“Racconti Fotografici” Numero 239: intervista a Roberto Ercolani

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 239° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Roberto Ercolani, buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Intanto buona luce a tutti. Mi chiamo Roberto Ercolani e quest’anno festeggio 50 anni di fotografia. A sedici anni, mentre frequentavo l’Istituto Statale d’Arte, mi comprai

la prima macchina fotografica, una biottica cinese usata ed un amico, molto generoso, mi regalò la sua camera oscura. Da quel momento è iniziato il mio lungo percorso nel mondo della fotografia, per cui mi sono ritrovato ad affiancare allo studio delle discipline artistiche anche la tecnica fotografica. Grazie alla fotografia ho potuto documentare quella che poi sarebbe diventata la mia professione: il restauro dei beni culturali. Tale condizione mi ha permesso di approfondire la fotografia delle opere d’arte e di architettura, che poi ho esteso, per diletto, alla rappresentazione del paesaggio urbano e naturalistico.


Da piccolo cosa sognavi di fare?

Esattamente quello che poi ho realizzato: lavorare ed esprimermi nel campo artistico.

Il restauro finalizzato al recupero delle opere d’arte l’ho vissuto con la stessa passione con cui ho coltivato la tecnica fotografica, tanto da farla diventare il mio fondamentale mezzo espressivo.

La prima foto che hai scattato?

Nella prima foto, scattata durante i laboratori all’Istituto d’arte, ho realizzato un ritratto ad una compagna di scuola, ispirato all’arte psichedelica.

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perché ?

I fotografi la cui opera mi ha appassionato e che ho studiato seriamente, sono Ansel Adams, Edward Weston, Cartier Bresson ed i nostri Gabriele Basilico e Mimmo Jodice.g

 

Cosa non è per te la fotografia ?

Non è sicuramente un hobby, l’ho sempre considerata una grande passione ed una espressione artistica.

Qual e` la sfida di ogni scatto?

Che il soggetto visualizzato con gli occhi e con la mente, si realizzi esattamente nell’immagine ricercata.

Che cos’è la curiosità?

Andare alla ricerca del non consueto, della diversità che fa la differenza. Quando mancano questi presupposti, la fotografia può anche essere noiosa.

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?

In questi ultimi anni ho fotografato molto il paesaggio naturale ed urbano, cercando di coglierne le manifestazioni straordinarie che ci riservano sia la natura, sia i manufatti dell’uomo.

Qual e` il tuo prossimo progetto?

Fotografare l’acqua in tutte le sue forme.

 

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

Esperienza sul campo con un fotografo di opere d’arte e la pratica in maniera costante.

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

Nessuna in particolare.

Quali esperienze decisive hai avuto nellambito fotografico?

La realizzazione di mostre personali e collettive, la pubblicazione di foto in libri a carattere storico-artistico, un fotolibro b/n ed una guida artistica della mia città.

Che cosa è necessario per poter cogliere lattimo giusto?

È fondamentale la conoscenza della tecnica fotografica ed una sensibilità particolare nella visualizzazione dell’immagine.

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

Conoscere non in maniera superficiale il soggetto che voglio ritrarre.

Cosa ha influenzato il tuo stile?

Probabilmente la passione per alcuni grandi fotografi, in modo particolare Ansel Adams.

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare ?

Credo che la tecnologia digitale, che oggi in parte utilizzo, non riesca ad eguagliare il processo analogico della camera oscura.

Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?

L’aver fotografato sulla cima del Gran Sasso uno scalatore e scoprire dopo due ore, incontrandolo, di essere stato fotografato a mia volta.

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