“Racconti Fotografici” Numero 155: intervista a Mattia Crasti

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 155° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Mattia Crasti, buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Salve sono Crasti Mattia , ho 41 anni sono nato a Tirano in provincia di Sondrio. Lavoro in una lavanderia e la fotografia per me è semplicemente un bellissimo hobby dal 2015

Da piccolo cosa sognavi di fare?

Se non ricordo male il primo desiderio era di diventare veterinario

La prima foto che hai scattato?

1989 . Avevo 11 ed ero in vacanza in Francia, scattata con una Pentax a rullino di mio padre e come soggetti i miei genitori.

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè ?

Non ho dei nomi di riferimento specifici, dai paesaggisti ai ritrattisti cerco di rubare dei trucchi a chi scatta foto che mi colpiscono

Cosa non è per te la fotografia ?

La volgarità che vedo in molti scatti con modelle, la smodata manipolazione in post produzione

Qual e` la sfida di ogni scatto?

Riuscire ad avere lo scatto finale come lo vede la mente

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?

Paesaggisticamente l’Islanda e l’aurora, la ritrattistica qualche personaggio famoso espressivo tipo De Niro o Jack Nicholson per intenderci

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

Non mi sento un fotografo al momento, credo che la strada per sentirsi tale sia ancora molto lunga

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

La mancanza di confronto con altri fotografi, qualcuno che potesse dare delle dritte mentre mi avvicinavo al mondo reflex per quanto riguardasse acquisto di attrezzature e scatto.

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

Tanta fortuna, la foto puoi prepararla, studiarla , ma spesso ci vuole solo fortuna

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

Di carattere sono molto chiuso, quindi per eseguire un ritratto devo conoscere un po’ il soggetto per entrare in sintonia e scattare senza sentirmi in apprensione su come sarà lo scatto

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