“Racconti Fotografici” Numero 134: intervista ad Andrea Leone

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 134° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Andrea Leone, buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?
46 anni, romano, da sempre appassionato di tecnologia, e con doti manuali sopra la media. Ho sempre “smontato” di tutto, e non sempre riuscivo a rimontarlo, dagli stereo anni 80, ai video registratori, passando per i carburatori e i motori, di moto e motorini, che ho avuto nel tempo. Ho amici storici da sempre, sono molto socievole, ma anche scorbutico con chi non sopporto, soprattutto usando il sarcasmo. Ho sempre fatto le cose a modo mio, ogni lavoro, ogni hobby, ho sempre messo il mio tocco, anche toppando alla grande, ma non mi sono mai fatto influenzare dalle persone o dalle circostanze…
Ho iniziato a fotografare quasi per caso ad agosto 2014, quando mia moglie mi chiese, prima di andare in vacanza, una di quelle macchine fotografiche “grosse nere”…

… la mia perplessa risposta, fu “si chiamano Reflex! ma non basta comperarla, per usarle, quelle devi studiare un bel po’, e il tempo e la voglia per farlo sono sempre pochi”… Dopo pochi giorni, iscrittomi al Nikon Club Italia, chiesi consigli sull’acquisto di una fotocamera per uso amatoriale. Ebbi diversi suggerimenti e alla fine optai per una Nikon D5300, che ancora posseggo.
Una volta arrivata, cominciai a sperimentare, quel poco che avevo appreso sui gruppi, facendo di fatto le prime 50 foto totalmente “nere”! Poi, una volta capito, che per il momento avrei dovuto usare la modalità automatica, passai ai fiori sul balcone e al gatto… Dopo 4 anni, è diventato il mio lavoro

Da piccolo cosa sognavi di fare?
Da piccolo sognavo un lavoro che mi permettesse di viaggiare e conoscere posti nuovi, un lavoro che mi facesse svegliare felice, e una mia famiglia serena. Adesso, posso dire di averlo realizzato, anche se vorrei dare molto di più.

La prima foto che hai scattato?
Se parliamo di epoche recenti, cioè, da quando ho iniziato questo percorso, è stato ad un fiore sul balcone. Invece se parliamo come prima foto in assoluto, credo negli anni 80, con una polaroid

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè ?
Adoro tutti i grandi, perché mi piace ogni genere, ma ho un debole per i reporter, soprattutto quelli che opearano in zone difficili, come la mia collega Cristina (per gli amici Chiri), anche se ancora è uno di quei generi che per circostanze varie non riesco a fare. Mi piace lei, perché riesce a trasmettere, il vero senso della fotografia da reporter, cioè l’anima dei soggetti che fotografa, senza “manomettere o acchittarsi” la scena.

Cosa non è per te la fotografia ?
Non per forza la realtà a cui siamo abituati, ma solo singola interpretazione (salvo rare eccezioni, vedi sopra).

Qual e` la sfida di ogni scatto?
Soddisfare la mia vista e il mio gusto, sempre di più, e trasmettere quello che in quel momento sto vivendo

Che cos’e` la curiosita`?
La curiosità, è la benzina che ci spinge a sperimentare cose nuove e realizzarle, o magari realizzarne altre, a cui non avevi minimamente pensato. Spesso ci porta a fare errori, ma poi ci permette di aprire la mente in qualsiasi circostanza o esperienza. Senza curiosità, mi sentirei una persona inutile

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?
Zone e paesi complicati da vivere, per capire e far capire effettivamente che si può essere felici, anche con molto meno di quello che abbiamo o pretendiamo. Poi sarei entusiasta di un tour fotografico in Amazzonia.

Qual e` il tuo prossimo progetto?
Il mio prossimo progetto, è una “cooperativa” di professionisti dell’immagine (che in parte ho già creato), dove si lavora in armonia, e tutti collaborano, assimilando di fatto gli uni dagli altri, con un obiettivo comune

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?
Ho iniziato (come professione), sostituendo un fotografo ad una serata aperitivo, per due spicci. Con enorme paura, ci sono andato, pensando soprattutto a non fare brutte figure, ma al contempo consapevole, che nessuno mi avrebbe ucciso se l’avessi fatta. Da lì, sono stato chiamato più volte, anche in altre situazioni, e spesso mi sentivo dire “eh ma per quella cifra, ma sei matto ad andare”? Ero consapevole che mi stavo svendendo, ma così facendo, acquisì esperienza e occhio che ancora non avevo. Adesso, sono spesso a fotografare eventi importanti, girando mezza Italia… e il fotografo che avevo sostituito? Adesso è un mio caro amico, nonché collega di studio.

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?
Le difficoltà maggiori, si hanno con i rapporti interpersonali, spesso si è preda di critiche pesanti o addirittura feroci, da parte di perfetti sconosciuti e semplicemente per delle foto. A livello tecnico invece, per i primi anni, non riuscivo a fare quello che realmente volevo, con le luci (e ancora non ci riesco)…

Quali esperienze decisive hai avuto nell’ambito fotografico?
Le decisive, sono state nei primi periodi, dove mi cimentavo a fotografare la mia amata Roma, riscuotendo anche un discreto “successo” sui social. Le successive tappe, sono state quando, dopo appena due anni, mi sono ritrovato fotografo ufficiale (grazie all’agenzia Thelma&Friends che mi volle a tutti i costi), della Michelin revelation star a Parma (stelle Michelin), dove ero l’unico accreditato a stare in platea, nello splendido teatro regio di Parma, per riprendere l’evento.

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?
Allenare l’occhio alle situazioni. Il corpo ha un suo linguaggio e determinati movimenti o posture, danno l’idea di quello, che poi potrebbe accadere dopo, e che bisogna cogliere, ma anche il fattore C, ha la sua importanza.

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?
Rapporto amichevole, cercando di stare tutti a proprio agio, senza forzare troppo le cose. Anche delle sane battute, aiutano la riuscita dello scatto.

Cosa ha influenzato il tuo stile?
Le geometrie, le simmetrie. Le cerco sempre, anche inconsciamente e le luci artificiali, sono quasi un’ossessione!

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare ?
I problemi sono solo di tempo, per farlo per hobby, cosa che non riesco più a fare e spiegare ai non addetti ai lavori, cosa sia la fotografia

Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?
La prima volta che ho preso la fotocamera in mano, cercavo il comando elettrico per lo zoom, non sapevo si facesse “a mano”… l’ho capito parecchie ore dopo, dopo varie ricerche su google!
Non ho altre domande, ma solo ringraziamenti a tante persone che vorrei elencare:
-in primis a mia moglie Cleide, la mia benzina, colei che mi appoggia in tutte le scelte, anche le più assurde e mi stimola fare sempre meglio
– Mia mamma che adesso non c’è più, che mi diceva sempre e in tempi non sospetti, che sarei diventato “qualcuno” come fotografo
– Il mio amico Matteo Bertetto, con cui ho iniziato questo percorso, poi prendendo strade diverse (in ambito fotografico). Posso contare sempre su di lui. E ovviamente la compagna Daniela
– gli altri miei due amici ormai fraterni e anche colleghi, Daniele Raffaelli e Alessandra Giudice, grazie ai quali sono cresciuto molto, e sto crescendo ancora
– Thelma e Stefania della Thelma&Friends, con le quali ho instaurato un rapporto ormai familiare e che sono state tra le prime a credere in me
– poi gli altri miei collaboratori, con cui condivido il mondo della notte, Marco, Emanuela, Matteo e Michele

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