“Racconti Fotografici” Numero 153: intervista a Enrico Raimondo

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 153° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Enrico Raimondo, buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?
Ciao a tutti ! sono Enrico Raimondo , 47 anni e vivo a Capua .
L’attrazione per le immagini c’è sempre stata : da piccolo gradivo osservare le foto sui libri di geografia ed in genere mi soffermavo spesso sulle immagini di paesaggio , ancor più sui dipinti ; col passare degli anni ho cominciato ad apprezzare anche la street grazie ad un eccellente fotografo della mia città , Salvatore Gaglione che , con la sua fotografia riusciva a strapparmi quella fatidica domanda “come ha fatto ?”… tuttavia fu solamente diversi anni dopo , che cominciai ad avvicinarmi timidamente alla fotografia : in occasione di una vacanza nella bella capitale di Stoccolma , nel 2011, decisi di acquistare una fotocamera abbastanza buona ma pratica e non ingombrante ; i risultati , per quanto sempliciotti , mi entusiasmarono e cominciai a prenderci gusto acquistando libri sulla fotografia , sui grandi artisti , praticando con i miei amici gia esperti e cominciando a mettere mani in pasta con lo sviluppo e la post-produzione .

Da piccolo cosa sognavi di fare?
Sono sempre stato un po sognatore e questo , tutto sommato , è riscontrabile nei miei lavori fotografici.
Da piccolo ? sognavo di fare il pilota….di Goldrake ! 😀 … non ci sono riuscito ma mai dire mai ! hahaha !

La prima foto che hai scattato?
Beh , le prime foto scattate erano tutte da giovane turista inconsapevole , erano atte a raccogliere ricordi di vacanze e momenti divertenti con gli amici , quindi tutto senza cognizione di causa .
Quelle scattate a Stoccolma invece avevano gia una buona composizione , piu ragionata , analizzavo gli spazi , le prospettive , tenevo conto degli orari … il passaggio dal nulla a qualcosa di buono è stato come un interruttore : OFF/ ON !
Quella che posso reputare piu o meno come prima foto , fu nel 2015 , presentata al Monochrome Awards ove mi frutto una mensione d’onore .

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perché ?
in riferimento alla fotografia contemporanea , in particolare di paesaggio , i primi fotografi che mi hanno ispirato in termini di impatto visivo sono Ryan Dyar e ,a seguire Enrico Fossati . Successivamente mi hanno entusiasmato i lavori di Elia Locardi , Fabrizio Fortuna , Andrea Celli , Daniel Kordan …. sono troppi ? allora mi fermo 🙂 ….è vero , sono tanti e con stili moooolto differenti ; ma , ognuno di loro ha qualcosa che mi ispira ed il mio approccio alle immagini , in piccole dosi , ne risente in base al tipo di luogo , all’orario , alle condizioni climatiche , all’atmosfera … ovviamente non tendo a fare fotocopie , manco ci riuscirei ; provo a dare alle immagini che elaboro , una impronta quanto piu personale , ma richiamando all’occorrenza tecniche imparate ai corsi li dove ho seguito corsi , oppure utilizzando approcci inventati di sana pianta per creare il mood che ho in mente…

Cosa non è per te la fotografia ?
la fotografia puo rappresentare il tutto ed il nulla , il concreto e l’inverosimile … se è ben realizzata darà sempre emozioni .
Tuttavia , andando sul generico ,la fotografia comincia a perdere quando dietro una immagine si celano scorrettezze , uma mancanza di etica , di rispetto verso la natura , le persone o anche verso altri fotografi ; superare l’impercettibile confine della non fotografia è facile , specialmente ora che , a maneggiare uno strumento fotografico , siamo in tanti

Qual e` la sfida di ogni scatto?
c’è una sfida ‘pre’ ed una ‘post’ :
– la ‘pre’ è quella di riuscire a portare a casa le situazioni , la luce , i soggetti , che ti sei prefissato di imprimere al momento della pianificazione di quello che puo essere un viaggio , un progetto , ma anche una semplice escursione o una gita fuori porta . l’importante è portare a casa il risultato prefissato .
– la ‘post’ è quella di riuscire a trasmettere ad un pubblico , ai followers , ad una giuria , le sensazioni , le emozioni , il mood dei frame impressi dal mezzo fotografico : fotocamera o cellulare , non fa differenza , l’importante è trasmettere emozioni al di la della tecnica … parere personalissimo

Che cos’è la curiosità ?
la curiosità è il desiderio spontaneo di scoprire , analizzare , sperimentare cose nuove , aggiungendo qualche novità al già noto sapere .la curiosità è la caratteristica che permette ai bambini di conoscere , fare esperienza , quindi di crescere . Non è semplice , ma il ‘fanciullo’ che è in noi non andrebbe mai spento , proprio per alimentare le curiosità , le fantasie , i sogni di ognuno …

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?
appassionato di paesaggistica , ma all’occorrenza mi diletto anche con la street , raramente con i ritratti , still life … amo la fotografia in genere . certo , mi piacerebbe fotografare il mondo con le sue forme e le sue popolazioni piu disparate ma ci vorrebbero svariate vite , ed io sono in netto ritardo 🙂

Qual e` il tuo prossimo progetto?
Non ho mai avuto tempo e modo di progettare : gli impegni ed i sacrifici della vita quotidiana hanno per anni occupato risorse e spazi che in condizioni ‘standard’ si ritagliano tranquillamente per dei progetti … le mie uscite fotografiche sono state sempre striminzite e legate ad orari poco consoni alla fotografia ( specialmente per la paesaggistica ) … questo è stato tuttavia un esercizio che mi ha letteralmente ‘costretto’ a portare risultati , a volte anche pregevoli in condizioni e luoghi non canonici : Mentre il paesaggista che si rispetti e che vuole affermarsi viaggia nei luoghi piu disparati del mondo per settimane , aimè le mie escursioni si concludono in tempi ridotti , parliamo di ore passate nei dintorni della mia città ; non mi sono mai perso d’animo ed ho pubblicato comunque i miei lavori ; pur andando contro corrente sono riuscito ad ottenere dei buoni feedback ed apprezzamenti sui social e diverse mensioni ai concorsi internazionali ; una bellissima soddisfazione sono state le premiazioni ad Imago Orbetello 2019, dove mi sono trovato a competere con veri paesaggisti , noti sui social del circuito nazionale e non solo , venendo giudicato da una giuria di professionisti internazionale , e non è poco per la propria autostima o per capire in maniera piu oggettiva il mio livello di preparazione !

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?
Anzitutto rimango sempre e solo un appassionato ; il percorso parte dal digiuno piu totale e , su per giu , è andata cosi :
– i libri sulla fotografia mi hanno aiutato a poadroneggiare la fotocamera ; li , ho trovato un ventaglio di informazioni importanti per capire quello che puoi realizzare partendo dalle basi fino ai primi input sulla creatività ;
– contemporaneamente mi sono esercitato con una fotocamera low cost , imparando a sfruttarla al meglio delle sue limitate caratteristiche … questo mi ha aiutato a tirare fuori anche il meglio di me
– i libri sui grandi fotografi , mi hanno aiutato a capire la vera sostanza della fotografia e cosa significa trasmettere emozioni
– per la parte post produzione ho imparato dai video-corsi su Lightroom / Camera Raw e poi Photoshop ; è necessario capire in dettaglio il significato , il funzionamento , lutilizzo deii tools a disposizione, indipendentemente dal genere fotografico d’interesse.
– ho seguito gli artisti/ fotografi che mi ispirano , ho tentato un approccio ai miei lavori che volesse ‘tendere’ al loro… lì dove non sono riuscito ad arrivare da solo , ho seguito workshops / tutorials specifici sul loro modus operandi
– in tutto cio esercizio eserecizio esercizio ! …. esercitare l’occhio fotografico e migliorare il gusto ‘visivo’ per un approccio ai lavori sempre piu raffinato … un processo che ,praticamente , non ha MAI fine : non si smette mai, ne di imparare , ne di migliorarsi

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?
quando coltivi una passione in maniera intensa ed appassionata nessuna difficoltà , in teoria , potrebbe fermarti dal migliorare , perche le cose le fai con amore e dedizione … nella pratica non è quasi mai cosi poiche devi combattere contro tutto cio che è esterno alla tua passione , ma che è parte integrante della tua vita ed abbraccia problematiche che inevitabilmente sei contretto ad affrontare sul piano economico , sociale , familiare ecc. questa è per me la vera sostanza delle difficoltà … sostanziosa direi !!! 🙂

Quali esperienze decisive hai avuto nell’ambito fotografico?
non ricordo alcuna esperienza in particolare … come gia detto , c’è stato un lunghissimo processo di osservazione che poi è culminato in una scintilla in maniera pressoche inconsapevole 🙂

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?
ci sono punti che possono leggermente cambiare a seconda del genere fotografico e comunque : riflessi sempre pronti (es. street ) , analisi dei luoghi (es. steet , paesaggistica , naturalistica) , analisi delle condizioni atmosferiche (es.paesaggistica) , un minimo di capacità predittive poiche anche il caso ha le sue regole 😉 (es. steet , paesaggistica , naturalistica) e per finire , una overdose di pazienza perche è bene sapere che , l’attimo giusto spesso arriva nel momento in cui stai decidendo di chiudere baracca e tornartene a casa 😀

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?
non sono ritrattista , ma i rari che mi sono capitati non sono preparati quindi estremamente naturali , niente di costruito : quando mi capita di fotografare nelle cerimonie , tendo a rendermi invisibile per catturare il vero stato d’animo dei soggetti ripresi ; è l’unica cosa che mi da soddisfazione durante le cerimonie …

Cosa ha influenzato il tuo stile?
sono stato un appassionato di videogames , come di film ed anime ; in particolare l’introduzione del 3D nei primi due ambiti ha dato vita alla rappresentazione di paesaggi fantastici , con un mood allucinante . Questo sicuramente ha influenzato l’approccio alla post produzuone atta a dare una impronta a volte fiabesca , a volte dark … non meno importanti lo opere dei grandi pittori : al di là dei canonici Caravaggio ,Rembrandt , amo alla follia Bierstadt ed in genere gli artisti della Hudson River School … la musica è un ulteriore potente influenzatore : mi lascio ispirare da vari generi , in primis metal ed elettronica , solitamente tendenti allo stile gotico .

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare ?
nessun grosso problema nel fotografare . i problemi quando ci sono , stanno alle spalle della fotocamera 😉

Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?
non simpatico , ma particolare : persi mio padre quando avevo 10 anni … sapevo poco della sua gioventù , prima che si sposasse con mia madre … qualche anno fa ,in occasione di una cerimonia in famiglia ove io ,ovviamente , ero il fotografo , si accosta a me un cugino che incontro raramente , abbastanza piu grande di me che mi dice : “è incredibile , tu hai la stessa passione di tuo padre … quando era giovane spesso andavo con lui a Napoli dove comprava attrezzatura fotografica …. ” . Effettivamente io non ne sapevo nulla , ne ho trovato foto scattate da lui.
Pur avendo vissuto poco tempo con lui , negli anni mi ero reso conto di aver ‘ereditato’ da lui nozioni e cose che non mi erano state inculcate direttamente … ma proprio questa passione per la fotografia non me la sarei mai aspettata !

Miei Link:

https://www.facebook.com/Enrico.Raimondo.Photography

https://www.instagram.com/enrico_raimondo_photography/

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