“Racconti Fotografici” Numero 172: intervista a Maurizio Petracca

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 172° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Maurizio Petracca, buona lettura.

Buongiorno a tutti mi chiamo Maurizio Petracca ho 55 anni vivo a Modena e sono un libero professionista
che ha come grande passione la fotografia. Passione che coltivo da più di 10 anni con le reflex di nuova generazione..Il digitale.
Da piccolo i miei sogni erano sicuramente altri, viaggiare, scoprire altri luoghi, e civiltà, poi come tutti i sogni quasi sempre si fa altro..
La prima foto che ho scattato, è stato all’età di 15 anni con una bellissima Pentax analogica dove i rullini ancora erano lo scrigno dei nostri lavori, e naturalmente il primo scatto fu un tramonto sul mare del Salento la mia terra natia.
Ecco vi sembrerà irriverente, e forse presuntuoso ma non mi sono mai ispirato ad un particolare fotografo, perché ho sempre pensato che alla fine farlo, sarebbe stato come portare una sua traccia per sempre, ho invece imparato ad apprendere da tutti ,famosi e meno famosi , amo l’immagine nella sua semplicità, e a 360°.
Immaginate quante cose vedono i nostri occhi, quanti momenti sarebbero da ricordare, da immagazzinare, e metterle nel cassetto dei ricordi, ecco tutto questo non è possibile, perché con il tempo i ricordi svaniscono, diventando sempre più  deboli e opachi, la fotografia è il mezzo più potente per far si che tutto questo rimanga vivo, che il tempo non ne logori ne forme ne colori  un modo per far rivivere l’attimo!
Ogni nuovo scatto ,è la ricerca di quello migliore del giorno prima, non si raggiungerà mai lo scatto perfetto, perché non esiste…e ne sono consapevole, ma amo le sfide impossibili quindi non mollo.
Si diventa curiosi, quando si ha fame di conoscenza , quando ciò che realizzi non ti basta mai, e quindi ti porti avanti per un’altra sfida, e un’altra ancora…
Ho fotografato un pò di tutto, una cosa che mi manca e che sarà uno dei miei prossimi obbiettivi è entrare nel mondo della ritrattistica. .mi incuriosisce molto.
Progetti futuri sono quelli di organizzare dei raduni, dove poter condividere conoscenza ed esperienze con altre persone che amano la nostra passione, naturalmente tutto questo senza scopi di lucro.
circa 10 anni fa acquistai una 450d una piccola  reflex da 12mp  e un 100 mm Macro con la quale iniziai a conoscere un nuovo mondo , quello della macro, una mia foto fu pubblicata su un mensile, e da li…incominciai ad appassionarmi sempre di più, portandomi poco dopo su una 60D , poi su una 7D Mark II con 100 mm serie L ed infine su una 5D Mark IV con la quale sto condividendo gli scatti di questi ultimi 2 anni.
Le vere difficoltà incontrate in questo percorso sono state sempre le stesse :mancanza di tempo, non smetterei mai di scattare..
Le esperienze decisive che mi hanno portato avanti, sono state le varie pubblicazioni dei miei lavori, riconoscimenti vari, e per me che non sono un professionista del settore sono stati di grande stimolo e soddisfazione.
Cogliere l’attimo giusto, vuol dire tanto lavoro, dedizione, pazienza, e  non mollare mai!
Il rapporto che si istaura con i soggetti che voglio ritrarre è uno solo : il rispetto.
Ciò che ha influenzato il mio stile, è  bellezza e l’armonia che si può ottenere dalle piccole cose, quelle che in pochi si soffermano a guardare, e che a volte non se ne conosce neanche l’esistenza.
Oggi come sempre non riscontro problemi particolari, se non quelli del meteo e il mio tempo personale
vorrei giornate più lunghe, ma capisco di chiedere troppo.
Amo scattare in natura in orari a volte proibitivi, e li  da solo in mezzo al nulla a volte si vedono cose  uniche, ritrovarsi a scattare una foto ad una farfalla alle 5 del mattino, ed in quel momento sentire un rumore tra le foglie del sottobosco, sollevo la testa e vedo 5 lepri che si rincorrevano in cerchio, io al centro dei loro giochi, tutto questo è durato per alcuni minuti,lo spettacolo è stato unico, perché correvano si fermavano si alzavano mi vedevano e di nuovo via nell’inseguirsi ,ecco io praticando anche avifauna,come al solito ero attrezzato con lente macro, e non con tele,se fossi andato a “caccia”di lepri o caprioli” non li avrei certo incontrati.. quindi cercare sempre di non farsi cogliere disarmati di teleobbiettivo …

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