“Racconti Fotografici” Numero 70: intervista a Giuseppe Posillipo

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 70° edizione , oggi intervistiamo il fotografo professionista Giuseppe Posillipo, buona lettura.

 

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Ciao, sono Giuseppe Posillipo,ho 33 anni e vivo a Reggio Calabria.
Da piccolo cosa sognavi di fare?
Da piccolo sognavo lavorare come disegnatore della Walt Disney.
La prima foto che hai scattato?
Ho iniziato a scattare foto quando in commercio sono usciti i primi cellulari con la fotocamera da 2 megapixel ahahahha
da li ho iniziato a fotografare oggetti, in generale di vita quotidiana.Col tempo mi sono appassionato e ho comprato una vera macchina fotografica una Canon 350D.
Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè ?
A dir la verità non mi ispiro ad un fotografo in particolare,alle volte ci si ispira,questo si, per migliorare e magari creare del nuovo
Cosa non è per te la fotografia ?
La fotografia di sicuro non è il “copia e incolla” di un soggetto,luogo o metodo, come ho detto ci si ispira e con fantasia, creatività e sensibilità che ognuno di noi ha,si crea il tutto
Qual e` la sfida di ogni scatto?
La vera sfida è creare il nuovo,anche con poco ma farlo,cercare di crescere e migliorare
Che cos’e` la curiosita`?
La curiosità è parte integrante della fotografia,senza curiosità secondo me,non sarebbe esistita la fotografia e altro in generale.La curiosità di scoprire nuovi luoghi,l’essere curiosi nell’osservare un oggetto e ritrarlo secondo la propria percezione,è fondamentale.Spinge a conoscere e portare a nudo o entrare nella particolarità.
Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?
Mi piacerebbe fotografare molto luoghi come la foresta Amazzonica,con i sui miliardi di abitanti tra fauna e flora
Qual e` il tuo prossimo progetto?
Non ho prossimi progetti in particolare, alle volte ne inizio un paio,poi li mollo e non li continuo per dedicarmi ad altri,ma importanti al momento non ne ho.Per “gioco” ho iniziato con “Curious Astronaut” e “The Samurai’s journey” uno astronauta in giro per il mondo e l’altro un samurai,altri vecchi invece l’infrarosso
Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?
Ho attraversato molte tappe,appunto dal fotografare col cellulare da 2 megapixel fino ad imparare,sempre da autodidatta,l’uso in generale di una macchina fotografica vera e propria a diverse tecniche fotografiche in particolare e tanto altro in futuro,le tappe non finiscono mai
Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?
Non ho incontrato particolari difficoltà lungo il mio percorso,forse il non poter viaggiare di più,si
Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?
Per cogliere l’attimo giusto ci vuole un poco di fortuna e portare sempre con se la macchina fotografica,anche quando si va a fare la spesa,tutto è imprevedibile ahahahah.L’attimo giusto da cogliere è quando si è ispirati,di conseguenza cresce la sensibilità e poi arriva il resto
Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?
Nelle mie foto non ritraggo persone,di conseguenza non ho rapporti da instaurare.Ritraggo paesaggi,oggetti,flora e fauna.
Cosa ha influenzato il tuo stile?
La natura,la natura ha influenzato il mio stile,amo fotografarla,soprattutto durante i mesi invernali dove determinati mix di colori non li trovi neanche nei mesi primaverili
Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare ?
Non riscontro particolari problemi,c’è sempre da imparare e continuo così
Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?
Uno in particolare,non molto simpatico…esibizione frecce tricolori,tutto pronto e messo in posizione per il primo scatto dell’uscita delle frecce,dopo tanta attesa, aprendo la macchina fotografica inizia a dare un problema di memory card,risultava protetta da scrittura (quando non lo era) e di conseguenza non mi faceva scattare foto; apro chiudo,tolgo la memory la rimetto e lo speaker intanto annunciava,tolgo la batteria e la inserisco nuovamente e lo speaker contava i secondi e nulla di che,preso dalla rabbia “shakero” la macchina fotografica,poi l’illuminazione… il famoso “soffio magico” apro lo slot memory nuovamente e ci soffio dentro,inserisco la memory e il tutto funziona giusto in tempo per fare in questo caso veramente “al volo” il primo scatto dell’uscita delle frecce
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