“Racconti Fotografici” Numero 213: intervista a Ivano Aglieri

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 213° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Ivano Aglieri, buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Buon giorno a tutti,mi chiamo Ivano Aglieri ho 60 anni sono pensionato da poco e sono un fotoamatore autodidatta dal 2016,sono nato in provincia di Milano e ora ho la fortuna di vivere a Luino una bellissima cittadina sul lago Maggiore. La passione per la fotografia non mi è scattata presto ma ora appena ho un po’ di tempo libero scappo a fotografare. Faccio prevalentemente foto di avifauna, panning e macro, solo recentemente mi sono avvicinato alle foto di paesaggi, preferisco le foto dinamiche alle foto statiche.

Da piccolo cosa sognavi di fare?

Non sono mai stato un gran sognatore,però avendo sempre ascoltato musica rock sin da ragazzino forse mi sarebbe piaciuto diventare un grande chitarrista.
La prima foto che hai scattato?

La prima foto che ho scattato l’ho fatta da piccolo con una piccola Kodak compatta regalatami da mia nonna,ma sinceramente non ricordo chi o cosa ho fotografato.

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perché ?

Non essendo la mia una passione che viene da lontano,non ho avuto modo di ispirarmi a qualcuno in particolare,anche se apprezzo tutti i fotografi che fanno foto naturalistiche.

Cosa non è per te la fotografia ?

La non fotografia secondo me è uno scatto anonimo,senz’anima.

Qual e` la sfida di ogni scatto?

La mia sfida è cercare se possibile di migliorare i miei scatti precedenti e cercare di fotografare momenti o situazioni particolari che le persone di solito non vedono.

Che cos’è la curiosità?

La curiosità per me è cercare qualcosa che mi faccia dire “wow” o che mi faccia rimanere a bocca aperta e che di conseguenza possa sorprendere anche gli altri.

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?

Mi piacerebbe fotografare animali in giro per il mondo.

Qual e` il tuo prossimo progetto?

Essendo un fotografo amatoriale non ho progetti particolari,cerco di fotografare nel quotidiano gli elementi del mondo che mi circonda e che mi interessano.

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

La prima tappa è stata cercare una reflex che potesse essere adatta alle mie esigenze,ho iniziato con una entry-level,di conseguenza cercare in rete tutte le informazioni che potevano servirmi per poter almeno iniziare ad usarla in modo  manuale.Ho cercato tutorial e video che potesssero aiutarmi a conoscere e ad usare il diaframma il tempo di scatto e i tanto famigerati ISO cercando di mettere in pratica sul campo le conoscenze che man mano facevo,solo qualche mese fa mi sono deciso a partecipare ad un corso di fotografia che è servito per avere una conoscenza più approfondita.

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

Partendo da una base uguale a zero ed essendo autodidatta ho dovuto attraversare vari momenti di crescita fotografica,sia per quanto riguarda la conoscenza della mia reflex sia per quanto riguarda le varie tecniche,le difficoltà maggiori le ho trovate nello scattare foto con un giusto equilibrio di luce e con la composizione.

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

Pazienza,conoscenza e un pizzico di fortuna.

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

Per il tipo di foto che faccio io (naturalistiche,panning,macro)non ho bisogno di instaurare nessun tipo di rapporto particolare,se non in qualche caso un rapporto di fiducia.
Cosa ha influenzato il tuo stile?

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare ?

Non sempre avere l’attrezzatura adeguata per la qualità che vorrei nei miei scatti mi “deprime”un po’.

 

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