“Racconti Fotografici” Numero 170: intervista a Mario Fornari

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 170° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Mario Fornari, buona lettura.

Mi chiamo Fornari Mario ho 64 anni sono nato a Pietrasanta cittadina di arte e cultura dove fino a poco tempo fa si potevano incontrare nei suoi vicoli artisti come Mitoraj,Botero,Corda,Timer e molti altri che esponevano le loro opere e si intrattenevano per un caffè o un bicchiere di vino assieme alla gente; sono un appassionato di fotografia ed in particolare per il bianco e nero che amo molto; per me il colore è solo una miriade di sfumature di grigio. Provengo dall’analogico le mie prime foto le ho scattate con una Canon F1,insuperabile,che ancora possiedo e uso,un ritorno al passato che mi dona un mix di ricordi grandissimi. Non ho un fotografo a cui mi ispiro cerco di prendere qualcosa dai grandi professionisti per cercare di migliorare il mio stile; ma se proprio devo indicare un nome ,beh! dico Elliot Erwitt per il suo modo ironico di fotografare cercando di arrivare là dove le parole si fermano, sono insufficienti e lasciano la scena alle emozioni all’intimità, un grande. Per me la fotografia è ricerca di vita, di emozioni da donare al prossimo un mettersi a nudo con la propria anima, raccontare. Ho un progetto che cerco di realizzare quello sulla lavorazione del marmo dalla sua estrazione fino al prodotto finito una immensità di passaggi di lavorazioni orgoglio del nostro territorio. Le mie prime foto erano dedicate al paesaggio per poi passare piano piano alle foto di strada e architettura in bianco e nero. La fotografia di strada ti avvicina alle persone raccontando le loro storie; quando ritraggo una persona cerco di dargli delle linee guida poi le lascio libere di muoversi liberamente cosi’ posso ritrarli in modo naturale facendole entrare più velocemente in sintonia con l’obiettivo. Avendo la possibilità di abitare a Pietrasanta ho potuto ammirare moltissime opere di vari artisti; il mio preferito era Igor Mitoraj,grandissimo, e sognavo di poter fare delle foto nel suo laboratorio, un giorno mentre passeggiavo in una via del paese lo vidi, mi avvicinai e gli chiesi se poteva realizzare il mio sogno, lui con grandissima umiltà accolse il mio desiderio dove lui stesso mi spiegava le sue opere che stavo fotografando con grande passione. una persona unica, grandissima e altrettanto umile. Spero che questa intervista vi sia piaciuta, Vi ringrazio di cuore Mario Fornari

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