“Racconti Fotografici” Numero 152: intervista ad Alessandro Patricolo

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 152° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Alessandro Patricolo, buona lettura.

 

TI PUOI PRESENTARE PER GLI AMICI CHE ANCORA NON TI CONOSCONO?

Grazie a tutti gli utenti del Domiad Photo Network ed in particolar modo a te Domenico ed all’opportunità concessami; sono Alessandro Patricolo, classe 1977, perito assicurativo (figlio d’arte) e gestisco un piccolo ma personale studio fotografico a  Palermo:

www.studiofotograficopatricolo.it

Qui organizzo eventi,  shooting modelsharing e workshop. Fin da piccolo ho avuto l’amore per le macchine fotografiche e conseguentemente, ovviamente, per la fotografia. Amore trasmesso da mio padre, classe ’46 e di mestiere di perito assicurativo,  rullini e reflex non mancavano mai.

 

DA PICCOLO COSA SOGNAVI DI FARE?

Da piccolo sognavo di diventare Ingegnere Meccanico e fare parte di qualche team di F1 ma la vita riserva spesso strade alternative.

 

LA PRIMA FOTO CHE HAI SCATTATO?      

La mia prima foto? In realtà non ricordo la prima ma non dimentico la prima reflex tenuta in mano una bellissima Nikon Fm2 di mio padre, con tendina in titanio a nido d’ape che ancora oggi custodisco gelosamente ed uso di rado.

 

QUALI SONO I FOTOGRAFI A CUI TI ISPIRI?

Non mi ispiro ad un fotografo in particolare, tanti incontrano i miei gusti ed a volte mi diverte seguirne le orme con qualche riproposta,  osservando variazioni personali di luce e/o la post produzione usata..

 

COSA NON E’ PER TE LA FOTOGRAFIA?

Un’immagine priva di senso ed il trash di cui i social sono invasi.

 

QUAL E’ LA SFIDA DI OGNI SCATTO ?

Cercare  l’effetto “wow” ma  a volte ci si riesce e a volte no.

 

CHE COS’E’ LA CURIOSITA’?

La voglia di sapere. Mi reputo un “Socratiano” spesso, anche se una cosa la so preferisco far parlare gli altri, apprendendo qualcosa in più dalla loro elocuzione.

 

CHI O COSA TI PIACEREBBE FOTOGRAFARE ?

Sicuramente una grande modella/attrice ; Angelina Jolie potrebbe andare più che bene J

 

QUAL E’ IL TUO PROSSIMO PROGETTO ?

I miei progetti futuri, speranze,  sono quelli di creare una rete di Coworking con modelle e fotografi professionisti, in tutta Italia, creando eventi e workshop nella mia città natia,  Palermo.

 

QUALI TAPPE HAI ATTRAVERSATO PER DIVENTARE IL FOTOGRAFO CHE SEI OGGI ?

Tutti, per diventare ciò che siamo, abbiamo fatto la gavetta ed io continuo a farla.

 

CHE DIFFICOLTA’ HAI INCONTRATO LUNGO IL TUO PERCORSO?

Le più svariate, le difficoltà sono sempre latenti purtroppo ma l’importante è riuscire sempre a superarle con serenità quando si presentano.

 

QUALI ESPERIENZE DECISIVE HAI AVUTO NELL’AMBITO FOTOGRAFICO?

Carta bianca concessami da un Brand per realizzare un progetto pubblicitario. Quello è stato l’apice della mia esperienza, credendo ciecamente in me stesso.

 

CHE COSA E’ NECESSARIO PER POTERE COGLIERE L’ATTIMO GIUSTO?

Personalmente non credo nell’attimo giusto. Credo, invece, nella progettualità di uno scatto,  cogliere l’istante esatto è una consecutio temporum.

 

CHE RAPPORTO CERCHI DI INSTAURARE CON LE PERSONE/SOGGETTI CHE VUOI RITRARRE?

Certamente il dialogare;  sapere qualcosa della loro vita privata  indubbiamente aiuta. Cerco sempre di essere me stesso mantenendo il mio stile ma con l’anima espressa di chi fotografo.

 

COSA HA INFLUENZATO IL TUO STILE

La mia vita, ciò che ho visto e vissuto, il mio bagaglio personale, dai quadri ai video musicali ai film. Tutto il mio vissuto ha avuto influenza sulla mia fotografia.

 

QUALI SONO I PROBLEMI CHE RISCONTRI OGGI NEL FOTOGRAFARE?

La mediocrità avanza in ogni mestiere e professione.

Ormai è facile trovare il “cugino” o il parente che ha la reflex ricevuta dalla nonna per Natale e che fa foto bellissime.

Le piccole aziende vogliono investire poco nella pubblicità anche se per fortuna qualcuna resiste ancora.

Mi viene in mente una frase di Steve Jobs “Investire nella pubblicità in tempo di crisi è come costruirsi le ali mentre gli altri precipitano”, a mio avviso è proprio così.

 

Vorrei concludere l’intervista con un pensiero personale per chi si “affaccia”, oggi, per la prima volta alla fotografia: non usare la reflex full frame migliore (io scatto ancora con una aps-c) e/o l’obiettivo più performante. Una semplice reflex datata con un 50mm montato allena l’occhio, aggira il soggetto. Chiedetevi sempre che cosa si vuole comunicare con l’immagine e per la post produzione se avete la possibilità fate corsi se il vostro tempo o denaro non lo permette guardate video, cibatevi di video, anche su banali canali come Youtube. Abbiamo a disposizione questo grande sistema, la globalizzazione. Io nel mio percorso ho trovato utilissimi i video di Simone Soldà, ed estremamente istruttivi i video di Tiziano Toma.

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