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Lezione 39 – Gli errori più comuni

Lezione 39 – Gli errori più comuni

Lezione 39 – Gli errori più comuni

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Sbagliare è inevitabile. Continuare a commettere gli stessi errori, invece, è una scelta.

Ogni fotografo, senza eccezione, ha iniziato commettendo errori.

Fotografie mosse.

Soggetti fuori fuoco.

Orizzonti storti.

Esposizioni sbagliate.

Composizioni confuse.

Fa parte del percorso.

La differenza tra un principiante e un fotografo esperto non sta nel fatto che uno sbagli e l’altro no.

La differenza è che il fotografo esperto ha imparato a riconoscere i propri errori, a comprenderli e a trasformarli in esperienza.

In questa lezione non parleremo di tecnica avanzata.

Parleremo di qualcosa di ancora più importante.

Impareremo a riconoscere gli errori che più frequentemente limitano la crescita di un fotografo.

Perché spesso migliorare significa semplicemente smettere di fare ciò che non funziona.


L’errore più grande: fotografare senza osservare

È probabilmente il problema più diffuso.

Molti vedono qualcosa.

Portano immediatamente la fotocamera all’occhio.

Scattano.

Solo dopo osservano la fotografia.

Un fotografo cresce quando inverte questo processo.

Prima osserva.

Studia.

Analizza la luce.

Cerca la composizione.

Immagina la fotografia.

Solo alla fine scatta.

Una buona fotografia nasce quasi sempre qualche secondo prima del clic.


Fotografare tutto

Quando iniziamo abbiamo paura di perdere qualcosa.

Così fotografiamo qualsiasi cosa.

Ogni dettaglio.

Ogni angolo.

Ogni persona.

Alla fine torniamo a casa con migliaia di fotografie.

Ma pochissime davvero significative.

Imparare a fotografare significa anche imparare a scegliere.

Ogni fotografia che decidi di non realizzare rende più importante quella che decidi di scattare.


Non avere un soggetto

Una fotografia dovrebbe sempre rispondere a una domanda molto semplice.

Qual è il soggetto?

Se chi osserva impiega troppo tempo per capirlo, probabilmente qualcosa nella composizione non funziona.

Un’immagine può contenere molti elementi.

Ma deve avere un protagonista.

Il resto deve aiutarlo.

Non competere con lui.


Lo sfondo disordinato

Molti fotografi osservano soltanto il soggetto.

Dimenticano completamente ciò che accade dietro.

Poi, a casa, scoprono:

  • pali che sembrano uscire dalla testa;
  • persone tagliate;
  • cartelli;
  • automobili;
  • elementi di disturbo.

Prima di scattare dedica sempre qualche secondo allo sfondo.

Spesso basta fare un passo a destra o abbassarsi leggermente per eliminare tutto ciò che distrae.


Tagliare le persone nei punti sbagliati

È un errore molto comune nei ritratti.

Braccia.

Ginocchia.

Caviglie.

Polsi.

Tagliati in modo casuale.

Quando devi ritagliare un soggetto evita, se possibile, le articolazioni.

Preferisci tagli più decisi oppure lascia l’intero arto visibile.

La fotografia apparirà molto più naturale.


Fotografare sempre all’altezza degli occhi

Abbiamo dedicato un’intera lezione alla prospettiva.

Eppure molti fotografi continuano a fotografare sempre dalla stessa altezza.

In piedi.

Occhio nel mirino.

Scatto.

La prospettiva cambia il racconto.

Abbassati.

Sali.

Avvicinati.

Allontanati.

Muoviti.

Il punto di vista è una delle scelte più creative che possiedi.


Ignorare la luce

Puoi avere il miglior soggetto del mondo.

La composizione perfetta.

L’obiettivo più costoso.

Ma se la luce non funziona, anche la fotografia farà fatica a emozionare.

Prima di scattare osserva sempre:

  • direzione;
  • intensità;
  • qualità;
  • colore.

La luce è parte della storia.

Non soltanto dell’esposizione.


Affidarsi sempre alla post-produzione

Molti pensano:

“Lo sistemerò dopo.”

È una delle abitudini più pericolose.

La post-produzione serve a valorizzare una buona fotografia.

Non a salvarne una mediocre.

Composizione.

Luce.

Momento.

Questi elementi devono nascere sul campo.

Non davanti al computer.


Esagerare con l’elaborazione

Anche l’eccesso è un errore.

HDR estremi.

Colori irreali.

Nitidezza eccessiva.

Saturazione elevata.

Riduzione del rumore troppo aggressiva.

Una buona post-produzione non deve farsi notare.

Deve aiutare la fotografia.

Non diventarne il soggetto.


Fotografare senza conoscere il proprio soggetto

Ogni genere fotografico ha i suoi tempi.

I suoi gesti.

Le sue dinamiche.

Un fotografo sportivo deve conoscere lo sport.

Un fotografo naturalista deve conoscere gli animali.

Un fotografo di spettacolo deve conoscere la scena.

Più conosci ciò che stai fotografando, più riuscirai ad anticipare il momento decisivo.


Guardare troppo il display

Il cosiddetto chimping.

Scattare.

Guardare il display.

Scattare.

Guardare di nuovo.

Se controlli continuamente lo schermo rischi di perdere ciò che accade davanti a te.

Verifica quando serve.

Poi torna immediatamente a osservare la scena.


Scattare troppo

Le moderne fotocamere permettono raffiche impressionanti.

È una grande opportunità.

Ma anche un rischio.

Più fotografie non significa automaticamente fotografie migliori.

Allenati a riconoscere il momento giusto.

Scatta con intenzione.

Non con speranza.


Copiare gli altri

All’inizio è naturale ispirarsi.

Tutti lo fanno.

Il problema nasce quando smetti di cercare il tuo sguardo.

Seguire continuamente le mode può rallentare la crescita.

Studia i grandi fotografi.

Impara da loro.

Poi dimenticali.

E prova a raccontare il mondo con i tuoi occhi.


Cercare soltanto luoghi spettacolari

Molti pensano che una buona fotografia richieda un luogo straordinario.

In realtà grandi fotografi hanno costruito interi progetti nel quartiere in cui vivevano.

La fotografia nasce dall’osservazione.

Non dalla distanza.

Prima di cercare posti incredibili, prova a osservare meglio quelli che frequenti ogni giorno.


Dimenticare il momento

Una fotografia perfettamente esposta ma realizzata un secondo troppo tardi vale molto meno di una fotografia tecnicamente imperfetta che cattura un’emozione autentica.

Il momento viene prima della perfezione.

Sempre.


Non riguardare i propri errori

Molti eliminano immediatamente le fotografie meno riuscite.

È un peccato.

Le immagini sbagliate sono una miniera di informazioni.

Domandati sempre:

  • Perché non funziona?
  • Cosa potevo fare diversamente?
  • Quale scelta ha portato a questo risultato?

Ogni errore contiene una lezione.


Confrontarsi continuamente con gli altri

Viviamo circondati da fotografie straordinarie.

È facile pensare di non essere abbastanza bravi.

Ricorda però una cosa.

Tu stai vedendo il risultato finale del lavoro degli altri.

Non i loro errori.

Non le fotografie scartate.

Non gli anni di esperienza.

Il confronto più utile è con il fotografo che eri sei mesi fa.


Avere fretta

La fotografia richiede tempo.

Tempo per imparare.

Per osservare.

Per costruire il proprio linguaggio.

Non esistono scorciatoie.

Ogni uscita fotografica.

Ogni errore.

Ogni fotografia riuscita.

Costruisce lentamente il tuo modo di vedere.


L’attrezzatura non sostituisce lo sguardo

È uno degli errori più diffusi.

Pensare che il prossimo obiettivo.

La prossima fotocamera.

Il prossimo accessorio.

Renderanno automaticamente migliori le fotografie.

La realtà è diversa.

L’attrezzatura amplia le possibilità.

Ma è sempre il fotografo a costruire l’immagine.

Investire nello studio e nella pratica produce quasi sempre risultati migliori che investire soltanto nell’attrezzatura.


Un esercizio molto utile

Apri una cartella con fotografie realizzate alcuni mesi fa.

Scegline dieci.

Osservale una per una.

Per ciascuna individua almeno un errore e almeno un punto di forza.

Successivamente chiediti:

“Oggi la fotograferei nello stesso modo?”

Se la risposta è no, significa che sei cresciuto.

Ed è un ottimo segnale.


Un secondo esercizio

Durante la tua prossima uscita fotografica imponiti una regola.

Scattare meno.

Molto meno.

Prima di ogni fotografia chiediti:

  • Qual è il soggetto?
  • La luce è quella giusta?
  • Lo sfondo funziona?
  • Posso migliorare la composizione?
  • Sto raccontando qualcosa?

Solo dopo premi il pulsante.

Scoprirai che il numero delle fotografie diminuirà.

Ma la loro qualità aumenterà sensibilmente.


L’errore più importante

Esiste però un errore che supera tutti gli altri.

È smettere di fotografare per paura di sbagliare.

La fotografia si impara fotografando.

Ogni errore corretto rappresenta un passo avanti.

Ogni fotografia riuscita nasce da centinaia di tentativi precedenti.

Non avere paura di sbagliare.

Abbi paura di non imparare dai tuoi errori.


In conclusione

Ogni fotografo porta con sé una lunga lista di errori.

Sono loro ad aver costruito la sua esperienza.

La tecnica si studia.

La composizione si allena.

Lo sguardo cresce con il tempo.

Ma è la capacità di analizzare con sincerità il proprio lavoro a fare davvero la differenza.

Da oggi prova a guardare le tue fotografie con occhi nuovi.

Non cercare soltanto ciò che hai fatto bene.

Cerca soprattutto ciò che puoi migliorare.

Perché la fotografia non premia chi non sbaglia mai.

Premia chi trasforma ogni errore in un passo verso il fotografo che desidera diventare.

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