“Racconti Fotografici” Numero 229: intervista a Daniele Pedinovi

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 229° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Daniele Pedinovi, buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Mi chiamo Daniele Piedinovi, ho 51 anni. Nato e cresciuto in provincia di Pavia dove dal 1988 oltre al lavoro mi sono fatto catturare dal meraviglioso mondo della fotografia.

 

Da piccolo cosa sognavi di fare?

Non sono mai stato un sognatore ma bensi’ uno che vive alla giornata, nelle varie

esperienze lavorative ho sempre cercato il lato positivo evitando le cose negative….

…..con il senno di poi adesso direi che mi piacerebbe essere un fotografo professionista nel ramo sportivo.

La prima foto che hai scattato?

La prima foto che ho scattato risale al 1988 ,anno in cui ero a militare e nello zaino misi la Voigtlander di mio papa’……da li e’ scattata la passione.

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perché ?

Sono appassionato di fotografia a 360 gradi quindi non ho dei veri punti di riferimento, possiamo dire pero’ che per il genere che faccio  seguo e soprattutto osservo gli scatti di Fontana, Basilico, Mc Curry.

Cosa non è per te la fotografia ?

Una fotografia deve trasmettere subito un qualcosa…..se questo non avviene rimane uno scatto senz’anima e privo di significato.

Qual e` la sfida di ogni scatto?

La sfida piu’ grande e’ quella di migliorarsi ogni volta che si esce con la macchina al collo…..se cio’ avviene ho raggiunto lo scopo . viceversa si deve lavorare e lavorare fino al raggiungimento dello scatto giusto.

Che cos’è la curiosità?

E’ un po’ come la benzina nel motore, piu’ ne hai piu’ vai avanti…..penso che per un fotografo la curiosita’ sia il carburante per andare oltre e magari scoprire posti nuovi per scatti unici.

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?

Ho la fortuna di lavorare gia’ per diversi giornali dove ogni week end mi assegnano servizi sportivi. Ho fatto anche corsi avanzati e workshop di fotografia sportiva dove mi sono tolto anche delle soddisfazioni come diversi piazzamenti in concorsi nazionali di fotografia. Oltre a quello mi piace molto la street e la natura come genere.

 

Qual e` il tuo prossimo progetto?

Sto lavorando su alcuni progetti dedicati a questo periodo che stiamo passando causa Covid in particolare degli audiovisivi…..e poi chi lo sa cosa riserva il futuro.

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

Le tappe che ho attraversato, non essendo appunto un vero professionista, sono state dure i primi tempi soprattutto per i sacrifici economici per poter avere un corredo adeguato ai generi di fotografia che volevo fare. Ora da un po’ di anni sto raccogliendo delle  soddisfazioni che mi ripagano dei tempi duri passati prima.

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

Penso che in ogni campo ci siano delle difficolta’ da affrontare, l’importante e’ prenderle con il piglio giusto. Ho avuto molte difficolta’ ai primi matrimoni dove non sapevo muovermi nel contesto della cerimonia ora invece dopo quasi vent’anni di esperienza  sono quasi “trasparente” che nessuno quasi ci fa caso che c’e’ un fotagrafo presente……e questa e’ una bella cosa !!!!!

Quali esperienze decisive hai avuto nell’ambito fotografico?

Ho avuto diverse esperienze che mi hanno fatto crescere. Collaboro con diversi studi fotografici per realizzazione di servizi, ho avuto qualche anno fa una pubblicazione su una rivista molto importante di un reportage sulla Lomellina, nel 2019 sono arrivato secondo in un concorso Nazionale e per finire da circa 5 anni tengo corsi di fotografia in Circoli qui della mia zona.

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

Penso che ci voglia soprattutto un bel tempismo e una rapidita’ mentale per capire in pochi secondi come realizzare la foto che si sta presentando davanti ai nostri occhi……solo con queste caratteristiche si possono ottenere scatti unici.

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

Un rapporto sincero e trasparente dove si puo’ ottenere quella complicita’ reciproca al fine di ottenere una buona fotografia. Le persone non sono facili da ritrarre basta una piccola emozione o uno stato d’animo per cambiare l’impatto della fotografia. Cerco sempre insomma di mettere a proprio  agio le persone che mi trovo davanti. A volte soprattutto in studio ci vogliono due o tre sessioni prima che il soggetto sia in sintonia con me.

Cosa ha influenzato il tuo stile?

Non ho avuto particolari influenze sul mio stile fotografico…….sono piuttosto uno che cerca il proprio di stile e al limite influenzare gli altri.

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare ?

Oggi vedo troppa competizione in questo campo, vedo persone che pensano che con un buon telefono ottengono le tue stesse foto che hai al collo 4 kg di attrezzatura, vedo altri dove basta fare un corso base di fotografia e sono pronti per il National Geographic. Tutti questi aspetti portano inevitabilmente a discussioni inutili e in parte a sminuire l’esperienza di uno che magari fotografa da 30/40 anni…..

Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?

Mi trovavo in una serra per fotografare dei Colibri’…..mi apposto, studio i movimenti del pennuto dopo di che inizio a scattare. Vuoi la fortuna, vuoi la bravura fatto sta che con pochi scatti ottengo gia’ del buon materiale. Mi guardo a monitor le foto e tra me e me faccio un sorriso di soddisfazione. E’ a questo punto che si avvicina un signore e fiero di se esclama “ ho visto tutto….il solito c…. del pivello”. Io lo guardo e ribatto in maniera pacata, mentre lui mi rinfacciava il fatto che era li da due ore e non aveva ancora materiale decente. Abbiamo fatto amicizia e ho scoperto che era un professionista del settore che pubblicava  nella rivista per eccelenza  di foto naturalistica. Grazie a lui ho mandato le foto del Colibri’ alla redazione ed ho avuto pure io una  pubblicazione.

 

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