“Racconti Fotografici” Numero 174: intervista a Massimo Prugnoli

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 174° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Massimo Prugnoli, buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

salve mi chiamo Massimo Prugnoli, vivo a Siena sono sulla soglia dei 50 e sono un semplice fotoamatore, sono un autodidatta e da una decina di anni provo a cimentarmi nella fotografia, amo un po’ tutti i generi tranne la paesaggistica ma non smetto mai di sperimentare

 La prima foto che hai scattato?

lasciamo perdere.. in ferie con i genitori con una vecchia macchina analogica russa, le foto di famiglia dove la speranza era che non venisse mossa

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè ?

adoro quasi tutti i fotografi del 900 da Scianna a Capa passando da Ssebastião salgado a Nixon, la loro non era fotografia ma poesia, immagini in grado di raccontare storie

Cosa non è per te la fotografia ? 

tutto ciò che non racconta niente, dove magari ci si basa solo su fattori qualitativi e non di messaggio, avere una penna e non avere da scrivere niente

Qual e` la sfida di ogni scatto?

riuscire a trasmettere quello che ho percepito

Che cos’e` la curiosita`?

andare oltre l’apparenza

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?

il mio sogno è diventare un bravo ritrattista, saper leggere l’anima di chi ho davanti e metterla a nudo per come la percepisco, ma si sta parlando di sogni..

Qual e` il tuo prossimo progetto?

ne ho diecimila in testa, al momento attuale sto lavorando su una serie di scatti fatti attraverso il finestrino del mio furgone dove ritraggo scene di vita quotidiana nei posti che attraverso, la quotidianità è piena di fotografia..

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

non mi reputo un fotografo ma un semplice fotoamatore e come tale vedere le foto degli altri e più ne vedo più mi rendo conto di quanto si possa crescere anche se più vado avanti più mi rendo conto che la gente non ha sempre meno da dire

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

le difficoltà sono per lo più rappresentate dal tempo disponibile e dalle forze residue, faccio il trasportatore per vivere e nel tempo libero il padre, ho la grande fortuna di avere una compagna ceh capisce quanto sia importante per la fotografia e quindi mi concede del tempo sacrificando del suo.. cosa non da poco

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

occhio allenato tecnica e tanta fortuna, basilare direi

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

trasmetto il mio entusiasmo e cerco di far capire che se ho scelto di fotografare una determinata persona è perché ci ho visto un qualcosa che vale la pena riprendere, difficilmente ricevo un rifiuto a prescindere dal risultato

Cosa ha influenzato il tuo stile?

quale stile? non credo di averne uno definito

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare ?

nella ricerca continua di perfezione di dettaglio e nel voler seguire tendenze e mode, nella ricerca della approvazione del proprio operato

Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?

nel tentativo di fare una foto paesaggistica arrampicarsi su un greppo scivolando, saltando del filo spinato tagliandomi i pantaloni e rischiando l’attrezzatura per poi accorgermi che a 3 metri cera un ingresso aperto..

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