“Racconti Fotografici” Numero 180: intervista a Gabriele Parise

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 180° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Gabriele Parise, buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono?

Buongiorno a tutti mi chiamo Gabriele e abito in provincia di Padova, nella vita faccio l’operaio e ho la grande passione per la fotografia che ormai faccio da circa quattro anni, o meglio la facevo anche prima ma con il classico cellulare e senza avere studiato (anche se autodidatta), poi un giorno entrando in un negozio ho visto c’era una pubblicita’ di un corso di fotografia, da li mi sono preso la reflex e sono partito con questo hobby e ora non mi spiacerebbe se diventasse un lavoro.

Da piccolo cosa sognavi di fare?

Da piccolo sinceramente si hanno tanti sogni e non ne ho mai avuto uno fisso se non come per quasi tutti i ragazzini era di diventare calciatore, altra mia grande passione che ho dovuto smettere per un infortunio.

La prima foto che hai scattato?

La mia prima foto che ho scattato (se parliamo di reflex) sono quasi sicuro era un paesaggio, tutti bene o male siamo partiti così, con paesaggi, fiori, street. Poi con il tempo ho capito che il mio genere preferito è il ritratto.

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri?

Di fotografi cui mi ispiro non ne ho uno in particolare, prendo un po’ da tutti perché, penso che ognuno ha la sua arte e può farti crescere, questo può essere da quello famoso al nuovo fotoamatore, la fotografia ha tante sfaccettature, se devo fare dei nomi comunque importanti seguo Giovanni Gastel e Steven McCurry

Cosa non è per te la fotografia?

Difficile dire cosa per me non è la fotografia, siamo un po’ tutto artisti chi più e chi meno ha la fortuna di avere qualcosa di naturale da far esprimere. E comunque penso di non essere nessuno per potere dire cosa non lo è.

Qual’è la sfida di ogni scatto?

La sfida per ogni mio scatto e migliorare già in questa fase, partire quindi da una buona foto di base in modo da non lavorarci troppo in post produzione per correggere eventuali errori. Adattarsi ad ogni ambiente e specialmente la luce, cercando di trovare il meglio per ogni foto, lavorando poi anche sulla composizione dello scatto.

Che cos’è la curiosità?

La curiosità penso serva a scoprire cose nuove, un po’ come quando si è bambini che facciamo un sacco di domande.

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare?

Come dicevo il mio genere preferito è il ritratto ma ultimamente sto provando anche la macrofotografia e l’avifauna che mi danno grandi soddisfazioni. E qui si cerca sempre qualcosa di bello da fotografare ed ogni uscita può regalare qualcosa di nuovo ed emozionante.

Qual’è il tuo prossimo progetto?

Progetti io vado un po’ controcorrente e non ne ho, di solito mi organizzo in base alla modella e alla location.

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

Lungo il percorso le difficoltà sono più che altro organizzarsi per gli shooting, essendo un hobby bisogna far coincidere i tempi con il lavoro con la modella e con il meteo visto scatto prevalentemente in esterna. Poi un altra cosa difficile e fare qualcosa di nuovo uno scatto che non sia il solito, questa ogni volta è una sfida e non sempre accade di portare a casa la novità, anzi!

Che cosa è necessario per potere cogliere l’attimo giusto?

Per cogliere l’attimo giusto bisogna essere sempre concentrati in quello che si sta facendo, e pensare più avanti di quello che sta per accadere, solo cosi si posso cogliere gli attimi, mi piacerebbe infatti partecipare a qualche matrimonio o eventi di questo genere per cogliere le emozioni delle persone.

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone che vuoi ritrarre?

Con il soggetto cerco di entrarci subito in simpatia e cerco di fargli capire che può fidarsi di me, uno shooting deve essere un divertimento , perché avere una persona a suo agio davanti l’obbiettivo e molto importante che si nota poi nella foto.

Cosa ha influenzato il tuo stile?

Il mio stile non penso sia influenzato da qualcosa ma mi viene tutto naturale, quando sono dietro l’oculare sembra che tutto venga da sé. Poi invece in fase di post produzione il mio stile cambia in base al tipo di scatto e a cosa voglio far percepire.

Il mio instagram e gabry79ph

Facebook Gabriele Parise

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