“Racconti Fotografici” Numero Sei: intervista a Michael Ruggeri

Eccoci alla sesta edizione di “Racconti Fotografici”. In questa edizione si torna a parlare di stelle e che stelle. Ringraziamo Michael Ruggeri per l’intervista rilasciata. Buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?
Ciao a tutti, mi chiamo Michael Ruggeri, un ragazzo di 20 anni appassionato di fotografia e astronomia, sono molto socievole e non ho  nessun problema ad aiutare i fotografi emergenti in questo campo, ho una mentalità molto aperta, molto umile e molto emotivo (cosa che mi aiuta tanto nella fotografia)
Il mio ramo fotografico  è l’astrofotografia paesaggistica e il deep sky.

Da piccolo cosa sognavi di fare?
Bella domanda 😀
Da piccolo ho avuto molti sogni, ma quello che “batteva” forte nel cuore era quello di fare l’astronauta, guardavo la luna la sera e speravo che un giorno sarei arrivato lì, a guardare questo piccolo mondo da lassù, sognavo di fare l’astronauta perché mi piaceva viaggiare con la fantasia e quindi vedevo quel lavoro come una possibilità per scappare da questo mondo.
Un giorno ho conosciuto la fotografia, e quindi trovai un modo più veloce e semplice per liberare la mia fantasia.

La prima foto che hai scattato?

La mia primissima foto è stata 8 anni fa, quando ho scattato la luna con una compatta in afocale, non immaginate l’emozione, vedendola oggi potrei pensare “è bruciata” “è fuori fuoco” ma rimane la più bella perché da lì è partito ciò che ora è il mio stile di vita.

 Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè ?

Mmh, ci sono tanti fotografi che seguo, in particolare Michael Shainblum, Linlcoln Harrison e Ted Gore.
Di Shainblum mi piace molto la creatività a livello di composizione, sia per le notturne e che per i paesaggi diurni, di Harrison mi piacciono molto i suoi startrail molto originali e fatti in posti veramente assurdi. Ted Gore l’ho scoperto da poco, di lui mi piace molto lo stile fiabesco e tetro che dà ad ogni scatto, sa rendere un semplice scatto in uno “epico”.
Ogni giorno guardo le loro foto per trarre ispirazione.

Cosa non è per te la fotografia ?
La fotografia può essere tutto e niente, il segreto di ogni foto è il cuore.
Quindi per me la fotografia non è il fotografo che scatta per diventare “famoso” per me la fotografia è stile di vita e passione. Quindi per me la fotografia non è avversione e/o odio.

Qual è la sfida di ogni scatto?
La sfida? Riuscire a trasmettere agli altri ciò che tu provavi nel momento esatto in cui premevo il pulsante di scatto. E ciò non è semplice, nel mondo le sfumature caratteriali son infinite, trovare il giusto mix per trasparire emozione è la cosa più difficile da fare.

Che cos’è la curiosità?
La curiosità è una caratteristica fondamentale dell’anima. Quando il desiderio di sapere qualcosa diventa attivo è giusto pensare che si tratti di curiosità.
Nel caso della fotografia, secondo me, è il desiderio di rimanere un altro po’ a scattare, ad esempio ad un tramonto una volta scattata la prima foto rimani lì, semplicemente perché pensi “ma se vado via e al calar del sole succede qualcosa di magico?” sembra più una preoccupazione, ma fidatevi, è solo curiosità, curiosità di vedere cosa la natura ci nasconde!

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?
Mi bastano solo dei posti bui e lontani dalla luce, ma il mio sogno/progetto è quello di andare a scattare sotto i cieli del Namibia o quelli del Cile.

 Qual è il tuo prossimo progetto?

Ne ho uno che è in corso d’opera, un progetto che è quasi realtà in collaborazione con il mio amico Angelo Perrone, si tratta di MILKY WAY HUNTERS, un “team” che avrà come unico scopo la divulgazione, didattica e presentazione dell’universo e dei posti più belli al mondo attraverso la fotografia.
Dopo questo il progetto più bello che stiamo organizzando è il tour completo in America, da Nord a Sud.

 Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?
Le tappe sono state tante: passione, apprendimento, cultura, fotografare, fotografare, fotografare e ancora FOTOGRAFARE.
Il resto vien da sé, l’importante è metterci anima e cuore.
(C’è da dire anche che i social presenti ora sul web aiutano tanto nel percorso che ognuno fa per arrivare all’obiettivo.)

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?
Eccola! Questa è la mia domanda preferita fra tutte!
La difficoltà più grande? L’INVIDIA DELLA GENTE, i commenti più brutti, certe parole che ti fanno pensare “dopo di questa mollo” “non ne sono capace” “forse ha ragione”, parole che ti buttano a terra, ti fanno passare la voglia di fare.
Ne approfitto dell’occasione per dare un consiglio agli emergenti: Accettate le critiche, ma non date peso alle frasi come “vendi tutto, non ne sei capace” oppure “mai visto una foto così brutta”, non è vero, tutti abbiamo passato quei momenti, una volta superati tutto è diverso, le foto “wow” arriveranno da sole, e arriveranno grazie alla gente che vi dà motivazione non grazie a gente frustrata.

Quali esperienze decisive hai avuto nell’ambito fotografico?
Diciamo che quando ho conosciuto Angelo Perrone abbiamo condiviso di tutto, con lui ho dato quella svolta alla fotografia che mi mancava.

 Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?
Il tempo? Quello manca a tutti hahahah
No seriamente, secondo me la perseveranza nel fare le cose è l’ingrediente segreto per ogni successo, sia che si tratti di attimi o che si tratti di progetti.

 Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuole ritrarre?

Nel mio caso, che faccio foto al cielo stellato e paesaggi l’unico rapporto è quello emotivo, non diretto, quello che cerchi di interpretare, sembrerà strano, ma conoscendo tutta la mitologia greca delle costellazioni la mia visione cambia, riesco a dare quel “perché” alle mie foto.

 Cosa ha influenzato il tuo stile?
Il mio passato. Nelle mie foto sono racchiuse tutte le mie emozioni, positive e negative, come dicevo poco fa, mettere anima e cuore nelle foto fa sì che il tuo modo di fare diventi originale e unico.

 Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare ? Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?
I problemi sono tanti, dai momenti un po’ bui ai problemi personali che ti impediscono di fare ciò che ti piace fare.
Un mio aneddoto?
Di cose me ne sono successe a palate, ma quella che ha lasciato l’impronta è stata quella sera che ero impegnato a fare uno startrail, da solo, in una campagna sperduta, piazzo il treppiede, scatto qualche foto di prova e imposto la fotocamera per 400 scatti da 30 secondi…
Mi siedo in macchina a guardare un film al mio pc ad aspettare che finisca, dopo due ore, colpito dalla fame prendo il mio panino, apro lo sportello e mi siedo lateralmente guardando fisso nel bosco perso nei miei pensieri, ad un certo punto vedo 12 pallini verdi che mi fissavano, ma non avevo paura, ero curioso di sapere cosa fosse, dopo 5 minuti vedo che si avvicinano… era una famiglia di volpi, la mamma e i suoi 5 figli, arrivate vicino la macchina la mamma volpe fissa il pane, ne strappo metà e lo lancio a terra.
La cosa più bella di questa storia? Quando la mamma volpe prende il pane e lo divide in 5 pezzi con i suoi denti e lo imbocca ai suoi figli rimanendo senza lei… una scena a dir poco FANTASTICA.
Porterò quello startrail nel cuore!

Qui la mia pagina ufficiale su Facebook, se vi va di vedere altri miei scatti, vi aspetto: www.facebook.com/Michael-Ruggeri-Photography-718632291568098/?__mref=message_bubble

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