“Racconti Fotografici” Numero 234: intervista a Davide Delorenzi

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 234° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Davide Delorenzi, buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Salve. Sono Davide Delorenzi 53 anni vivo a Cesenatico FC, fotografo amatoriale sin dai tempi della pellicola.

Da piccolo cosa sognavi di fare?

Una cosa semplice. Diventare grande e picchiare tutti i prepotenti J

La prima foto che hai scattato?

Non ricordo l’anno, mi prestò, con tanti timori, la Yashica mio fratello maggiore.

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perché ?

Visiono un po’ da tutti ma per mia natura non seguo nessuno, sono anticonformista.

Cosa non è per te la fotografia ?

Si aprirebbe un mondo. Siamo nel virtuale più che nel reale. Una volta si chiamavano Fotomontaggi ora è arte. Si è passato il segno, bambole di plastica senza tratti somatici e paesaggi astratti. Si potrebbe dire che la fotografia attraversa la fase dell’astrattismo.

Qual e` la sfida di ogni scatto?

Far rendere al meglio il soggetto che abbiamo di fronte, qualunque esso sia. Possibilmente senza sconfinare nella risposta precedente.

Che cos’è la curiosità?

La consapevolezza che conosciamo pochissimo del mondo che ci circonda.

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?

Sono troppe le cose, diciamo che se ne dovessi scegliere e viaggiare nel tempo sarebbe il Festival di Woodstock

Qual e` il tuo prossimo progetto?

Il vantaggio di essere ancora fotoamatore è di non avere limiti vincolanti dal lavoro. Sono tanti, 10 ne vorrei fare e 1 lo realizzo. Forse. Al momento e vista la stagione mi concentro su foto all’interno con luci ed ombre. Anche nudo come si deve, poca luce, vedo e non vedo, curve disegnate dalla luce.

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

La prima fase era a pellicola, camera oscura etc. Poi l’avvento del digitale fu traumatico, alti costi e resa veramente pessima. Sono andato in pausa per qualche anno. Nel 2008 ho ricominciato con una Pentax K20 ma senza ricevere mai un vero stimolo. La svolta è arrivata a fine 2017 con una macchina che non conoscevo. La Sigma con sensore Foveon. Ostica, difficile da usare che nessun giovane vorrebbe. Sono tornato a fotografare come tanti anni prima, foto con resa da diapositiva e sono tornato a divertirmi.

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

Soprattutto economiche, la fotografia era un hobby molto costoso. Si pagavano anche le foto nere. Sotto questo aspetto il digitale, seppur costoso, ha ampliato le opportunità, possiamo uscire e fare 200 foto senza dover lasciare un rene per stampa e sviluppo. Il rovescio della medaglia è che nessuno stampa più. Ci saranno ancora i nostri ricordi tra 20/30 anni? Relegati in supporti digitali o cloud dispersi nell’etere?

Quali esperienze decisive hai avuto nell’ambito fotografico?

Iniziai per gioco un paio di anni fa la fotografia di eventi, steampunk e cosplay, mi sono divertito e mi ha dato l’opportunità di tante foto di tanti tipi. La fotografia è anche allenamento, sperimentare e provare. L’esperienza non è altro che aver già sbagliato in precedenza.

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

Non è propriamente il mio tipo di foto. Comunque provo a fare il saggioJ, Non c’è un attimo giusto, bisogna partire con la odiata borsa/borsina perché non sai mai cosa ti aspetta. Può esserci una bella foto anche dietro un cespuglio.

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

Sono socievole anche se l’età comincia a presentare il conto, vent’anni fa mi sarei fatto amico anche uno zombie, ora mi ci vuole un po’ più tempo.

Cosa ha influenzato il tuo stile?

Tutto e niente, il mio stile è non averlo. Fotografo quello che mi piace e diverte, oppure sperimento. Quando faccio PP rudimentale neanche mi segno i passaggi, non saprei rifarla uguale, ogni foto è unica, nel bene e nel male. Dovessi fare tutte le foto con uno stesso profilo colore o mood per darmi uno stile avrei già smesso. Ripeto è il vantaggio del fotoamatore, chi ci lavora ha altre esigenze ovviamente.

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare ?

Nessuno stampa più, oltre il 90% delle foto finiscono in formato francobollo sui social, già alterate e visionate in schermi o monitor che inventano colori. Le fotocamere moderne con continue implementazioni AI inseguendo gli smartphone, decine si Software ogni giorno escono per modificare le foto con un click. Ha ancora senso spendere migliaia di euro in attrezzatura fotografica? La fotografia classica non ha più uno spazio proprio. E’ relegata in spazi che sono stati creati per gli smartphone. Il declino è inevitabile, si gioca nel campo dell’avversario.

Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?

Preparai la borsa con l’attrezzatura. Alla fine non volevo uscire, tanto non c’è nulla da fotografare. Credo di aver fato le foto più belle quel giorno.

 

Che soggetti preferisci?

Essendo Romagnolo prediligo Donne e MotoriJ ovviamente.

 

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