“Racconti Fotografici” Numero 125: intervista ad Alessandro Picchio

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 125° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Alessandro Picchio, buona lettura.

 

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Mi chiamo Alessandro, ho 44 anni vivo a Macerata e sono un libero professionista. Appassionato di sport ho praticato fino a poco fa la pallavolo a livello semiprofessionistico…poi l’età e gli acciacchi mi hanno portato alla pensione sportiva concedendomi la possibilità di dedicare completamente il mio tempo libero alla fotografia

 

Da piccolo cosa sognavi di fare?

Da piccolo, volevo fare l’ingegnere…ci sono andato vicino; la passione per la fotografia è arrivata più tardi…ma non troppo

 

La prima foto che hai scattato?

Di preciso non ricordo la prima foto in assoluto ma ricordo perfettamente qual’ è stata la prima fotografia naturalistica, il mio genere. Ero a Torino per vacanza, una foto ad uno scoiattolo al Parco del Valentino e da quella amore a prima vista!!!!

 

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perché ?

Un’infinità!!! In primis i grandi della fotografia naturalistica mondiale: Paul Nicklen, Frans Lanting, Vincent Mounier, Bence Mate e Daisy Gilardini; tra i nostri fotografi adoro Marco Gaiotti. Di ognuno cerco di carpire i segreti, ma la strada è lunghissima.

 

Cosa non è per te la fotografia ?

La fotografia non è monotonia non è “punta e scatta” non è “questa la facevo uguale con il cellulare”

 

Qual e` la sfida di ogni scatto?

Provare ad immortalare non tanto un soggetto sconosciuto o raro, quanto le interazioni che intercorrono tra gli animali: coccole tra madre e cucciolo, litigi per un pasto, lotte per la supremazia ecc. Ultimamente ho iniziato a dedicare parte degli scatti ad immortalare i soggetti nell’ambiente naturale, dove spesso è quest’ultimo il vero protagonista.

 

Che cos’è la curiosità?

La curiosità è non fermarsi alla prima informazione che si ha…ma questo vale per tutto…mi piace conoscere a fondo la persona che ho di fronte e lo stesso vale per gli animali che provo a fotografare

 

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?

Ho due “sogni fotografici”: il safari africano ed i ghiacci polari…il primo l’ho esaudito, per il secondo mi sto applicando. Vedere gli animali selvatici nel loro ambiente naturale non deve essere un privilegio per pochi…

 

Qual e` il tuo prossimo progetto?

Il prossimo progetto è un vero e proprio sogno: fotografare l’orso durante le varie stagioni per documentare le eventuali differenze comportamentali.

 

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

Ho sempre scattato foto: da giovane con polaroid, compatte, più di recente con bridge e solo da 4 anni con una reflex…ho fatto alcuni workshop incentrati esclusivamente sulla fotografia naturalistica che mi sono stati di grande aiuto soprattutto per l’approccio con gli animali, poi tanta tanta passione e voglia di scattare foto ogni giorno

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

La difficoltà maggiore è trovare il tempo da dedicare alla fotografia

 

Quali esperienze decisive hai avuto nell’ambito fotografico?

E’ stato un grande arricchimento per me diventare membro dell’A.F.N.I. (Associazione Fotografi Naturalisti Italiani). Mi ha dato la possibilità di conoscere molte persone con la mia stessa passione, molto competenti con cui scambiare idee ed opinioni.

 

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

Conoscere il soggetto che si sta cercando di fotografare!!! Spesso un attimo prima di compiere qualcosa di particolari, ogni animale ha dei piccoli gesti preparatori che permettono poi di scattare immagini interessanti

 

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

Fotografando esclusivamente gli animali l’importante è essere invisibile al fine, in primo luogo, di non disturbare il soggetto, poi per poter scattare immagini con situazioni in cui gli animali sono rilassati: sono queste le foto migliori

 

Cosa ha influenzato il tuo stile?

Come dicevo sono molto attratto dal ritratto dell’animale, cogliere ogni sfumatura di colore, i più piccoli particolari; ultimamente ho iniziato ad aggiungere anche molte situazioni ambientate: ho notato che molte persone neanche conoscono l’habitat di specie spesso molto comuni

 

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare?

In Italia il problema è trovare gli animali!!! Viviamo in un paese altamente antropizzato in cui gli animali vedono il proprio habitat ridursi giorno dopo giorno; non vorrei risultare impopolare tirando anche in ballo la caccia che ha reso gli animali molto diffidenti.

 

Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?

Mi è successo di recente…essendo marchigiano il mio parco dei divertimenti è il Parco Nazionale dei Monti Sibillini: eravamo con la mia compagna alla ricerca del camoscio appenninico. Era tutto il giorno che camminavamo lungo le creste quando decisamente stanchi e demoralizzati decidiamo di fare gli ultimi passi prima di tornare verso casa…ed è all’ultimo secondo che a circa 5 metri da noi notiamo appena sul bordo del sentiero un camoscio che tranquillo stava riposando. Da questo ho avuto la conferma che nella fotografia naturalistica la pazienza è tutto.

 

Link Personali:

//www.facebook.com/alessandropicchiowildphoto/

//www.instagram.com/alessandro_picchio_wildphoto/

 

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