“Racconti Fotografici” Numero 114: intervista a Michele Guidi

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 114° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Michele Guidi, buona lettura.

 

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Ciao a tutti, mi chiamo Michele e sono di Latina dove lavoro e vivo da parecchi anni.

Una citta’ a misura d’uomo con mille problemi.Una terra strappata alla natura dall’uomo con opere di bonifica nella prima meta’ del secolo scorso, una citta’ giovane insomma.

Da piccolo cosa sognavi di fare?

Da piccolo non sognavo perche’ era gia’ un sogno la mia vita.

Giocavo libero con gli amici nelle campagne, ci ingegnavamo e inventavamo cose da costruire, pescavamo nei piccoli ruscelli, correvamo dietro un pallone o in bici, guardavamo le nuvole nel cielo sbraiati sull’erba. Cose sane.

La prima foto che hai scattato?

La primissima foto che ho scattato e’ stata con una Nikon FE10 analogica nei primi anni 90 che ancora conservo.

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè ?

Non mi ispiro a nessuno o probabilmente a tutti.

A me piace creare e la migliore scuola e’ l’osservazione delle fotografie che riescono a colpirmi, a farmi riflettere, mi piace capire e sviluppare idee.Per intenderci, a me non interessa il nome del fotografo ma solo la fotografia se merita di essere osservata

Cosa non è per te la fotografia ?

La fotografia per me non e’ l’unico hobby..Ho molte passioni e una manualita’ che mi permette di cimentarmi in diversi campi.

Qual e` la sfida di ogni scatto?

Mi piace fotografare un po’ di tutto ma prediligo lo still life e la macro fotografia.

Diciamo subito che non sono un naturalista e le mie foto di genere macro sono fotografie inventate.Mi spiego meglio : io ricreo a casa l’ambientazione come una scena naturale,Per evitare il micromosso sono al chiuso e gestisco le luci led insieme alla luce naturale, a volte scatto anche di notte.Per rispondere quindi alla domanda posso dire che ogni foto e’ una sfida perche’ inserendo l’insetto la difficolta’ diventa altissima specialmente quando  trattasi di formiche. A volte per uno scatto decente impiego 3 o 4 ore,altre volte cestino tutto.

Che cos’e` la curiosita`?

Per natura sono un curioso.La curiosita’ un motore che ti fa’ esplorare, capire e conoscere.E’ un istinto che va’ assecondato perche’ genera idee.

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?

Mi piacerebbe molto fare fotografia subacquea perche’ attratto dai giochi di luce che solo immersi nelll’acqua si possono ottenere

 

Qual e` il tuo prossimo progetto?

Non ho progetti con la fotografia, per me e’ soltanto un divertimento, sono il primo a stupirmi quando riguardo le foto al computer, quello che riesco a creare con 3 luci al buio.Quando stampo qualche foto spesso mi emoziono e rimango incantato.

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

L’approccio alla fotografia l’ho avuto per forza di cose in quanto negli anni 90 lavoravo,(e lavoro), per un grande istituto bancario dove effettuavo stime per concedere prestiti.Il mio ruolo era quello di valorizzare materiale cine-foto-ottico, in definitiva dovevo controllare lo stato e la qualita’ del materiale per concedere un prestito (credito su pegno)

 

Quali difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

Come in tutte le cose c’e’ un percorso da fare, inevitabilmente. Siamo tutti bambini che imparano a camminare ,c’e’ chi lo fa’ precocemente e chi segue un percorso normale, poi c’e’ chi ha un appoggio che favorisce e c’e’ chi corre.

Anche nella vita e’ cosi’…e’ un percorso di crescita.

 

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

In fotografia, come in altri ambiti artistici non ci sono attimi giusti ma solo il fattore X.Sono convinto che tutti possiamo fare arte ma solo quelli con quel fattore sapranno distinguersi,indipendentemente dallo studio e dalla voglia di fare.E’ una cosa innata.

 

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

Prevalentemente fotografo still life dove inserisco insetti per complicarmi l’esistenza.Ho molta pazienza e adoro guardare dentro le cose.

Cerco in tutti i modi di non stressare piu’ del dovuto l’insetto, questo e’ quello che mi interessa

 
Cosa ha influenzato il tuo stile?

Decisivo e’ stato il mio lavoro di gemmologo.

Per professione valuto i brillanti con una lente a 10 ingrandimenti.Non basta soffermarsi a guardare l’oggetto prezioso, la brillantezza o i colori, bisogna necessariamente entrare a guardare dentro le cose per valutarne i pregi o i difetti che ne decidono il vero valore.

Questa deformazione professionale influenza positivamente le fotografie che scatto da cui poi ne e’ scaturito uno stile,prima dello scatto ho gia’ in mente cosa voglio vedere nel lavoro finito.

E’ da privilegiati saper vedere dove gli altri non guardano neanche

 

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare ?

Incontro problemi come penso tutti quelli che non ne fanno una professione, il tempo.

Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?

Adoro i gechi, li fotografo spesso perche’ e’ di sera che se ne vedono in giro, ed e’ la sera che riesco a trovare ritagli di tempo per fare qualche foto. Una sera ero intento a fotografare un geco su una foglia, sul tavolo era tutto allestito, scena e sfondo, luci e macchina sul cavalletto,mia figlia viene a darmi il bacio della buonanotte e mi chede cosa stessi facendo, punto il dito sulla foglia e si accorge del geco.Le urla nella notte di mezza estate ancora echeggiano per il quartiere.

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