“Racconti Fotografici” Numero Dieci: intervista a Luca Sanna

Cari Lettori, ritornano le interviste dedicate ai fotografi del nostro network fotografico. Vi presentiamo la decima edizione di “Racconti Fotografici”.  Protagonista della decima edizione è Luca Sanna, che ha voluto condividere con noi la “sua fotografia” raccontandoci attraverso le immagini e le parole la sua passione. Buona Lettura.
Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?
Sono nato nel 1981 in Sardegna, ho iniziato a prendere seriamente la fotografia più o meno dal 2008, dopo che ho provato ad usare la reflex di una amica, da lì a breve comprai la mia prima reflex e comincia ad esplorare questo mondo! Data la mia vicinanza al mare e alle stupende coste che la mia terra offre, il ramo che mi venne più naturale approfondire è quello dei paesaggi e successivamente quello della foto in notturna. Attualmente faccio tutt’altro lavoro, anche se la fotografia piano piano stà diventando più di una semplice passione!
 
Da piccolo cosa sognavi di fare? 
Sinceramente non ricordo di aver mai voluto fare un determinato mestiere, sicuramente il sogno era comunque di poter lavorare con qualcosa che avesse a che fare con il mondo dell’arte, in tutte le sue forme.  

La prima foto che hai scattato? 
A questa domanda mi viene proprio difficile rispondere, anche perchè il primo periodo ricordo che appena potevo uscivo a scattare e poi pubblicavo praticamente tutto! 

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè ? 
Non riesco a dire un nome in particolare, ammiro e guardo tantissimi lavori tutti i giorni e di  tutti i generi,  qualcuno magari mi colpisce più degli altri, però non ho dei nomi a cui posso dire di ispirarmi! 

Cosa non è per te la fotografia ? 
Non è fotografia la mancanza di onestà nel presentare certe immagini e nascondere ai più che certi elementi sono stati aggiunti in post (da amante delle belle immagini, niente in contrario, basta che si dica); e non è assolutamente fotografia farsi la guerra tra fotografi! Sopratutto nei social, ultimamente, sembra che vada parecchio di moda! 

Qual è la sfida di ogni scatto?
Riuscire a superare ogni volta quello che si è fatto in precedenza, così come riuscire a trasmettere emozioni a chi guarda una mia foto!
 
Che cos’è la curiosità? 
La curiosità per me è la base della fotografia. Ti porta a scoprire nuove tecniche, ad esplorare nuove zone, a sperimentare, ti porta nuove sfide, nuove stimoli, in poche parole ti permette di crescere! 

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ? 
Sicuramente, da amante dei landscape, l’ideale sarebbe girare per il mondo per godersi tutti gli scenari che può offrire! Sarebbe troppo lunga la lista dei posti da voler fotografare… Un’altra idea (che spero di poter realizzare) è quella di abbinare il mio stile di fotografia paesaggistica a dei ritratti ambientati con i costumi e maschere tipiche della mia terra.
 
Qual è il tuo prossimo progetto?
Nessun progetto in particolare, la cosa che mi preme di più al momento è riuscire a viaggiare il più possibile.
 
Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi? 
Son sempre stato autodidatta. Inizialmente fotografavo di tutto e sperimentavo qualsiasi genere (macro, still life, street, ecc. ). Con il passare del tempo, comunque trovavo più piacere nel fotografare paesaggi (sopratutto seascape)… Il contatto con la natura, la sensazione di relax, la voglio di scoprire nuovi posti, ecc..  mi hanno portato naturalmente ad approfondire il discorso, sia in fase di scatto sia a livello di conoscenza in fase di post-produzione. Un altro passaggio fondamentale è stato la scoperta della fotografia in notturna, ricordo ancora le prime uscite, senza alcuna competenza in merito. Tantissimi sbagli, ma anche tanta voglia di imparare, tanti esperimenti e tanti approfondimenti che ancora oggi continuano…. 
Da qualche anno mi dedico anche alla fotografia di matrimonio in stile reportage, dove trovo veramente piacevole riuscire a raccontare con i miei scatti la giornata e le emozioni degli sposi.
L’evoluzione nel tempo è passata anche tramite photoshop, dove grazie a continui studi, tutorials, prove, nuove tecniche, ecc. ha accompagnato la crescita nel miglioramento dei miei scatti.
 
Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso? 
La difficoltà maggiore sono quei periodi di blocco, periodi in cui difficilmente si riesce a realizzare qualcosa di decente e non si è mai contenti dei propri lavori… In questi casi a volte basta un piccolo periodo di pausa per ritrovare tutto l’entusiasmo e stimoli. Un’altra cosa negativa è la mancanza di tempo da poter dedicare alla fotografia, quasi sempre ho disponibile solo il weekend per poter scattare e quando il meteo non è dalla tua parte si rischiano parecchie uscite a vuoto.
 
Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?  
Per quanto riguarda la paesaggistica e le notturne è importante conoscere bene il luogo, magari fare un sopralluogo, verificare le possibili inquadrature, posizione ed orari del sole, via lattea, ecc… Un occhio sempre attento anche al meteo e cercare di riconoscere le situazioni potenzialmente buone! 

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre? 
Con le persone (sopratutto nei matrimoni) chiedo di essere più spontanee possibili, poi io seguo a ruota, cercando di non interferire direttamente negli eventi ma semplicemente seguendoli! Mentre nella paesaggistica è semplicemente il fatto di entrare in contatto con la natura che crea il rapporto; capita spesso di andare in solitaria a scattare, e quelli sono i momenti che preferisco e da cui riesco a trarre i maggiori benefici e ispirazione. 

Cosa ha influenzato il tuo stile? 
Sicuramente il territorio in cui vivo e i miei stati d’animo, Il modo di scattare o di fare un certo tipo di post cambia parecchio in base a come ci si sente.
 
Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare ? 
Più che problemi c’è il bisogno di trovare sempre nuovi stimoli, per il tipo di foto che prediligo la soluzione è quella di cercare sempre nuovi posti da fotografare, ma vuoi per il poco tempo a disposizione o mille altri motivi non è sempre possibile. Un’ altra cosa in generale, in questo periodo dominato dai social, è l’idea di dover scattare con il pensiero di quanto uno scatto possa essere valido per avere consensi e like, son sempre del pensiero che ognuno deve prima di tutto scattare per se stesso, il resto verrà poi di conseguenza! 
 
Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?
Diciamo che sono tendenzialmente parecchio distratto (mi è capitato di dimenticare anche un treppiede nel posto dov’ero andato a scattare, e rendermene conto solo il giorno dopo), capita spesso di dimenticare qualcosa, quando va bene basta tornare alla macchina e prenderla, altre volte ho dovuto trovare soluzione alternative per via di qualche accessorio lasciato a casa! Di aneddoti mi piace ricordare gli incontri casuali con altri fotografi, magari conosciuti solo virtualmente, avvenuti nei posti più inaspettati ed improbabili.
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