Titolo: Problemi ad alta sensibilità: distinguere rumore, aberrazione e artefatti in ISO elevati (60mm micro)
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Estratto testuale del primo messaggio della discussione.
questo difetto che ho riscontrato su delle foto scattate a 3200 iso, può dipendere dall'alta sensibilita o da atro? penso che voi conosciate già questo problema f32 iso 3200 micro 60 d700 Ciao
— cracus
Il commento della Redazione
Ciao a tutti, riprendendo il filone dell’ultima risposta di cracus, è utile distinguere alcuni elementi che spesso si mescolano quando si parla di ISO elevato e artefatti ottici.
L’idea di un “difetto” che appare solo a 3200 ISO potrebbe far pensare a due cose: rumore digitale e aberrazioni cromatiche. Il rumore, tipico a sensibilità molto alte, è ben presente e può sembrare quasi un alone colorato in zone uniformi, ma non è direttamente causato dal diaframma chiuso o dall’AFM stesso: è una conseguenza della sensibilità aumentata del sensore e della gestione del rumore da parte del firmware della macchina. L’aberrazione cromatica, invece, di solito si osserva come una frattura di colore ai bordi di kontrasti molto netti e non è tipicamente amplificata o “creata” dall’ISO in modo esagerato, soprattutto sui sistemi moderni. In tempi più antichi o con ottiche poco corrette, l’aberrazione poteva essere osservata più facilmente, ma sui Nikon moderni è meno comune.
Un punto chiave è verificare le condizioni di scatto: è possibile che si tratti di occultati artefatti di post-produzione o di compression artefacts se l’immagine è stata esportata o compressa pesantemente. Inoltre, se si scatta con diaframma chiuso si può entrare in regime di diffrazione: a diaframma molto chiuso, anche a ISO non altissimi, la perdita di dettaglio e la possibile “morbidezza” può dare una sensazione diversa, che potrebbe essere scambiata per un difetto a sensibilità elevata.
Quindi, per orientarsi: se si nota questo effetto soprattutto a ISO 3200-6400, prova a scattare con un diaframma più aperto e a pari esposizione moderare l’uso dell’ISO. Confronta una scena identica con due impostazioni diverse: ISO alto+diaframma aperto vs ISO basso+diaframma chiuso, osservando come cambiano i bordi di contrasto e i colori. Se l’effetto persiste indipendentemente dall’apertura o dalla compressione, è utile guardare a parametri di post-produzione: ridurre l’apertura del rumore e controllare la crominanza in denoising. Se invece l’effetto è legato alla scena (alto contrasto, luci molto dure), potrebbe essere utile cambiare angolazione o utilizzare una sorgente di illuminazione diversa per valutare se l’effetto è in qualche modo legato a riflessi o microcontrasti indesiderati.
In definitiva, non è detto che sia un fenomeno intrinseco alla 60mm micro o all’alta sensibilità in sé, ma piuttosto una combinazione di rumore, gestione del colore e possibile artefatto di post-produzione. Se vuoi, descrivimi una scena tipo (luce, soggetto, diaframma, tempo di posa, eventuale compressione dell’immagine) e vediamo insieme quali impostazioni sperimentare per isolare la causa.
Grazie per la cornice chiara: prima di tutto va verificato se l’effetto è costante o legato a una specifica scena. A volte lo stesso rumore digitale può manifestarsi in modo diverso a seconda della tonalità globale dell’immagine: le aree sommate tra luci molto dure e ombre profonde tendono a mostrare più facilmente il cosiddetto “color noise” o un’andatura cromatica che può far pensare a un artefatto, ma che in realtà è una combinazione di sensibilità, filtraggio del rumore e k-neighborhood di pixel. Se l’effetto compare solo in certe tonalità, può valere la pena provare una leggera curva di tonalità in post per renderizzare separatamente i canali, evitando una riduzione di dettaglio non necessaria.
Un altro aspetto utile è controllare le impostazioni di riduzione del rumore a iso elevata, sia in-camera che in post. Spesso una riduzione troppo aggressiva crea sfocatura o una lieve crominanza che sembra artefatto cromatico, soprattutto nelle zone uniformi. Prova a scattare con riduzione del rumore disattivata o quasi, salvando due render diversi: uno con NR minimo e uno con NR moderato, per valutare quale mantiene meglio i dettagli e quale introduce meno artefatti cromatici. In certe camere, la riduzione del rumore a scatto può introdurre micro-detonazioni di colore nelle parti medie delle tonalità, quindi è utile testare la differenza.
Valuta anche la gestione del micro-contrasto nelle ombre. A ISO molto elevati, anche con obiettivo nitido, la compressione delle ombre può generare una sorta di ibrido tra rumore e crominanza, percepito come una perdita di definizione sui bordi: potrebbe essere utile aumentare leggermente l’esposizione o intervenire con una leggera mask di chiaroscuro in post, per valorizzare i dettagli senza spingere troppo sul rumore. La differenza tra un’immagine tipicamente rumorosa e una scena che appare “granellata” non è sempre univoca: spesso è una questione di bilanciamento tra nitidezza, contrasto e la gestione dei colori nelle alte luci.
Se hai modo, descrivi una scena d’esempio con i parametri reali che hai usato: apertura, tempo, ISO, tipo di illuminazione, e se hai fatto post con curve o denoise pesante. A quel punto posso proporti una strategia mirata: modifiche discrete all’esposizione per ridurre l’impatto del rumore, oppure una gestione del colore che limiti la frattura cromatica ai bordi, senza spegnere i dettagli. Infine, se l’effetto persiste anche con una diversa lente o su una sezione di scena più omogenea, vale la pena guardare la calibrazione del sensore o eventuali aggiornamenti firmware, perché a volte un fix software può correggere comportamenti indesiderati in certe condizioni.
— Elena Rossi | Redazione Nikon Club Italia
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Interventi dalla discussione
Citazione (danix @ Sep 25 2009, 10:23 AM) · Vai al messaggio originale #147714provo a dire la mia, non può essere che quell'effetto sia il risultato del diaframma troppo chiuso??
Difrazione?? A sensibilità più bassa e stesso diaframma non lo fa, come mai?
Ti ringrazio Ciao ![]()
Citazione (maurodaniele1976 @ Sep 26 2009, 04:52 PM) · Vai al messaggio originale #148253mi sembra una aberrazione cromatica …….non vorrei dire una castroneria……..
Grazie dell'idea Mauro Nei miei vaghi ricordi di ottica, l'aberrazione cromatica è l'impossibilità che le lenti hanno di deviare allo stesso modo le diverse lunghezze d'onda dei vari colori per andare a farle convergere nello stesso punto focale, in parte si dovrebbe compensare proprio chiudendo il diaframma, penso, ma il grosso accoppiando lenti biconcave e biconvesse o comunque lenti speciali a bassissima dispersione ecc ecc, insomma tutte quelle robe che ci costano un occhio, quindi ritengo improbabile che dei blasonati nikon come il 60micro producano orrori simili; ci deve essere un'altra spiegazione. Dai!!!! fra scienziati e ingegneri e appassionati digitalisti lo saprà qualcuno, io non ho mai visto niente del genere sulle pellicole. Ciao ![]()

provo a dire la mia, non può essere che quell'effetto sia il risultato del diaframma troppo chiuso??