“Racconti Fotografici” Numero 168: intervista a Stefano Valerio Silvestri

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 168° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Stefano Valerio Silvestri, buona lettura.

Mi presento:
Ciao ragazzi, sono Stefano. Sono nato a Roma e ho 26 anni, attualmente vivo e lavoro come fisioterapista a Pomezia. La fotografia è un mio grande hobby da quasi due anni.

Da piccolo cosa sognavi di fare?
Da piccolo volevo diventare astronomo per studiare le stesse, adesso in vacanza le fotografo come hobby quando ci sono le giuste condizioni.

La prima foto che hai scattato?
Ho scattato la mia prima foto al lago di Bracciano mentre ero lì con il mio migliore amico, siamo andati lì un giorno d’estate a fare un bagno. La prima uscita fotografica seria è stata a Civita di Bagnoregio come regalo di compleanno con la mia ragazza.

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perché?
Mi ispiro a Matteo Bertetto e Maurizio Verdecchia, due fotografi paesaggisti e amministratori di due gruppi molto validi su Facebook. Come loro, anch’io mi dedico per lo più al settore paesaggistico e seguo i loro gruppi per imparare e scoprire i luoghi e gli spots migliori da catturare.

Cosa non è per te la fotografia?
Fotografia per me non è fedeltà cieca a un marchio, non è mettersi in mostra, non è egocentrismo, non è screditare altri fotografi, non è trasformarla in una copertina di se stessi, non è Instagram. Purtroppo al giorno d’oggi, con l’enorme concorrenza che c’è, se fai questo per lavoro sei costretto ad essere una copertina costantemente aggiornata senza mai poter staccare un attimo. Fortunatamente per me la fotografia è solo divertimento e viaggi.

Qual’è la sfida di ogni scatto?
La sfida è saper impostare la macchina in maniera ottimale in base alla situazione che trovi di fronte, la sfida è tornare a casa con la smania di vedere le foto sul monitor a schermo intero.

Che cos’è la curiosità?
La curiosità è prendere la macchina dopo cena e farsi decine di chilometri per andare a fare una foto che hai in mente o replicarne una che hai visto e ti piace particolarmente, mettendoci un pizzico di tuo.

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare?
Innanzitutto l’Italia ma solamente viaggiando insieme alla mia ragazza. Sto scoprendo Roma abitandoci vicino, piano piano programmeremo viaggi in trasferta con calma.

Qual è il tuo prossimo progetto?
Fare un viaggio in macchina da Roma verso Val D’Orcia, Firenze, Livorno e ritorno a casa.

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?
Come ‘tappe’ mi vengono in mente come prima la scelta della prima macchinetta fotografica, successivamente la selezione degli obiettivi, quella del settore fotografico preferito e il lungo studio della post-produzione.

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?
Per lo più dei limiti nella post-produzione dovuti alla conoscenze base da autodidatta, stando molto sui gruppi citati prima con occhio attento si impara molto dai commenti sotto le foto.

Quali esperienze decisive hai avuto nell’ambito fotografico?
Quella sul campo, volta per volta.

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?
Fortuna in primis e come dicevo prima saper impostare la macchina in maniera ottimale in base alla situazione che trovi di fronte.

Cosa ha influenzato il tuo stile?
Sicuramente lo stile dei fotografi citati prima e dei loro allievi.

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare?
Farsi notare se la fotografia è un lavoro e trovare i luoghi sgombri da persone se come me sei paesaggista, il che costringe in alcune occasioni a muoversi a notte fonda o all’alba. Personalmente l’unico è la mancanza di tempo per impegni lavorativi.

Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?
Ero all’isola Ortigia (Sicilia) su uno strapiombo: sistemo il cavalletto, imposto la macchina, monto i filtri e inizio a scattare. Parte la lunga esposizione e mi metto seduto lì vicino e mi godo il panorama intanto, arriva un colpo di vento improvviso e vedo il cavalletto che si ribalta giù in mare dal dirupo. Scatto velocemente e riesco ad afferrare la zampa del cavalletto più vicina a me mentre nessuna delle altre ormai toccava più il suolo; un attimo di esitazione e sarebbe stata proprio una brutta giornata.

Link:

Instagram: https://www.instagram.com/picbysteph_94/

 

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