“Racconti Fotografici” Numero 188: intervista a Monica Tuzzato

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 188° edizione , oggi intervistiamo la fotografa Monica Tuzzato, buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono?

Sono Monica Tuzzato nata a Mestre (VE) nel 1963, dove ho vissuto, fino a quando mi sono sposata. Da allora risiedo a Orzinuovi (BS); ho un figlio. Sono fotografa solo per passione, in modo costante dal 1985. Ho partecipato ad alcune mostre collettive e ho allestito nel 2018 e 2019 una mostra personale a Pompiano.

La prima foto che hai scattato?

La prima foto l’ho scattata a mia nonna paterna, con una Kodak da taschino, quando ero ancora una ragazza. Quell’istantanea è stata inserita negli album di fotografie di mio padre, anche lui un appassionato a quella che oggi è ormai considerata un’arte a tutti gli effetti. Tuttavia, le fotografie di una certa rilevanza risalgono al 1986, quando mio marito mi regalò la prima vera e seria macchina fotografica, una Fuji stx 2 analogica. Cominciai a riprendere paesaggi di montagna, perché mi piacciono molto. Comunque, uno spunto per proseguire con più interesse lo trovai dopo la nascita di mio figlio. Oltre a lui, per ritrarne i suoi primi anni di vita, ho iniziato a fotografare anche le persone e fiori.
Con l’avvento del digitale acquistai la mia prima reflex,una Pentax Kx per poi aggiungerne altre,da li la passione si rafforzò sempre più diventando vero e proprio amore,mi piace scattare a colori ma amo molto anche il bianco e nero.

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perché?

Non ho fotografi che mi ispirano, essendo un’autodidatta. Ho cominciato per hobby e i primi insegnamenti li ho appresi da mio padre. Poi, mi sono confrontata con tanti amici fotografi e cercando di migliorare nello studiare i loro scatti e acquistando qualche rivista dedicata ad essa.

Cosa non è per te la fotografia?

Per me la fotografia non è una perdita di tempo, ma un’emozione sempre nuova, che coltivo ogni giorno.fa parte del mio vivere quotidiano.

Qual è la sfida di ogni scatto?

Una sfida quotidiana nel cercare il meglio, nel perfezionarmi in continuazione, anche se non sempre ci riesco.

Che cos’è la curiosità?

Il desiderio di sapere, di conoscere, ma soprattutto di vedere. Tutto mi incuriosisce: dalla piccola foglia al paesaggio.

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare?

Il mio sogno sarebbe quello di fotografare da un aereo o in una pista di F1, ma non posso permettermelo.

Qual è il tuo prossimo progetto?

Momentaneamente non ho un progetto particolare. Finora ho partecipato a piccoli concorsi dove le mie foto sono state esposte; ho ricevuto una menzione d’onore e altri apprezzamenti,espongo le mie foto anche a feste di paese; sono stati pubblicati due calendari con le mie immagini: uno per la Banda Musicale città di Orzinuovi che simpaticamente mi ha dato il nomignolo Tuzzy, l’altro dedicato ad alcune gentili signore di paese che desideravano farsi ritrarre.Vorrei poter dedicarmi di più a questa mia passione,ma essenndo moglie e mamma ho impegni giornalieri con la famiglia.
Comunque spero di poter fare al più presto qualche mostra assieme a qualche amico e non voglio arrendermi ,per evolversi bisogna fare esperienze nuove.

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

Le difficoltà maggiori per me le riscontro nel fotografare in luoghi con poca luce o di notte. Preferisco fotografare di giorno o   di sera con le luci della città.

Quali esperienze decisive hai avuto nell’ambito fotografico?​

Il dolore per la scomparsa di mio padre mi ha indebolita non poco, ma la mia forza d’animo legata a questa passione mi ha aiutato a rialzarmi e a cimentarmi in autoritratti. in cui penso di aver raggiunto un buon livello. Ora fotografo per lui e per chi mi ha aiutato in questo triste momento. Sono grata a chi ha creduto e crede in me. La fotografia è un attimo… è quell’istante in cui riesci a far tesoro  delle emozioni che ti dà.

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

Credo che per cogliere l’attimo giusto bisogna armarsi di pazienza, ogni fotografia anche la più semplice nasconde qualcosa che noi dobbiamo scoprire, osservando attentamente dall’obiettivo. Abitando fuori paese e lontano dalla mia famiglia d’origine ho potuto riscoprire la natura semplice che mi circonda.

Cosa ha influenzato il tuo stile?

C’è una frase di Leonardo da Vinci che ha influito parecchio su di me: “I dettagli fanno la perfezione e la perfezione non è un dettaglio”. Io nei miei scatti vedo anche questo,perchè uno scatto non è mai perfetto al 100% anche se sei il fotografo più apprezzato.

Monica Tuzzato

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