“Racconti Fotografici” Numero 127: intervista a Luigi Alloni

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 127° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Luigi Alloni, buona lettura.

 

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

 Buongiorno a tutti. Sono un “ragazzo” di 70 anni; vivo a San Donato Milanese, periferia di Milano, in un parco regionale.

Fotografo sin da quando ero ragazzo (14 anni) e sono un autodidatta. Ho passato circa 30 anni a fotografare in analogico con Canon, sviluppando da solo i miei rullini e stampando in autonomia le mie foto. Ho partecipato a diversi concorsi e mostre collettive e personali, ricevendo diversi riconoscimenti. Con l’avvento del digitale, dopo un lungo periodo di riflessione, nel 2007 sono passato a Sony e successivamente a Nikon D90 e D610. Ultimamente lavoro spesso anche con una mirrorless Fuji. Uso prevalentemente ottiche grandangolari e teleobiettivi.

Il mio interesse fotografico è a 360°, fotografo tutto ciò che mi colpisce e mi emoziona. Tuttavia, ho una particolare predilezione per le architetture, i dettagli e le geometrie; ma affronto anche il paesaggio, la naturalistica, la street ed il ritratto.

Ho insegnato per 10 anni “composizione e lettura dell’immagine”.

Faccio parte del Circolo Fotografico Milanese, del Circolo Fotografico di San Donato Milanese e sono socio storico del Club Fotografico PhotoMilano, creato da Francesco Tadini, con sede presso lo Spazio Casa Museo Emilio Tadini, a Milano, dove nel 2018 ho esposto con una personale per due mesi, in occasione del PhotoWeek.

 

Da piccolo cosa sognavi di fare?

 Sinceramente non ricordo più bene cosa sognassi di fare. Una cosa però la ricordo, anche perché negli anni successivi in parte l’ho attuata, volevo fare l’atleta! Ah, e volevo anche cambiare il mondo, per renderlo più umano!

 

La prima foto che hai scattato?

 Da non credere, la prima foto che ho scattato è stata ad una cascina nella nebbia, nelle campagne intorno a Milano.


Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perché ?

 Sinceramente non ho una grande cultura né storica né attuale della Fotografia. Sicuramente i grandi fotografi americani e francesi del secolo scorso e molti degli attuali.

Non cerco ispirazione da loro, ma osservo la bellezza dei loro scatti e cerco di interpretarli.

Nomi? Bresson, Doisneau, Adams, Giacomelli, Ghirri, Kenna, Salgado e molti altri ancora.

 

Cosa non è per te la fotografia ?

Per me la fotografia non è una “moda”, non è un moderno costume sociale, non è solamente “un ricordo”, non è motivo di competizione, non è superficialità!

 

Qual e` la sfida di ogni scatto?

 Riuscire a tradurre ciò che vedo e mi colpisce, in uno scatto leggibile da tutti, dove mi si riconosca.

 

Che cos’è la curiosità?

 E’ la leva necessaria per osservare e realizzare uno scatto!

 

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?

 Ho fotografato un po’ di tutto, ma mi piacerebbe andare a fotografare l’aurora boreale, l’Islanda, la foresta amazzonica prima che scompaia del tutto e la Mongolia.

 

Qual e` il tuo prossimo progetto?

 Attualmente ho in corso di lavorazione diversi progetti “di dettaglio”. I prossimi dovranno essere: mostre e presentazioni, qualche altro libro fotografico e, salute e finanze permettendo, uno dei viaggi che mi mancano.

 

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

 Tanta attenzione, passione, pazienza, curiosità, fantasia, studio, tecnica ed esperienza.

 

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

 In realtà poche. Tuttavia, mi risulta difficile “mendicare” uno sponsor per le mie attività fotografiche (mostre, pubblicazioni ecc.).

L’alternarsi dei miei umori!

 

Quali esperienze decisive hai avuto nell’ambito fotografico?

 La fotografia mi ha salvato la vita nel 2007. Perso nel “nulla”, la fotografia mi ha riportato “in vita”, ridandomi passione e curiosità. Poi, l’esperienza dell’insegnamento, la realizzazione di alcune mostre ed il confronto hanno fatto il resto.

 

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

 Attenzione, osservazione, curiosità, passione, pazienza ed un po’ di fattore C…!

 

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

 Sono timido e faccio fatica a chiedere. Con le persone, più che altro, “rubo” gli scatti con il tele. Per tutto il resto, non ho problemi: mi meraviglio di ciò che vedo e cerco di coglierlo, di interpretarlo a secondo del mio sentire.

 

Cosa ha influenzato il tuo stile?

 La bellezza, l’emozione, la tecnica, la precisione. Il bisogno di comunicare chi sono, cosa vedo e cosa sento. Il complimento più bello che ricevo è quando qualcuno, vedendo una mia fotografia, mi dice: “sapevo già che l’avevi fatta tu, prima ancora di leggere il tuo nome”

 

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare ?

 Nessuno in particolare. Tuttavia, il fatto che un esercito enorme di “fotografi” percorra le stesse strade, a volte copiando l’idea altrui, mi fa pensare che la “fotografia” stia perdendo di valore e che sia diventata molto “conflittuale”.

 


Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?

 Gli aneddoti sono due. Come ho già detto prima, nel 2007, in un periodo particolarmente buio e disperato della mia vita, il tornare a fotografare mi ha salvato la vita, impegnandomi in una mia passione che era stata accantonata. L’altro è legato alla fotografia che avete “premiato”: quell’onda non è stata la sola, dopo di lei ne è arrivata un’altra gigantesca che mi ha letteralmente travolto, insieme a tutta lamia attrezzatura fotografica. A detta di chi ha assistito, è stata una cosa “simpaticissima” !!!

 

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Luigi Alloni

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