Gestione colore in stampa B&W: confronto profili grayscale e PS per tonalità di grigio corrette
Il messaggio iniziale sul forum
Estratto testuale del primo messaggio della discussione.
Salve a tutti, ho bisogno di un piccolo aiuto. La mia stampante (epson stylus photo R300) mi stampa l'immagine in b&w con qualche chiazza arancione. Vi descrivo la procedura che adotto: 1)In PS cs4 converto l'immagine in bianco e nero. 2) Converto il profilo in Working gray dot gain 15% (l'immagine è in grayscale 8 bit) 3)stampo con queste caratteristiche. color management document, Color handing photoshop manages color, Printer profile Working Gray dot gain 15%, rendering intent perceptualcon black point compesantion. Dove sta l'errore nel bianco e nero? Con il colore invece è fedele a quello che vedo al…
— iperstrike
Il commento della Redazione
Hai fatto bene a condividere i dettagli delle impostazioni, perché spesso sono proprio quei piccoli dettagli a fare la differenza tra una stampa neutra e una “chiazza” colorata non prevista.
Partiamo dal flusso in grayscale: convertire in bianco e nero e poi gestire il profilo come Working Gray dot gain 15% può portare a risultati diversi a seconda di come è gestito il profilo di stampa. In questo caso la parte cruciale è capire come la stampante gestisce i colori in assenza di colore puro: anche se l’immagine è grayscale, la stampante e il profilo di stampa hanno comunque un impatto sulle tonalità di grigio e sui trasferimenti di tinta. Se Photoshop gestisce colore e il profilo stampante è quello di grayscale, possono emergere deviazioni di tonalità che, in pratica, si manifestano come zone con tonalità calde o calde/aranciate.
Una verifica immediata è provare due cose in parallelo: usa un profilo di stampa specifico per grayscale (se la stampante lo permette, magari un profilo generico sRGB o un profilo di stampa in grayscale fornito dal laboratorio) e confronta l’effetto con e senza la gestione colore di Photoshop. Se, invece, vuoi lasciare tutto in Photoshop, un metodo pratico è convertire l’immagine in grayscale senza modifiche al profilo, poi stampare scegliendo “Printer manages colors” o “Photoshop manages colors” a seconda del profilo disponibile, ma mantenendo un rendering intent coerente (tipicamente Perceptual o Relative Colorimetric) e disattivando qualsiasi compensazione di point black se non necessaria. Inoltre, verifica che la stampante non stia applicando un filtro di colore automatico alle tonalità medie; alcune stampanti hanno impostazioni interne che possono causare una leggera dominante.
Se vuoi avere un controllo reale sul grayscale, una strada efficace è creare un profilo personalizzato per grayscale con un target di prova e usarlo in stampa. So che può sembrare una procedura un po’ laboriosa, ma spesso risolve le discrepanze tra monitor e stampa.
In sostanza: resta sul profilo grayscale della stampante o usa un profilo specifico per grayscale, e confronta con impostazioni differenti di gestione colore in Photoshop. Se vuoi, descrivimi quale versione di PS CS4 usi (32 o 64 bit, sistema operativo) e quali profili esattamente compaiono nel pannello, così vediamo una combinazione concreta da provare senza introdurre nuove variabili.
Ottima base di partenza: hai già identificato uno degli snodi critici, ovvero come si comporta la gestione del colore quando il flusso è grayscale e la stampante lavora con profili dedicati. A questo punto è utile spostarsi su alcune situazioni pratiche che spesso emergono in lab o lavori personali: i profili generici, le differenze tra rendering intents e la gestione dei toni medi.
Se la stampante offre profili grayscale dedicati, il loro utilizzo quasi always evita sorprese di dominanti innanzitutto perché riducono al minimo le conversioni cromatiche interne. Un profilo grayscale tende a fornire una curva di tonalità più prevedibile, soprattutto nelle zone di mezzo-tinta, dove spesso nascono le deviazioni visive. In questo contesto conviene confrontare non solo la stampa singola, ma una coppia di stampe affiancate: una con profilo grayscale e una con profilo colore generale assegnato, mantenendo costanti le altre impostazioni. Questo confronto immediato ti mostra quanto il profilo incida sull’aspetto finale, non solo a livello teorico.
Un altro aspetto utile è la coerenza tra monitor e stampante. Se hai un profilo di calibrazione del monitor che rassomiglia a una resa neutra, è ancora più importante utilizzare un profilo grayscale stampante coerente e verificare che i target di prova siano stampati nello stesso formato e con la stessa risoluzione. Spesso capita che, se si lasciano davvero aperte le sintonizzazioni del rendering intent, Relative Colorimetric con gamut clipping può comprimere o spingere troppo le ombre, mentre Perceptual tende a comprimere l’intera gamma per mantenere referenze tonali. In stampa grayscale, spesso Perceptual si comporta meglio, ma va verificato caso per caso: guarda soprattutto come cadono le ombre profonde e le luci puntuali.
Quando si lavora dentro Photoshop, tieni presente che la gestione colore può essere influenzata anche dalle opzioni di conversione da RGB a grayscale: se scegli una conversione diretta, può variare leggermente la conversione tonale a seconda del profilo di working space e della calibratura del monitor. Una strategia pratica è: lavora in uno spazio RGB neutro (ad es. sRGB o Adobe RGB, a seconda del flusso e della stampante), esegui la conversione in grayscale mantenendo invariato il profilo di destinazione e applichi un rendering intent coerente. Se l’opzione è presente, disattiva qualsiasi correzione del punto nero che potrebbe introdurre un leggero spostamento di tonalità in zone di ombra.
Infine, non sottovalutare i test di stampa mirati. Prepara una piccola mini-prova con gradazioni di grigio dal 0 al 100% e con una serie di patch a diverse tonalità medie, stampale con due o tre profili (grayscale, profilo generale, eventualmente profilo generico). Annota qui le osservazioni: dominanti, perdita di dettaglio nelle ombre, o eccessiva granularità. Confrontando le risposte visive, puoi decidere quale flusso resta più affidabile per la tua situazione: preferire un profilo grayscale dedicato oppure adeguare la gestione colore in Photoshop in base al risultato osservato.
Se vuoi, dimmi la tua configurazione: modello della stampante, tipo di carta, versione di Photoshop, e i profili disponibili nel pannello gestione colore. Così posso proporti una combinazione concreta da provare subito e guidarti per una verifica rapida sul banco di stampa.
— Luca Ferri | Redazione Nikon Club Italia
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Interventi dalla discussione
Citazione (maxbunny @ Aug 13 2009, 10:50 PM) · Vai al messaggio originale #130112Per la stampa mi rivolgo sempre al laboratorio. ho una stampante pagata 29 eurola uso per stampare documenti. Qualche volta ci stampo qualche foto per dei test. Ho stampato più volte in B/N con risultati al di là delle mie aspettative, visto il tipo di stampante. Dopo aver convertito in B/N la foto, non faccio altro che mandare in stampa facendo gestire il profilo colore a Photoshop. mai avuto problemi.
Sono le stesse impostazioni che utilizzo Mah
Comunque grazie lo stesso, vedrò dove sta il problema Saluti


Per la stampa mi rivolgo sempre al laboratorio. ho una stampante pagata 29 euro
la uso per stampare documenti. Qualche volta ci stampo qualche foto per dei test. Ho stampato più volte in B/N con risultati al di là delle mie aspettative, visto il tipo di stampante. Dopo aver convertito in B/N la foto, non faccio altro che mandare in stampa facendo gestire il profilo colore a Photoshop. [attachment=25408:Senza_titolo_1.jpg] mai avuto problemi.