto che chiunque dedichi del tempo all'apprendimento delle procedure di fotoritocco, dopo le prime fasi di smarrimento, si renderà conto delle enormi soddisfazioni che ne può trarre. Nella mia attività curo personalmente scatto e post-produzione e non è assolutamente la prassi nel mondo della fotografia professionale, ma è una scelta che ho fatto e la soddisfazione è sicuramente altra rispetto al solo scatto fotografico, senza contare che ai clienti non pare vero che sia una sola persona ad occuparsi del tutto e lo stesso è per la maggior parte delle agenzie. Ho iniziato a leggermi un manuale di photoshop ai tempi del 4.0, figuratevi quanto tempo è passato, eravamo ancora totalmente immersi nell'analogico ed i miei colleghi (allora ero un'assistente) mi davano del matto "ma tu sei un fotografo, mica un grafico". Allora era curiosità, ma anche consapevolezza che il digitale era solo questione di tempo, ma avrebbe sostituito sicuramente la pellicola e saper padroneggiare quel benedetto file mi avrebbe sicuramente aiutato. Per buona parte della mia vita professionale ho scattato su pellicola ed anche se il grande formato ti permette di vedere abbastanza bene il risultato dello scatto, non è assolutamente paragonabile ad un'immagine a monitor, figuriamoci quando si scatta in 35 millimetri o in medio formato. Si consegnavano i lavori e pace….poi erano i grafici ed i fotoritoccatori che vedevano tutto quello che c'era in quella foto, tu guardavi il risultato finale stampato e dicevi che bella foto ho fatto. Quando è arrivato il digitale le cose sono cambiate, ma ancora prima delle macchine digitali, parlo del periodo intermedio in cui il digitale significava solamente la possibilità di comprare uno scanner e farti le tue scansioni della pellicola ed allora cominciavi a dire cavolo, la materia prima che produco io è questa e quello che viene stampato è questo…..cavolo ma l'apporto del fotoritoccatore è molto di più di quello che pensavo e parlo soprattutto del mio settore di lavoro. Da quel momento ho cominciato a pensare che non mi bastava consegnare la foto, volevo che il mio intervento fosse maggiore (era anche una questione di soddisfazione, dopotutto è si un lavoro, ma se perdi la passione diventa dura andare avanti). Con infinita modestia mi sono fatto le ossa sul fotoritocco e ragazzi non ci sono scorciatoie, bisogna dedicarci tanto tempo e man mano che vai avanti ti accorgi che il risultato che ottieni oggi e che ti sembra ottimo, domani lo guarderai ridendo pensando a quanta strada c'era e c'è ancora da fare. Il mio caso è ovviamente al limite nel senso che la post-produzione per me è anche ricostruzione, i clienti spesso ti danno da fotografare i prodotti che ancora non sono in produzione, dei prototipi pieni di difetti oppure addirittura come succede in cosmetica ti danno vecchi prodotti e poi ti dicono (tanto ormai sono tutti convinti che con photoshop si può fare anche l'impossibile) su questo prodotto però mi devi cambiare l'etichetta che ovviamente è trasparente su un flacone metallizzato magari ed allora vai con doppi scatti, inserimenti e tutte le deformazioni di sorta. Addirittura m'è capitato che mi dessero dei prodotti in una busta in plastica che non era poi tanto differente da un sacchetto di nilon trasparente del supermercato "ma fa schifo mi hanno detto" morale della favola ho dovuto scattare i prodotti che andavano nella busta singolarmente, fotografare la chiusura della busta e poi in photoshop inventarmi una busta trasparente di sana pianta cercando di renderla realistica. Insomma nel mondo del lavoro in alcuni settori la post-produzione non è solo un piacere, ma spesso una necessità. Torniamo però al mondo amatoriale che più interessa questo forum. Molti di voi o per curiosità personale o perchè come me vengono comunque dalla pellicola, avranno letto e studiato gli splendidi libri di quel eminente fotografo di nome Ansel Adams e quindi si ricorderanno perfettamente tra le tante cose, di un concetto fondamentale, direi il più importante espresso da Adams e cioè quello di previsualizzazione: per chi non sa di cosa parlo, questo grande maestro poneva il punto di partenza al tutto nella previsualizzazione del risultato finale. Non guardi una scena davanti agli occhi, dici che bella e scatti (non che questo non possa e debba succedere ovviamente), ma guardi quello che hai davanti e ne previsualizzi il risultato finale che può essere anche molto distante da quello che vedi ed in base a questa previsualizzazione imposti tutte le procedure che ti porteranno al risultato finale di conseguenza: esporrai la pellicola in un certo modo (famoso sitema zonale) svilupperai il negativo seguendo determinate procedure, stamperai di conseguenza. Bene guardando una stampa di Adams (chi l'ha potuto fare dal vivo sa bene di cosa parlo, ma circolano comunque ottimi libri a riguardo) nonostante stiate vedendo qulcosa nato molto prima dell'avvento del digitale e del fotoritocco (come è inteso oggi) vedete qualcosa di tutto sommato molto poco reale, qualcosa sicuramente molto diverso da quello che Adams aveva davanti a se quando a scattato la foto, insomma il parallelo con quello che si può ottenere oggi col fotoritocco è evidentissimo. Sono certo che se Adams fosse ancora vivo starebbe uno dei più grandi conoscitori di photoshop perchè cambiano i tempi ed i mezzi, ma alla fine è sempre la curiosità che ti proietta avanti ed il fotoritocco offre troppe possibilità in più per far finta che non esista. Potete decidere voi: se scattare foto e concentrarvi totalmente in fase di scatto lasciando alla postproduzione il minimo indispensabile oppure cominciare a previsualizzare risultati anche alternativi, insomma ritengo che se il concetto di fotografia come arte sia stato sempre un'argomento molto discusso, con l'avvento del digitale la possibilità manipolatoria e l'intervento personale siano diventati talmente evidenti da chiarire molte cose a riguardo. Mamma mia quanto ho scritto, magari però ho raccolto qualche concetto che sarà stimolante per molti e magari poco per altri, ma sicuramente farà riflettere. In conclusione siccome penso possa essere interessante associare le parole a qualcosa di più concreto, vorrei dare a chi è interessato la possibilità di visionare delle foto che sono sempre il risultato di scatto e fotoritocco a testimonianza dell'importanza di questa pratica e non solo in settori specializzati come quello della fotografia pubblicitaria dove tutto deve essere perfetto o tendere a questo, fotografando prodotti che non lo sono, ma anche nella fotografia fatta per passione. Sotto trovate il link al mio sito web, dove oltre alle gallerie fotografiche (putroppo da aggiornare da mesi e mesi per mancanza di tempo)troverete anche dall'home page un link in basso a destra sul ritocco fotografico, con esempi di come è lo scatto prima e dopo il fotoritoco ricostruttivo. Per quanto concerne invece la foto non necessariamente commerciale, potete visionare nel portfolio l'ultima galleria sulla dx dedicata ai musicisti jazz, bene questo è un classico caso di previsualizzazione, l'idea era quella di far emergere i musicisti dal nero totale, senza elementi di disturbo che ovviamente erano presenti al concerto, questo è anche un esempio di come ll ritocco potesse essere importante anche quando si scattava in pellicola, quasi tutte le foto infatti sono state scattate con un t-max 3200 tirato a 6400 asa e sviluppato personalmente, poi scansione e ritocco. Visita il mio sito
buonvento

Ciao Luca. Concordo con quanto scrivi, molte volte si ha l'idea della fotografia argentica come di un mondo puro, dove fatto lo scatto era tutto finito. Ma in realtà il lavoro che si poteva fare in camera oscura non era molto diverso da quello che possiamo eseguire al computer con la post produzione. Con la differenza che allora i tempi erano molto più lunghi e che un errore significava ricominciare tutto dall'inizio. Complimenti per il sito. Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare
andromeda.73

quoto e concordo sia luca che il buon enrico! Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare ottimo sito e splendide foto luca! Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare
andy68

Condivido le tue parole… ho letto con avidità il tuo scritto, e guardato a bocca aperta il tuo sito…..!!! I miei più sinceri complimenti per i tuoi lavori…!!! Postproduzione: integrazione creativa non distruttiva e flusso di lavoro non lineare
mich

a proposito, per linux c'è gimp, che ve ne pare. qualcuno ne sa qualcosa? mi pare simile a ps…

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