“Racconti Fotografici” Numero 216: intervista a Francesca Romana Pignatelli

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 216° edizione , oggi intervistiamo la fotografa Francesca Romana Pignatelli, buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Mi chiamo Francesca Romana Pignanelli,la fotografia non è la mia professione ma una piacevolissima compagna di viaggio. Fin da piccola ho sempre amato stare a contatto con la natura. Adoro trascorrere il mio tempo libero gironzolando per boschi e campagne ,che considero casa mia. Lavoro con gli animali e li osservo molto. In particolare sono sempre stata incuriosita ed al contempo affascinata dal loro comportamento e ho sempre cercato di comprenderlo.

Cosa non è per te la fotografia ? 

A mio modesto parere credo che la fotografia non debba rappresentare solo un’ applicazione di regole standardizzate ma che queste indicazioni generali vadano sempre saggiamente reinterpretate in modo creativo . La personalità espressiva di ogni fotografo dovrebbe sempre  trapelare sottilmente ma chiaramente osservando un suo scatto.

Qual e` la sfida di ogni scatto? 

Nel mio caso la sfida è sempre far corrispondere nella pratica la proiezione mentale dello scatto che avevo in mente in quel preciso istante: fotografando principalmente animali spesso schivi e in rapido movimento non è sempre facile. Bisogna infatti comprendere cosa si è sbagliato la volta precedente e correggerlo nella successiva. Una frase solo apparentemente scontata che ripeto sempre a me stessa e’ “se non funziona,cambia”.

Che cos’e` la curiosita`?

È il motore del veicolo che può portarti  lontano.

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso? 

Le difficoltà sono e sono state diverse soprattutto con l’utilizzo della tecnologia:lei non piaceva a me e probabilmente io non piacevo a lei ma con un po’ di applicazione e studio sto imparando ad amarla. La strada per migliorare è ancora molto lunga ma da parte mia c’è sicuramente un impegno costante.

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?  

Per questo genere di fotografia spesso è necessario calcolare in anticipo dove si avrà la giusta luce, quali percorsi verranno intrapresi dagli animali ,dove si poseranno o dove ad esempio andranno ad abbeverarsi gli uccelli. Si devono affrontare lunghe attese,altrettanto lunghi silenzi e  vanno presi diversi accorgimenti per avvicinarsi senza essere percepiti. A mio avviso è  comunque importantissimo fare  in modo di interferire il meno possibile con lo svolgere delle attività dei i soggetti che si ritraggono. Non bisogna mai dimenticare che mentre noi cerchiamo  di fotografare loro, gli animali stanno cercando di sopravvivere ed hanno già il loro bel da fare.

Cosa ha influenzato il tuo stile? 

Cerco di essere sempre molto semplice ed essenziale perché la natura non ha bisogno di molte aggiunte per essere meravigliosa.

 

Link personali:

Facebook: Francesca Romana Pignanelli

Instagram: francescaromanapignanelli

 

 

 

 

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