“Racconti Fotografici” Numero 163: intervista a Cristiano Antonini

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 163° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Cristiano Antonini, buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Ciao a tutti, mi chiamo Cristiano Antonini, vivo in provincia di Rimini dove sono nato circa 45 anni fa. Anche se appassionato di fotografia praticamente da sempre, mi sono avvicinato in maniera più concreta circa 10 anni fa, quando, da autodidatta, ho acquistato la mia prima Reflex. Sono principalmente un amante del genere paesaggio, ma interessato a qualsiasi altro genere.


La prima foto che hai scattato?

Onestamente non la ricordo, ma credo sarà stata probabilmente una foto di famiglia o delle vacanze, visto che comunque inizialmente, un po’ come tutti credo, quelle erano le tipologie di foto che scattavo.


Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè ?

A dire la verità non ho uno o più fotografi ai quali propriamente mi ispiro, diciamo che sono affascinato dai fotografi di reportage e di street-photography, a partire da Robert Capa e HCB, fino ai nuovi talenti in giro per il web dei giorni nostri.


Cosa non è per te la fotografia ?

Per me la fotografia non è solo schiacciare un pulsante e lasciare che la macchina faccia il lavoro per me.


Qual e` la sfida di ogni scatto?

Cercare di dare ad ogni scatto un mio personale sguardo, tale per cui chi guarda la foto possa in qualche modo riconoscerla come scattata da me.


Che cos’e` la curiosita`?

Guardare oltre la superficie delle cose.


Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?

Inizialmente, assieme alla fotografia di paesaggio, ero particolarmente attirato dalla fotografia naturalistica e un mio desiderio è poter un giorno fare degli scatti agli animali in libertà in terra d’Africa (un sogno che mi accompagna da quando sono bambino).


Qual e` il tuo prossimo progetto?

Quello attuale che sto ancora portando avanti e che vi presento nelle foto che vi invio. E’ un progetto nato per caso, quando leggendo su vari blog di fotografia, mi sono trovato davanti ad una disquisizione sulla street-photography, ovvero in una diatriba tra chi lo ritiene un genere a sé stante e chi no. E così chiedendomi se avesse quindi senso fare un genere se questo non esiste, o meglio ancora, se avesse senso fare un genere che non esiste, è nato il mio progetto “LA mia STREET PHOTOGRAPHY NON ESISTE”.


Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

A tutt’oggi sono sempre un fotoamatore in quanto fotografo comunque per passione, pur dedicando alla fotografia molto del mio tempo libero. Come detto sopra sono un completo autodidatta, tutto quello che ho appreso l’ho fatto da solo tramite letture su libri e riviste specializzate. Ma, come per tutte le cose, molta strada ho ancora da percorrere….


Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

Nessuna in particolare, a parte, in certi momenti, avere tutto il tempo che si vorrebbe a disposizione per dedicarsi alle proprie passioni, cosa che spesso si scontra con gli impegni lavorativi e famigliari.


Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

Preparazione, conoscenza del soggetto/ambiente, pazienza…


Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

La maggior parte delle persone da me ritratte, o sarebbe meglio dire riprese, in quanto non trattasi di veri e propri ritratti, sono quelle che incontro per strada e con le quali, in genere, non instauro un vero e proprio rapporto, almeno non prima di averle riprese, in quanto cerco di riprenderle nella spontaneità dei gesti, che credo si perderebbero se fossero precedute da un contatto. Diversamente quando effettuo dei veri e propri ritratti, anche se di strada, in tal caso il contatto preliminare è inevitabile. Comunque, spesso un sorriso vale più di mille parole.


Cosa ha influenzato il tuo stile?

Bella domanda. A dire la verità non so se posso dire di aver raggiunto un mio stile personale, anche se è quello che mi piacerebbe ottenere. Come detto più sopra, mi piacerebbe che le persone guardando delle foto, potessero riconoscerle come mie per via di uno stile riconoscibile.


Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare ?

Forse solo il cercare di trovare qualcosa di diverso dall’innumerevole mole di immagini oggi in circolazione che rischiano di fagocitare anche buone fotografie ma che ormai, data l’assuefazione, molti neanche si soffermano a osservare più di qualche secondo.

 
Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?

Una sera della scorsa estate  mi trovavo da solo sulle prime colline riminesi, esattamente dietro la rocca di Verucchio, paese dove risiedo, per riprendere (come faccio ormai ogni mese da circa un paio d’anni) la luna piena che cresce proprio dietro il colle di Verucchio. Terminata la sessione mi apprestavo a risalire la collina per raggiungere il mio veicolo e attraversando una zona piena di rovi e alberi, mi sono ritrovato d’un tratto ed al buio completo al cospetto di un lupo che con il sui ringhio mi ha letteralmente gelato. Fortunatamente avevo con me il mio fido treppiede che ho aperto davanti a me a mia protezione e ho lanciato un urlo come mai credo di aver fatto. Per fortuna per quella sera l’amico lupo non era troppo interessato al sottoscritto e si allontanava immediatamente…ma da quel giorno non sono più andato da solo di notte per le campagne!

 

Link personali alle mie pagine sui social

Flickr: www.flickr.com/photos/cristiano852

FB:   cristiano antonini

Instagram:  antoninicristianofoto

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