“Racconti Fotografici” Numero 161: intervista a Pierangelo Sparello

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 161° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Pierangelo Sparello, buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Mi chiamo Pierangelo Sparello, Pier per gli amici, abito e lavoro in provincia di Monza-Brianza, precisamente a Lissone dove si trova il mio piccolo studio fotografico.

 

Da piccolo cosa sognavi di fare?

Ho sempre sognato di poter un giorno lavorare nel mondo della fotografia, sin da giovane quando acquistai la mia prima reflex, una Zenit analogica.

 

La prima foto che hai scattato?

Le mie prime foto scattate furono proprio dei ritratti, per imparare ad utilizzare e sperimentare con  la reflex feci un sacco di foto ad amici e amiche.

 

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè ?

I mie fotografi di riferimento sono Giovanni Gastel e Peter Lindbergh, da quest’ ultimo, dal suo modo di gestire la luce naturale e il rapporto con la modella ho preso spesso ispirazione.

 

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?

Cerco di cogliere nei miei ritratti un lato emozionale che va oltre la bellezza del soggetto che ho di fronte, valorizzando  particolari  del corpo come mani, capelli, spalle, labbra e collo che ritengo siano elementi fondamentali della seduzione femminile.

 

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

Un aspetto importante  è cercare di instaurare un rapporto intimo di fiducia con il soggetto da ritrarre, solitamente prima e durante il servizio fotografico passo molto tempo a chiacchierare per cercare di conoscere  ( e rendere partecipe di cio’ che ho in mente ) la persona che devo fotografare.

 

Cosa non è per te la fotografia ?

Non amo la volgarità in fotografia, cerco sempre di rendere intense ed emozionali  le mie immagini con il solo volto delle donne, stessa cosa avviene con un volto maschile.

 

Qual e` il tuo prossimo progetto?

La mia aspirazione  e il mio desiderio ? un giorno non molto lontano poter fare una mostra con i miei ritratti in bianconero, sarebbe il coronamento di una vita dedicata alla passione per il fantastico mondo della   fotografia.

 

 

 

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