“Racconti Fotografici” Numero 131: intervista a Ermes Mazzali

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 131° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Ermes Mazzali, buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?
Ciao Domenico, un saluto a tutto lo staff e agli utenti del Domiad Photo Network, ti ringrazio per  l’opportunità che mi stai dando, per chi ancora non mi conosce mi chiamo Ermes Mazzali e sono un fotografo professionista della provincia di Mantova. Ho un mio studio fotografico a Motteggiana dove organizzo eventi fotografici come Workshop, Model-Sharing, Shooting-Event, corsi di fotografia, corsi di Photoshop e corsi di formazione a ragazze che vogliono entrare nel mondo della fotografia come modelle.

Da piccolo cosa sognavi di fare?
Mio padre e mio zio grandi appassionati di fotografia paesaggistica mi hanno fatto crescere tra rullini e camera oscura, ma il mio desiderio era quello di diventare un vigile del fuoco. Desiderio che si è anche avverato, nonostante la fotografia sia sempre stata parte integrante della mia vita. Con il tempo la passione della fotografia è tornata a prevalere e come detto prima, oggi sono un fotografo professionista.

La prima foto che hai scattato?
Devo andare molto indietro con i ricordi, la prima reflex l’ho presa in mano a 7, 8 anni e i miei primi scatti credo di averli fatti assieme a mio padre lungo le rive del fiume Po. Una volta scattare e sviluppare aveva un costo e non si scattava tanto per scattare.

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè ?
Il mio fotografo preferito è sempre stato Ansel Adams, il sistema zonale è oggi parte fondamentale degli insegnamenti durante i miei workshop. Henry Cartier Bresson è stato fonte di ispirazioni, le sue citazioni ancora oggi sono parte del mio modo di fotografare: fotografare è porre sulla stessa linea la mente, gli occhi e il cuore.

Cosa non è per te la fotografia ?

Per me la fotografia non è volgarità! Amo l’eleganza e gli scatti sussurrati. Oggi si cerca di far scalpore per emergere, si cerca i like in foto provocatorie, per me quello è ciò che non deve essere la fotografia. Rispetto chi lo fa, ma come detto prima, a me piace che nelle mie foto, cervello, occhio e cuore siano sulla stessa linea.

Qual è la sfida di ogni scatto?

La sfida in ogni mio scatto è riuscire a catturare emozioni, il cuore appunto. Esprimere naturalezza anche quando sto guidando i soggetti. Mi piace scavare e lasciare che le foto parlino da sole, senza la necessità di doverle spiegare.

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare?
Se devo essere sincero non ho nessuna cosa o persona che mi piacerebbe scattare. Tutti abbiamo un mondo da raccontare dentro di noi e ogni persona che arriva e mi chiede un servizio fotografico è per me una gioia ritrarla nel suo mondo.

 

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?
La gavetta è stata fatta con diversi fotografi ma una volta individuato il mio stile e il mio modo di fotografare, ho voluto continuare con le mie gambe.

 

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?
Non sono il fotografo che coglie l’attimo, a me la fotografia piace studiarla, vederla prima di scattarla e anche se amo la naturalezza, il soggetto ritratto arriva pian piano a mostrarsi come i miei occhi l’avevano visto.

 

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?
Far sentire a casa e a proprio agio una persona è fondamentale per la riuscita del servizio. Il rapporto rimane sempre molto professionale, è un lavoro e la professionalità è alla base.

 

Cosa ha influenzato il tuo stile?
Il mio stile è influenzato dal passato, dal bianco e nero, dalla ricerca del sentimento e della naturalezza. Io credo che ognuno di noi, quando scatta mostri la propria natura e il proprio modo di essere. Ovviamente tutti i libri letti e le fotografie viste hanno indubbiamente fatto archivio nel mio background fotografico.

 

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare ?
I problemi che incontro sono quelli di far capire alla gente che essere ritratti non è una cosa d’élite. Non è necessario essere fotomodelle o fotomodelli per fare un servizio fotografico. La nostra UNICITA’ merita pagine e pagine di fotografie nel proprio book!

 

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