“Racconti Fotografici” Numero 226: intervista a Fabrizio Audano

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 226° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Fabrizio Audano, buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Ciao a tutti, mi chiamo Fabrizio sono nato ad Asti nel 1981 e cresciuto a Costigliole d’Asti, un piccolo ma bel paesino che mi ha dato parecchi spunti sopratutto all’inizio della mia esperienza fotografica.

Da piccolo cosa sognavi di fare?

Da piccolo, quando la gente mi chiedeva cosa volevo fare da grande rispondevo il pittore, passavo molto tempo a disegnare e ora dipingo… con la luce.

La prima foto che hai scattato?

Difficile ricordarsi il soggetto e il periodo, ma sicuramente con qualche macchinetta economica a rullino di mia madre. Mi e’ sempre piaciuto, ma con la pellicola si aveva poca liberta’ di sperimentazione.

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perché ?

Passo molto tempo a guardare foto online cercando diversi spunti 500px, facebook e instagram, ma se mi chiedete il nome di un fotografo che ammiro veramente mi viene in mente Alberto Ghizzi Panizza. Penso sia il miglior fotografo italiano e non solo… di qualsiasi genere, ma sopratutto alle macro.

Cosa non è per te la fotografia?

Potrebbe essere quando una foto viene modificata a tal punto da passare alla digital art, tipo sostituzione di cieli o aggiunta di cose che non erano presenti nella realta’.

Qual e’ la sfida di ogni scatto?

Riuscire a interpretare e rendere visibile ad altri quello che vedo nella mia testa al momento dello scatto, dalla composizione alla postproduzione piu’ o meno spinta.

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?

Tante e troppe cose, ma forse quella che preferirei e’ l’aurora boreale e i paesi nordici.

Qual e` il tuo prossimo progetto?

Non faccio progetti ma cerco di rendere al meglio quello che mi colpisce di una situazione sul momento.

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

Come dicevo ho iniziato con una macchina a rullino economica, poi con l’arrivo del digitale e la prima compatta avro’ scattato migliaia e migliaia di foto… ma in maniera piu’ seria solo da 7 anni con la prima reflex, iniziando a cercare di capire il funzionamento e anche a sperimentare la postproduzione. Tutto in maniera autonoma e senza aver fatto corsi.

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

La difficolta’ maggiore e’, come credo per tutti, farsi conoscere tra la marea di fotografi che ci sono al giorno d’oggi.

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

Essere sul posto giusto al momento giusto e con la luce giusta.

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

I miei generi preferiti sono la paesaggistica, la macro e in parte still life. A persone scatto poco quindi non e’ che devo instaurare molti rapporti se non con gli insetti.. hahaha…

Cosa ha influenzato il tuo stile?

Stile non credo di averne uno, ma varia in base alla situazione che ho davanti. Va un po a “sentimento”, sopratutto nella post.

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare?

Problemi al giorno d’oggi ce ne sono ben poche grazie alla tecnologia. Dalle reflex con prestazioni incredibili fino a poco tempo fa alle risorse del web che permettono di pianificare alla precisione qualsiasi uscita. L’unica incognita viene dalle condizioni meteo.

Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?

Ce ne sarebbe uno, ma al momento non si puo’ dire. Hahaha.

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